Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
31/03/2011 Newsletter num 286 inviata a 13.408 iscritti

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Primo Piano

Riflettori ancora puntati sulla C&C di Pernumia


Si mantiene desta l’attenzione sulla “fabbrica dei veleni”, la C&C di Pernumia, dove sono stoccate 52.000 tonnellate di rifiuti tossici. Il 9 marzo si è tenuto un incontro pubblico sul tema, con l’obiettivo di consapevolizzare e coinvolgere la cittadinanza e di richiamare le Amministrazioni locali

Ambiente

Argini a rischio e politiche del territorio


Le prime piogge di primavera sono passate senza fare danni, almeno nel padovano. Il rischio idraulico è, tuttavia, incombente sia per la fragilità degli argini, che sono stati seriamente intaccati dalla piena dello scorso novembre, sia per la ridotta capacità di assorbimento dei suoli. Ma è la politica del territorio che va completamente rivista.

Democrazia Urbana / Lettera

Auchan: 100 camion al giorno scaricano inquinamento


I residenti di via col. Galliano, dirimpettai dello scarico merci Auchan, vivono da anni una situazione di disagio provocata dall'ipermercato limitrofo. Hanno segnalato il problema ad Ecopolis, chiedendo di diffondere la notizia. Pubblichiamo di seguito la lettera aperta inviataci.

Cemento che ride

Nuovo comitato contro la cementificazione di Selvazzano


Paolo Cestaro, uno dei promotori e attuale presidente del nuovo comitato, spiega, nella lettera che pubblichiamo di seguito, i motivi che hanno spinto molti cittadini di Selvazzano, e non solo, a riunirsi per cercare di bloccare alcuni progetti che l’amministrazione comunale intende portare avanti.

Media e messaggi

Verso la catastrofe nucleare globale?


Riportiamo un articolo di Massimo Scalia pubblicato da Greenreport sulla situazione del disastro nucleare di Fukushima.

Di Massimo Scalia segnaliamo il nuovo libro, scritto insieme a Gianni Mattioli: NUCLEARE: A CHI CONVIENE? – Edizione Ambiente, 2010. Propone un’analisi sul tema avvalendosi di dati reali e documentati provenienti da fonti internazionali.
Gianni Mattioli e Massimo Scalia sono tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia e tra i fondatori di Legambiente. Il loro nome è legato alle battaglie contro il nucleare, per il risparmio energetico e per le energie rinnovabili. Docenti alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università La Sapienza di Roma.

Succede in città

Torna El biologico in piassa


El Biologico in Piassa festa mercato – Domenica 3 aprile in Piazza dei Signori e in Piazza Dei Frutti dalle ore 9.00 alle 20.00 – aziende agricole, fornai, casari, artigiani, associazioni, tutti con proposte legate all’agricoltura biologica, al commercio equo-solidale, allo sviluppo sostenibile. Tema di quest’anno “Quale cibo a quale prezzo”. In più giochi e laboratori per tutti! – per info email elbiologicoinpiassa@gmail.com


Primo Piano

Riflettori ancora puntati sulla C&C di Pernumia


Si mantiene desta l’attenzione sulla “fabbrica dei veleni”, la C&C di Pernumia. Dopo le varie iniziative della Vespa di Battaglia (vedi qui il video e la campagna Mettici la faccia), il gruppo La Voce della Sinistra ha promosso il 9 marzo scorso un incontro pubblico sul tema. Obiettivo consapevolizzare e coinvolgere la cittadinanza dei tre Comuni (Pernumia, Battaglia e Due Carrare) e richiamare le Amministrazioni locali affinché mettano la questione in primo piano nella loro azione politica.

La storia è molto lunga e complessa, ricordiamo qui che la C&C si trova in territorio di Pernumia ma ai confini con Battaglia e Due Carrare, vicinissima al canale Vigenzone e a due passi da centri abitati. E’ nata nel 2002 per trasformare rifiuti industriali in materiale cementizio utilizzabile per lavori stradali, ma di fatto si è limitata a stoccare il materiale tossico e a rivenderlo senza inertizzarlo. Per le irregolarità riscontrate ha collezionato una serie di diffide da parte della Provincia, da ultimo è stata messa sotto sequestro nel febbraio 2005 nell’ambito di un’inchiesta per traffico di rifiuti tossici (scarica il servizio del TG3).

