Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
12/04/2011 Newsletter num 292 inviata a 13658 iscritti

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Primo Piano

Il piano paesaggistico del Veneto? un passo avanti e due indietro

Si è svolta nei giorni scorsi a Villa Widmann di Mira, organizzata dalla Regione Veneto e dal Ministero per i Beni Culturali, la 3.a Giornata di lavoro dedicata all’elaborazione del Piano Paesaggistico regionale, che dovrebbe integrare e fornire strumenti operativi all’Atlante ricognitivo degli ambiti di paesaggio allegato al Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) adottato nel febbraio del 2009. Di fatto un incontro informativo sullo stato di avanzamento degli studi avviati nel luglio del 2009 con la sottoscrizione da parte di Regione e Ministero del Protocollo d’Intesa previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLgs 42/2004).

Ambiente

Potenzialità agricole urbane e peri-urbane a Padova

La superficie agricola utilizzata nel Comune di Padova ha avuto un decremento vertiginoso (44%) tra gli anni ’70 ed il 2.000, e questo processo è tuttora in corso. Ma cosa proporre oggi perché le aree agricole possano rimanere tali, anzi migliorare il loro impatto e valore sociale ed ambientale a Padova?

Democrazia Urbana

Parco Milcovich? Le associazioni propongono di progettarlo assieme

Le associazioni dell'area ambiente del Comune di Padova propongono all'amministrazione un laboratorio di progettazione partecipata , per un futuro parco attento all'esigenze di tutti.

Cemento che ride

Consumo di suolo agricolo: il Comune fa lo struzzo

Legambiente ha chiesto al Comune di correggere nel PAT il calcolo della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) in quanto non sono stati applicati correttamente i criteri fissati dalla Regione. L’applicazione di tali criteri potrebbe portare ad un drastico ridimensionamento della capacità insediativa del piano. Il Comune non risponde. Nel frattempo, però, continua ad approvare varianti in cui viene sottratta ulteriore area agricola, com’è avvenuto nel caso di Mortise.

Media e messaggi

Sabato in piazza per rompere il silezio atomico

Il governo fa di tutto perché non si parli del referendum antinucleare. Contro il “silenzio atomico” Sabato 14 il Comitato padovano “Vota Sì per fermare il nucleare” apre ufficialmente la campagna referendaria. Manifesta con noi in Piazza della Frutta, appuntamento iniziale alle 11.

Succede in città

Nell'epoca dei cambiamenti climatici: come leggere la realtà e come comportarci?

Sono più di 400 gli studenti della provincia di Padova che quest'anno hanno partecipato alla 5° edizione del Concorso a premi organizzato dai Circoli di Legambiente di Este e Piove di Sacco, dal Centro di Educazione Ambientale della Saccisica e sponsorizzato dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo.
Il tema del Concorso “Nell'epoca dei cambiamenti climatici: come leggere la realtà e come comportarci?” ha saputo stimolare all'interno delle scuole attività di riflessione, ricerca e conoscenza su un argomento vasto e drammaticamente attuale che richiede scelte anche individuali e quotidiane.

Docenti e studenti hanno risposto con entusiasmo dimostrando, in questo periodo così problematico per la scuola italiana, alta professionalità e grande sensibilità, producendo, al termine del percorso, materiali ricchi di immagini, riflessioni, osservazioni, grafici, statistiche, poesie....insomma quanto gli studenti di oggi sono capaci di realizzare in forma cartacea e multimediale, sotto la guida di educatori motivati e coinvolgenti.
I progetti ritenuti più incisivi per la conoscenza e la diffusione di buone pratiche a tutela del nostro ambiente, saranno premiati domenica 15 maggio alle ore 10.30 presso l’Idrovora Vampadore di Megliadino San Vitale alla presenza dei responsabili del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e dei referenti regionali e locali di Legambiente Scuola e Formazione.
I premi messi a disposizione dal Consorzio di Bonifica, consistono in buoni acquisto che i docenti avranno a disposizione per scegliere materiali utili alle proprie classi.
Per info: legambientepiove@libero.it; www.legambientepiove.it; tel:. 049.5830018.

