Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
08/03/2012 Newsletter num 327 inviata a 14.209 iscritti

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Primo Piano

Una corona verde: il Parco metropolitano agricolo


L’agricoltura torni centrale, vincolo attivo alla speculazione edilizia. E’ l’idea forte di una ventina di associazioni ambientaliste e di categoria che hanno sottoscritto un Protocollo d’Intenti per la salvaguardia dei terreni agricoli e la formazione di un Parco agro-paesaggistico nell’area metropolitana di Padova (consultabile qui).

Ambiente

Una vicenda oscura...come il gasolio


Il prossimo 16 marzo il C.d.A. Aps Holding, se non interverrà prima una netta presa di posizione del Comune, deciderà dell’acquisto di nuovi bus; potrebbe acquistare mezzi diesel, che inquinano molto. Con un apposito dossier Legambiente ricostruisce una brutta vicenda che dura da 6 mesi e lancia un l’appello ai componenti del C.d.A Aps e all’Amministrazione Comunale perché si scelga il metano.

Democrazia Urbana

La Jugoslavia, terra degli slavi del sud, non esiste più


Fu un tentativo sul quale era difficile scommettere, ma che per molti anni costituì una realtà, capace persino di assumere un forte ruolo internazionale con la promozione della politica dei paesi non allineati. Un viaggio in quella terra vicina era un po’ un micro-viaggio nel mondo. Un coordinamento di associazioni promuove “Jugoslavia, vent’anni da ex” una serie di iniziative per raccontare, conoscere e capire.

Cemento che ride

Eremitani, riqualificarli senza stravolgimenti


Italia Nostra, Amissi del Piovego e Legambiente Padova hanno presentato le osservazioni al Piano Urbanistico Attuativo di riqualificazione del Museo agli Eremitani. Nessuno contesta che il Museo debba essere riqualificato, ma non possono essere accettate scelte che disattendono le stesse norme del piano regolatore.

Media e messaggi

Una rivoluzione dello sguardo: il Terzo paesaggio


E' appena uscito, a cura di Nadia Breda e Franco Lai, un volume che raccoglie vari saggi inerenti alla ricerca del cosiddetto "Terzo paesaggio" in Italia: spazi produttivi abbandonati, cantieri fermi, cave in disuso, zone industriali dismesse; in cui la vegetazione infestante si dimostra imprevedibilmente essenziale per la conservazione della biodiverstà delle aree densamente abitate – un vero e proprio esercizio etico per il nostro sguardo.

Succede in città

Sicurezza idraulica per Giotto e verde al Boschetti


Sabato 10 marzo alle 9,30 alla Sala "L. Gasparini", di via S. Massimo 137, Padova, si discuterà delle Opere per la sicurezza idraulica e statica della Cappella di Giotto e del Cenobio.

L’allagamento permanente del Cenobio (cripta) della cappella di Giotto ben noto da anni agli organi competenti, è la prova evidente e indiscutibile dei limiti gravissimi dell’attuale gestione del monumento. Già nel 2002 il docente universitario Vittorio Iliceto (“Studio del sottosuolo della Cappella degli Scrovegni di Padova”, Amministrazione comunale di Padova, Edilizia monumentale, 2002) aveva studiato la grave situazione e avanzato alcune proposte per la eliminazione dell’allagamento che non sono state prese in esame dagli organi competenti. Alla fine del 2009 Amissi del Piovego e Legambiente hanno pubblicato il contributo di Sergio Costa: “La Cappella di Giotto e il Cenobio. Un gigante con i piedi d’argilla”. Da allora l’area vicina alla Cappella di Giotto ha subito e sta subendo alcuni interventi edilizi (exCledca, PP1) che creano forti e motivate preoccupazioni per le loro conseguenze sul regime idraulico di cui l’allagamento del Cenobio è una conseguenza. Indipendentemente dalle posizioni relative a tali interventi e al progettato Auditorium, il Comitato si costituisce allo scopo di sollecitare e sostenere tutte le indagini e i progetti relativi, alla realizzazione di un’opera per la sicurezza idraulica e statica della Cappella di Giotto e del Cenobio sulla base di un bando di concorso internazionale.