La situazione odierna è molto grave: nel capannone si trovano stoccati 52.000 tonnellate di rifiuti contenenti metalli pesanti, idrocarburi e una serie di sostanze pericolose (come l’arsenico), senza le condizioni di sicurezza della struttura (vi sono crepe sui muri e falle sul tetto causate da un principio di incendio avvenuto nel 2007). Altre circa 3.000 tonnellate erano state seppellite all’esterno, anche in questo caso senza misure di sicurezza, tanto che la falda idrica risulta già contaminata.

Questa situazione comporta un continuo rischio di contaminazione dell’aria, del suolo e delle falde idriche. Oltre al rischio ambientale in atto, esiste un forte rischio di incidente industriale: nel maggio del 2007 si è verificato il principio di incendio già ricordato, mentre non è remoto il rischio alluvione, visto che il vicinissimo Vigenzone ha raggiunto livelli delle acque molto alte durante le piene di novembre e dicembre 2010 e marzo 2011.

Attualmente l’unica bonifica effettuata ha riguardato il piazzale esterno, fatta dalla Provincia. Rimane, in tutta la sua gravità e urgenza, il problema della bonifica dell’intero capannone, per la quale servono 13 milioni di euro. Il Comune e la Provincia non sono in grado di farvi fronte, è necessario coinvolgere la Regione e il Ministero, ma la situazione appare “bloccata”. Unica nota positiva è che la C&C è stata inserita nel “piano regionale per la bonifica delle aree inquinate”, ma questo sembra non bastare per procedere alla effettiva spesa di bonifica.

Diventa necessario coinvolgere la popolazione, oltre alle Amministrazioni locali, per arrivare a dei risultati concreti e in tempi brevi. Nell’incontro dello scorso 9 marzo promosso dalla Voce della Sinistra erano presenti amministratori e cittadini dei tre Comuni. Si è sentita forte la necessità di un’azione unitaria, è stato chiesto dal Sindaco di Pernumia un Consiglio Intercomunale, mentre è già avviata una campagna di raccolta firme. Si costituirà un Comitato ad hoc per coordinare varie azioni di informazione e coinvolgimento della cittadinanza.

Per informazioni complete e contatti utili: La Vespa: www.lavespa.org; vedi articolo su Comunicamente.net

sintesi a cura di Annachiara Capuzzo - redazione Ecopolis


Ambiente

Argini a rischio e politiche del territorio


Nel sito “venetoalluvionato”, promosso dal commissario per l’emergenza alluvioni nel veneto, Luca Zaia, leggiamo che negli ultimi venti anni non è mai piovuto tanto come nello scorso anno e che, in molti luoghi, le falde sono tornate in superficie facendo sì che le piogge scorrono sulle superfici agricole e vanno ad ingrossare i corsi d’acqua. Il vicecommissario Mariano Carraro, capo della protezione civile regionale, ha aggiunto che “la situazione creata dal terreno zuppo d’acqua farà sentire i suoi effetti per parecchio tempo, di certo nei mesi primaverili, mentre le vere opere di mitigazione necessarie, le vasche di laminazione, non si improvvisano in poche settimane”.

Lo stesso vicecommissario ha ancora affermato che tra una decina di giorni sarà pronto il Piano di interventi per la mitigazione del rischio, che sarà oggetto di ordinanza da parte del commissario (previo parere della corte dei conti), dopo di che si passerà alla fase operativa con la progettazione dei singoli interventi e con il reperimento dei fondi che, al momento, sono del tutto insufficienti.

Il quadro che ci viene rappresentato non è certo rassicurante. Anche perché, ancora lo scorso gennaio, l’ing. Mariano Carraio affermava che “servono cento milioni subito, oppure il Veneto non supererà la primavera”. Di questi cento milioni, il governatore Zaia ne ha erogati solo 50 e per gli altri farà pressioni a Roma. Per tranquillizzare l’opinione pubblica ha però affermato che un centinaio di cantieri saranno presto aperti, di cui 40 entro aprile. Ce lo auguriamo vivamente, anche perché le piogge primaverili incombono ed è ancora vivo il ricordo del nubifragio del 12 maggio dello scorso anno, che ha recato gravi danni alla città ed al suo comprensorio.

