ECOPOLIS: numero di ecopolis


Ecopolis newsletter socio-ambientale di Padova

Numero 119, 2007-07-19 Iscr. Registro Tribunale di Padova n. 1920 del 14/12/04 - Direttore Donatella Gasperi



Primo Piano


Rifiuti tossici sotto Psicologia, a presto la bonifica
Nei giorni scorsi sono arrivate a Legambiente diverse segnalazioni riguardo un presunto inquinamento da rifiuti tossici nell'area Nord Piovego vicino al nuovo complesso di Psicologia. I lavori di costruzione, infatti, sono fermi da tempo perché è necessaria una bonifica del sito. Per avere informazioni sulla situazione è stata contattata la prof.ssa Bisiacchi, direttore del dipartimento di Psicologia, che ha indicato come interlocutore l'ing. Fellin, prorettore dell'Università di Padova. Il colloquio col prof. Fellin ha chiarito che la zona è effettivamente soggetta a bonifica ma la ditta che seguiva i lavori ha avuto problemi e i lavori si sono interrotti. L'università quindi ha ritenuto opportuno rivolgersi direttamente alla cooperativa di Bologna cui aveva assegnato i lavori anziché a una delle sue consociate, visti i problemi insorti. L'affido dei lavori ad una ditta diversa da quella iniziale è stato discusso al consiglio d'amministrazione di lunedì 2 luglio e dopo la fi rma del rettore riprenderà la bonifica.
Va chiarito che lo strato superficiale di terreno non era costituito, come era stato erroneamente vociferato, da rifiuti tossici interrati. I primi 4 metri erano composti da materiale di riporto di case demolite, portati in loco negli anni '30 perché una volta lì era golena. Non erano materiali particolarmente tossici, visto come si costruivano le case all'inizio del secolo scorso. Al momento in cui si sono interrotti i lavori era già stato portato via e smaltito il primo strato di 4 metri di terra. Lo smaltimento è stato eseguito in Germania, luogo che dava più garanzie sul destino dei materiali e risultava più economico e veloce rispetto allo smaltimento in discariche italiane.
Erano rimasti dei cumuli di materiale per la setacciatura a ulteriore verifica, ma tutta la zona del cantiere era ed è palancolata, in modo che non vi è pericolo di percolazione di sostanze nocive. I problemi stavano invece più sotto. Da carotaggi effettuati si è trovata nello strato inferiore presenza di idrocarburi e metalli, che verranno bonificati in futuro.
Di certo sarebbe interessante capire qual è la situazione nelle zone attigue dell’area nord del Piovego, dove molti privati stanno costruendo o appena appena finito di costruire.
Tornando a Psicologia il prorettore ha affermato che per preparare la bonifica è stato fatto un piano di caratterizzazione con Regione, Provincia, Comune ed ARPAV, che ha seguito da vicino i lavori. Per la caratterizzazione il terreno è stato suddiviso in un reticolo fittissimo sia orizzontale che verticale e sono stati eseguiti numerosi carotaggi, in modo da avere un monitoraggio il più preciso e completo possibile della composizione del terreno della zona. I lavori sono stati progettati, pianificati ed eseguiti in maniera rigorosissima, sia per salvaguardare la salute delle persone che frequentano e frequenteranno gli edifici, che per dare il buon esempio come Amministrazione pubblica.
A garanzia della correttezza dei procedimenti, il prorettore si dichiara disposto a incontrare chiunque voglia spiegazioni e a mostrare piani di bonifica ed analisi effettuate.

Rina Guadagnini



Ambiente


Gustiamoci un tacos a Lamon
Dopo il successo dello scorso anno il circolo Legambiente Dolomiti di Lamon (BL) bissa con una due giorni dedicata al divertimento e all'ambiente.
L'appuntamento è il 21 e 22 luglio a Festambiente, la festa di Legambiente, organizzata presso il nuovo Centro di Educazione Ambientale locale, che tutti avranno così possibilità di vedere. Per chi venisse da lontano ma volesse parteciapre alla festa, che si caratterizza per un programma che mischia tradizioni popolari e musica, c'è la possibilità di soggiornare presso il centro stesso. Il 20 luglio la serata avrà accenni caraibici: si esibirà in concerto il gruppo reggae Macis's Mobile, da Belluno. La serata reggae proseguirà grazie ad un dj-set.
Sabato 21 per le ore 15:00 è previsto un torneo di briscola con ricchi premi. Alle 18 si potrà gustare uno spritz con l'accompagnamento musicale live dei Klomer, un band composta da 5 ottoni. Il ritmo accellererà verso le 21:00 quando saliranno sul palco i Makako Jump gruppo ska-reggae di Trieste. Oltre a tutto ciò gli avventori saranno sfamati da tacos e panini e dissetati da ottima birra che, si sa, in montagna è ancora più fresca e buona.
Ovviamente sarà presente il bazar di Legambiente, oltre che uno stand equo e solidale dell'Arci e il banchetto di Emergency.
L'area dove si svolgerà la manifestazione sarà coperta, per cui si svolgerà anche in caso di pioggia! per informazioni Alessandro 328/0367556

