ECOPOLIS: numero di ecopolis
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Numero 129, 2007-11-01 Iscr. Registro Tribunale di Padova n. 1920 del 14/12/04 - Direttore Donatella Gasperi |
| Primo Piano |
| Pur essendo il Veneto una delle regione più inquinate d’Italia da anni è difficile attuare politiche di rilancio del trasporto pubblico perché i contributi che la Regione Veneto riconosce ai Comuni (dovuti per legge) sono tra i più bassi d’Italia. Diminuiti in Veneto del 2,6% dal 1996 al 2006, in Italia sono complessivamente aumentati del + 7,3%, con un + 8,7% medio nelle altre regioni a rischio inquinamento (Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna). Anche il contributo straordinario di 8 milioni messo ora a bilancio, che per Padova potrà significare 600.000 euro una tantum, servirà a recuperare poco più di quanto tagliato dalla stessa Regione nel 2005. In queste condizioni i bilanci sono sempre in passivo (visto l’aumento dei carburanti e ricambi), nonostante le aziende venete riescano a recuperare il 42% dei costi con la vendita dei biglietti, un record per l’Italia (la legge impone una copertura di almeno il 35%). Di fronte a queste ripetute crisi economiche le proposte che le aziende fanno ai loro comuni è abitualmente quella di aumentare il costo dei biglietti. Operazione semplicistica, che non tiene conto che molti cittadini scelgono il trasporto pubblico perché opzione irrinunciabile, spesso dettata da questioni economiche (lo sceglie per motivi economici il 50% secondo ricerca 2006 dei Mobility Manager). Col costo della vita in costante crescita sarebbe autolesionistico aumentare il costo dei biglietti, con il reale rischio di perdere utenti come successo dopo l’ultimo adeguamento. Il paradosso del 2006 è stato quello di avere maggiori introiti con minori utenti, mentre l’emergenza inquinamento atmosferico impone politiche di incentivo all’uso del mezzi pubblici. Fra le cinque proposte di APS al Comune per primo si parla della necessità di aumentare la velocità commerciale (attualmente la più bassa del Veneto) e si dimostra, con uno studio analitico linea per linea e corsa per corsa, che l'aumento di 2 km/h corrisponde ad un abbattimento dei costi tale da portare a pareggio il bilancio aziendale. Offrendo contemporaneamente un servizio migliore all’utenza, fatto di puntualità e velocità. La seconda proposta riguarda la politica della sosta. Si propone al Comune di aumentare il numero degli stalli a pagamento, considerando anche zone fuori dalla ristretta cerchia del centro storico e di aumentare il costo della sosta. Una politica dei cerchi concentrici, resa oggi ancor più necessaria con l'inaugurazione di tre nuovi parcheggi scambiatori in periferia. Una politica per disincentivare l'uso dell'auto sempre e comunque, che si ispira al motto "chi inquina paga" e contiene elementi di ridistribuzione del reddito. Un calcolo esemplificativo dimostra che con un aumento di .50 cent (è una tariffa che non varia dal 2003) si avrebbero circa 1,4 milioni di euro di ricavi da investire in autobus (sarebbe possibile aumentare le frequenze, magari quelle serali). Servirebbe un atto di trasparenza amministrativa per cui queste risorse andrebbero trasferite automaticamente al trasporto pubbli co, una specie di tassa di scopo alla francese. Altre proposte riguardano le economie di scala con le altre aziende del trasporto pubblico consorziate in STIV. Ad un anno dalla nascita del consorzio serve una verifica sul Piano Industriale Unitario che prevedeva la valorizzazione di sinergie industriali tra le 8 aziende sui settori approvvigionamenti, manutenzione, tecnologie, marketing e commerciale. Quanto di tutto quello che fu proposto si sta realizzando e quanto ci farà risparmiare nel 2008? Buon ultima la proposta di aumentare il costo del biglietto, che nell’ipotesi di un aumento medio dell’8% significherebbe un introito di 950.000 euro, ben inferiore alla precedenti opportunità. L’ultimo aumento tariffario del 2005 ha causato sul 2006 una perdita stimata di 400.000 passeggeri che si sono allontanati dal trasporto pubblico. La Finanziaria 2008 finalmente prevede