Ci auguriamo che tra i primi cantieri ci saranno quelli relativi al sistema arginale dei fiumi del padovano, che sono stati aggrediti dalla piena del 2 novembre e che solo in piccola parte sono stati rimarginati (vedi foto). A tal proposito va richiamata la lettera che ancora il 10 febbraio i sindaci di nove comuni dislocati lungo l’asta del Bacchiglione-Roncajette, tra cui il sindaco di Padova, hanno inviato al vicecommissario Mariano Carraio, in cui si lamentava che al genio civile di Padova è stato assegnato un finanziamento del tutto insufficiente a mettere in sicurezza gli argini. Tra gli interventi finanziati non rientrano neppure il completamento del ripristino dell'argine destro del Roncajette a Ponte San Nicolò in corrispondenza della rotta del 2 novembre scorso, né il consolidamento ed il completo ripristino funzionale dell'adiacente chiavica del Maestro.

È però l’approccio complessivo al problema che ci allarma. Per stessa ammissione del governatore, e commissario per l’emergenza alluvione, Zaia, l’avvio dei lavori è rallentato dalla burocrazia e non si sa dove reperire gli oltre due miliardi di euro (ma sarebbe meglio parlare del doppio secondo le stime dell’Unione Veneta delle Bonifiche) necessari per mettere in sicurezza dal rischio idraulico il Veneto.

Riguardo alla burocrazia, sono proprio i poteri del commissario e le procedure agevolate previste dalla legge che dovrebbero risolvere i problemi. Negli stessi procedimenti ordinari il ricorso alle conferenze dei servizi riduce ad un unico momento l’acquisizione dei pareri dei vari organismi interessati. Tanto più in un procedimento straordinario si deve ritenere che gli strumenti per abbattere i tempi burocratici esistono. Basta saperli applicare.

Per quanto riguarda i finanziamenti, è necessario che il nostro governatore decida che la scala delle priorità deve essere completamente rivista. In questo momento la priorità assoluta è la messa in sicurezza del territorio. Tutti gli interventi che non abbiano questa finalità vanno messi in secondo piano ed eventualmente rinviati, stornando i finanziamenti a loro destinati alla risoluzione dell’emergenza idrogeologica. Si eviterà così di dissipare ingenti somme per risarcire i danni derivanti da calamità che non si è stati in grado di prevenire.

Anche tutti i grandi interventi che aggravano la situazione idraulica del Veneto, aumentandone la cementificazione, e parlo dei vari “Veneto City” a Dolo, “Euroworld” nel delta del Po, la “Città dei motori” a Verona, ma anche delle infrastrutture inutili, che trovano spazio all’interno dello stesso Piano Territoriale Regionale, vanno abbandonati nell’ottica di non recare ulteriore danno all’ambiente, trovando alternative sostenibili. È quindi la politica del Territorio che va completamente rivista, passando dalle dichiarazioni di intenti ai fatti. I soldi ci sono, basta destinarli a ciò che effettivamente serve.

Lorenzo Cabrelle - Legambiente Padova


Democrazia Urbana / Lettera

Auchan: 100 camion al giorno scaricano inquinamento


I residenti di via col. Galliano hanno segnalato ad ecopolis un disagio causato dall’ipermercato Auchan, chiedendo di diffondere la notizia. Pubblichiamo di seguito la lettera aperta inviataci.

I residenti di Via col. Galliano dirimpettai dello scarico merci Auchan, vivono da anni una situazione di disagio provocata dalla presenza limitrofa dell'ipermercato Auchan.

L’ipermercato con i suoi 10 climatizzatori installati sul parcheggio sopraelevato e con i suoi impianti di refrigerazione disturba il sonno dei residenti. Come pure lo scarico merci, situato di fronte alle palazzine di via col. Galliano, crea disturbo all'esercizio delle professioni ed inquina l'ambiente con l'emissione di monossido di carbonio dei motori e dei compressori dei camion frigo e dei mezzi pesanti che sostano su detta via e nel piazzale interno dello stesso ipermercato in attesa dello scarico.

I mezzi che arrivano giornalmente presso lo scarico merci, anche nelle ore notturne e che sostano in detta via, sono circa 100. I compattatori, rumorosissimi, sono attivi ininterrottamente tutti i giorni dalle 7 del mattino alle 20 di sera.

Questa situazione sta creando seri problemi alla salute dei residenti, l'inquinamento acustico ed atmosferico è oltre ogni limite. Ci sono anche i problemi della staticità degli stabili sollecitati quotidianamente dalle vibrazioni degli scarichi dei camion che fanno tremare i vetri. Va considerato che la via ha dei parcheggi interrati che sono nel numero di 156 a disposizione per i residenti e di decine di centinaia a disposizione per i clienti di Auchan.