COME ARRIVARE all’Idrovora Vampadore di Megliadino San Vitale (Pd)
Dopo Este, sulla SR 10 in direzione Montagnana, attraversato il ponte della Torre (alla sinistra c'è una torre medioevale) girare alla prima strada a sinistra (SP 91) verso Piacenza d'Adige. Proseguire per circa 10 km. Dopo il paese Valli Mocenighe proseguire per altri 500 m circa arrivando sul ponte del fiume Fratta. NON attraversare il ponte, ma prendere sulla destra la strada sterrata dell'argine sinistro del fiume. Non ci sono indicazioni dell'idrovora sulla strada, solo il cartello del fiume Fratta. L'idrovora non la si vede dalla strada, ma proseguire fiduciosi per circa 1 Km. (NOTA: importante NON seguire nessuna indicazione per Megliadino San Vitale).

Primo Piano

Il piano paesaggistico del Veneto? un passo avanti e due indietro


Protagoniste della “giornata di studio” sono state soprattutto la Direzione regionale del MiBAC e le Soprintendenze delle diverse province venete, che hanno relazionato sulle metodologie ed i criteri sin qui utilizzati per la costruzione di un quadro conoscitivo aggiornato, il censimento e la mappatura dei vincoli paesaggisti esistenti (decretati ai sensi della legge del 1939) e la ricognizione, delimitazione e rappresentazione delle categorie di beni di cui all’articolo 142 del Codice, da sottoporre a tutela per legge in virtù delle loro intrinseche qualità paesistiche (litorali, corsi d’acqua, parchi e riserve naturali, montagne, boschi, zone d’interesse archeologico, ecc.).
Un lavoro senza dubbio importante e meritorio, ma che affronta solo un aspetto - sia pure essenziale - del processo di elaborazione del piano. Va infatti ricordato che il Codice, così come la Convenzione Europea sul paesaggio, non solo richiedono l’eventuale individuazione di ulteriori immobili od aree di notevole interesse pubblico (ad integrazione degli immobili e delle aree già censite) da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione, ma estendono altresì i criteri della pianificazione paesaggistica a tutto il territorio, alla gestione dei “paesaggi ordinari” ed alla riqualificazione e/o ricostruzione dei paesaggi compromessi o degradati. In relazione ai diversi ambiti individuati è poi richiesta al piano paesaggistico l’attribuzione di adeguati obiettivi di qualità e la predisposizione di apposite prescrizioni cogenti (morfologie paesaggistiche, tipologie architettoniche, minor consumo di suolo, ecc.), di criteri operativi e prontuari, di specifici indirizzi e direttive per la pianificazione locale, di progetti di tutela e valorizzazione integrati per il miglioramento della qualità ambientale e per la creazione di occasioni di sviluppo culturale, economico e sociale, con particolare attenzione per la salvaguardia dei paesaggi rurali.
Su questi aspetti del piano, più direttamente coinvolgenti la Regione, poco o nulla si è detto nel corso della “giornata di lavoro”. Si è di fatto solo accennato ad alcuni progetti sperimentali elaborati in anni passati (Feltre e Laguna di Caorle in particolare), alle indicazioni fornite da alcune Soprintendenze per interventi riguardanti alcuni siti di particolare valore ambientale (Litorali del Cavallino e di Jesolo) e ad un “progetto pilota” che dovrebbe riguardare le aree della laguna veneziana e del delta del Po. Un progetto dai tempi incerti che dovrebbe, in una fase successiva, consentire il passaggio dalla fase conoscitiva alla “fase prescrittiva”.
Sicuramente qualche passo in avanti si è fatto rispetto alla precedente “giornata di studio” organizzata più di un anno fa sempre a Mira. Ma nel complesso si è avuta l’impressione che più numerosi siano stati i passi indietro. All’incontro di un anno fa venne quantomeno presentato, da parte di un gruppo di consulenti dell’Università di Firenze, un articolato schema di lavoro per l’elaborazione del piano in tutti i suoi aspetti, uno schema che - tra l’altro - coglieva la complessità delle problematiche da affrontare e poneva l’accento sul ruolo essenziale della partecipazione , in tutte le fasi del processo di costruzione del piano, non solo degli enti istituzionalmente preposti, ma anche dei cittadini, del mondo dell’associazionismo e dei “portatori d’interesse” locali.
Di detto schema procedurale non sembra essere rimasta traccia. I tempi realizzativi sembrano essere sfumati verso un lontano futuro. Di “progetti pilota” per la gestione dei “paesaggi ordinari” e per la rigenerazione dei paesaggi degradati, che caratterizzano gran parte dell’arcipelago metropolitano veneto, non se ne è parlato. Ma soprattutto il “Piano paesaggistico” sembra destinato a non avere alcun carattere cogente. Più volte i rappresentanti della Regione hanno infatti voluto sottolineare come con questo piano non vi è alcuna intenzione di determinare una soluzione di continuità rispetto alla gestione del territorio dei decenni passati e che il piano non richiederà alcuna correzione del PTRC già adottato e dei piani territoriali ed urbanistici subordinati.
Intenzioni che appaiono in netto contrasto con quanto stabilito dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, là dove si afferma che “a far data dall’approvazione del piano le relative previsioni e prescrizioni sono immediatamente cogenti e prevalenti sulle previsioni dei piani territoriali ed urbanistici”(art. 143, comma 9). Intenzioni che nella sostanza contraddicono anche quanto evidenziato dalle più recenti sentenze della Corte Costituzionale, secondo le quali il paesaggio deve ritenersi “un valore primario ed assoluto”, che “precede e comunque costituisce un limite agli altri interessi pubblici” (sentenza n. 367 del 2007). Il che fa affermare a Salvatore Settis che “mentre è giusto cercare di superare la separatezza tra pianificazione territoriale ed urbanistica, da un lato, e tutela paesaggistica dall’altro, ciò non può farsi invertendo la gerarchia dei valori costituzionali, e cioè facendo rientrare la tutela del paesaggio nell’ambito del governo del territorio”. Un’inversione di valori che purtroppo appare essere ancora una volta il principio ispiratore della prassi pianificatoria della nostra Regione.