che si possano dedurre i costi degli abbonamenti, evitiamo che questa opportunità, che può significare nuovi utenti, sia annullata economicamente da aumenti del costo del biglietto. Se questo sono le analisi di APS ora la palla passa alla proprietà, cioè Giunta e Consiglio comunale, che sono oggi messi in condizione di valutare l'impatto, anche "solo" economico, di quanto FILT, Legambiente, Federconsumatori e Assoutenti propongono da anni. Che sia la volta buona per avere nuove corsie preferenziali ed un sistema di bus più puntale e meno costoso per la collettività? L’Amministrazione comunale deve aver ben presente che ogni volta che mette in campo politiche ambientali e di sostegno al trasporto pubblico (come le targhe alterne fino al 2005 o l’incremento delle frequenze nel 2006) queste “pagano” sempre in termini di aumento degli utenti. Contemporaneamente serve che APS non aspetti che sia solo il Comune a compiere scelte coraggiose, ma si attrezzi per conquistare nuova utenza. Come? Con l’entrata in funzione del tram e la tratta nord a fine 2008 diventa obbligatorio la revisione delle linee. Che questo sia un processo pubblico che coinvolge la città, le associazioni, gli utenti proponendo e discutendo di nuovi percorsi e linee che riescano a servire nuove realtà urbane, nuovi punti di attrazione commerciali e lavorativi, che ripensi i collegamenti con l’ospedale, che migliori la qualità dei servizi a terra (informazioni, paline e pensiline, sito, ecc.). Mentre da tutti, Provincia, Comune, aziende del trasporto ci aspettiamo che sciolgano definitivamente le riserve sul biglietto unico, una scelta tariffaria a favore degli utenti che aspettiamo da troppi anni. Paolo Tollio - Filt; Sergio Lironi - Legambiente; Mara Bedin - Federconsumatori; Davide Grisafi – Assoutenti |
| Ambiente |
| Benchè tutti gli studi ci dicano che la Regione Veneto è omogeneamente inquinata dalle polveri sottili, la convinzione più diffusa è che il problema riguarda solo i capoluogo. Purtroppo non è così. Per questo motivo Legambiente e Assessorato all’Ambiente della Provincia di Padova, in collaborazione con l’Associazione Medici per l’Ambiente, la Società Italiana di Medicina Generale e il supporto tecnico del Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università degli Studi di Padova dal 31 ottobre al 5 dicembre danno vita alla Carovana per l’Aria. La nostra centralina mobile per il rilevamento delle polveri sottili entra in azione a mezzanotte di oggi 31 ottobre fino alle 24 del 6 novembre monitorerà la qualità dell’aria in Pieno centro storico a Padova, in Piazza Antenore. “Poi passeremo alla provincia, spiega Roberto Marcato Assessore all’Ambiente della Provincia di Padova: “Dal 7 al 13 saremo a Piombino Dese, dal 14 al 21 a Piazzola sul Brenta, dal 22 al 27 a Montagnana e dal 28 al 5 a Piove di Sacco: la Carovana dell’aria sarà soprattutto un’occasione di sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni”. Il primo giorno di monitoraggio allestiremo un Gazebo nel centro dei diversi Comuni dove saranno distribuiti opuscoli informativi. Sarà possibile realizzare incontri di approfondimento, e naturalmente alla fine dei rilevamenti saranno diffusi a tutti i dati rilevati. “I monitoraggi – conclude Marcato - saranno effettuati presso le scuole, perché uno dei gruppi di popolazione più a rischio sono le scuole. A Piombino Dese si svolgeranno presso la Scuola Media A. Gemelli. A Piazzola sul Brenta all’Istituto Comprensivo Statale L. Belludi; a Montagnana alla Scuola Elementare Giuseppe Mazzini e Piove Sacco presso la Scuola Elementare Umberto I. E visto che il 21 novembre cade la Festa dell’Albero, ad ognuna di queste scuole la provincia regalerà 150 alberelli da mettere a dimora come azione concreta contro l’inquinamento urbano e l’effetto serra”. Rina Guadagnini - responsabile scientifica Legambiente Padova |
| Democrazia Urbana |
