ECOPOLIS: numero di ecopolis
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Numero 145, 2008-03-06 Iscr. Registro Tribunale di Padova n. 1920 del 14/12/04 - Direttore Donatella Gasperi |
| Primo Piano |
| Che nel Veneto vi sia stata negli ultimi anni una forte crescita degli insediamenti sia residenziali sia produttivi è sotto gli occhi di tutti. Quello che però sfugge ancora ai più è l’effettiva dimensione del fenomeno e i possibili problemi che ne potranno derivare in futuro per la gestione del territorio e la riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio. Il boom edilizio recente Qualcosa di simile è accaduto anche per le abitazioni. Negli anni Ottanta e Novanta mediamente ogni anno venivano rilasciate concessioni edilizie pari a circa 9-10 milioni di mc per anno. Nel 2002 i mc sono stati 14,3 nel 2003 15,7 e nel 2004 17,7. Il volume di nuove abitazioni per cui è stata rilasciata la concessione edilizia dal 2001 al 2004 è pari a circa il 12% delle abitazioni esistenti nel 2001 nel Veneto. Sono in grado di dare alloggio a circa 600.000 nuovi abitanti con un incremento della popolazione di circa il 13% rispetto al 2000, dato di poco inferiore alla crescita della popolazione dal 1970 ad oggi! Considerando che la popolazione è aumentata ultimamente per effetto dell’immigrazione ad un tasso leggermente inferiore all’1% all’anno, ci vorranno circa 15 anni di immigrazione ai ritmi attuali per utilizzare tutte le case messe in cantiere. Le cause Aldilà dei fattori nazionali quali sono gli elementi peculiari della nostra regione che fanno si che nel Veneto la crescita dei fabbricati sia stata così alta? I possibili effetti Si possono porre in modo sensato tra gli obiettivi della pianificazione territoriale del Veneto come fa il PRS la ricomposizione del territorio, la razionalizzazione degli insediamenti produttivi, contenimento delle nuove aree e riuso di quelle esistenti, e il recupero delle funzioni commerciali e residenziali dei centri storici e delle aree urbane. Ma con quali strumenti si potranno raggiungere queste finalità? Tiziano Tempesta - Dip. Territorio e Sistemi Agroforestali |
| Ambiente |
| A gennaio 2007 ASSOUTENTI presentava alle forze politiche e amministratori locali dell’Area Termale (Abano e Montegrotto Terme, Torreglia) una proposta dettagliata per una nuova mobilità in questa zona. Il piano è consultabile presso il sito della Delegazione Regionale del Veneto; per consultarlo clicca qui. Appare evidente come sia urgente la necessità di una riprogrammazione della mobilità pubblica e privata all’interno dell’area termale, in primis Abano e Montegrotto Terme, anche in funzione dei nuovi insediamenti abitativi in corso di realizzazione e progettazione e dalla ovvia espansione di altre realtà limitrofe (Teolo, Torreglia e Selvazzano) in grado di generare volumi di traffico e di spostamenti fino a qualche anno fa non immaginabili nè quantificabili. Restringendo l’attenzione ai comuni di Abano Terme, Montegrotto Terme e Torreglia, abbiamo pensato di suddividere l’insieme delle azioni possibili in tre momenti temporali di intervento salvaguardando sempre i tre aspetti fondamentali della programmazione nel campo della mobilità: razionalizzare e migliorare l’esistente, innovare e dove possibile velocizzare. Le risorse economiche per la realizzazione di alcune fasi del progetto (esempio: prolungamento di alcune corse del 22) potrebbero provenire dai chilometri recuperati dall’attestamento del capolinea delle linee extraurbane in Prato della Valle (un risparmio di 3 km che moltiplicato per tutte le corse giornaliere equivale a 5300 km al mese). Razionalizzare e Migliorare l’esistente: Innovare: Dall’analisi della cartografia dei comuni di Abano e Montegrotto appare intuitivo, una volta segnati i punti chiave come i servizi commerciali, l’ospedale, le stazioni, gli insediamenti abitativi presenti e futuri, i parcheggi scambiatori e le scuole, i musei e i centri di aggregazione, la scelta di un sistema di mobilità basato su navette che intersecano ad H il territorio comunale della città termale Abano-Montegrotto e di quella di Torreglia. In particolare: NUOVE TARIFFE Oltre a questo si consiglia di approfondire la questione relativa al progetto Gronda Sud sulla base del rapporto costo/beneficio per la cittadinanza e per la mobilità proponendo un riesame serio tutelando al tempo stesso ambiente e residenzialità. Davide Grisafi, Mario Vio - Assoutenti Veneto Padova |
| Democrazia Urbana |
| L’attacco nei confronti delle nostre libertà che viene portato avanti da qualche tempo ribadisce – una volta di più - come attraverso il controllo sulle donne passi ogni esercizio di potere autoritario. Donatella Gasperi |
| Cemento che Ride |
| Il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) dell’area metropolitana, costituita dalla città di Padova e dai 17 comuni della cintura urbana, è stato avviato con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, tra Regione, Provincia ed i comuni interessati, in data 9 marzo e 11 aprile 2005. Il Piano riguarda le scelte strategiche riferite ai seguenti tematismi: sistema ambientale - difesa del suolo - servizi a scala sovracomunale - sistema relazionale, infrastrutturale e della mobilità - poli produttivi e fonti di energia rinnovabile. Manca una questione strategica: la pianificazione degli insediamenti per la residenza. Lorenzo Cabrelle - Direttivo Legambiente Padova |
| Media e Messaggi |
| Buongiorno Europa è un settimanale del Tgr dedicato all'Europa. Nella puntata di qualche settimana fa, oltre al caso Milano, "Buongiorno Europa" si è occupata della situazione a Londra, la prima città a sperimentare – cinque anni fa – la tassa d'ingresso; Certo l'esempio olandese è fra i più estremi e non è detto che qui da noi possa funzionare, ma dimostra quanto in Europa il problema del traffico, anche in piccole cittadine, sia visto come un problema da superare in direzione di una mobilità sempre più sostenibile. Andrea Ragona - Legambiente Padova |



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