Sergio Lironi


Ambiente

Potenzialità agricole urbane e peri-urbane a Padova


Padova è un comune relativamente piccolo per superficie (93,418 KMq), con alta densità abitativa (oltre 2.300 abitanti/KMq); la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) ha avuto un decremento vertiginoso tra gli anni ’70 ed il 2.000 (del 44% e questo processo è tuttora in corso) e non supera ormai i 27,868 KMq.
Le aziende agricole attive, almeno sul piano fiscale, del Comune di Padova risultano essere 752.
A questo si aggiunga che i molti Comuni della Cintura Urbana, alcuni tra i più popolosi della Provincia, hanno seguito il medesimo percorso nel consumo di territorio agricolo a fini diversi.
Ed è evidente che un ragionamento sull’agricoltura urbana dovrebbe avere una dimensione da città metropolitana, non per dimensioni, ma per i tanti campanili.

Nel territorio comunale padovano occorre distinguere l’area sud (Salboro e dintorni), dove ancora permangono alcune imprese agricole di dimensioni medio/grandi, ed il resto della superficie, ormai ridotta a piccole e grandi superfici di mais, colza, soia o frumento.
In questo secondo caso la gestione di fatto è delegata ad imprese di lavorazione terreni conto/terzi, ovviamente con un modello super-chimicizzato e zero biodiversità, dove il proprietario, che in ogni caso non vive di quell’attività, mantiene una partita iva agricola, finalizzata ad ottenere i contributi PAC (Politica Agricola Comunitaria) a “sostegno del reddito delle imprese agricole”, circa 460 euro ad ettaro per il mais, di soldi pubblici, che stentano a coprire i costi diretti e che non hanno alcuna ricaduta sul piano ambientale, anzi.
A Salboro e dintorni, pur con molta terra gestita come sopra, la presenza di imprese agricole “vive”, anche con allevamenti bovini, e di ben 2 realtà produttive in agricoltura biologica, garantisce qualcosa in più a livello ambientale e paesaggistico.
Un altro caso interessante di buon uso dei terreni lo troviamo nell’area “Due Palazzi”, dove gli obiettivi sono di carattere sociale ed ovviamente “biologico”.

Ma cosa proporre oggi perché le aree agricole possano rimanere tali, anzi migliorare il loro impatto e valore sociale ed ambientale a Padova? Il tutto tenendo conto della sostenibilità economica per i proprietari, il cui limite spesso è di ragionare su obiettivi economici immediati senza una prospettiva a medio e lungo termine.

  • Possibilità di discreti incentivi per il rimboschimento di superfici, con diversi obiettivi e modalità (PSR – Piano di Sviluppo Rurale Veneto- 2007/2013 misure 221-222) . I vantaggi per l’ambiente sono intuibili - si pensi solo a delle fasce alberate lungo le tangenziali – meglio se coniugati con una sostenibilità economica, che però va aiutata con della buona informazione.
  • Incentivi e supporto all’avviamento di Orti Urbani, nelle varie forme possibili: del proprietario e/o dei condomini; su aree pubbliche; non trascurando l’affitto di piccoli appezzamenti privati a Cittadini organizzati – riteniamo essenziale in questi casi la pratica dell’agricoltura biologica, a fini salutistici, ambientali e sociali
  • Sostegno, valorizzazione e tutela delle imprese agricole ancora vitali; da tempo in Quartiere 4 si discute di Parco Agricolo Sud, dove dovrebbe essere riservato spazio e supporto adeguato alla proposta biologica, che tanto interessa ai Padovani e che certo garantisce una maggiore attenzione al paesaggio.
  • Utilizzo dei terreni anche a finalità sociali e divulgativi: un esempio potrebbe essere la proposta, attualmente in discussione, della Fattoria Biologica nel Parco del Basso Isonzo, in grado non solo di “aprire” l’agricoltura alla Città, ma di essere elemento trainante anche per tanti proprietari, agricoltori part-time o pro–forma.