Nel pomeriggio (ore 15.00-18.00) vogata musicale e merenda lungo il Piovego per il verde pubblico a Piazzale Boschetti. Decine di musicisti suoneranno dalle barche degli Amissi del Piovego, lungo il canale Piovego davanti alla riva di Piazzale Boschetti, per promuovere il verde pubblico nell’area “ex stazione corriere”, a meno di 100 metri dalla Cappella degli Scrovegni, completando i Giardini dell’Arena.

Con l’occasione gli Amissi del Piovego chiederanno al Consiglio Comunale di revocare la delibera consiliare del 10 marzo 2010 che ha cancellato il verde pubblico variando la destinazione dell’area detta Piazzale Boschetti.


Primo Piano

Una corona verde: il Parco metropolitano agricolo


Il Protocollo d’Intenti per la salvaguardia dei terreni agricoli (consultabile qui) e per la formazione di un Parco agro-paesaggistico nell’area metropolitana di Padova, accolto con interesse dal Vicesindaco e dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Padova, verrà a breve presentato a tutti e 18 i Comuni della Comunità metropolitana, alla Provincia ed alla Regione Veneto, insieme alla richiesta di adesione al Censimento promosso dal Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio”.

Il Protocollo parte dalla constatazione che l’espansione urbana degli ultimi decenni ha dato vita nel nostro territorio ad una “città diffusa” nella quale si mescolano in forma disordinata campi agricoli ed insediamenti residenziali, produttivi e commerciali. Una crescita caotica che determina conseguenze negative sul paesaggio e sulla qualità dell’abitare, con crescenti costi sociali e con la progressiva penalizzazione e scomparsa delle attività agricole.

Riprendendo le indicazioni della Comunità Europea (CESE, settembre 2004) nel documento si sostiene che un organico progetto di salvaguardia e valorizzazione degli spazi e delle attività agricole periurbane, elaborato con la diretta partecipazione degli abitanti, potrebbe essere alla base di una nuova idea di città e potrebbe favorire la formazione di nuovi paesaggi, più vivibili, ecologicamente più sostenibili e di maggior pregio sotto l’aspetto estetico, con effetti positivi anche dal punto di vista economico ed occupazionale.

La valorizzazione del carattere multifunzionale oggi attribuibile all’agricoltura urbana e periurbana (produzioni biologiche e produzioni tipiche e di qualità destinate ai mercati locali e urbani, ricettività e agro-turismo, fattorie sociali e didattica, prevenzione dei rischi, presidio ambientale e qualità del paesaggio, ecc.) può d’altra parte favorire la formazione di una cintura (corona) verde ai confini delle aree più densamente urbanizzate, ovvero di un limite, di un “vincolo attivo” nei confronti delle attese speculative e di nuovi progetti di espansione urbana.

Per l’approfondimento dei contenuti progettuali della proposta e per la sua traduzione in strumenti di pianificazione e programmazione cogenti, il Protocollo chiede alle Amministrazioni Comunali di dar vita ad un apposito Gruppo tematico di Agenda 21 (con la partecipazione delle associazioni ambientaliste e di categoria ed il supporto tecnico di enti preposti alla tutela del territorio, nonché di docenti e ricercatori universitari), approvando nel contempo un “Atto di Indirizzo” vincolante per il governo del territorio, finalizzato in particolare al sostegno delle aziende agricole, alla formazione di orti sociali, fattorie didattiche e sociali (con possibili positivi risvolti occupazionali), agriturismi e mercati di prossimità, reti ecologiche ed itinerari verdi, ecc.

Da parte loro le associazioni si impegnano ad affiancare dette attività con iniziative culturali, seminari, incontri pubblici sui temi dell’alimentazione, dell’agricoltura urbana e della salvaguardia ambientale e corsi per la diffusione di pratiche agricole eco-sostenibili.

Si chiede inoltre che il Piano di Assetto Territoriale Intercomunale (PATI) vigente venga integrato con il tematismo dell’agricoltura. Alla Regione Veneto (che ha aderito al progetto europeo Pays.Med.Urban, finalizzato al miglioramento dei paesaggi periurbani con la valorizzazione e riqualificazione dell’agricoltura) si chiede di attivare per la nostra comunità un reale processo partecipativo per l’elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale; nell’ambito locale di avviare un progetto pilota sperimentale (coinvolgente tutta l’area metropolitana di Padova) finalizzato alla riqualificazione dei paesaggi periurbani con particolare attenzione per il possibile ruolo multifunzionale dell’agricoltura.

