Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
24/03/2011 Newsletter num 285 inviata a 13.422 iscritti

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Primo Piano

Sabato tutti a Roma contro il nucleare


Dopo aver minimizzato fino al grottesco l’incidente di Fukushima e aver tacciato da "sciacalli" quanti invitavano a rimettere in discussione la scelta del ritorno all’atomo, ora il governo gioca la carta della moratoria per depontenziare il referendum del 12 giugno. Contro le bugie atomiche manifestazione nazionale sabato a Roma, per aprire una grande campagna che il 12 giugno porti al raggiungimento del quorum ed alla vittoria dei si al referendum.

Legambiente organizza la partecipazione da Padova, le indicazioni a fine articolo.

Ambiente

Ampliamento parco Milcovich: miglioriamolo insieme


Serve ragionare fra residenti e con l'amministrzione sull’intero progetto di ampliamento del parco, che va modificato soprattutto pensando alla mobilità di quartiere in bici e all’uso sociale del verde. Oggi è evidente solo l’esproprio di una parte da parte della parrocchia, vissuto come una beffa. Migliorare il progetto significa proteggere il rione dall’inquinamento del nuovo traffico.

Democrazia Urbana

Paesaggio dei Colli Euganei e nuovi “ampliamenti”: il caso Ascierto


Secondo l’associazione Italia Nostra, la nuova villa dell’onorevole Filippo Ascierto, a Turri di Montegrotto, costituisce un’alterazione del tradizionale Paesaggio dei Colli Euganei. Riportiamo un ampio estratto della lettera della presidente Maria Letizia Panajotti.

Cemento che ride

Si cementificheranno le aree agricole per un errore di calcolo?


Legambiente Padova ha segnalato all’Assessorato all’Urbanistica di Padova l'errore commesso nel calcolo del limite massimo alla trasformabilità delle superfici agricole utilizzate (SAU). Il Comune ha riconosciuto l' errore, ma ha rinviato la correzione al futuro Piano degli Interventi. Legambiente sollecita invece una correzione dell' errore prima dell' approvazione definitiva del PAT, in questo modo nell' attesa saranno evitate urbanizzazioni in aree agricole.

Media e messaggi

Esistono aziende buone e aziende cattive?


Le imprese possono e devono distinguere tra socialmente giusto e sbagliato? Sono tenute a investire seguendo un’etica? Possono essere ritenute responsabili di un investimento in un contesto moralmente ingiusto? Questi sono alcuni dei quesiti sollevati dalla discussione intitolata “Affari d’oro, affari loro” e trasmessa da Articolo 1, la web radio della CGIL

Succede in città

Al via il corso La reggia, la torre, l'astrario


Giovedì 31 marzo si terrà il primo appuntamento del corso di formazione per volontari a tutela dei beni culturali in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura.

L'orologio di piazza dei Signori e la misura del tempo” è il titolo della prima lezione tenuta da Luisa Pigatto, già docente di astronomia storica nel corso di laurea di astronomia e di filosofia dell'Università di Padova. Dall'aspetto più storico partirà l'approfondimento sulla torre dell'orologio, successivamente si svolgeranno quattro incontri sulla Reggia Carrarese con l'obbiettivo di formare nuovi volontari del gruppo Salvalarte di Legambiente.

I nuovi volontari si affiancheranno al gruppo già esistente per ampliare e migliorare il servizio che da più di 10 anni Salvalarte offre alla città, un proficuo rapporto di collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e Legambiente-Salvalarte per valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale.

La nostra città avrà sempre più bisogno negli anni di volontari e quindi di cittadini consapevoli del ruolo e dell’importanza storico-culturale del patrimonio artistico. Con il corso non solo si forniscono nuovi elementi cognitivi a numerosi cittadini ma, cosa molto più importante, si motivano molti di loro a caratterizzarsi appunto come volontari impegnati in una proficua e costante azione di valorizzazione e promozione della nostra città e della sua identità culturale.

Aspettiamo te, ancora 20 posti disponibili, manda una mail a salvalarte@legambientepadova.it; clicca qui per il programma del corso

Teresa Griggio - Coordinatrice Salvalarte Legambiente Padova


Primo Piano

Sabato tutti a Roma contro il nucleare


I tentativi dei primi giorni volti a minimizzare gli effetti del disastro della centrale nucleare di Fukushima, hanno ormai definitivamente lasciato il posto alla consapevolezza che l’incidente atomico legherà per sempre il nome della città giapponese a quello di Chernobil e Three Miles Island. Infatti, la quantità di radionuclidi rilasciati comporterà gravi effetti nel tempo sulla salute dei giapponesi. Sono già elevati i livelli di contaminazione della catena alimentare e dell’acqua e una leggera nube radioattiva sta persino raggiungendo il nostro paese.