Un' ulteriore considerazione è basata sul deciso incremento dei valori di mercato mondiale dei cereali, dopo anni di prezzi bassissimi.
Le motivazioni sono note: cambiamenti climatici; nuova domanda di Paesi come la Cina o l’India; concorrenza col mercato delle bioenergie; ecc.ecc.
Ciò fa pensare che quindi a Padova avrà nuovo rilancio la coltivazione del conto/terzista e del contributo PAC, ovviamente in aree senza speranza immediata di diversi usi.
Su questo, basta guardarsi intorno per capire che occorre della decisa sorveglianza sanitaria e normativa sull’utilizzo di mezzi chimici e sulla devastazione delle infrastrutture agricole (fossi, siepi, strade, ecc..).
Certo è che, e lo dicono le storie delle aziendine agro-biologiche di Padova e dintorni, il ruolo decisivo lo giocano sempre gli utenti finali. Cittadini che fanno attenzione a queste esperienze e le valorizzano. O fanno il contrario, rifiutando e criticando esperienze di altro segno.
Insomma “comprano”!

 

 

Franco Zecchinato, Presidente Cooperativa El Tamisio


Democrazia Urbana

Parco Milcovich? Le associazioni propongono di progettarlo assieme

In queste settimane si è parlato di parco Milcovich dopo l’inizio repentino dei lavori di costruzione dei nuovi spogliatoi da parte della confinante società sportiva l’U.S. Arcella e l’ampliamento del campo da calcio, prima pubblico ed ora concesso alla stessa società della parrocchia di Sant’Antonino.


Le associazioni dell'area ambiente del comune di Padova vogliono proporre un ragionamento globale sul futuro del parco che nei prossimi anni crescerà espandendosi verso l’area dell’ex Pioppeto, cioè verso le scarpate del nuovo Ponte della Fiera.
Rispetto al progetto di ampliamento – di per sé positivo – permangono alcuni punti critici che secondo noi andrebbero affrontati in modo differente: un percorso partecipativo laboratoriale attivato con Agenda 21 con il coinvolgimento degli stakeholder locali e associazioni, quali sono ad es. quelle iscritte all’area ambiente del registro del Comune di Padova, come già realizzato nel biennio 2005/06 per il nascente Parco dei salici della Guizza.
In sintesi la nuova area verde avrà estensione di circa 10.000 mq, all’interno dei quali troveranno prevalentemente spazio 31 nuovi orti sociali. Ma al netto di questo ampliamento bisogna sottrarre una fetta consistente dell’attuale area cani che verrà ridotta di circa 1/3 per permettere la realizzazione di una nuova strada che partirà dal capitello di via Altichieri da Zevio con una rotatoria e proseguirà fino ad congiungersi con via Perosi (strada di accesso alle 5 nuove palazzine residenziali e al nuovo supermercato di 1.000 mq).


Nel Piano Triennale delle Opere e Infrastrutture 2011 per l’ampliamento del Parco sono stati assegnati 120.000 euro. Il Settore Verde e Parchi ha stilato un pre-progetto.
A nostro avviso i temi da discutere in un laboratorio di progettazione partecipata dovrebbero quantomeno riguardare:
1. come favorire la mobilità lenta di accesso ed intorno al Parco per facilitarne la fruizione ma anche per evitare l’effetto “assedio delle auto” con particolare attenzione al progetto di nuova strada via Altichieri-via Perosi;


2. la dotazione del verde (qualità e distribuzione delle alberature) e la sua distribuzione (aspetti paesaggistici e funzionali) e con particolare riferimento a:
- funzione di contrasto al PM10, rumore ed ozono che il nuovo Ponte della Fiera causerà a pochi metri dal Parco (barriere di verde a protezione);
- le tipologie di alberature tali da garantire una capacità di scambio di CO2 superiore a quella persa nella zona Milcovich-ponte Fiera pena vanificare quanto deciso nel Patto dei Sindaci per il Clima.
- il mantenimento dei biotopi preesistenti (ad es. siepi e fossati) per non perdere biodiversità e per garantire l’habitat alla fauna urbana;