Sergio Lironi - Presidente onorario Legambiente Padova


Ambiente

Una vicenda oscura...come il gasolio


La cosa che inquieta maggiormente è la mancanza - escluse le dichiarazioni dell’Assessore all’ambiente Zan - di una presa di posizione ufficiale del Comune, che è proprietario dell’azienda. Basterebbe una telefonata del Sindaco per sventare la iattura dell’acquisto di mezzi a gasolio, con il loro carico di inquinamento. Ma questo non è ancora successo, eppure è dallo scorso ottobre che è noto l'orientamento della direzione di Aps verso l’acquisto di bus diesel. Legambiente, per sperare di attivare l’Amministrazione, ha inviato ieri il dossier ai Consiglieri comunali ed Assessori firmatari del Patto per l’ambiente.

Il dossier ricostruisce una brutta storia (leggi tutto). Ad esempio Legambiente ha scoperto che la Direzione di APS prendeva in considerazione solo i dati forniti dai costruttori degli autobus che “magicamente” parificano le emissioni di un autobus diesel euro 5 con un autobus a metano…

Anche sui costi Legambiente ha fatto le pulci. Secondo dichiarazioni rilasciate alla stampa a novembre sembrava che comprando mezzi diesel l’Azienda avrebbe risparmiato 600/650mila euro all’anno. Ora anche la Direzione di Aps ammette che il costo annuale di gestione dell’intero parco autobus (circa 36 milioni di euro all’anno) resterebbe sostanzialmente inalterato, sia che si comprassero mezzi a metano, che diesel.

Se il Comune non interverrà, per prima cosa si assumerà la responsabilità di una scelta che aumenta le emissioni nocive in città. Poi contraddirà sé stesso, cioè due sue delibere del 2011 che indicano la metanizzazione della flotta autobus come programma da portare avanti nelle politiche antinquinamento. Manderebbe così un messaggio devastante ai cittadini, ovvero che è il Comune il primo a non credere nelle proprie politiche antismog. E allora che senso avrà avuto, nei decenni scorsi, lo sforzo della città per metanizzare i riscaldamenti domestici? E che senso avrebbe avuto, negli ultimi anni, quello di metanizzare la flotta degli autobus?

Infine, Legambiente pone due interrogativi, preoccupanti, ma legittimi. Da ottobre ad oggi, perché tanta pervicacia da parte della Direzione di Aps nel sostenere l’acquisto di mezzi a gasolio? E perché tanto poca trasparenza e mancanza di iniziativa da parte dell’Amministrazione Comunale nel suo complesso?

Lucio Passi, portavoce Legambiente Padova


Democrazia Urbana

La Jugoslavia, terra degli slavi del sud, non esiste più


A nord la Slovenia, occidentale, laica, anche se di tradizione cattolica, più vicina all’Austria che ai Balcani. Scendendo verso sud, la Croazia non dava il senso della discontinuità, soprattutto se il turista preferiva la costa, le migliaia di isole tra le quali arrancavano traghetti sgangherati. Vacanze economiche spese da alcuni con un po’ di puzza al naso e di sufficienza per una terra stupenda ma colpevolmente povera. L’entroterra era pressoché sconosciuto ma era proprio lì che la vacanza diventava viaggio, perché l’occidente, forzatamente, si allontanava. Presto si incontravano nuove identità che si arricchivano e mescolavano. Le strade diventavano piste complicate da percorrere, l’odore delle città, in inverno, era quello degli idrocarburi pesanti, bruciati malamente in caldaie vetuste.

Il perno di tutto era la Bosnia, ombelico dei Balcani in cui si incontravano senza traumi oriente e occidente, chiese ortodosse, moschee e sinagoghe. Sarajevo, per noi lontana, nel 1984 ci divenne vicina grazie alle olimpiadi invernali che vi si tennero. A poca distanza da lì, due ponti di importanza storica. Il primo a Višegrad, sulla Drina. Quello attorno al quale il premio Nobel Ivo Andrić ambientò il suo romanzo. Al di là la Serbia ortodossa, il centro del potere federale. Il secondo ponte, quello di Mostar sulla Neretva, metteva in contatto i croati erzegovesi cattolici con gli erzegovesi musulmani.