Il governo italiano ora tenta la carta della moratoria per evitare o depontenziare il referendum sul nucleare del 12 giugno, ma solo pochi giorni fa dichiarava inimmaginabile che l’Italia rinunciasse alla reintroduzione del nucleare e tacciava da "sciacalli" quanti, invitavano a rimettere in discussione la scelta del ritorno all’atomo.
Insomma, il partito dell’industria nucleare è evidentemente spiazzato di fronte alla tragedia giapponese, che ha riportato con brutale evidenza il dibattito sulle scelte energetiche ad un punto molto chiaro: il nucleare sicuro non esiste, in nessuna parte del mondo, nemmeno nei Paesi più tecnologicamente avanzati ed efficienti.

Il disastro verificatosi in Giappone costituisce "uno spartiacque nella storia della tecnologia mondiale", ha detto qualche giorno fa  Angela Merkel nell'annunciare la chiusura in Germania di alcuni centrali, decisione che dubito sia avvenuta sull’onda dell’emotività, ed immagino piuttosto legata all’esigenza di tutelare la sicurezza dei propri cittadini, che ogni Stato dovrebbe anteporre agli interessi di lobby e industrie, e alla consapevolezza che la via alternativa alle fonti tradizionali esiste, e si chiama energia rinnovabile.
Il nostro invece è Paese nel quale nel  club "amici dell’atomo" si ritrovano coloro che in teoria sarebbero stati chiamati a svolgere le funzioni  "terze" di Agenzia per la sicurezza: il presidente, noto scienziato ma del tutto ignorante in tema di tecnologia nucleare, vuole dormire con le scorie, un altro componente, un fisico,  il giorno dopo l'incidente si affannava a spiegare che "non era successo niente".


All’arroganza ideologica di chi vuole a tutti i costi una centrale sulle rive dei nostri fiumi o vicino alle nostre coste Legambiente ha sempre opposto la forza dell’evidenza, sia in termini di pericolosità delle centrali stesse che delle scorie, sia fornendo i numeri e le potenzialità enormi delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica contro i costi del nucleare, quelli sì davvero insostenibili. Non a caso tutti i sondaggi confermavano, già ben prima del disastro di Fukushima , che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani resta contraria al nucleare.
Questa evidenza, sabato 26 vogliamo portarla – in tantissimi – alla manifestazione che si svolgerà  a Roma – per chiedere che sia tolta la censura del governo e dei media sul referendum sul nucleare, aprendo così la campagna referendaria che il 12 giugno porti al raggiungimento del quorum ed alla vittoria dei si al referendum, impedendo così il ritorno del nucleare in Italia. Dobbiamo essere in tantissimi, partecipa anche tu!

Manifestazione nazionale sabato a Roma contro il nucleare Legambiente organizza la partecipazione da Padova. Il concentramento a Roma è in Piazza della Repubblica alle 14. I  pullman partiranno in mattinata da Padova intorno alle 6 e avranno il costo di 20 euro. Il ritorno è previsto verso mezzanotte l'una. Prenotati all'indirizzo circolo@legambientepadova.it oppure telefonando allo 049/8561212. Seguirà nostra conferma di avvenuta prenotazione in relazione alla disponibilità dei posti con orario e luogo di partenza precisi.

Lucio Passi, Legambiente Padova


Ambiente

Ampliamento parco Milcovich: miglioriamolo insieme


In queste settimane si parla di parco Milcovich dopo l’inizio repentino dei lavori di costruzione dei nuovi spogliatoi da parte della confinante società sportiva l’U.S. Arcella e dell’ampliamento del campo da calcio, prima pubblico ed ora concesso alla stessa società della parrocchia di Sant’Antonino. Lavori che hanno causato la momentanea chiusura dell’area giochi bambi ma soprattutto la riduzione di una fetta del parco e il taglio di una ventina di alberi.

Legambiente ritiene che questo esproprio – frutto di un accordo di alcuni anni fa fra parrocchia e settore Patrimonio del Comune, approvato anche dal Quartiere - vada valutato in un ragionamento globale sul futuro del parco che nei prossimi anni crescerà espandendosi verso l’area dell’ex Pioppeto, cioè sotto le scarpate del nuovo Ponte della Fiera. In questa prospettiva andava illustrato e discusso – con molto anticipo – con i residenti e i (molti) frequentatori. Senza la presentazione di un progetto complessivo, sono rimaste la rabbia e la paura di vedersi espropriati di un bene pubblico, all’indomani dei lavori di risistemazione svolti 2 anni fa dal Comune. Spiace che l’amministrazione non abbia trovato, tra settore Verde, Ambiente, Partecipazione e Quartiere modi e tempi per farlo.

Anche perché rispetto al progetto di ampliamento – di per sé positivo – permangono alcuni punti critici che secondo noi andrebbero affrontati in modo differente. In sintesi la nuova area verde è frutto di un’estensione di circa 10.000 mq, all’interno dei quali troveranno prevalentemente spazio i nuovi orti sociali.