Nel luglio del 2009 i residenti hanno presentato un esposto alla Procura ed al Comando dei Vigili con la richiesta di rendere meno rumorosi gli impianti di climatizzazione e di refrigerazione ed inoltre con la richiesta di trovare un altro spazio riservato allo scarico delle merci, lontano dalla via dove ci sono le nostre abitazioni.

Le istituzioni hanno fatto poco o niente emettendo qualche ordinanza subito revocata per qualche piccolo intervento effettuato da parte di Auchan, come l’installazione di un pannello fonoassorbente insufficiente ed inefficace che interessa solo un parte di un impianto.

Chiediamo aiuto e solidarietà a tutti coloro che vogliono aiutarci a risolvere il problema.

Giuseppe Liborio Basiricò - per i Residenti via Col. Galliano


Cemento che ride

Nuovo comitato contro la cementificazione di Selvazzano


Il “Comitato Rovereto Friuli - dentro Selvazzano” si è costituito il 2 luglio 2010 per opera di 79 Soci Promotori, per contrastare la soppressione di un parco pubblico di Tencarola.

Nel corso di pochi mesi, partecipando alle sedute del Consiglio Comunale ed esaminando atti e delibere, ha preso coscienza del fatto che detta soppressione era una parte di un piano più ampio che prevede la vendita di molte aree verdi di Selvazzano, con il solo scopo di far cassa grazie a quanto consente la legge Brunetta (v. art. 58 DL 112/2008 convertito nella legge 133/2008 - detta legge Brunetta - ndr). Oltre a ciò l’attuale amministrazione ha in animo un’impressionante serie di cementificazioni che vanno dai nuovi centri commerciali recentemente realizzati e in programma, all’area dell’ex seminario, alle varie lottizzazioni in corso e quelle nuove già decise.

Come Comitato portatore di interesse collettivo abbiamo il diritto di essere consultati (v., sulla partecipazione, L.R. 11/04) ma, nonostante le nostre innumerevoli proposte, non siamo mai stati interpellati o ricevuti dal Sindaco. Anzi l’amministrazione ha manifestato da subito insofferenza ed arroganza nei nostri confronti, ostacolandoci in tutti i modi.

Noi oggi vogliamo un’edilizia sostenibile, il mantenimento allo stato attuale del verde e delle aree agricole che restano e l’impiego dei soldi pubblici per il miglioramento della qualità della vita e non per l’assalto al territorio. Per questo lo scorso dicembre abbiamo presentato ricorso al TAR contro le delibere di vendita e cessione delle aree verdi.

Siamo preoccupati perché l’amministrazione di Selvazzano ha recentemente deciso di adottare il PAT comunale, organizzando la finta partecipazione (di facciata) dei cittadini. Quando il PAT sarà approvato definitivamente l’amministrazione potrà deliberare senza più filtri qualsiasi variante nel territorio grazie al nuovo strumento dei Piani di Intervento (PI) che sostituirà il PRG.

Nell’ambito della partecipazione al PAT, e fino a che siamo in tempo, abbiamo deciso di proporre una moratoria nel rilascio di nuove licenze edilizie fintanto che il cospicuo patrimonio edilizio vecchio e nuovo attualmente non utilizzato, verrà abitato.

Con questa mossa intendiamo aprire un dibattito cittadino sulla qualità della vita ed impedire la forzata urbanizzazione del nostro Comune che, secondo quanto deliberato in Consiglio Comunale, dovrebbe in pochi anni passare da 22.000 abitanti a 30.000, con un aumento del 36 % !

Oggi la nostra azione è premiata dalle numerose adesioni ricevute e dall’elevato numero di iscritti, arrivati a quota 650 e in costante aumento.

Infine, per rendere la nostra azione più incisiva, duratura e conforme ai nostri ideali, abbiamo deciso di costituirci in associazione, il che avverrà a breve.

n.d.r. Agli amici del Comitato ricordiamo che anche il PI (Piano degli Interventi) è soggetto, ai sensi dell’art. 18 della legge urbanistica regionale n. 11/04, a forme di partecipazione che coinvolgano anche le associazioni sociali interessate. E’ però necessario che tali forme di partecipazione siano organizzate in modo corretto e strutturato

Paolo Cestaro – presidente del comitato


Media e messaggi

Verso la catastrofe nucleare globale?