Il viaggio verso sud riservava altre sorprese, il Montenegro prima e la Macedonia dopo, con l’Albania nel mezzo. Monasteri ed affreschi, fiori all’occhiello di una terra che, pur densa di storia, non aveva accumulato molte altre ricchezze. Da quelle parti è nato il cirillico che rese possibile lo sviluppo della letteratura slava. Lì l’antica Bisanzio sembra ancora vicina, come vicino è l’oriente.

Ma la Jugoslavia, la terra degli slavi del sud, non esiste più.

Un’atroce guerra fratricida ha distrutto la pace e l’esperimento mettendo i vari pezzi del puzzle l’uno contro l’altro. Il nazionalismo si è imposto sull’idea di paese, di comunità, mentre ogni suo brandello oggi attende speranzoso di entrare in Europa in un assurdo moto centripeto e centrifugo al contempo. Sono state erette barriere di ogni tipo, nuovi confini sono stati imposti, nuove differenze linguistiche. Il ponte di Mostar, distrutto nel 1993 dai cannoni croati, è stato ricostruito e riaperto nel 2004 ma rimane un’icona della tragedia, non unisce più gli erzegovesi che hanno imparato ad odiarsi. E sul confine naturale della Drina si è attestato l’affanno identitario serbo in un improbabile, ma tragicamente inseguito, desiderio di rivalsa contro i turchi e contro l’islam. Troppo atroce quella guerra in cui si sono compiuti massacri inenarrabili, troppo difficile ritrovare la pace perché vittime e carnefici vivono ancora troppo spesso in una contiguità senza composizione. Il dramma, cui abbiamo assistito alcuni attoniti, altri distratti, sta nell’assenza di giustizia con cui si manifesta ogni violenza, anche quella benedetta da qualche segno di fede. Restano troppe domande inevase, troppe tensioni incomposte. É il fallimento del sogno di un’Europa unita che si è dimostrata invece fragile e impotente, testimone imbarazzata e colpevole della vicenda balcanica conclusa, come era iniziata, con le bombe.

Eppure è esistita, in quegli anni, e ancora esiste, una reazione forte a quella follia. Molti soggetti, associazioni, singoli cittadini, hanno sentito il dovere di reagire, dando una mano, testimoniando, opponendosi. Spesso rischiando. Oggi, a vent’anni esatti dall’inizio della guerra in Bosnia, molti di questi si sono ritrovati in un Coordinamento che ha promosso una serie di iniziative che andranno sotto il titolo: “Jugoslavia, vent’anni da ex”. Ne fanno parte: Associazione di Cooperazione e Solidarietà (ACS), Associazione Mimosa, Associazione per la Pace, ARCI, Beati i costruttori di Pace, Comitato di Sostegno alle Forze ed Iniziative di Pace, Donne in Nero, Gruppo controluce, L'Associazione per i Beni Comuni. La prima iniziativa è un’interessante rassegna cinematografica che si terrà al “Fronte del porto” ogni giovedì di marzo (questa sera Il sentiero, vedi rubrica succede in città).

Per ricordare insieme tra chi ha vissuto quei momenti e per raccontarli a chi non ne ha nemmeno sentito parlare.

Gianni Ballestrin - L'associazione per i beni comuni


Cemento che ride

Eremitani, riqualificarli senza stravolgergli


Nessuno contesta che il Museo agli Eremitani debba essere riqualificato e dotato di quelle strutture e pertinenze necessarie per accogliere degnamente il visitatore e condurlo, lungo un percorso organizzato secondo moderni criteri, alla scoperta della storia e della cultura del nostro territorio. Ma per fare questo non si deve forzare l’interpretazione delle norme urbanistiche che disciplinano la trasformazione dell’area degli Eremitani, inserita nel Piano Regolatore come Zona di Degrado n. 24. Questo è in sostanza il contenuto delle osservazioni presentate dalle associazioni culturali e ambientaliste Italia Nostra, Amissi del Piovego e Legambiente Padova.

Entrando nel merito delle osservazioni (scarica l’originale qui), si contesta che il progetto non rispetta il dettato dell’art. 42.2 delle Norme di attuazione del PRG laddove prescrive che i piani attuativi sono finalizzati alla “ricomposizione morfologica di edifici e/o parti di tessuto urbano, nel rispetto dei valori culturali presenti nelle Unità di Piano”. Ebbene il Piano adottato dalla giunta non rispetta questi requisiti in quanto:

  • non propone nessuna ricomposizione morfologica degli spazi urbani del sitodell’ex convento degli Eremitani, ma il suo obbiettivo dichiarato è solo quello dellarifunzionalizzazione della Istituzione Museo Civico;
  • non distingue fra volumi storici e superfetazioni recenti e privilegia queste ultime come valore culturale;
  • in particolare “il lapidarium” scompagina l’area degli “orti” verso via Porciglia, rendendo residuale la superficie scoperta, che si riduce a meno della metà attuale.

