visita il sito del centro di servizio del Volontariato di Padovavisita il nostro sitoEcopolis newsletter socio-ambientale di Padova

Numero Uno, 16 dicembre 2004 Iscr. Registro Tribunale di Padova n. 1920 del 14/12/04 - Direttore Donatella Gasperi

 

Parliamo di noi. Di tutti noi.

Un'opportunità. Un'opportunità per Legambiente e per tutti coloro che non sanno come far sentire la loro voce. Un "foglio", anche se telematico, da riempire raccontando quello che spesso passa sotto silenzio, che si conosce solo per passaparola e troppo spesso emerge quando è tardi per poter fare qualcosa. Ecopolis vuole essere questo e per questo chiediamo a chi ci legge di "usarci", di mandare stimoli, riflessioni, documenti, appuntamenti.

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Migranti. Il diritto di essere un cittadino qualunque

Permessi di soggiorno, diritti politici, diritti civili. I migranti che vivono a Padova non ne possono più di dover vivere sotto il ricatto della Bossi-Fini. Chiedono alla questura un timbro per rendere valido il permesso di soggiorno in fase di rinnovo, vogliono imparare l'italiano, vogliono essere considerati persone e non braccia.

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La Partecipazione è un diritto. Pratichiamolo (Parte seconda)

La partecipazione come processo di apprendimento collettivo, costruzione di un'idea e di un progetto condiviso di trasformazione e rigenerazione sociale, una domanda di partecipazione che risponde anche ad una crescente domanda di democrazia. Questo il punto di partenza dell'argomentazione di Sergio Lironi di cui publichiamo la seconda parte.

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Cemento che ride

Ci tocca continuare a parlare di "democrazia partecipata" e qui lo facciamo pubblicando la lettera inviata ai vertici della commissione ediliza del Comune di Padova da consiglieri comunali e uditori che non possono svolgere a pieno la loro funzione a causa della mancanza di documentazione. Ricordiamo anche che si è aperto il periodo delle Osservazioni alla Variante di PRG ma non ci risulta siano stati forniti strumenti conoscitivi adeguati ai Consigli di Quartiere e ai cittadini.

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Media e messaggi

"Éupolis". La città storica come progetto. Rivista critica di ecologia territoriale diretta da Pietro Toesca. Rivista di taglio critico, si impegna su questioni di ecologia territoriale. Fondata nel 1989, dipende dai lettori e da coloro che, artigianalmente, la costruiscono numero per numero.

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Succede in Città

Venerdi 17 e sabato 18 dicembre i banchetti di A ruota liberA la campagna per la promozione dell'uso della bicicletta promossa da Legambiente, Fiab e Wwf, in piazza a Padova.
Venerdi 17 dicembre ore 21, Gran Caffé delle Terme a Abano, presentazione del Dizionario della solidarietà.
Sabato 18 dicembre ore 15.00 , Sala Anziani Municipio di Padova dibattito sil tema In cammino verso la pace: riflessione e azione nell'epoca della "democrazia malata".
Dal lunedì al sabato è possibile iscriversi a Legambiente. Dal lunedì al venerdi in sede, via Monte Sabotino 28 (prima laterale sinistra di via Palestro venendo dal centro) in orario ufficio. Il sabato in posta.

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Parliamo di noi. Di tutti noi.