Oggi ci si interroga con preoccupazione su che cosa può succedere al reattore 2 di Fukushima, fonderà? E' già fuso, ma allora cos'altro può succedere? E' bene subito chiarire che non solo il 2 ma anche altri due reattori sono sospetti di fusione almeno parziale del nocciolo, e che la distinzione tra "catastrofe locale" e "catastrofe globale", messa in auge dalla scala INES dell'IAEA, mostra qui tutto il suo carattere posticcio e giustificatorio.
Non doveva essere infatti la fuoriuscita della radioattività dallo schermo più esterno che contiene il reattore la catastrofe che, secondo il dogma della sicurezza nucleare, non sarebbe mai dovuta accadere? Così almeno affermavano i documenti dell'IAEA nelle conferenze di Columbus (Ohio) e Roma nel 1985, quando fissavano la probabilità di fusione del nocciolo in 10-5/10-6, cioè un incidente di quella gravità ogni centomila/milione di reattori funzionanti per un anno.

E per i giapponesi, con duecentomila persone evacuate nelle settimane scorse, lo iodio nell'acqua potabile e altri radionuclidi che hanno contaminato frutta e verdura anche a centinaia di chilometri dalla centrale, che altro deve succedere, quando, stando ai dati ancora parziali e reticenti, si può purtroppo ipotizzare che le vittime delle radiazioni saranno nel corso degli anni più di quelle dello tsunami?

Nella centrale di Fukushima ci sono sei reattori, e per tre sicuramente le barre di uranio del nocciolo del reattore restano, nonostante gli interventi, semiscoperte dall'acqua di raffreddamento. Gli interventi sono resi difficili dal livello di radioattività presente, a meno che non si vogliano sacrificare come a Cernobyl migliaia di "liquidatori", ma anche dall'inagibilità o perdita, a causa dello "scoperchiamento" della centrale, dei ponti mobili con i quali operare.
Interventi per seppellire in un sarcofago i reattori sono ugualmente problematici. In ogni caso, al di là delle ipotesi, il dato di fatto è la "strategia" che le autorità e i tecnici giapponesi stanno perseguendo: pompare tutta l'acqua che si può all'interno dei vessel che contengono i reattori. Uno dei nemici principali da fronteggiare è infatti la formazione e l'esplosione di bolle di idrogeno, dovute alla dissociazione dell'acqua nelle sue due componenti - idrogeno e ossigeno - resa possibile dalle temperature a cui si porta il nocciolo non raffreddato.
Quella strategia ha finora ritardato fuoriuscite di radioattività ancor più gravi delle prime, ma il problema è quanto reggeranno i vessel che sono il contenimento primario di un reattore e che devono avere dei punti di perdita dal momento che non si riesce a ripristinare il livello del refrigerante. Nonostante le perdite però la pressione cui è sottoposto il vessel sembra non scendere, proprio a causa del perdurare del surriscaldamento del nocciolo; e in reattori ad acqua bollente, come sono i tre su cui si interviene, la pressione cui può essere sottoposto il vessel deve stare di norma al di sotto delle quattro atmosfere.
Tra i dati che faticosamente affiorano sembra che proprio l'inadeguatezza del raffreddamento abbia fatto salire la pressione al di sopra delle tre atmosfere. Il raggiungimento del valore limite esporrebbe il vessel al rischio di esplosione, che libererebbe a questo punto enormi quantitativi di radioattività. Forse allora qualche autorità nucleare ci informerà, con la dovuta gravità, che si è raggiunto il livello 7 della scala INES, cioè Cernobyl. Che è come dire che la questione non riguarda più solo il Giappone, ma ci dobbiamo preoccupare un po' tutti.