3. il progetto Orti Urbani (visto i 31 appezzamenti già inseriti nel pre-progetto) con l’obiettivo di inserire l’obbligatorietà di coltivazioni biologiche o biodinamiche (per la tutela della salute degli assegnatari e la vicinanza con le aree gioco dei bambini e la presenza dell’asilo nido La trottola);

4. potenziamento area cani (considerando la scarsità di aree simili in zona Arcella);


5. le funzioni sociali del Parco ponendo attenzione a:
- servizi di segretariato sociale per favorire l’uso collettivo delle attrezzature sportive;
- animazione sociale tramite la rete delle associazioni presenti in quartiere compreso il progetto La Scossa del Comune del settore servizi sociali;

Le nostre istanze sono state presentate ad Alessandro Zan, Assessore all’Ambiente e Agenda 21, e ad Andrea Micalizzi, Assessore al Verde Urbano e Parchi Urbani che le hanno accolte positivamente. Attendiamo fiduciosi la partenza dei laboratori per condividere assieme progetti e soluzioni del nuovo parco.

Teresa Griggio, portavoce dell'area ambiente dell’osservatorio delle associazioni


Cemento che ride

Consumo di suolo agricolo, il Comune fa lo struzzo

Le richieste di chiarimenti che Legambiente ha mosso al Comune, ed in particolare al Settore Urbanistica, su come è stata determinata la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) all’interno del Piano di Assetto del Territorio (PAT), hanno avuto inizio nel febbraio di quest’anno.

Va premesso che la quantificazione della SAU incide direttamente sulla determinazione della capacità insediativa del PAT, cioè sugli insediamenti sia residenziali che produttivi che potranno essere realizzati. Le aree di nuova espansione, infatti, potranno essere previste all’interno delle aree attualmente utilizzate ad uso agricolo solo se rispettano i limiti fissati dalla normativa regionale.

Il Capo del Settore Urbanistica, nel rispondere alla prima richiesta di chiarimenti, ha dichiarato che il Comune aveva già predisposto il PAT quando la Regione ha modificato i parametri per la determinazione della SAU, per cui hanno deciso di rimandare le necessarie rettifiche al momento della predisposizione del primo Piano degli Interventi.

Questa risposta è del tutto insoddifacente in quanto il Piano degli interventi richiederà tempi lunghi, mentre nel frattempo continuano ad essere sottratte aree agricole per destinarle ad altri usi. Un esempio recente è quello di Mortise dove, per realizzare un nuovo polo scolastico, è stata prevista l’urbanizzazione di 106.000 mq di terreni agricoli.

C’è inoltre da dire che sono più di 4 milioni le aree, definite dal PAT come Superficie Agricola Residua (superficie per cui è sempre possibile il cambio di destinazione d’uso), che potrebbero essere in parte classificate come SAU, sulla base dei nuovi criteri regionali, ed essere quindi assoggettate a limitazione della trasformazione d’uso. Se tale riconversione dovesse riguardare una porzione consistente della SAR, lo stesso PRG vigente potrebbe essere in parte compromesso nelle parti non ancora attuate.

Legambiente ha pertanto inoltrato una ulteriore richiesta di chiarimenti e di modifiche al PAT, in cui in sostanza si chiede:
che vengano esplicitati i criteri utilizzati per il dimensionamento del PAT nel censimento delle superfici agricole SAU e assimilate;
che prima dell’approvazione definitiva del PAT venga rivista la relativa cartografia e vengano rivisti i calcoli relativi alla SAU, non rinviando detta verifica all’adozione del primo Piano degli Interventi;
che venga immediatamente effettuata la verifica di compatibilità del PRG vigente rispetto al limite massimo di aree SAU trasformabili, stralciando le previsioni di destinazione d’uso non compatibili ed istituendo l’apposito Registro di controllo, qualora ciò corrisponda con i criteri dell’atto di indirizzo della Regione.

A tali richieste, più volte sollecitate, il comune continua a non dare risposta, preferendo la gestione urbanistica del giorno per giorno. Qualora il comune insistesse nel rimandare al Piano degli interventi la verifica della correttezza del dimensionamento della SAU, potrebbe avere l’amara sorpresa di riscontrare di aver consumato più suolo agricolo di quanto gli consentiva l’applicazione della norma regionale. Le conseguenze potrebbero essere gravi e comportare pesanti danni patrimoniali al comune.