Un'opportunità. Un'opportunità per Legambiente e per tutti coloro che non sanno come far sentire la loro voce. Un "foglio", anche se telematico, da riempire raccontando quello che spesso passa sotto silenzio, che si conosce solo per passaparola e troppo spesso emerge quando è tardi per poter fare qualcosa. Ecopolis vuole essere questo e per questo abbiamo intenzione di pubblicare i documenti - le carte, i numeri - che sono conosciuti solo dai "militanti" di un'associazione e che anche quando arrivano in mano ai giornali vengono tagliati per esigenze di spazio. Crediamo sia importante poter conoscere veramente cosa sta accadendo nella nostra città e in provincia e vogliamo usare Ecopolis per poter dire la nostra come Legambiente, certo, ma anche dare uno strumento alle altre associazioni padovane. Per questo chiadiamo a chi ci legge di "usarci", di mandare stimoli, riflessioni, documenti, appuntamenti. Per questo vi ricordo quando già annunciato a molti di voi.
E' nata "Ecopolis, newsletter per la Padova socio-ambientale", a cura di Legambiente in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Padova. Ecopolis ha cadenza settimanale e presenta questa struttura: una notizia riguardante l’attività di Legambiente; una notizia socio ambientale di altra fonte; un intervento-commento (spazio riservato a voci autorevoli o testimonianze, privilegiando il terzo settore); "Cemento che ride" rubrica su malefatte & co.; "Media e messaggi", rubrica di recensioni (siti web, libri, film, riviste, concerti, mostre, etc.); "Succede in città", rubrica degli appuntamenti del terzo settore.
E' evidente che i temi toccati da Ecopolis riguardano non solo questioni strettamente ambientali, ma anche questioni inerenti la formazione-educazione, la cittadinanza attiva e partecipazione. Per questo riteniamo importante l’apporto di tutte le Associazioni per poter costruire uno spazio di informazione “libera” e chiediamo la vostra disponibilità per rendere Ecopolis uno spazio utile e interessante: mandateci notizie dal mondo del vostro settore, segnalazioni su quanto vi riguarda e proponete argomenti di discussione.
Consideriamo strategico per il mondo dell'associazionismo padovano poter informare/contattare il maggior numero di persone possibile quindi sarebbe utile far arrivare Ecopolis anche ad altri e per questo vi chiediamo di segnalarci ai vostri amici, colleghi, compagni. Gli indirizzi saranno utilizzati solo per l'invio di Ecopolis. La nostra e-mail: redazione.ecopolis@legambientepadova.it

Lucio Passi e Donatella Gasperi

 

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Migranti. Il diritto di essere un cittadino qualunque

Permessi di soggiorno, diritti politici, diritti civili. I migranti che vivono a Padova hanno deciso di portare avanti la loro piattaforma rivendicativa stufi di dover vivere sotto ricatto. La legge Bossi-Fini che li tratta come merce, braccia da fatica e basta, non consente alcuna progettualità. Diritti di cittadini liberi hanno affermato in un'assemblea molto partecipata organizzata sabato scorso nella sala degli anziani di Palazzo Moroni per iniziativa di Fillea Cgil-Dipartimento immigrazione Padova e dell'Ufficio lavoratori migranti. Boubacar Niang, segretario Fillea, ha puntato il dito contro la procedura per il rinnovo del permesso: basterebbe un timbro della questura che proroga la validità del vecchio permesso fino al rilascio del nuovo per tirar fuori dalla semiclandestinità i migranti. L'assurdo, infatti, è che mentre i documenti giacciono in questura per essere validati, il migrante ne risulta sprovvisto e quindi clandestino.
Il punto su cui hanno insistito maggiormente è la necessità di dover conoscere la lingua italiana e quindi di poter frequentare dei corsi. Il contratto di lavoro lo consente, è stato spiegato in assemblea, e i migranti dovrebbero poter contare sui Centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti utilizzando permessi retribuiti come le 150 ore previste dalla legge e dai contratti nazionali di lavoro. Dagli interventi è emerso un universo che non sopporta di dover subire pregiudizi: immigrati uguale clandestinità e criminalità è ancora, purtroppo, un'idea ben ancorata nella mentalità di molti padovani e queste persone che vivono tra noi insieme a noi, sono stufe di dover dimostrare il contrario. Eppure basta pensare a quanti anziani sono accuditi da persone straniere. Esiste un ghetto culturale in cui i migranti vivono confinati per colpa di pregiudizi. Tra le richieste messe in campo dai migranti spicca quella del diritto di voto amministrativo, un riconoscimento p olitico importante che Giuliana Beltrame, consigliere comunale, ha legato alla revisione dello Statuto comunale. Se ne dovrebbe parlare da gennaio.
L'assemblea si è chiusa su un argomento forte: è necessario che tutti, immigrati e italiani, sostengano le medesime rivendicazioni e chiedano il rispetto dei propri diritti.