Il Piano, inoltre, prevede la copertura dello spazio a cielo aperto del chiostro eseguito secondo il progetto dell’architetto Albini a ridosso della chiesa degli Eremitani, senza computare tale spazio come volume urbanistico. Si tratta in effetti di 5228 metri cubi che comportano il superamento del limite di densità fondiaria fissato dalle norme in 3 mc/mq. Questo superamento può essere approvato solo in deroga alle vigenti norme con una delibera che non è di competenza della Giunta Comunale ma del Consiglio.

Inaccettabile è la giustificazione, proposta nella relazione del Piano, che la copertura del chiostro non determina volume in quanto si tratta di “Protezione di aree scoperte” finalizzata a “consolidare la funzione pubblica di spazi già destinati a tale funzione”. Tale affermazione nonpuò essere condivisa in quanto non trova riscontro nel dettato del Regolamento Edilizio, che indica in modo preciso i limiti di copertura delle corti che non determinano superficie scoperta e quindi volume. Inoltre è di tutta evidenza la contraddizione in cui incorre la stessa relazione del Piano quando, in un successivo passaggio, afferma che la copertura è destinata a creare uno “spazio multifunzionale”. Che un intervento di questo tipo realizzi un volume urbanistico lo affermano, poi, sia il Codice dell’Edilizia (D.P.R. 380/01) che, all’art. 3, ricomprende tale fattispecie tra gli interventi di “nuova edificazione”, sia una giurisprudenza costante.

 La copertura del chiostro è improponibile anche perché, oltre che a non rispettare la distanza di legge dalla chiesa degli Eremitani, cancella l’intervento degli architettiAlbini e Helg che hanno reinventano l’immagine del chiostro bombardato e, che, lasciandocompletamente libero il lato lungo il fianco della chiesa, non solo consentono di leggere la bellezza del grande muro spoglio arricchito solo dalle grandi vetrate, ma soprattutto ne sottolineano lo stretto rapporto storico, realizzando in tal modo un prezioso ed emozionante esempio di architettura moderna. Non a caso tale intervento è stato inserito dal Piano Territoriale Regionale di Coordinamento nell’elenco degli esempi di architettura del 900 da tutelare.

Per tali motivi, le associazioni chiedono che la Giunta revochi l’adozione del Piano e promuova ogni iniziativa volta alla realizzazione di un progetto che provveda alla ricomposizione morfologica del sito di piazza Eremitani, con la restituzione dei volumi storici che definivano il sagrato della chiesa ove localizzare l’accesso al Museo e le strutture utili ad un suo migliore al funzionamento.

Per leggere il testo integrale delle osservazioni clicca qui; invece per leggere le osservazioni di Italia Nostra, molto lunghe ed articolate, clicca qui


sintesi a cura della redazione di Ecopolis


Media e messaggi

Una rivoluzione dello sguardo: il Terzo paesaggio


I saggi qui raccolti prendono le mosse dal lavoro di Gilles Clément, personaggio eclettico, paesaggista e scrittore francese, che ha pubblicato nel 2004 un breve memorandum programmatico: il Manifesto del Terzo paesaggio (pubblicato in italiano da Quodlibet, Macerata 2005, a cura di F. De Pieri) che non smette di creare suggestioni e interesse. Il termine "Terzo Paesaggio" indica secondo statuto tutti i luoghi abbandonati dall’uomo per indecisione amministrativa, e che risultano imprevedibilmente fondamentali per la preservazione della biodiversità delle aree urbanizzate a forte impatto antropico - e il cui valore bisogna quindi riconoscere in via preventiva, per poterle così preservare ed incentivare. L'operazione richiesta ai lettori è quella, non facile, di una “rivoluzione dello sguardo”: il termine stesso del resto, grazie al calco praticato sul Terzo stato della rivoluzione francese, mantiene intatta la sua carica "eversiva" potenziale, di cui il pensiero ambientale si sta prendendo carico in questi anni.