 


Lorenzo Cabrelle - Legambiente Padova


Media e messaggi

Sabato in piazza per rompere il silenzio atomico

Mancano 30 giorni al referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno. Quindi per legge da oggi siamo in campagna referendaria. Ma nonostante la commissione di vigilanza abbia finalmente approvato il documento sulla par condicio, e nonostante il richiamo del Presidente Giorgio Napolitano alla piena e tempestiva attuazione del regolamento, sulla Rai e sulle altre reti nazionali di referendum, non si parla.
Il Comitato padovano “Vota Sì per fermare il nucleare” ha perciò, ha deciso di sottolineare l’apertura ufficiale della campagna referendaria organizzando una manifestazione che si svolgerà sabato 14 maggio in Piazza della Frutta dalle 11 alle 13. Nel contempo lancia un appello ai media locali perché garantiscano l’informazione sui referendum del 12 e 13 giugno. Appuntamento iniziale alle ore 11 allo stand di Legambiente, allestito davanti al bar margherita, per poi dar vita alle azioni di informazione dei cittadini. Alle 12.30 lancio dei palloncini con le bandiere “nucleare mai più”.

 

 

Lucio Passi, Legambiente Padova


Succede in città


>>>> Giovedì 12 maggio
Acqua e Nucleare, I beni comuni: per un nuovo modello economico, seminario Ambiente e lavoro: superare le emergenze cambiare modello economico (II Incontro), ore 16/19, Aula di studi Internazionali - Facoltà di Scienze politiche, Via del Santo – Padova. Relatori: Ferruccio Gambino – Università di Padova e Andrea Pradi - Università di Trento, introduce Giuliana Beltrame – circolo del manifesto. Sono previsti interventi di: Roberta Del Ben – laboratorio universitario Crack, Giuseppe Mosconi - Università di Padova e Gianni Sbrogiò - coautore del libro “Quando il potere è operaio” manifestolibri. Con il patrocinio della Facoltà di Scienze Politiche

>>> venerdì 13 maggio
Padova diventa Presidio “Silvia Ruotolo” - CENA DELLA LEGALITA’, con Francesco Clemente, familiare vittima di mafia, Enzo Guidotto, osservatorio antimafia Veneto, Marco Calì, squadra mobile Padova, Lorenzo Frigerio, Informazione, Claudio Piron, Avviso Pubblico, ore 20,00 in via Pontevigodarzere 49. Prezzo 15 euro (indicativi). Prenotazioni e info a liberagiovanipadova@gmail.com

Festival Internazionale di Cortometraggi Corti a Ponte
È ormai vicina la 4a edizione del Festival Internazionale di Cortometraggi Corti a Ponte, che si svolgerà dal 13 al 21 Maggio 2011 a Ponte San Nicolò, ai margini orientali della città di Padova.
Il festival si caratterizza per l'approccio sociale alla cultura e la promozione della produzione di video e animazioni come strumento per l'espressione personale e di avvicinamento all'arte attraverso la creatività, con un occhio di riguardo per i giovani ed i giovanissimi.
Durante le giornate del festival si susseguiranno laboratori di animazione per bambini, laboratori per insegnanti, proiezioni - riservate alle scuole - di corti fatti dai bambini di tutto il mondo.
Il festival si caratterizza infatti anche per il respiro internazionale, accogliendo opere provenienti da Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Serbia, Polonia, Russia, USA, Messico, Brasile, Argentina,India.

Il dialogo ed il confronto tra gli autori ed il pubblico sarà accompagnato da un buffet ecologico, a partire dall'acqua di rubinetto in caraffa, offerto con il sostegno di Coop Adriatica.
Il programma completo lo si trova qui:www.cortiaponte.it

>>> sabato 14 maggio
ARTISTI per L’ACQUA alla Loggia della Gran Guardia, ore 17.30, KARKADE’ LETTERARIO e LETTURE da PINOCCHIO, con SAIDA PUPPOLI, a cura del Comitato Referendario 2 SI’ per l’Acqua Bene Comune;

Vogata di Voga alla Veneta “per l’Italia” e “Sbarco dei Mille”. Rievocazione simbolica dello storico sbarco a Marsala dei Mille di Garibaldi, con lettura di brani risorgimentali, banda musicale, corteo fluviale, cena “garibaldina” a sacco (a proprio carico). Sono invitate tutte le associazioni di voga veneta e tutta la popolazione.
Programma: - ore 16.30 sbarco alle Porte Contarine dei figuranti. Inno d’Italia, lettura brani di Garibaldi; - ore 17.30 reimbarco vogatori/figuranti direzione Portello; - ore 18.00 sbarco alla scalinata del Portello. Lettura testi risorgimentali, discorso autorità locali, banda musicale, cena “garibaldina” a sacco. Collabora il Comitato “Portello in festa”. Obbligatorio per i partecipanti indossare una camicia rossa garibaldina, come da tradizione.

