ECOPOLIS: L'ultimo numero
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Numero 323, 2012-02-09 Iscr. Registro Tribunale di Padova n. 1920 del 14/12/04 - Direttore Donatella Gasperi |
| Primo Piano |
| Le scriventi Organizzazioni Sindacali, hanno preso visione della proposta di Bilancio 2012, approvata dalla Giunta Regionale del Veneto, il 29 dicembre 2011, che contiene per il capitolo Mobilità, viabilità e infrastrutture. Il taglio proposto per il 2012 è di 25.495.285,61 euro per il trasporto ferroviario regionale, e di 34.597.246,21 euro per il trasporto pubblico locale rispetto al bilancio consuntivo 2010. Prendiamo atto che la situazione permane di straordinaria gravità con una ulteriore riduzione di risorse per l’anno 2012 nonostante i ripetuti pronunciamenti sulla “priorità del trasporto pubblico”. E’ francamente inaccettabile che la Regione non usi tutte le entrate correnti vincolate al trasporto pubblico locale per finanziare la gestione corrente. Siamo determinati a rivendicare che i 16 milioni di euro di prestiti che gravano sul TPL per l’anno 2012, sia pagati con spesa in conto capitale o con risorse del bilancio regionale. Inoltre la Regione dovrebbe mettere a disposizione del servizio risorse del proprio Bilancio per favorire il mantenimento dei servizi e attrarre nuova utenza grazie al miglioramento degli indici di regolarità, puntualità, frequenza, qualità a bordo e a terra. Nella spesa per i servizi ferroviari regionali mancano ai bisogni dell’attuale servizi ferroviario, sottoscritti con i contratti di servizio, non meno di 25,5 milioni di euro (taglio superiore al 17%).La spesa regionale veneta per i serviziferroviari è di gran lunga la più basse delle regioni italiane. I 300.000 pendolari veneti si troverebbero a dover coprire con un nuovo aumento delle tariffe ben 61 milioni di euro. Significa che si dovrebbe aumentare a dismisura le attuali condizioni tariffarie in un contesto di graduale peggioramento del servizio Le Organizzazioni sindacali consapevoli che lo spazio di manovra, complice la crisi e i ritardi nel riconoscerla e agire con misure anticicliche, è ristretto, con grande senso di responsabilità chiedono al Consiglio Regionale di assumere l’impegno di garantire almeno le stesse già insufficienti risorse dell’anno 2011. I Segretari Regionali Generali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, FAISA, FAST, ORSA |
| Ambiente |
| Aderisco volentieri all’invito a precisare alcune ulteriori ragioni di contrasto al progetto di Auditorium. La vicinanza alla Cappella degli Scrovegni non determina solo i rischi idrogeologici residui, già segnalati dagli specialisti; prefigura una situazione di allarme che riguarda più ampiamente l'ambiente e il paesaggio. Quest'ultimo, come sistema di relazioni non soltanto visive, ma ecologiche, storiche e culturali, quali quelle che la Convenzione Europea del Paesaggio, prima ancora del Codice del 2004, ci impone di prendere in considerazione. Al di là dell'ovvio rispetto per Giotto, è l'intero contesto a richiamare l'attenzione sull'invasività del progetto. Questa strategia, che implica la riduzione di ogni superfetazione e di ogni fattore di degrado o di ulteriore pressione, la conservazione attiva delle Mura e di ogni preesistenza di pregio, la rifunzionalizzazione idraulica, la difesa degli spazi verdi e della vegetazione ripariale, la restituzione ai fiumi delle loro fasce di pertinenza, interessa in particolare l'intorno del Piovego in cui ricade il progetto (dell’auditorium, n.d.r.). La realizzazione del progetto in questione sembra andare in direzione opposta a quella strategia e perdere l'opportunità di innescarla in un nodo chiave del territorio padovano. (*) Architetto dal 1959, Professore ordinario di urbanistica, già Presidente del Corso di studi in pianificazione e Vice-rettore al Politecnico di Torino, già Direttore del Centro Europeo di Documentazione sulla Pianificazione dei Parchi Naturali (CED-PPN),Coordinatore scientifico di vari Piani urbanistici, territoriali e paesaggistici e di vari Parchi nazionali e regionali (Gran Paradiso, Colli Euganei, AlpiApuane, Cilento e Vallo di Diano, Monti Sibillini, Vesuvio, Beigua, Gargano…), Membro del Comitato Scientifico della Rete per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, Autore di numerose ricerche e pubblicazioni sui temi dell’ambiente, della natura e del paesaggio. Roberto Gambino, urbanista * |
| Democrazia Urbana |
| L’associazione AR/CO (Architettura Contemporanea), con una lettera inviata lo scorso 27 gennaio al sindaco Flavio Zanonato e all’assessore Silvia Clai, chiede di intitolare una via o una piazza di Padova all’artista e percettologo Manfredo Massironi. L’appello è stato sottoscritto dalle associazioni Alvise Cornaro, Carex2000, Legambiente, Italia Nostra e Accademia Galileiana, oltre che da 115 personalità padovane legate al mondo dell’arte e della cultura. Dopo una breve esperienza dedicata alla pittura, nel 1959 Massironi partecipa al Premio San Fedele di Milano con l’opera "Cartone ondulato", costituita dalla giustapposizione di semplici cartoni industriali da imballaggio. La loro tessitura, sotto la luce, provoca una condizione di instabilità percettiva, che ne fa vibrare le onde, producendo una conseguente sensazione di movimento. L’opera è “concettuale” e ricorda, per certi versi, l’avventura della “Fontana” di Marcel Duchamp. Ne nasce una polemica riguardante l'ammissione alla mostra: Stefano Cairola, presidente della giuria, ritiene che l’opera non sia degna di essere esposta e si dimette per protesta. In difesa di Massironi si schierano invece Lucio