Fonte: Legambiente Padova

 

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La Partecipazione è un diritto. Pratichiamolo .

Occorre affermare la partecipazione come diritto degli abitanti, comprendendo tra gli abitanti di un territorio anche chi non gode attualmente dei diritti connessi alla cittadinanza.
Occorre integrare la rivendicazione del diritto alla partecipazione nell'ambito della più generale battaglia per una estensione (non solo teorica) dei diritti dell'uomo e del cittadino: dal diritto alla casa al diritto alla città come bene collettivo; dal diritto alla natura e ad una città disinquinata al diritto ad una migliore qualità e bellezza dell'ambiente e del paesaggio urbano; dal diritto alla cultura al diritto all'accessibilità dei servizi e degli spazi per tutte le categorie sociali e per tutti i cittadini; dal diritto alla diversità al diritto ad una ricchezza di opportunità e relazioni sociali.
Da quali obiettivi e priorità partire nella nostra città? Un articolato elenco di obiettivi e possibili strumenti partecipativi per la nostra città è stato definito - anche con il nostro non secondario contributo - nel documento "Partecipare la città: per un nuovo modello di amministrazione locale", divenuto parte integrante del Programma elettorale del Centrosinistra. Non ripeterò quindi molte delle cose già chiaramente indicate dal documento, che allego alla presente relazione. Mi limito a sottolinearne alcuni aspetti, anche alla luce dei primi atti della nuova Giunta comunale.
La partecipazione va praticata nel concreto dell'attività amministrativa e va comunicata in forma trasparente e chiara. Ci saremmo aspettati che, quantomeno nell'affrontare alcuni dei temi strategicamente più importanti per i destini della nostra città - e faccio ovviamente qui riferimento soprattutto alla questione della Variante Urbanistica e della prevista cementificazione di parti importanti del nostro territorio periurbano -, ci fosse un chiara espressione da parte della Giunta non solo di una nuova idea di città, ma anche di un nuovo modo di arrivare alle decisioni. Certo la Giunta, anche a seguito dei ripetuti allarmi da noi lanciati sulla stampa locale, ha aperto un inedito tavolo di trattativa con la nostra associazione, arrivando alla fine ad un taglio delle volumetrie consentite dai nuovi meccanismi perequativi. Ma non era questo il nostro obiettivo centrale. Come più volte abbiamo ribadito, la questione fondamentale era quella di informare correttamente la cittadi nanza sulle conseguenze delle scelte urbanistiche che si stavano operando, mettendo tutti in grado - ed in particolare i Consigli di Quartiere - di valutare con cognizione di causa le alternative possibili ed i pro ed i contro delle diverse opzioni. Ancora una volta, invece, da parte dell'Assessorato competente si sono contrabbandate le scelte operate come le uniche possibili, si è fornita una versione strumentale di normative tecniche e sentenze giurisprudenziali la cui interpretazione è tutt'altro che univoca e che risultavano del tutto sconosciute alla stragrande maggioranza dei consiglieri comunali e di quartiere chiamati ad esprimere un parere. Ed alla fine del percorso ci si è, ancora una volta, appellati alla disciplina di appartenenza ad un partito della coalizione di maggioranza quale criterio fondamentale per l'espressione del voto.