Ma al netto di questo ampliamento bisogna sottrarre una fetta consistente dell’attuale area cani che verrà ridotta di circa 1/3 per permettere la realizzazione di una nuova strada che partirà dal capitello di via Altichieri da Zevio con una rotatoria e proseguirà fino ad congiungersi con via Perosi; una nuova strada non solo di accesso alle 5 nuove palazzine residenziali ma anche per raggiungere il nuovo supermercato di 1.000 mq che sorgerà all’angolo con via Perosi (operazione immobiliare dei privati quale compensazione per aver ceduto parte di quest’area per il nuovo Ponte della Fiera).

Legambiente chiede alcune modifiche (vedi qui carta di progetto e nostre osservazioni) tra cui che la strada si fermi prima di “entrare nel parco” sostituendola nella parte finale con un percorso ciclo pedonale, evitando di tagliare una decina di alberi ad alto fusto e di ridurre l’area cani. Ma anche perché altrimenti rischia di diventare una pericolosa bretella interna al quartiere che andrà in crisi all’altezza della strettoia di via Enselmini.

Invece lo sforzo deve essere quello di favorire la comunicazione a piedi o in bici interna al quartiere (verso il nuovo ponte, verso il supermercato, verso l’asilo e i servizi) mentre l’accesso auto dovrà essere previsto solo là dove le attuali infrastrutture lo consentono (da via Perosi). Per questo motivo riteniamo necessaria che a metà della nuova strada parta una ciclopedonale che salga sul nuovo ponte della Fiera. E’ l’unico modo per garantire ai residenti della zona l’accesso al ponte (che, ricordiamolo, nasceva per il collegamento del rione con il centro storico) senza lunghi giri e diventando la naturale prosecuzione della ciclabile che parte da Pontevigodarzere, via Saette-Curiel.

Una correzione in questo senso consentirebbe di recuperare – parzialmente – la promessa secondo cui il nuovo Ponte della Fiera avrebbe avuto una valenza urbanistica che trascendeva quella strettamente viabilistica. Il ponte (già) verde doveva creare una promenade alberata che collegava il parco Milcovich ed il centro di S.Antonino con la zona della Fiera e con il parco delle mura all'altezza del Portello.

Se la discesa sul lato Fiera manca, sul lato Arcella spiccano le alte scarpate quasi verticali “da ingegneri” che sovrastano il parco Milcovich e non certo la ricucitura ottenuta da un dolce declivio verso l’area verde.

Anche la tempistica è un fattore da non sottovalutare. I lavori della parrocchia sono già iniziati. Il progetto palazzine e supermercato è già stato approvato in commissione Urbanistica. Quali sono i tempi del Comune per i lavori dell’ampliamento del Parco? Esiste un cronoprogramma? È’ stato definito ed approvato il progetto definitivo? Nel rapporto con i privati è fondamentale ottenere che si dia priorità nell’attrezzare il verde piuttosto di vedere come prima opera la nuova strada.

Ci chiediamo se le risorse economiche sono sufficienti. A bilancio nel Piano Triennale delle Opere e Infrastrutture perl’ampliamento del Parco sono stati assegnati 120.000 euro. Sono sufficienti? Sono reali o dipendono dalle alienazioni? Rispetto a quanto il rione ha dubito subire dal cantiere in questi 2 anni chiediamo uno sforzo compensativo più consistente, anche con l’intervento finanziario del Quartiere Arcella.

Ma esiste anche un problema di qualità e distribuzione delle alberature sul quale va posta molta attenzione. Ciò è dovuto all’aumento del traffico e conseguente inquinamento da PM10, rumore ed ozono che il nuovo Ponte della Fiera produrrà, aggravato dal fatto che auto e furgoni correranno ad una quota più elevata. Dovrà essere predisposta una barriera di verde a protezione considerando i rischi per i bambini (al Milcovich per i giochi senza dimenticarci dei 60 neonati del nido comunale Il Trenino), gli sportivi e gli anziani. Fondamentale saranno tipi e quantità delle essenze piantumate, che dovranno garantire una capacità di scambio di CO2 superiore a quella persa nella zona Milcovich-ponte Fiera pena vanificare quanto deciso nel Patto dei Sindaci per il Clima.

Inoltre va pretesa la ri-piantuimazione dei circa 70 platani tagliati in via Jacopo d’Avanzo che hanno sempre assicurato barriera al rumore e ai raggi solari estivi, contro il parere delle FS che ora che sono stati abbattuti non li rivuole per motivi di sicurezza.

Oltre a tutto questo bisogna ragionare su funzioni e aspetti sociali collegati al parco. Fino ai primi anni 2000 il parco Milcovich presentava una situazione di degrado sociale con fenomeni di spaccio che si sono gradualmente risolti grazie ad un maggiore frequentazione del parco stesso.