Massimo Scalia


Succede in città


>>> Giovedì 31 Marzo

“Filosofia come terapia: Giuliano Pisani legge Erodoto” – presso l’ Aula magna del Liceo Tito Livio in Riviera Tito Livio 9 alle ore 17.00 - Filosofia come terapia, come esercizio dello spirito e della mente, come educazione all’umanità, all’equilibrio, alla saggezza. Filosofia come stile di vita, come disciplina degli affetti, come ricerca dell’armonia con sé e con il mondo. Quest’anno il programma tocca momenti cruciali del pensiero occidentale, in sintonia con l’assunto di fondo: l’attualità e l’urgenza del fare filosofia. La formula prevede la lettura e il commento di passi di filosofi e scrittori – ingresso libero

>>> Venerdì 1 Aprile

“L’interesse più alto è quello di tutti” incontro con Banca Etica – organizzato dall’associazione Il Ponte – presso la biblioteca comunale di Megliadino San Vitale (Pd) alle ore 21.00

“H2Oro. L’acqua, un diritto dell’umanità” spettacolo teatrale – organizzato da PgN e GAS Pianeta Verde Euganeo (Pd) alle ore 20.45 – messo in scena dalla Compagnia Teatrale Itineraria, con Fabrizio De Giovanni – ingresso gratuito – per informazioni sito www.itineraria.it, email h2oro@itineraria.it

Proiezione de “Il dilemma” per genitori con neonati nell’ambito dell’iniziativa “Cinemamme” – organizzato dall’Associazione Città delle mamme – presso Porto Astra in via Santa Maria Assunta 20 alle ore 10.15 - una serie di proiezioni dedicate alle donne in fase di allattamento ma anche ai papà che somministrano il biberon ai loro bambini. L'idea è quella di dare la possibilità ai genitori di recarsi al cinema ed assistere alle proiezioni con i piccoli di età compresa tra 0 e 12 mesi. La proiezione dei film avviene con un volume più basso del normale, è possibile portare in sala i biberon e altro cibo, ed è offerto uno spazio dedicato al fasciatoio e allo scaldabiberon. Dopo le proiezioni sono previsti degli incontri tematici. Questa settimana, dopo il film di Ron Howard, “Emozioni e cambiamenti dell’umore dopo il parto. Come e perché” – ingresso gratuito – www.cinemamme.net, email abigi@remedia.it

Concerto di Herman Medrano – presso il Conamara IrishLand Pub in Via Madonna del Rosario 91/a Torre (Pd) alle ore 22.00 – ingresso libero

Concerto de La Corte dei Folli folk-rock – presso Fahrenheit 451 in Via Tommaseo n.96a alle ore 22.00 - I testi, come i suoni, sono frutto di varie contaminazioni musicali portate da ogni membro del gruppo da esperienze fatte o in corso. Gli strumenti che caratterizzano il gruppo sono fisarmonica e mandolino, come nella migliore tradizione popolare italiana, accompagnati però da ritmi che variano dal folk classico al reggae passando per il rock – ingresso libero con tessera Arci

A Hawk And A Hacksaw duo etno-folk – presso la Mela di Newton in Via della Paglia n.2 alle ore 21.30 - Gli A Hawk And A Hacksaw sono formati da Jeremy Barnes e dalla violinista Heather Trost. Il loro ultimo album ''Cervantine'' è stato registrato nel 2010 – ingresso libero con tessera Arci

>>>Sabato 2 Aprile

Laboratorio “Gestione dei conflitti ambientali” – organizzato da ACS – presso l’ex fornace Carotta in Piazza Napoli dalle ore 9.30 alle 13.30 - l'utilizzo delle risorse naturali (acqua, foreste, suolo, ecc.) determina potenziali conflitti non sempre risolvibili: la gestione dei conflitti può allora contribuire al miglioramento delle relazioni tra le parti - relatori Diego Florian e Mauro Masiero (Agronomi e forestali
Senza Frontiere) – massimo 30 posti – per informazioni e prenotazione email eas@acs-italia.it

Concerto dell’Orso Barro duo twee-pop – presso la Mela di Newton in Via della Paglia n.2 alle ore 21.30 - L'''orso Barro'' è un gruppo composto da Mattia Barro e Tommaso Spinelli. Nel corso della serata presentano il loro ep ''L'adolescente'' – ingresso libero con tessera Arci

>>>Lunedì 4 Aprile

Presentazione del doposcuola gratuito per i ragazzi delle scuole medie e biennio superiori – organizzato dal CdQ5 con CGIL, L’abc, Lavoro e diritti senza frontiere – presso le ex scuderie di Piazza Napoli n.41 alle ore 17.00 - le lezioni si terranno nei locali “portici nord” della ex Fornace Carotta di recente ristrutturati, saranno aperti a chiunque cerchi aiuto per affrontare le proprie difficoltà scolastiche, saranno totalmente gratuiti e si avvarranno del contributo volontario di insegnanti in pensione. Dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00 – per informazioni tel 049/8205048 - 8801166