Si è sostenuto che i tempi (imposti dalla prevista - e poi rinviata - entrata in vigore della nuova legge urbanistica regionale) erano troppo stretti per attivare un reale processo partecipativo. Ma a tutt'oggi, dopo il voto di adozione della Variante da parte del Consiglio Comunale ed in vista della fase delle Osservazioni, non risulta che nulla si stia facendo per "tradurre" in forme comprensibili a tutti i contenuti delle nuove norme e delle previsioni di piano. Più volte abbiamo richiesto che, da parte dei settori comunali competenti, venissero predisposti ed illustrati, per le aree di maggior pregio ambientale, dei piani guida, dei disegni planivolumetrici, che rendessero evidenti zona per zona gli effettivi possibili risultati dei meccanismi della "perequazione urbanistica" introdotti dalla Variante. Solo così si può infatti consentire, anche ai non tecnici, di valutare se il beneficio ottenuto sia tale da giustificare da un punto di vista quantitativo e qualitativo - i n termini di aree destinate a parco o verde pubblico - il sacrificio di spazi aperti oggi prevalentemente destinati ad attività agricole.
Questa è dunque una delle rivendicazioni prioritarie su cui impostare nell'immediato l'attività di Legambiente sul fronte della partecipazione. Ma vi sono altri punti del programma sulla partecipazione che riteniamo dovrebbero trovare una rapida traduzione in concrete azioni di governo della città. Tra queste in particolare: 1 - Una profonda riorganizzazione dei compiti e delle attività dei Consigli di Quartiere, che devono essere realmente aperti alla costante partecipazione dei cittadini e del mondo associativo, delegando loro nuove funzioni e poteri, dotandoli di spazi adeguati e di strumenti comunicativi per l'ascolto ed il confronto tra tutti gli abitanti, promuovendo la formazione di appositi "Laboratori di progettazione partecipata", facendoli partecipare alla discussione sulle scelte strategiche non solo relative al proprio territorio di competenza ma della città nel suo complesso (Bilancio partecipativo, Agenda 21, nuovo Piano urbanistico (PAT), Forum tematici, etc). Una riorganizzazione che deve essere affiancata da un forte impegno comunicativo da parte dell'Assessorato competente, in grado di suscitare l'interesse dei cittadini. Un richiamo ad una partecipazione creativa, che comunichi da subito l'idea che non solo si presterà maggiore attenzione a ciò che gli abitanti chiedono, ma c he si chiede loro di contribuire responsabilmente alla costruzione e gestione di progetti comuni e che chiunque ha proposte positive e vuol dare una mano è ben accetto, anche perché i Consigli di Quartiere non possono funzionare come parlamenti e governi in miniatura, ma devono principalmente pensarsi come strumenti attivi della partecipazione dei cittadini al governo della città nel suo complesso. Va inoltre comunicata l'idea che i quartieri non dovranno più considerare invalicabili i confini della propria circoscrizione, agendo unicamente - come quasi sempre sino ad oggi hanno fatto - sui minuti problemi locali, ma dovranno anche confrontarsi sui problemi complessivi della società cittadina (il traffico, la gestione del verde, le politiche culturali, la casa agli immigrati, l'inclusione sociale e culturale), ricercando soluzioni originali da sperimentare e proporre anche agli altri quartieri ("buone pratiche" e spirito "competitivo", che devono essere incentivati e coordina ti con apposite iniziative dell'Assessorato e da un coordinamento permanente dei rappresentanti dei quartieri) e sulle quali - ove necessario - aprire anche vertenzialità comuni nei confronti dell'Amministrazione comunale e/o provinciale.