In prospettiva serve immaginare una nuova gestione che vada oltre alla sola guardiania. Bisogna investire per l’animazione sociale così come è stato fatto per il Parco del Piacentino e la struttura in muratura esistente lo consente. E perché non riflettere sulla ri-collocazione delle attività di sostegno scolastico e sociale La Scossa del settore servizi sociali oggi inserite in spazi parrocchiali che potrebbero trovare vantaggioso essere spostate presso le strutture del parco?

Fino a quando il campetto da calcio piccolo era pubblico abbiamo assistito a fenomeni di autorganizzazione di squadre che lo utilizzavano la domenica, spesso di giovani immigrati. Sarebbe utile insistere in questa direzione con un segretariato sociale che ne favorisse l’uso da parte di gruppi spontanei o semi-organizzati. Per non perdere tutto questo serve che il Comune definisca con chiarezza una convenzione-calendario per l’uso della parrocchia. Invece se ci sarà una concessione ad uso esclusivo alla parrocchia di Sant’Antonino - U.S. Arcella sarà un passo indietro, pur non volendo disconoscere il ruolo sportivo importante che questa società svolge.

Andrea Nicolello, Legambiente Padova


Democrazia Urbana

Paesaggio dei Colli Euganei e nuovi “ampliamenti”: il caso Ascierto


La vicenda della villa dell’on. Filippo Ascierto a Turri di Montegrotto, nel Parco Regionale dei Colli Euganei, ci fornisce l’occasione per fare alcune riflessioni sul paesaggio, tema che raramente viene indagato nelle sue molteplici implicazioni. (…) Il paesaggio è la memoria visiva delle comunità, è l’elemento che più contribuisce a connotare la loro identità, che le rende uniche e assolutamente originali. Elemento prezioso che quindi deve essere tutelato con intelligenza e assiduità all’interno del naturale processo di trasformazione, salvaguardandone gli elementi qualificanti. (..)

Per dare la misura dell’abisso clamoroso che in Veneto continua a separare i proclami politici dalle scelte concrete basti pensare alla Legge regionale n. 4/2008 e alla appena promulgata Legge regionale n. 30 del 23.12.2010, che allargano incredibilmente la possibilità edificatoria in territorio agricolo, considerato ormai più come zona di espansione edilizia che come risorsa economica legata all’agricoltura e al turismo, e tanto meno come segno secolare dell’identità veneta. Se non bastasse, la Regione ha voluto estendere queste leggi perfino ai Parchi Regionali, vale a dire a quelle limitate porzioni del territorio, come il delta del Po, le Dolomiti, i Colli Euganei, ecc., che, per le loro qualità eccezionali, la Regione stessa aveva in passato ritenuto di dover tutelate con particolari disposizioni.

Ci si domanda adesso come sia concepibile applicare, in modo assolutamente automatico e acritico, anche in questi contesti straordinari, nel nostro caso nei Colli Euganei, una normativa già in sé assai criticabile e deleteria, quale quella che nelle aree agricole consente, a chiunque, di ampliare qualsiasi volume edificato fino ad una cubatura di mc 800, con il risultato che si può trasformare una casetta bracciantile (due stanzette a piano terra) di mq 32 in una villa di mq 266, cui, ovviamente si possono aggiungere tutti i vani interrati che si desiderano. (..)

L’on. Ascierto è intervenuto in quel bene comune che è il paesaggio dei Colli Euganei, trasformandolo in modo non positivo: non solo è stato demolito un manufatto caratteristico, ma in sua vece è stata imposta una tipologia totalmente estranea ai luoghi e in evidente contrasto con le normative edilizie vigenti, che prevedono esplicitamente che gli ampliamenti siano almeno “eseguiti nel rispetto integrale della tipologia originaria” (art. 44, c. 5, LR 11.2004). Basta confrontare le immagini dell’edificio abbattuto con quelle del nuovo per trarre le inevitabili amare conclusioni.

Estratto della lettera della presidente di Italia Nostra curato dalla redazione di Ecopolis. Per leggere il testo integrale clicca qui

Maria Letizia Panajotti - Presidente Italia Nostra


Cemento che ride

Si cementificheranno le aree agricole per un errore di calcolo?


Nei giorni scorsi Legambiente Padova ha segnalato all’Assessorato all’Urbanistica di Padova l’errore commesso nel dimensionamento del Piano di Assetto Territoriale (PAT) adottato il 7 aprile 2009 (vedi qui la lettera). I calcoli effettuati per la determinazione del limite massimo alla trasformabilità delle superfici agricole utilizzate (SAU) in zone con destinazioni diverse non tenevano infatti conto dei criteri fissati dall’Atto di Indirizzo della Regione Veneto del 25 novembre 2008 (si è utilizzato a base del calcolo il dato relativo all’intera superficie territoriale comunale, anziché quello relativo alla sola SAU). Un errore che, se non corretto, comporterebbe per il prossimo decennio un consumo di suolo agricolo utilizzato di 667.994 mq invece dei 181.142 mq consentiti dalla legge.