Kaolack – centro socio educativo femminile e infantile, progetto di Cooperazione Internazionale in Senegal, proposto dall’Associazione Japoo di Camposampiero verrà presentato alle ore 16 a Piazzola sul Brenta, Sala Consiliare del Comune;

In scena "Q.B. Quanto Basta-Stili di vita per un futuro equo". Arriva anche a Padova la Compagnia Teatrale Itineraria con lo spettacolo “Q.B. QUANTO BASTA – Stili di vita per un futuro equo”. L’appuntamento è alle ore 21, Centro Culturale San Gaetano, via Altinate 71, in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale per il Commercio Equo e Solidale. L’iniziativa è inserita nel programma del Festival della Cittadinanza, la rassegna culturale dedicata ai valori civili che si svolgerà a Padova dal 13 al 15 maggio. Lo spettacolo racconta l'importanza di essere "consumatori consapevoli" e cerca di interpretare in chiave “responsabile” attività quotidiane come il "fare la spesa", promuovendo pratiche di vita ispirate alla solidarietà sociale, alla sostenibilità ambientale e al consumo consapevole delle risorse. L’ingresso allo spettacolo è gratuito. Per info clicca qui.

>>> domenica 15 maggio
ACQUA, elemento costitutivo di comunità, presentato da l’associazione ABC, ore 11, Sala Paladin, Padova. Relazioni sul tema della privatizzazione dell’acqua a cura di: Prof. Gianni Tamino, biologo, L’abc, Padre Adriano Sella, Nuovi stili di vita, modera il dibattito Gianni Ballestrin.

>>> lunedì 16 maggio 2011

Salvatore Settis, ex rettore della Normale di Pisa, presenterà il suo più recente libro: "Paesaggio costituzione cemento - La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile". Alle ore 18.00 nella Sala del Guariento via Accademia 8 a Padova. Il programma può essere visionato sul sito dell'Accademia Galileiana al seguente indirizzo web: www.accademiagalileiana.it/Presentazione-del-volume-Paesaggio.html

proiezione del film MIRAL del regista ebreo americano Julian Schnabel e della scrittrice e giornalista palestinese Rula Jebreal, ore 20.45, Sala Fronte del Porto Film Club, via S.M. Assunta 20. E’ organizzata dalla Comunità Palestinese del Veneto e Istituto di Cultura Al Quds, in collaborazione e con il contributo del Consiglio di Quartiere 4 - Sud Est, per ricordare la NAKBA Palestinese.
"Sono passati 63 anni dal tragico giorno della cacciata della popolazione dalla loro terra da parte dell'esercito di Israele, sono tutt'oggi dispersi nel mondo, e soprattutto nei campi profughi dove vivono sei milioni di palestinesi in condizioni disumane. Questo film racconta un pezzo di questa nostra storia martoriata" (Jamil Gharaba). Prima del film qualche minuto verrà dedicato al ricordo di Vittorio Arrigoni e Juliano Mer Khamis.

>>> mercoledì 18 maggio
SALVIAMO L’ACQUA - DACCI OGGI LA NOSTRA ACQUA QUOTIDIANA. Incontro con Mons. Luis Infanti della Mora, Vescovo di Aysen (Cile), autore della lettera pastorale (tradotta e pubblicata in italiano dalla EMI nel 2010) “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana” interamente dedicata alla difesa dell’acqua. La conferenza sul tema dell’acqua come dono di Dio e madre della Terra e sulla questione di come salvaguardarla come bene comune e diritto universale si svolgerà alle ore 20:45 presso il Cinema Rex, via Sant’Osvaldo 2, Padova ENTRATA LIBERA.