2 - La costruzione partecipata di una vera e propria "Carta della partecipazione" da integrare nella Statuto Comunale, che sancisca la partecipazione come diritto e ne definisca i principi fondamentali, le regole di funzionamento, gli strumenti, anche se va ribadito il concetto che la partecipazione va intesa soprattutto come processo e che quindi le regole e gli strumenti devono avere un sufficiente grado di flessibilità in relazione alle diverse fasi del processo avviato. Il dibattito pubblico e l'elaborazione della Carta della partecipazione non devono ovviamente essere considerati un alibi per rinviare a tempi migliori le pratiche partecipative: pratica e riflessione teorica sulle esperienze in corso sono due aspetti complementari di uno unico processo. Nel contempo è importante però che vengano stabilite sin dall'inizio dall'Assessorato alcune regole minime e gli strumenti minimi indispensabili (spazi per l'incontro ed il confronto, accesso alle informazioni ed mezzi di comunicazione reale tra i cittadini e tra i cittadini e le istituzioni, partecipazione alla redazione dei fogli informativi del Comune e dei quartieri, forum telematici, responsabilità e ruoli dei diversi soggetti partecipanti, corsi di formazione per gli operatori comunali, coinvolgimento del mondo associazionistico,…), per far sì che la partecipazione sia effettivo esercizio di democrazia e non semplice organizzazione del consenso alle decisioni dell'Amministrazione.
3 - Potenziamento di Agenda 21 e sua integrazione con il Progetto Città Sane, traducendo in azioni concrete almeno alcune delle indicazioni emerse dal Forum (con priorità per le azioni in grado di coinvolgere trasversalmente più settori dell'Amministrazione comunale, del mondo dell'associazionismo, dell'Università e della categorie economiche), attivando le rilevazioni relative agli indicatori di sostenibilità ambientale (con priorità per i 10 elaborati dalla rete europea delle Città sostenibili) ed allo stato dell'ambiente. Nei due anni passati il Forum PadovA21 ha messo a punto un articolato Piano d'Azione ambientale, che però non ha trovato traduzione pratica nell'attività dell'Amministrazione comunale. Solo dimostrando che il lavoro svolto genera risultati concreti e che le strategie di fondo della Giunta sono coerenti con quanto indicato dal Piano d'Azione, si può immaginare di ridare slancio alle attività di Agenda 21 ed alla partecipazione - inizialmente assai rilevant e - di cittadini, associazioni e tecnici. In questa prospettiva si può immagine che Agenda 21 estenda le sue attività sia a livello di quartiere, coadiuvando i processi partecipativi su specifiche tematiche ambientali, sia a scala intercomunale, conferendo caratteristiche partecipative al processo - attualmente solo istituzionale - di costruzione di una nuova identità comunitaria al complesso di comuni che già di fatto appartengono al territorio metropolitano della "Grande Padova".
4 - Attivazione immediata di alcuni processi partecipativi per affrontare alcuni delle tematiche di maggiore rilevanza sociale ed attualità. Accenniamo tra queste alla questione del Bilancio comunale (vi era a questo proposito un esplicito impegno ad attivare processi di Bilancio partecipativo nei quartieri ed a scala comunale), alle problematiche abitative (via Anelli, ma non solo via Anelli), alle problematiche della mobilità sostenibile. Processi che abbiano il carattere dell'esemplarità e della riproducibilità in situazioni analoghe e che quindi tendano in prospettiva a coinvolgere e ad influenzare l'operato di tutti i settori dell'Amministrazione.
5 - Incentivazione di attività partecipative nel mondo della scuola, riprendendo le esperienze promosse dal progetto della "Città sostenibile delle bambine e dei bambini" non solo come esercitazione puramente didattica, ma come premessa a concreti interventi di riqualificazione della vita dei quartieri.
Su questi temi vorremmo avere, come Legambiente, un ruolo non esclusivamente propositivo, ma vorremmo, nell'immediato futuro, poterci direttamente impegnare sul terreno delle realizzazioni concrete, sempre che l'Amministrazione - su questo fronte - esca dalla fase di torpore ed incertezza che sembra averne sin qui caratterizzato l'azione, dando concreta attuazione agli impegni assunti in campagna elettorale.