La risposta pervenuta del Settore Pianificazione Urbanistica del Comune, pur riconoscendo l'errore, rinvia le correzioni alla redazione del primo Piano degli Interventi (PI) (scarica la risposta del Comune).

Ma l’aspetto più preoccupante della risposta pervenuta sta nel punto successivo, dove si osserva che la “DGR 3650 del 2008 non ha modificato solo il riferimento alla superficie del territorio comunale, da utilizzare nel calcolo della SAU, ma anche l’elenco delle aree e delle colture da considerare ai fini della quantificazione della stessa, e pertanto la verifica va fatta in modo complessivo”.

Un’osservazione che fa sorgere alcune domande e che ci fa richiedere alcuni urgenti chiarimenti in relazione alle seguenti questioni:

1. - L’Atto di indirizzo regionale richiede che nel calcolo della SAU vengano computate anche quelle che vengono definite come aree agricole “assimilate alla SAU” (arboricoltura da legno e terreni abbandonati), aree ricomprese nei censimenti Istat nella superficie agricola aziendale totale (SAT), ma non nella SAU. Non è una differenza da poco, soprattutto in un contesto in cui le attese speculative, alimentate dalle frequenti varianti di piano, inducono all’abbandono di molti terreni agricoli. Ed è una differenza che potrebbe dover richiedere un radicale ridimensionamento delle previsioni del PAT (da 4 milioni di mq circa a 20.000 mq circa).

2. - Nella risposta del Comune si rinvia il ricalcolo della SAU trasformabile al momento in cui verrà redatto il primo Piano degli Interventi. Nel frattempo, però, è all’ordine del giorno una Variante di PRG con cui a Mortise si prevede l’urbanizzazione di ulteriori 106.000 mq di terreni agricoli.

3. - Di fatto il PRG vigente, con l' approvazione del primo PAT, “per le parti compatibili” diventa il Piano degli Interventi. Tra le norme del PAT di Padova si stabilisce che il limite massimo alla trasformabilità delle aree SAU si applica solo alle nuove espansioni urbane che troveranno attuazione con il Piano degli Interventi. Ciò appare, a nostro avviso, in contrasto con l’Atto di Indirizzo regionale, nel quale si richiede che nel computo della SAU si consideri l’uso effettivo del suolo “a prescindere dalle destinazioni e classificazioni di PRG”. Secondo il provvedimento regionale dunque nel computo della SAU vanno considerate anche le aree aventi ancora caratteristiche agricole, anche se non utilizzate o abbandonate, indipendentemente dalla destinazione prevista dal PRG vigente (per Padova è il caso, ad esempio, di Iris, Basso Isonzo, via Pelosa, ecc.). Sembra logico dedurne che il limite massimo dello 0,65% calcolato sul complesso di queste aree ed inserito tra le norme tecniche del PAT, imponga una rivisitazione dello stesso PRG vigente ed uno stralcio delle previsioni in eccesso rispetto a detto limite, prima della sua riconversione in Piano degli Interventi. Un' ulteriore indicazione viene dal provvedimento regionale che rende possibili “la ricollocazione, all’interno del territorio comunale, delle aree interessate da precedenti previsioni di piano non attuate, nonché di quelle che, ancorché adottate, sono incompatibili con il PAT». E non va dimenticato l’articolo 14 della Legge urbanistica che recita: «... l’approvazione del piano e delle sue varianti comporta la decadenza dei Piani Urbanistici Attuativi vigenti limitatamente alle parti con esso incompatibili, salvo che i relativi lavori siano iniziati».

4. - Il PAT di Padova risulta per il momento solo adottato e non ancora definitivamente approvato. Va però ricordato che con la sua adozione sono divenute operative le misure di salvaguardia. Ne dovrebbe derivare l’obbligo di verificare già in questa fase, ogniqualvolta venga richiesta l’autorizzazione per nuovi piani urbanistici attuativi che interessino aree SAU o assimilate SAU, il non superamento del limite imposto dalla legge alla trasformabilità dei suoli agricoli. Da qui l’urgenza di procedere da subito al corretto ricalcolo di detto limite ed alla istituzione del previsto “Registro di controllo della SAU trasformata”, anche al fine di evitare che i permessi rilasciati possano essere dichiarati illegittimi.