| Non passa giorno senza che alcuni pontifichino sulle virtù della flessibilità. Dimenticano costoro che in Italia abbiamo consolidato il record europeo dei contratti atipici, circa una quarantina, tanto nel privato quanto nel pubblico. E' una flessibilità che, investendo un piano esistenziale, diviene precarietà di vita. Si dice "ma è l'Europa che va in questa direzione..", vero solo in parte, poiché alcuni contratti, li abbiamo solo noi, inoltre si dimentica sistematicamente che in Italia i salari sono molto più bassi. Un precario all'estero può guardare al proprio futuro con minor ansia rispetto ad un italiano. C' è qualcosa che comunque, dalle nostre parti, stiamo rendendo stabile: la precarietà appunto. Vediamo qualche dato. Tempo determinato In Veneto (dati Veneto Lavoro) si stipula una media annua di 270.000contratti a tempo determinato, il 40% circa degli ingressi nel mondo del lavoro. Di questi la gran parte sono di breve durata: 61.424 durano meno di un mese, 45.074, da 31 a 90 giorni, 52.732, hanno una durata riconducibile tra i 91 ed i 180 giorni, "solo" 6.899 superano l'anno di vita. Appena il 3% ha una durata che eccede i 36 mesi. I lavoratori occupati con questo tipo di contratto sono spesso stranieri, prevalgono però le donne, mentre l'età è quella tra i 30 ed i 49 anni. La ripetizione sospetta Spesso i contratti a tempo determinato si succedono a distanza imbarazzante... Difatti le assunzioni ripetute sono circa 100.000, un terzo del totale, con una media di almeno tre ripetizioni perlavoratore. Su questa cifra spiccano 65.000 contratti di durata inferiore ai sei mesi, che dovrebbero, in caso di ripetizione, rispettare una interruzione di 10 giorni. In realtà ciò non è avvenuto per 16.000 assunzioni, il 14%, mentre per altri 9.000 contratti l'intervallo è stato appena coincidente con quello imposto dalla legge. Le imprese che hanno fatto assunzioni "ripetute" sono state ben 22.780, una su quattro è irregolare. I parasubordinati E' sempre all'ordine del giorno l'esigenza di conoscere meglio la galassia dei lavoratori flessibili iscritti alla gestione separata dell'inps del Veneto. Il numero complessivo di questi contribuenti in Veneto è di circa 160.000 (circa 40.000 per Padova), di cui almeno 130.000 sono collaboratori.. I collaboratori puri, ossia quelli autenticamente precari, sono non meno di 90.000. Le donne rappresentano il 45% del totale, mentre non c'è una spiccata tendenza giovanilistica. A riprova di quanto siano stabili i“precarissimi”, va detto che il 90% dei collaboratori, molti dei quali lavorano nella pubblica amministrazione, ha un solo committente; inoltre la maggior parte sono iscritti da tre anni alla gestione separata e non riescono a trovare un lavoro più stabile della collaborazione a progetto. Infine è crescente il ricorso al lavoro in somministrazione (ex interinale) dove la media di assunzioni, soprattutto nei settori dell'industria e della manifattura, viaggia su una media di almeno 35.000 l'anno per il nostro territorio. Oggi il fondo lavoratori dipendenti presso l'inps, quello per intenderci che paga le pensioni, è in attivo di alcuni miliardi di euro. Ciò è dovuto al numero crescente di lavoratori stranieri, ed ai o precari iscritti alla gestione separata. Non sarà sempre così se il numero dei precari continua a crescere. Se si vuole assicurare un futuro ai giovani, ma anche una pensione agli anziani bisogna ridurre drasticamente la galassia della precarietà. E' l'unico modo di garantire uno stato sociale davvero universale. Da questo punto di vista il protocollo del 23 luglio sul welfare, pur con i suoi aspetti positivi, non risolve il nodo del precariato. Le modifiche di sostanza, dunque, sono non soloauspicabili, ma necessarie se vogliamo rendere più stabile il futuro di tutti. Salvatore Livorno - segreteria CGIL Padova |
| Cemento che Ride |