Fonte: Sergio Lironi

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Cemento che ride

Ci tocca continare a parlare di partecizione, o meglio, "democrazia partecipata" e in questa rubrica lo facciamo pubblicando la lettera inviata ai vertici della commissione ediliza del Comune di Padova da consiglieri comunali e uditori che non possono svolgere a pieno la loro funzione a causa della mancanza di documentazione e comunicazione con i cittadini.
A questo proposito emblematico il silenzio sul fatto che si è aperto il periodo delle Osservazioni alla Variante di PRG ma non ci risulta siano stati forniti strumenti conoscitivi adeguati - ora che ce ne sarebbe il tempo - ai Consigli di quartiere ed ai cittadini sulle implicazioni concrete delle previsioni perequative (piani guida - planivolumetrici) nelle aree più ambientalmente importanti. L'unico presentato è quello di via Canestrini, che è stato respinto dal Consiglio di Quartiere.
Ecco la lettera:

Al Presidente della Commissione Urbanistica: dr. Sandro Faleschini
All'Assessore all'Urbanistica: prof. Luigi Mariani

Oggetto: Organizzazione lavori della Commissione Urbanistica.

Al fine di consentire una più completa ed approfondita conoscenza dei progetti sottoposti all'esame della Commissione e per fornire a tutti i componenti della stessa una più organica visione delle problematiche connesse, si chiede:

  1. che venga fornito l'elenco completo (con dati volumetrici e localizzazione in una apposita planimetria) di tutti i programmi integrati e degli accordi di programma adottati nell'ultimo quinquennio in deroga alle previsioni di PRG, nonché di quelli attualmente proposti da soggetti sia pubblici che privati;
  2. che, almeno qualche giorno prima della riunione della Commissione, venga messa a disposizione di tutti i componenti, presso la Segreteria del Settore Urbanistica o a Palazzo Moroni, copia delle relazioni e degli schemi di convenzione accompagnatori di ogni singolo progetto, con allegato un estratto sintetico degli elaborati grafici;
  3. che l'illustrazione dei progetti sia preceduta da una sia pur sintetica relazione sugli indirizzi di trasformazione urbana seguiti dall'Amministrazione nel comparto interessato e da una nota informativa sugli interventi pubblici e privati previsti nel contesto;
  4. che venga fornita documentazione dei criteri utilizzati dal Settore competente nella valutazione economica ed urbanistica dei programmi presentati dai privati in deroga alle norme di PRG.

Si propone infine di organizzare quanto prima alcune riunioni della Commissione specificamente dedicate alle problematiche dei diversi quartieri cittadini (con la presenza ovviamente dei rispettivi Presidenti e consiglieri interessati), confrontando i programmi e gli indirizzi dei diversi settori dell'Amministrazione (in particolare Mobilità, Ambiente, Politiche abitative) al fine di uno stretto coordinamento degli stessi con le politiche urbanistiche e di una più responsabile valutazione delle stesse richieste dei privati.