Legambiente dunque, al fine di prevenire nuove cementificazioni, chiede che vengano esplicitati i criteri utilizzati per il dimensionamento del PAT nel censimento delle SAU e che prima dell’approvazione definitiva del PAT vengano rivisti i calcoli relativi alla SAU e la relativa cartografia, non rinviando detta verifica all’adozione del primo Piano degli Interventi, anche in considerazione del fatto che l’Atto di indirizzo regionale precisa essere “fondamentale” che l’indicazione del limite quantitativo massimo sia contenuta nel PAT. Inolte Legambiente ha richiesto che venga immediatamente effettuata la verifica di compatibilità del PRG vigente rispetto al limite massimo di aree SAU trasformabili e che venga istituito l’apposito Registro di controllo.


Arch. Sergio Lironi - Presidente Onorario Legambiente Padova


Media e messaggi

Esistono aziende buone e aziende cattive?


Le imprese possono e devono distinguere tra socialmente giusto e sbagliato? Sono tenute a investire seguendo un’etica? Possono essere ritenute responsabili di un investimento in un contesto moralmente ingiusto? Questi sono alcuni dei quesiti sollevati dalla discussione intitolata “Affari d’oro, affari loro” e trasmessa da Articolo 1, la web radio della CGIL, in cui sono intervenuti fra gli altri Ugo Biggeri di Banca Etica e Giulio Marcon di Sbilanciamoci.

Quello della responsabilità sociale d’impresa è un concetto che solo ultimamente ha avuto grande risonanza, in particolare grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. I consumatori ora infatti sono più informati e più critici, e sono in grado di aggregarsi e scambiarsi informazioni più facilmente. Le imprese sono quindi “costrette” ad adottare comportamenti sempre più etici e trasparenti, per riuscire a conquistare questi nuovi consumatori.

Molto spesso, però, si tratta solamente di una mera operazione di marketing, che sponsorizza comportamenti socialmente accettabili mentre nasconde in realtà altri comportamenti non altrettanto “buoni”. Questo argomento è quanto mai d’attualità in Italia, ora che la questione Libica è sotto l’attenzione di tutti. Pochi sapevano, infatti, che il giro d’affari tra Italia e Libia vale ben 135 miliardi di dollari, e le relazioni sono quanto mai intricate. Eni, Enel, Finmeccanica, Telecom, Anas sono solo alcuni dei nomi italiani che hanno investito in Libia, una moltitudine di imprese che ruotano attorno a petrolio, energia, telecomunicazioni, armi, costruzioni, strade. I rapporti commerciali sono reciproci: molti sono gli investitori libici in Italia. Un nome per tutti, Tamoil.

E’ stato “giusto” investire in un paese sotto dittatura? E’ “giusto” investire nella rinascita democratica di un paese? Chi decide cos’è giusto e cosa no? Come si è visto e come si vede in molti ambiti, come quello dell’inquinamento ambientale e delle energie rinnovabili, molto spesso le imprese guardano più ai profitti nel breve periodo che alla bontà - per la Società nel complesso - degli investimenti, nel lungo periodo. Le aziende si sono trovate e si trovano in molti casi a “baciare la mano” (metaforicamente) ai dittatori, per fare affari.

Si vede quindi la forte necessità di regolamentare in qualche modo questi comportamenti, ma chi dovrebbe farlo, e come? Lo Stato, che molto spesso si trova ad approfittare nello stesso modo delle situazioni?

Queste sono, in breve, le problematiche affrontate nel corso del programma. Essendo datato 23 febbraio i fatti libici menzionati non sono aggiornati; ciò non intacca però la validità dei ragionamenti. Potete ascoltare l'intera registrazione cliccando qui.

Bianca Bonollo, redazione ecopolis


Succede in città


>>> Giovedì 24 Marzo

"Noi Lobacevskij" spettacolo teatrale – promosso da: Compagnia Ricerca Relativa, Studenti e docenti del Liceo Barbarigo di Padova e Emergency Gruppo di Padova – presso il Teatro Don Bosco in via S. Camillo de Lellis n.4 (quartiere Forcellini Padova) alle ore 21.00 - dramma in atto unico che, attraverso scorci di vita in casa Lobacevskij, ci condurrà ad esplorare le verità della nostra esistenza - scritto da Giorgia Gigia Mazzucato e Antonio Toni Da Re - regia Gigia Mazzucato, aiuto regia e responsabile del progetto Toni Da Re – ingresso ad offerta libera, l’incasso sarà devoluto ad Emergency – per info tel.347 4657078, emergencypadova@hotmail.it - web: http://www.emergencypadova.altervista.org/index.php/storico-articoli/73-a-teatro-con-emergency-noi-lobacevskij.html

“Questioni di fine vita: cittadini e medici si confrontano” – dibattito pubblico organizzato dall’AssociazioneAgorà – presso la Sala del Consiglio Comunale in Piazza Insurrezionea Cadoneghe alle ore 20.45 – si dicuterà di: i termini di fine vita, il rapporto medico-paziente nel fine vita, legislazione italiana a confronto con quella di altri stati europei – relatori medici Aurelio D’Agostino, Maurizio Borsatto e Vitaliano Bernini – per info: info@associazioneagora.org, www.associazioneagora.org