Fontana e Giulio Carlo Argan. Successivamente, Massironi espone presso la galleria “Azimuth” di Milano, guidata da Enrico Castellani e Piero Manzoni; mantiene i contatti con Enzo Mari, Bruno Munari e il gruppo T. Con il Gruppo T, nella sede di via san Pietro 3 a Padova, organizza mostre e conferenze, al fine di promuovere e divulgare l’arte moderna. Tutta nello spirito Dada la mostra “A porte chiuse: nessuno è invitato a intervenire” (11-13 dicembre 1960) a dimostrare che nel gruppo vive un’ironia critica, mai sopita. In questa direzione va letta la mostra dedicata al “panettiere Giovanni Zorzon” (18 marzo 1961). Nelle foto documentarie si notano forme di pane galleggianti e appese a parete (il panettiere è personaggio d’invenzione, anche se l’assonanza con Giorgione è certamente voluta). Nella mostra itinerante del 1962, presentata da Umberto Eco e svoltasi nello showroom Olivetti di Milano, nasce il termine "Arte programmata", destinato a riassumere i diversi termini della tendenza, denominati di volta in volta come arte cinetica, ricerca visuale, arte gestaltica. Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1964 e le grandi esposizioni collettive nelle città europee e degli Stati Uniti, nel 1965 il Gruppo N si scioglie, a causa di nascenti conflittualità interne: le difficoltà del mercato dell’arte e le crescenti soggettività impediscono il prosieguo dell’esperienza. Lo stesso anno però, con Biasi e Landi, Massironi fonda il Gruppo Enne 65, influenzato dall’arte optical e dall’ambient enviroment. Nel 1967 Massironi si ritira dalla scena artistica, pur continuando a ricercare con lavori dedicati al valore di “cornice” e superficie, e insegna psicologia sperimentale presso le Università di Padova, Roma e Verona. Muore dopo lunga malattia il 30 novembre 2011. Sintesi a cura di Alessandro Macciò, redazione di ecopolis |
| Cemento Che Ride |
| Dal mini-saggio originale di Gabriele Righetto Dalla riconformazione rionale ai giardini produttivi in un paesaggismo induttore di nuova ricchezza (scarica qui l’originale) Esiste una precisa correlazione tra edificato e popolazione (…). I luoghi possono esprimere anche una dimensione vasta che fa riferimento alle comunità estese e in tal caso dovremmo parlare non tanto e non solo di luoghi, ma di Perluoghi, ossia di contesti territoriali e culturali caratterizzati da un’identità condivisa (…). La presenza dei giardini di rione e di isolato significa riportare equilibri di microclima e riparametrazione energetica tra rione e contesto generale, secondo una visione scalare del pianeta che in modo integrato va dal locale al globale, secondo la prospettiva che viene definita “Lobal” (locale integrato nel globale). Nella riconformazione rionale va compreso un aumento di territorio aperto, una connessione più ampia e continua con i cunei verdi e una compensazione tra aumento del territorio aperto a livello rionale e un equilibrato mutamento dell’edificato in termini di verticalità non impattante. Nella ricostituzione evolutiva dei corridoi paesaggisti è rilevante il recupero dei corridoi fluviali, aspetto di rilievo per una regione dei fiumi qual è il Veneto, non soltanto nella loro valenza terapeutica per i paesaggi ‘malati’, ma come investimento anche economico volto alla promozione turistico culturale. Ciò comporta un valore patrimomoniale e immobiliare elevato in quanto aperto alla flessibilità d’uso, alla riconversione rispetto ai mutamenti sociali, tecnoscientifici e produttivi. Insomma un salto dalle zone produttive intese come vuoti a perdere o disagi ambientali emersi nell’indifferenza, per passare invece a luoghi vivibili, durevoli e perciò mutabili in senso evolutivo e incrementatori di ricchezza socioambientale. |
| Media e Messaggi |
| L’edizione 2012 di Progetto Fuoco, Mostra internazionale di impianti ed attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna (a Verona dal 22 al 26 febbraio) - si colloca in un momento particolarmente importante per il settore “legno-energia” in Italia. A Verona non mancherà AIEL, l’associazione italiana energie agroforestali che ha sede operativa a Padova presso agripolis, associazione no profit nata nel 2001 con il fine di promuovere e diffondere le fonti energetiche rinnovabili di origine agricola e forestale nonché lo sviluppo del loro utilizzo energetico per fini civili ed industriali. Gli eventi che AIEL organizzerà in occasione della cinque giorni veronese sono riconducibili ai principali aspetti che influenzano la dinamica e lo sviluppo dei diversi segmenti di mercato. Ogni giorno di Progetto Fuoco, dal mercoledì al sabato, si svolgerà un convegno completamente dedicato a un argomento cardine del legno-energia. Mercoledì sarà dedicato al tema delle emissioni della combustione del legno in apparecchi domestici. Il workshop vedrà il coinvolgimento di alcuni dei principali esperti internazionali del settore. Giovedì il tema affrontato sarà quello delle biomasse legnose da filiera corta, i principi e le condizioni per l’attivazione e la quantificazione dei benefici socio-economici. La giornata di venerdì sarà dedicata al mercato internazionale del pellet, con il 3rd International Pellet Forum – www.pelletforum.it - al quale parteciperanno alcuni dei principali esperti internazionali del settore che ci aiuteranno a capire le dinamiche del mercato, sia del pellet sia delle stufe, senza tralasciare gli approfondimenti sui sempre più importanti temi della qualità e della sostenibilità. Scarica la brochure degli eventi sul sito di AIEL www.aiel.cia.it Annalisa Paniz - AIEL |





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