Antropologia del Terzo Paesaggio raccoglie queste premesse e le applica alla ricerca antropologica ed etnografica in ambito italiano: sono qui indagati gli spazi produttivi abbandonati, i cantieri fermi (sempre più in aumento, dopo l'ultima crisi economica), le ferrovie secondarie o in disuso, la diffusione di piante non-autoctone, cave abbandonate, zone industriali dismesse - i luoghi dei nostri territori in florida rovina. Che valore possono avere tali luoghi ignorati nella vita di ciascuno e della comunità? La risposta, dicono i sostenitori del Terzo paesaggio, va cercata a partire da una constatazione: la natura infestante che emerge, quasi un "ritorno del rimosso" nell'odierna società dei consumi, rappresenta al giorno d'oggi un momento imprescindibile e inaspettato per la preservazione della biodiversità. E' quindi necessario accorgersi di questi "soggetti invisibili" ed innalzarli alla dignità di soggetto rappresentabile – operazione etica quindi, sia nel tentativo di minare la modalità antropocentrica del nostro guardare e del progettare i nostri spazi, che in quello di un'acquisizione di coscienza frontale degli innumerevoli lati in ombra dell'odierna società postindustriale.

 

Il CD allegato contiene un’importante e ricca documentazione fotografica ragionata che accompagna i vari contributi al volume. Antropologia del Terzo Paesaggio, a cura di Nadia Breda e Franco Lai, Roma, CISU 2011, 172 pagg., 23 euro.

Davide De Martini - redazione di ecopolis


Succede in città


>>> Giovedì 8 Marzo

Federica Negri legge Nietzsche, ciclo d'incontri, promosso dalla delegazione di Padova dell'associazione italiana di Cultura classica, per approfondire la conoscenza di pensieri filosofici. Alla Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, vicolo Pedrocchi, ore 18,00, Padova Ingresso libero.

"La vi.ll.e en rose": festa della donna in Quartiere 3 Est. Iniziativa per la festa della donna, a partecipazione libera, organizzata dall'associazione culturale ViviAmo Villa Breda in collaborazione con il Consiglio di quartiere 3 Est.nDalle 15:00 aVilla Breda, via San Marco, 219 – Padova. Passeggiata botanica nel parco, laboratori manuali, poesia al femminile con il gruppo poetico "La formica nera", aperitivo, buffet ele sonate di Listz con la pianista Maddalena Munari.

8 marzo a Padova: riprendiamoci i diritti ragazze!. Iniziativa di respiro nazionale, inserita nel coordinamento “Se non ora quando”. Il comitato padovano propone un flashmob alle 11.30, alla Loggia della Gran Guardia e alle 20.30, in Sala Anziani a Palazzo Moroni, lo spettacolo “Libere” di Cristina Comencini
Interviene Sara Ventroni del Comitato Promotore Se Non Ora Quando

"Il Sentiero", secondo appuntamento della rassegna "Jugoslavia, vent'anni da ex" La serata sarà dedicata alle donne dei Paesi balcanici, tramite l'ascolto e la memoria di quel che è stato, perché non accada mai più. Proiezione del film all’ interno della Rassegna cinematografica “ Jugoslavia, Vent’anni Da Ex” promossa da da ACS Associazione di Cooperazione e Solidarietà, Associazione per la Pace, ARCI, Beati i Costruttori di Pace, Comitato di Sostegno alle Forze ed Iniziative di Pace, Donne in Nero, Gruppo Controluce, l'Associazione per i Beni Comuni . Sala Cinema Fronte del Porto ore 21.00 (Via santa Maria Assunta, Guizza-Padova).La questione balcanica nell’attualità europea . Ingresso Libero

>>> Venerdì 9 Marzo

Alla scoperta del mondo antico: dendrocronologia, Interviene Patrizio Giulini. L'associazione Gruppi archeologici del Veneto propone il consueto programma di incontri settimanali, ad ingresso libero che, dal mese di ottobre 2011, si protraggono fino a giugno 2012, concludendosi con la presentazione dei campi archeologici estivi.La presenza agli incontri di esperti del settore e di appassionati archeologi offre un'occasione per scoprire il patrimonio dell'antica memoria, senza la quale l'uomo di oggi non potrebbe esistere, e poter così capire chi eravamo e scoprire chi saremo. Iniziativa realizzata con il contributo del Consiglio di quartiere 2 Nord. Presso la Casetta del parco Piacentino, via D. Piacentino, ore 21,00, a Padova.