>>> Venerdì 25 Marzo

"ma che Storia..." proiezione documentario – promossa dall’Università di Padova – presso il Teatro Ruzante in riviera Tito Livio n.45 alle ore 19 – il video narra 150 anni di storia dell'Italia attraverso i cinegiornali e i documentari dell'Archivio Luce - la proiezione sara' preceduta dall'incontro con il regista, Gianfranco Pannone - ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

“Il vento fa il suo giro” film di Giorgio Dritti – nell’ambito della rassegna cinematografica “Fuori Campo” promossa dal Gruppo Polis – presso la sede della Cooperativa in via Due Palazzi n.16 alle ore 21.00 – iniziativa culturale legata al progetto di orticoltura biologica “Fuori Campo” – il film è girato interamente nelle valli occitane del Piemonte. Un ex professore decide di trasferirsi con tutta la famiglia in un paesino sulle montagne per poter vivere di pastorizia secondo natura – un film vero e coinvolgente premiato all’estero e trascurato in Italia –al termine della proiezione momenti di convivialità – ingresso libero – per info: 049 8900506 – info@gruppopolis.it, www.gruppopolis.it

>>>Sabato 26 Marzo

“Voci di donne e di uomini” – incontro promosso da Oikos-Bios, Centro Filosofico di Psicanalisi di Genere Antiviolenza – presso l’Auditorium Centro Culturale S.Gaetano in via Zabarella alle ore 17.30 - lettura di brani accuratamente scelti tratti da opere letterarie, poetiche, filosofiche e politiche sui seguenti temi: Prostituzione, Guerra, Maternità, Paternità, Coppia, Dipendenze, Amore. Le letture saranno precedute e accompagnate da brani di musica leggera e da brani tratti da opere liriche - partecipano alla manifestazione l'attrice Natalina Bortolami, la pianista Rossella Amadori, la cantante Benedetta Cavagnis e Giacomo Mambriani dell'Associazione Maschile Plurale – per info: tel. 049 651223, email: segreteria@oikos-bios.org

>>>Domenica 27 Marzo

“Karma involontario” – Serata con reading e musica live – presso la Mela di Newton in via della Paglia 2 alle ore 21.30 - ingresso libero con tessera Arci

>>>Lunedì 28 Marzo

"Invalidità civili e provvidenze economiche" - incontro sulla salute mentale promosso dalla sezione di Padova dell'associazione A.I.T.Sa.M. sulla Salute Mentale – in via Aosta 6 alle ore 16.00 - relatrice Anna Bilato, responsabile INCA – per info: 348 6677617, email: aitsam.padova@yahoo.it

>>> Martedì 29 Marzo

“Il Nord Africa in rivolta: paure e speranze” – dibattito pubblico organizzato dall’AssociazioneAgorà e da A.N.P.I. – presso la Sala del Consiglio Comunale in Piazza Insurrezionea Cadoneghe alle ore 20.45 – relatori Enzo Pace, Università di Padovae Massimiliano Trentin, Università di Venezia, presiede Don Albino Bizzotto – per info: info@associazioneagora.org, www.associazioneagora.org

“Alimentazione e culture” - incontro organizzato dall’Università di Padova – presso il Teatro dell'Orto Botanico in via Orto Botanico n.15 a Padova alle ore 16.30 - per stimolare all'approfondimento di ciò che si intende per mondo vivente, con lo scopo di avvicinare il pubblico al tema della biodiversità - l'incontro, tenuto da Giovanni Bittante (Università di Padova), si inserisce all'interno di un ciclo di seminari che si articola in tre sezioni i cui temi richiamano quelli della mostra “Biodiversità: Ieri oggi domani” - per info: 049 8272135

>>> Mercoledì 30 Marzo

“Acque silenziose” film di Sabiha Sumar – nell’ambito della rassegna cinematografica “La Storia, il Pensiero e l’Individuo” – promossa da UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – presso la Sala Fronte del Porto in via S. Maria Assunta alle ore 21.00 – ingresso libero fino ad esaurimento posti – per info: tel. 377 2106765, padova@uaat.it, www.uaar.it/padova

“L'oriente assoluto” - tra Oriente e Occidente -presentazione del libro di Daniele Depretto – presso l’Aula Nievo, Palazzo del Bo in via VIII Febbraio n.2 alle ore 18.00 – l’incontro si inserisce all'interno di una manifestazione dedicata al rapporto tra l'Oriente e l'Occidente, che mira a presentare un'immagine dell'Oriente diversa da quella comunemente conosciuta – per info:049 8364188

>>> Giovedì 31 Marzo

“Filosofia come terapia: Giuliano Pisani legge Erodoto” – presso l’ Aula magna del Liceo Tito Livio in Riviera Tito Livio n.9 alle ore 17.00 - Filosofia come terapia, come esercizio dello spirito e della mente, come educazione all’umanità, all’equilibrio, alla saggezza. Filosofia come stile di vita, come disciplina degli affetti, come ricerca dell’armonia con sé e con il mondo. Quest’anno il programma tocca momenti cruciali del pensiero occidentale, in sintonia con l’assunto di fondo: l’attualità e l’urgenza del fare filosofia. La formula prevede la lettura e il commento di passi di filosofi e scrittori - ingressolibero.