Caffè: la parola ad un produttore peruviano “40 scudi per una libbra…le dinamiche del mercato del caffè”: questo il titolo dell’appuntamento dedicato agli sconvolgimenti che hanno caratterizzato il mercato del caffè negli ultimi mesi. L’incontro, organizzato da Fairtrade Italia e Angoli di Mondo, si svolgerà alle ore 20.30 presso la sede di Banca Etica in via Tommaseo 7. Ospite d’onore della serata sarà Josè Rojas, direttore generale della cooperativa peruviana Cepicafé, un’organizzazione che raccoglie oltre 6.200 piccoli produttori di caffè e zucchero di canna. Lo zucchero è presente in Italia nei supermercati e ipermercati Coop e nei negozi bio col marchio Alce Nero. L’incontro sarà preceduto da una degustazione di prodotti equosolidali.

Il 18 alle 18 - Flashmob Solidale
mercoledì 18 maggio · 18.00 - 18.30
Piazza Garibaldi – Padova
La Diocesi di Padova organizza il primo flashmob solidale in Italia a Padova, come evento anteprima del Festival della Comunicazione.

Vieni in piazza Garibaldi a Padova portando del cibo in scatola a lunga conservazione (almeno una confezione a testa), andrà alle Cucine popolari.
Cerca la persona con il cappello verde, ti diremo cosa fare.
Diffondi questa proposta!
Riferimento: servizioinformatico@diocesipadova.it

>>> giovedì 19 maggio
Ricerca ed estrazione di gas e petrolio nel Veneto e nell'adriatico: quale futuro? conferenza ore 20,45 a Bagnoli di Sopra (PD), con relatori la Prof. M.R. D'Orsogna, Università della California (USA), il Prof. L. Sanavia, Università di Padova, l'Ing. G. Tesserin, presidente del comitato difesa di Chioggia, il Dr M. Boato, direttore dell'Ecoistituto del Veneto e direttore della rivista "Gaia". La vostra presenza e partecipazione in massa è testimonianza dell'interesse all'ambiente, il nostro, di tutti, non solo dei potenti!

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

manifestazione fieristica PROFESSIONE LEGNO ENERGIA organizzata da Aiel e Longarone fiere dal 13 al 15 maggio nel cuore delle Dolomiti a Longarone (Belluno).
Saranno esposte le più moderne tecnologie di conversione energetica alimentate a biomasse legnose, i migliori marchi europei di caldaie e minicogenerazione, produttori di pellet, cippato e legna da ardere, nonché le più innovative macchine forestali per la produzione e le distribuzione di biomasse legnose. Sono previsti convegni e workshop di livello nazionale.
L'iniziativa di Longarone si prefigge anche lo scopo di fornire un approfondimento sulle biomasse legnose destinate alla valorizzazione energetica, con una speciale attenzione alla sostenibilità ambientale delle filiere e delle tecnologie proposte.

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>>> fino a Luglio

 

Sportello “Ri-ambientiamoci” sul mondo eco e bio – organizzato da Fratelli dell’Uomo in collaborazione con Progetto Giovani e Informambiente – tutti i giovedì su appuntamento dalle ore 12.00 alle 15.00 – presso il secondo piano del Centro Culturale Altinate/San Gaetano in Via Altinate n.71 - uno sportello per dare alla cittadinanza consulenza gratuita nell'ambito della tutela e sostenibilità ambientale. Prenota un colloquio individuale di mezz'ora per avere informazioni su moltissimi argomenti: consulenze lavorative nel settore ambientale (tirocini e stage in Italia ed Estero), GAS e imprese bio (cosa sono e come sono organizzati), raccolta differenziata, condivisione di buone pratiche ambientali (biodiversità alimentare, risparmio energetico e idrico, riduzione rifiuti e carta), notizie ed informazioni sulle iniziative di sensibilizzazione del Comune di Padova – per prenotazioni email informagiovani@comune.padova.it, tel. 049 8204742



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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00, lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 16.30 alle 18.30

Ponte romano di San Lorenzo chiuso per lavori.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 18.30, venerdì dalle 16.30 alle 18.30.

Loggia Palazzo della Ragione solo aperture straordinarie.

Reggia Carraresi via Accademia n.7, orari di apertura: giovedì venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30

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Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2008 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

Quote associative: 10 euro Socio junior fino a 14 anni (riceve Jeyvia mail); 15 euro Socio giovane da 15 a 28 anni (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio ordinario (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio scuola e formazione (riceve La Nuova Ecologia e la newsletter Formazione Ambiente); 80 euro Socio sostenitore (riceve La Nuova Ecologia e il libro Ambiente Italia); 50 euro Tessera Collettiva per gruppi.

Novità 2011: in regalo la maglietta Nucleare No Grassie a chi viene in sede a tesserarsi; tessera della Cooperativa il Ponte in regalo ai primi 20 iscritti che ne fanno richiesta.

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2011 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.

 

 

 

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