Giuliana Beltrame, Sergio Lironi
Aurora D'Agostino, Sergio Ventura

Padova, 15 dicembre 2004

Fonte: Legambiente

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media e messaggi

"éupolis". La città storica come progetto. Rivista critica di ecologia territoriale.
La rivista, di taglio critico, si impegna su questioni di ecologia territoriale. Fondata nel 1989, non appartiene a gruppi editoriali finanziaramente potenti o politicamente importanti. Essa dipende dai lettori e da coloro che, artigianalmente, la costruiscono numero per numero. Fondatore e direttore responsabile è il filosofo Pietro Toesca.
"éupolis" si pone come luogo di riflessione e di informazione, di elaborazione della teoria e di proposizione degli strumenti organizzativi del territorio delle piccole città. È il tentativo di trarre, con la ricerca teoretica e l'esperienza attiva di resistenza, dalla situazione storico-geografica territoriale, che è un vero scrigno di informazioni e di preziose indicazioni dialettiche, le condizioni di una prospettiva e di una convivenza dinamica alternativa. Per questo è la scrittura corrente di esperienze di invenzioni culturali e politiche. Negli ultimi numeri di "éupolis" si sono affrontate questioni come: la scuola dopo la legge Moratti, il vocabolario equivoco dei politici, la sostenibilità dello sviluppo; infine, negli ultimi due numeri, una riflessione sul passaggio di millennio e sui movimenti che ne scandiscono il cammino.
Il comitato di redazione è composto da: Pietro Toesca, Giulio Curti, Bruno Gualerzi, Paolo Degli Espinosa, Giuliano Della Pergola, Alberto Magnaghi, Oreste Magni, Mauro Mangano, Giovanna Toesca, Mario Viviani. Qualche approfondimento su éupolis si trova all'indirizzo www.see\eupolis.it
Edita la Cooperativa Nuovi Quaderni, una una piccola editrice caratterizzata anch'essa come strumento di intermediazione. La sua forma giuridica è l'espressione di un rapporto comunitario che privilegia la scrittura come mezzo di comunicazione, cominciando a liberarla dalla sua figura di prevaricazione discriminatoria. Alla ricerca di un alfabeto che non crei analfabeti, ma dia anche voce alle vittime della grande invenzione della stampa.
La rivista è trimestrale. Un numero € 15; doppio 25; abbonamento annuo 4 numeri € 45, estero € 60. E' possibile utilizzare il c/c postale N° 10267532 Intestato a Cooperativa Nuovi Quaderni Località Pancole, 57 53037 San Gimignano; oppure la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano Agenzia di San Gimignano c/c n° 4012052/9 ABI 8425 - CAB 72000

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Succede in città


Venerdi 17 dicembre ore 21, Gran Caffé delle Terme a Abano, presentazione del Dizionario della solidarietà con Mimmo Lucà, curatore del volume, e Piero Ruzzante parlamentare Ds. Le voci del dizionario saranno commentate da: Dario Verdicchio (Città solidale), Stelio Bianchin (Associazionismo), Donatella Gasperi (Migranti), Massimo Ferrante (Partecipazione), Maurizio Frassin (Cooperazione sociale), Antonio Lago (Anziani), Daniele Sandonà (Inclusione). Modera Vanessa Camani, segretario Ds Abano.
Venerdi 17 e sabato 18 dicembre i banchetti di A ruota liberA la campagna per la promozione dell'uso della bicicletta promossa da Legambiente, Fiab e Wwf, saranno in piazza a Padova l'obiettivo è raggiungere quota 2000 firme e tener viva l'attenzione sul tema. I banchetti saranno: venerdì 17 dalle 10 alle 14 in via S. Canziano, davanti alla chiesetta (zona p.zza delle Erbe) e sabato 18 dalle 10 alle 14 in via Verdi angolo via Dante (Davanti al Gigi Bar).
Sabato 18 dicembre ore 15.00 - 18.30 In cammino verso la pace: riflessione e azione nell'epoca della "democrazia malata", Sala degli Anziani, Palazzo Moroni (municipio) - Padova incontro con Luciana Castellnia, una delle fondatrici dell'Associazione per la Pace, già europarlamentare; modera il giornalista Ernesto Milanesi.
Iscriversi a Legambiente Padova è semplice. Potete venire nella nostra sede in via Monte Sabotino 28 (prima laterale sinistra di via Palestro venendo dal centro) in orario ufficio (sabato chiuso), oppure è sufficiente effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2005 a Legambiente. Quota associativa: SOCIO ORDINARIO - 26 € (riceverà LA NUOVA ECOLOGIA); SOCIO JUNIOR (sino a 14 anni) - 6 € (riceverà Jey); SOCIO RAGAZZO - 6 € (riceverà LA NUOVA ECOLOGIA); SOCIO GIOVANE (19 - 25 anni) - 15 € (riceverà NUOVA ECOLOGIA); SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE - 36 € (riceverà LA NUOVA ECOLOGIA e FORMAZIONE AMBIENTE - 4 numeri l'anno; 1 QUADERNO DI FORMAZIONE AMBIENTE, UN PERCORSO DIDATTICO); SOCIO SOSTENITORE - 80 € (riceverà LA NUOVA ECOLOGIA e una copia omaggio di "Ambiente Italia"). Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2005 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.

 

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