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

>>> da Venerdì 4 Marzo

Droga: quali risposte?” ciclo di incontri – organizzato dall’associazione Sos famiglia – il 4, 11, 18 e 25 marzo - presso la Sala consiliare di Via Dal Piaz 3 alle ore 21.00 - 4 incontri con esperti di informazione e prevenzione sulla tossicodipendenza dal titolo "Droga: quali risposte? Genitori, figli, insegnanti a confronto" – ingresso libero e gratuito – per informazioni cell. 340 8819603 o 349 8102146

>>> da Lunedì 7 Marzo

XII Corso di astronomia – organizzato dal circolo Noi mons. Ponchia – lunedì 7, 14, 21, 28 marzo - presso la Sala Polivalente in via Piovese 74 alle ore 21.00 - Quattro incontri condotti dal Gruppo astrofili di Padova, associazione che si occupa di studiare e divulgare l'astronomia – ingresso libero

>>> da Venerdì 11 a Domenica 27 Marzo

Modi'mostriamo” mostra del Liceo Artistico Modigliani – curata da alcuni docenti del Liceo Artistico A. Modigliani di Padova – presso l'Ex macello in Via Cornaro n.1/b dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30

>>> entro Sabato 26 Marzo

Partecipazione al concorso d'arte ambientale “RiciclArti. Cantiere d'arte ambientale” IV edizione – organizzato dall'Associazione Arteria con il patrocinio del Comune di Padova – la manifestazione si terrà presso l'Ex Macello in Via Cornaro dal 26 maggio al 26 giugno - la rassegna mette a confronto diversi approcci e linguaggi artistici: da un lato riflessioni e indagini per focalizzare situazioni, comportamenti e prassi individuali e sociali, con particolare attenzione alle trasformazioni del territorio e quindi dell'ambiente; dall’altro indagini sulle possibilità del riuso attraverso creazioni pensate e strutturate secondo logiche energetiche e comportamentali all’insegna della sostenibilità. Gli artisti e i designers interessati a partecipare a Riciclarti 2011, sono invitati a proporre opere aderenti al tema, senza limiti di materia o di tecnica. La qualità, la ricerca, l'innovazione, la contemporaneità ed il rispetto dei parametri indicati saranno i criteri fondamentali della selezione per tutte e due le sezioni – per informazioni sito www.riciclarti.it

>>> fino a Domenica 17 Aprile

Mostra di ritratti “Secret Gardening” - presso Galleria Samonà in Via Roma 57 – tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 - In esposizione le opere delle artiste Cora Chiavedale, Silvia Patrono e Miriam Pertegato che riproducono figure femminili. Curatore della mostra è Luca Verrini – ingresso libero – per informazioni sito http://padovacultura.padovanet.it, email infocultura@comune.padova.it, tel. 049 8204528

>>> entro Lunedì 18 Aprile

Invio opere per il concorso fotografico “Respirando (Breathing)” - organizzato dalla Fondazione Zoe, patrocinato da FIAP e FIAF – è la prima edizione di questo concorso fotografico internazionale. L'iniziativa, rivolta a tutti i cittadini di qualunque nazionalità, è stata pensata per approfondire il tema del respiro nella rappresentazione per immagini. Ogni opera sarà vagliata da una Giuria presieduta da Pietro Masturzo, il vincitore del "World Press Photo Contest" 2009, con il famoso scatto del grido di protesta delle donne iraniane dai tetti di Teheran – per informazioni www.fondazionezoe.it

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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00, lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00

Ponte romano di San Lorenzo chiuso per lavori.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, venerdì dalle 16.00 alle 18.00.

Loggia Palazzo della Ragione solo aperture straordinarie.

Reggia Carraresi via Accademia n.7, orari di apertura: giovedì venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30

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Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2008 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

Quote associative: 10 euro Socio junior fino a 14 anni (riceve Jeyvia mail); 15 euro Socio giovane da 15 a 28 anni (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio ordinario (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio scuola e formazione (riceve La Nuova Ecologia e la newsletter Formazione Ambiente); 80 euro Socio sostenitore (riceve La Nuova Ecologia e il libro Ambiente Italia); 50 euro Tessera Collettiva per gruppi.

Novità 2011: in regalo la maglietta Nucleare No Grassie a chi viene in sede a tesserarsi; tessera della Cooperativa il Ponte in regalo ai primi 20 iscritti che ne fanno richiesta.

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2011 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.


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