Andrea Ragona



Democrazia Urbana


Tira una brutta aria sui piani territoriali intercomunali
Il 10 luglio scorso si è tenuto l'incontro, organizzato dalla Provincia e dai Sindaci dell'area metropolitana, per la presentazione degli studi e dello stato d'avanzamento dei Piani d'Assetto Territoriale Intercomunale (PATI). Nella sua stringatissima introduzione l'assessore provinciale invitava tutti i presenti (enti e associazioni) a presentare entro 20 giorni le proprie osservazioni sulle "strategie" definite dal PATI.
Di fatto in un'ora e mezza di relazioni - affidate ai tecnici incaricati - le uniche informazioni fornite (che da domani dovrebbero essere reperibili su Internet) riguardavano il lavoro svolto in quasi due anni per la raccolta dei dati e per l'elaborazione delle cartografie tematiche relative all'esistente. Una fotografia dello stato di fatto, senza alcuna valutazione critica sulle tendenze in atto né tantomeno sui prevedibili sviluppi.
Di strategie, possibili scenari, progetti e proposte nemmeno l'ombra. Ho fatto presente (come in forme diverse ha fatto anche il segretario della CGIL Ilario Simonaggio) che sarebbe stato un po' difficile elaborare delle "osservazioni" sul niente emerso dalla presentazione. Candidamente, il nuovo Assessore provinciale ci chiedeva allora di far riferimento alle "strategie" proposte dal Documento preliminare di due anni fa "alla luce dei nuovi dati conoscitivi presentati"...
In realtà penso che i dati forniti non spostino di una virgola la sostanza delle Osservazioni da noi già presentate due anni fa.
Morale della favola, l'impressione è che vi sia la precisa volontà di rallentare il processo di elaborazione del PATI, sia per manifesta incapacità progettuale (mancanza di una qualsiasi visione strategica di sviluppo alternativo del territorio) che al fine di consentire la consueta gestione politica del giorno per giorno e della contrattazione - caso per caso - con gli interessi privati.

Sergio Lironi, presidente Legambiente Padova



Cemento che Ride


Pontevigodarzere, il Comune faccia la sua parte
È opportuno fare un aggiornamento sui Piani di Lottizzazione previsti all’interno delle aree Pilli ed Idrotermici a Pontevigodarzere. Dopo una serie di incontri, tenuti in sedi diverse, che ha visto di volta in volta coinvolti i progettisti, i rappresentanti della circoscrizione e Legambiente, è stato affidato all’arch. Paolo Sartori il compito di stendere un piano guida, che coordini la progettazione all’interno dei singoli comparti, secondo un disegno unitario che possa, eventualmente, coinvolgere anche il contiguo comparto Morandi.
Data per accettata l’idea di ricucire il territorio, interrompendo il traffico di attraversamento lungo via Pontevigodarzere, in corrispondenza del fronte di affaccio dei due comparti posti a cavaliere della via, il problema da risolvere è quello di trovare un elemento ordinatore della nuova edificazione. L’ipotesi su cui si sta lavorando è quella di individuare un asse trasversale, est-ovest, completamente permeabile e servito da percorsi ciclo pedonali, dove organizzare gli spazi ed i servizi pubblici (giardini, piazze, centro civico).
Affinché le lottizzazioni non siano percepite come la solita colata di cemento, si è convenuto che è necessario dare la massima rilevanza all’aspetto pubblico dell'intervento. Deve essere immediatamente apprezzabile, cioè, qual’è il vantaggio per la collettività, che giustifica la realizzazione di una volumetria decisamente importante. Si ha ragione di credere che tale vantaggio possa essere apprezzato qualora l’intervento preveda la creazione di un luogo centrale di alta qualità, dotato di ampie aree verdi e pedonali, e di tutti quei servizi e spazi pubblici e di pubblico interesse in grado di promuovere l’aggregazione sociale e la vita di relazione dell’intero rione di Pontevigodarzere.
Un altro aspetto che deve trovare una soluzione, affinché il progetto sia visto con interesse dai residenti, è quello di un adeguamento della viabilità, che renda sostenibile l’intervento, a fronte di un previsto incremento di circa 1300 nuovi abitanti. La conferma del tracciato del tram lungo via Fornace Morandi, complica le cose, in quanto rende impraticabile l’ipotesi di realizzare lungo questa via una circonvallazione, che utilizzi il sottopasso di via Verrocchio e proseguendo a fianco della ferrovia scavalchi il fiume su di un nuovo ponte, da concertare con le ferrovie dello stato, liberando dal traffico di attraversamento l’intero asse di via Pontevigodarzere. Persa questa possibilità, va trovata una soluzione alternativa, che dovrà essere garantita nella tempistica prima dell’approvazione dei piani di lottizzazione. Questo compito spetta all’amministrazione comunale, in quanto i lottizzanti non possono intervenire al di fuori del perimetro che è stato approvato di rece nte. Tutte le ipotesi allo studio, quale quella di realizzare la circonvallazione lungo la ferrovia, raccordandola con l’arco di Giano, vanno rese pubbliche al fine di permettere il necessario dibattito. In mancanza di una soluzione condivisa, difficilmente l’intervento otterrà il consenso da parte dei cittadini, e a poco serviranno i pur lodevoli suggerimenti dell’arch. Sartori di limitare i parcheggi al minimo indispensabile e di prevedere un servizio di auto in multiproprietà, al fine di ridurre il numero di veicoli presenti sul territorio.
Un ulteriore elemento di indeterminatezza che va sciolto, senza ripensamenti, è quello della prosecuzione della linea del tram fino a Cadoneghe. Una risposta definitiva consentirà di progettare al meglio le nuove vie di lottizzazione e gli adeguamenti della viabilità di cornice, partendo dal presupposto che via Pontevigodarzere sarà una via di quartiere (e non di interquartiere come previsto dal PUT), dedicata prevalentemente al servizio pubblico garantito dal tram.
Qualora il comune non dovesse dare in tempi ragionevoli queste risposte, i piani di lottizzazione non potranno dare quelle garanzie di sostenibilità che sono necessarie affinché il percorso partecipativo, da attivare dopo la redazione del piano guida, possa avere buone probabilità di successo.