Proiezione di “This Is My Land… Hebron” cineforum sulla Palestina – organizzato da ACS, Associazione per la Pace, GT Padova, CdQ4 e ARCI – presso la Sala Fronte del Porto in Via S.M. Assunta 20 alle ore 20.45 – film di Giulia Amati e Steven Natanson del 2010 – ingresso libero

Concerto di Mc Nando ethno-celtic-noise – presso Fahrenheit 451 in Via Tommaseo n.96a alle ore 22.00 momento, durante il concerto. Sonorità dall’evocativo al tribale, dal tradizionale allo sperimentale, con grande impatto sonoro, molto visivo e coinvolgente. Violino, voce, flauti, djembè e live loops – ingresso libero con tessera Arci

>>> Mercoledì 6 Aprile

Proiezione de “Il prezzo dei rubini” nell’ambito della rassegna “La storia, il pensiero, l’individuo” – organizzata dall’Uaar Unione degli atei e degli agnostici razionalisti – presso la Sala Fronte del Porto in Via Santa Maria Assunta alle ore 21.00 - la rassegna vuole offrire l'opportunità, attraverso il coinvolgimento in un racconto o l'immedesimazione con un personaggio e con una visione da diverse prospettive, di vedere confermate le proprie tesi oppure fare i conti con un benefico dubbio – ingresso libero e gratuito – per informazioni sito www.uaar.it/padova, email padova@uaar.it, cell. 377 2106765

“150 anni in viaggio con i poeti” spettacolo poetico musicale – organizzato da Gershwin spettacoli – presso anniversario dell’Unità d’Italia un evento nel quale si fondono poesia e musica. Simona Nobili e Davide Rondoni recitano e narrano poesie, accompagnati dalla musica del Maurizio Camardi ensemble – ingresso libero – per informazioni email info@gershwinspettacoli.com, tel. 049 8073980

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

>>>fino a Domenica 10 Aprile

Mostra “Intrecci infiniti” dedicata alla Lilt di Padova – presso la Sala della Gran Guardia in piazza dei Signori tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 10.00 alle 18.00 - opere delle artiste Gigliola Bessega, Nellì Cordioli, Paola Failla. Forme espressive che spaziano dal figurativo all'astrazione, e consentono di apprezzare l'utilizzo di tecniche, materiali e linguaggi pittorici diversi, grazie alle diversità stilistiche di ogni artista. La mostra è dedicata alla Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori – ingresso libero

>>> fino a Domenica 17 Aprile

Mostra di ritratti “Secret Gardening” - presso Galleria Samonà in Via Roma 57 – tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 - In esposizione le opere delle artiste Cora Chiavedale, Silvia Patrono e Miriam Pertegato che riproducono figure femminili. Curatore della mostra è Luca Verrini – ingresso libero – info http://padovacultura.padovanet.it, infocultura@comune.padova.it, tel. 049 8204528

>>> entro Lunedì 18 Aprile

Invio opere per il concorso fotografico “Respirando (Breathing)” - organizzato dalla Fondazione Zoe, patrocinato da FIAP e FIAF – è la prima edizione di questo concorso fotografico internazionale. L'iniziativa, respiro nella rappresentazione per immagini. Ogni opera sarà vagliata da una Giuria presieduta da Pietro Masturzo, il vincitore del "World Press Photo Contest" 2009, con il famoso scatto del grido di protesta

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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00, lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00

Ponte romano di San Lorenzo chiuso per lavori.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, venerdì dalle 16.00 alle 18.00.

Loggia Palazzo della Ragione solo aperture straordinarie.

Reggia Carraresi via Accademia 7, orari di apertura: giovedì venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30

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Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2008 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

Quote associative: 10 euro Socio junior fino a 14 anni (riceve Jeyvia mail); 15 euro Socio giovane da 15 a 28 anni (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio ordinario (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio scuola e formazione (riceve La Nuova Ecologia e la newsletter Formazione Ambiente); 80 euro Socio sostenitore (riceve La Nuova Ecologia e il libro Ambiente Italia); 50 euro Tessera Collettiva per gruppi.

Novità 2011: in regalo la maglietta Nucleare No Grassie a chi viene in sede a tesserarsi; tessera della Cooperativa il Ponte in regalo ai primi 20 iscritti che ne fanno richiesta.

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2011 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.


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