| Il piano guida dell’intervento di recupero delle ex aree produttive Pilli ed Idrotermici, presentato dall’arch. Sartori nell’assemblea pubblica che si è tenuta alcuni giorni fa presso la sala parrocchiale di S. Giovanni Evangelista a Pontevigodarzere, convince per molti aspetti. Il più rilevante è quello di creare i presupposti per la realizzazione di un luogo di centralità urbana del rione, ricucendo il territorio posto a cavaliere di via Pontevigodarzere con lo spostamento della viabilità a ridosso dell’area Morandi e prevedendo una serie di spazi pubblici (parco e centro civico) disimpegnati da un sistema di piazze che si rifanno al modello del centro storico. L’impianto del piano guida è senz’altro seducente e questa impressione è rafforzata dalla previsione di utilizzare nella costruzione materiali e tecniche eco-compatibili, con l’impiego di impianti fotovoltaici e di recupero delle acque reflue, nonché di fitodepurazione, finalizzati al risparmio energetico e dei consumi idrici ed all’igiene del territorio. Potrebbe trattarsi del primo cantiere impostato sull’utilizzo intensivo della bio-edilizia. Un esempio da esportare in tutta la città metropolitana e da promuovere a scala regionale. Il punto debole del piano è nella insufficienza della viabilità principale, che non garantisce la sostenibilità di un intervento che porterà nel rione un incremento di circa 1300 abitanti. La soluzione, come si è più volte affermato, consiste nella eliminazione del traffico di attraversamento lungo via Pontevigodarzere,che dovràessere utilizzata come strada per i soli residenti. Tale via dovrà essere attraversata dal tram (con capolinea a Cadoneghe) e dovrà essere disimpegnata da strade di circonvallazione ad est e, possibilmente, anche ad ovest (parallelamente alla ferrovia Padova Castelfranco), che immettano il traffico proveniente dal quadrante nord direttamente nell’anello delle tangenziali. Fa senz’altro piacere avere avuto la conferma dall’assessore all’urbanistica Luigi Mariani che questo è anche l’obiettivo finale dell’amministrazione comunale. Quello che non fa piacere è apprendere che non ci sono le risorse finanziarie per eseguire le accennate opere infrastrutturali. Se da un lato è apprezzabile che a livello di PATI si stia cercando di ottenere il consenso di Cadoneghe sul tracciato della circonvallazione ad est e si stia studiando la fattibilità della circonvallazione ad ovest, dall’altro è inaccettabile che non vengano date garanzie sul reperimento dei finanziamenti per garantire che la viabilità primaria, necessaria per la sostenibilità delle nuove lottizzazioni, sarà attuata prima del completamento dell’intervento. I tempi di attuazione del piano di recupero sono stati stimati in 5¸10 anni. L’amministrazione comunale deve impegnarsi a realizzare nello stesso periodo di tempo leopere viarie necessarie per la sua sostenibilità ed a prolungare la linea del tram fino a Cadoneghe. Non deve, inoltre, dimenticare gli altri interventi calmieratori del traffico, a scala urbana, quali la realizzazione dei parcheggi scambiatori ed il potenziamento del servizio di trasporto pubblico. Se questo obiettivo non verrà raggiunto si correrà il rischio di perdere l’opportunità di realizzare un reale recupero ambientale del rione,in quanto la popolazione sentirà maggiormente il disagio dovuto all’incremento di traffico prodotto dal nuovo insediamento che il beneficio offerto dal nuovo luogo di centralità urbana. Lorenzo Cabrelle - Direttivo Legambiente Padova |
| Media e Messaggi |
| Mc Donald’s, Nike, Adisas, Nestlè, Coca Cola. La top ten delle multinazionali da boicottare è sempre la stessa da almeno dieci anni. E se nel frattempo fosse cambiato qualcosa? La rivista Valori -mensile promosso da Banca Etica- nel dossier pubblicato nel numero di ottobre, segnala come alcuni di quelli che abbiamo sempre considerato i grandi cattivi dell’economia globalizzata hanno anche fatto qualcosa di buono e che invece ci sono nuove aziende da mettere in lista. E’ il caso di Volkswaghen da sempre vista come modello di responsabilità sociale d’impresa per le ottime relazioni con le parti sociali. Peccato che siano saltate fuori tangenti pagate ai sindacalisti per comprare il loro consenso. O la casa di moda Armani, denunciata per le condizioni di lavoro disumane in alcune fabbriche in India. E ’elenco continua con Yahoo, Intesa San Paolo, Siemens, Enel, ecc. E’ possibile acquistare la rivista Valori presso tutte le librerie Feltrinelli o le filiali di Banca Etica. Oppure dopo un certo periodo dall’uscita della rivista è possibile scaricarne gli articoli dal sito www.valori.it |



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