Lorenzo Cabrelle, Legambiente Padova



Media e Messaggi


Base di Vicenza: Davis (USA), significativo passo avanti
Il colonnello Gordon Davis si dichiara "contento per l'impegno profuso da tutte le autorità italiane", il presidio ha deciso una settimana di mobilitazione nazionale e di "resistere un minuto in più".

Trentacinque gradi all'ombra; centinaia di persone presenti; cinque ore di dibattito; trentanove interventi, delegazioni da tutta Italia, dall'estero e due veterani dell'esercito statunitense: sono questi i numeri dell'incontro nazionale tenutosi sabato 14 luglio al Presidio Permanente No Dal Molin di Vicenza. Un incontro che ha visto, ancora una volta, decine di realtà provenienti da tutta Italia al fianco dei tanti vicentini che vogliono continuare a battersi contro la costruzione di una nuova installazione militare nel proprio territorio.
«Con i vicentini non c'è soltanto solidarietà, c'è piena condivisione», hanno sottolineato i rappresentanti del movimento No Tav valsusino; ed è questo lo spirito che ieri ha legato le tante persone giunte al Presidio. Nonostante le tante differenze - anagrafiche, geografiche, politiche - un unico obiettivo lega tra loro realtà vicentine e non: la determinazione nel voler fermare la realizzazione di un nuovo strumento di guerra che porterà morte e distruzione all'estero e comprometterà irrimediabilmente il territorio ed i beni comuni della città berica.
Ed è da questa condivisione che nasce la volontà di costruire, collettivamente, una settimana di lotta il prossimo settembre, dall'otto al quindici; in quei giorni a Vicenza saranno allestiti dei campeggi per ospitare quanti vorranno sostenere le iniziative della comunità locale; e in quei giorni verranno costruite mobilitazioni ed iniziative volte ad impedire l'inizio dei lavori. «Ma se il lavori dovessero iniziare prima – ha sottolineato Francesco Pavin del Presidio - noi saremo pronti a mobilitarci per ostacolarli ed interromperli. Alle tante realtà italiane che ci sostengono - ha proseguito - chiediamo di sostenerci immediatamente, costruendo iniziative nei propri territori, blocchi della viabilità, momenti di solidarietà». Un appello cui i tanti presenti venuti da tutta Italia non si sono sottratti: «la vostra lotta è la nostra lotta», hanno sottolineato in tanti.
Un incontro, quello del 14 luglio, che ha rafforzato il vasto movimento che si batte contro la costruzione della nuova base Usa; un movimento che ha saputo unire il rifiuto della guerra alla difesa della terra, e che è sempre più determinato nel non accettare le imposizioni di un Governo - quello italiano - che si è riempito per mesi la bocca con concetti come riduzione delle servitù militari e partecipazione delle comunità locali, ma che in queste settimane ha dimostrato di aver preso strade completamente diverse.
«Nessuna firma ci ferma», recitava lo striscione esposto un mese fa, quando l'ambasciatore statunitense Spogli annunciava la firma di Prodi in calce alla concessione dell'aeroporto Dal Molin agli Usa. Ieri i vicentini hanno avuto la conferma di non essere soli; il Dal Molin è ancora una questione nazionale, e la vicenda è tutt'altro che chiusa.
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Presidio Permanente



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