Portello Pulp. Il volo della Gru: rassegna letteraria di libri pubblicati da Edizioni La Gru. Il primo appuntamento è la presentazione del romanzo del padovano Simone Marzini ambientato a Padova, sarà presente l'autore. Presso la Libreria La Forma del Libro, via XX settembre 63, ore 21,00 Padova, ingresso libero.

La donna nell'arte dell'insegnamento. Relazioni e testimonanze su 'Otto chiacchiere sulla figura dell'insegnante tra '800 e '900 in relazione all'oggi'. Intervengono G. Marchetti, L. Permunian, S. Marchetti, A. Contarello e S. Badaloni. L' evento è organizzato dal gruppo culturale Althedame e patrocinato dal Comune di Este, dall'Assessorato alla Cultura, dall'Associazione Tessitori di Speranze; fa parte di una rassegna di momenti di intrattenimento culturale a tema artistico, letterario e sociologico che avrà luogo nei giorni che vanno dal 3 all'11 marzo a Este presso la Pescheria Vecchia in occasione della Festa della donna. Presso la Pescheria Vecchia, ore 20,30, Este, ingresso libero.

Istituzioni e beni comuni: per una governace glocale sostenibile.Seminario con il quale riprende il ciclo di incontri su etica civile, beni comuni e sostenibilità. L'iniziativa si svolge presso la sede della Fondazione Lanza in via Dante, 55 a Padova.Ore 17.00 La partecipazione è gratuita. Il numero di posti è limitato a 40 per questo è gradita la conferma di partecipazione inviando una mail a: info@fondazionelanza.it .Carlo Donolo, Università di Roma “La Sapienza”, docente sociologia economica e sociologia dei sistemi complessi. Autore di molti saggi sul tema dello sviluppo e delle politiche pubbliche con una attenzione specifica alla questione della promozione della sostenibilità.

Convegno di inaugurazione Mostra Fotografica Corpi Migranti: ore 18:00 presso Sala della Gran Guardia - Piazza dei Signori Padova. Intervengono:Prof. Edgar Serrano Università di Padova,P.Giuseppe Cavallini direttore Museo Africano Rappresentante Amministrazione Comunale - Rappresentante donne africane. Seguirà buffet etnico. Aperta Al Pubblico dalle ore 15 alle ore 19.Al mattino visite guidate per le scolaresche. Per prenotazioni tel e fax 049600313 mail adp.padova@tiscalinet.it. Per Informazioni sulla Mostra:tel0458092199 - mail info@museoafricano.org - www.museoafricano.org.

>>> Sabato 10 Marzo

Le madri e i figli. Serata dedicata a poesie, raccolte bibliografiche, letture di testi. L' evento è organizzato dal gruppo culturale Althedame e patrocinato dal Comune di Este, dall'Assessorato alla Cultura, dall'Associazione Tessitori di Speranze; fa parte di una rassegna di momenti di intrattenimento culturale a tema artistico, letterario e sociologico. Programma: Lettura delle poesie di G. Bellotto e di altre donne intervallate da un'esecuzione musicale dal vivo a cura di L. Benato e G. Berghi. Dibattito: 'Conosci la madre di Haiti?', presentazione e risposte di Alessandra Romano. Camilla Tommasi presenta il libro 'Nessuno sa..' di e per Niccolò Lovato. Presso la Pescheria Vecchia, ore 18,00, Este con ingresso libero.

La vita accanto_ l'ultimo incontro de: Il libro nel bicchiere - stagione2011-12 Maria Pia Veladiano parla del suo libro con Maria Grazia Bocci. Alle ore 16.30nellasede del Consiglio di Quartiere in via Guasti 12/c – (Quattro Martiri-Guizza-Padova)

E la mia impronta?_Laboratorio partecipativo di conoscenza della impronta ecologica. dalle 15.00 alle 19.00.Sala Comboni - Missionari Comboniani, Via Giovanni di Verdara 139, Padova.Con: Paolo Belardi (autore dello studio/tesi di applicazione del calcolo dell’impronta ecologica nel territorio di Padova) e l’equipe del Centro documentazione Paulo Freire . Di quanta terra abbiamo bisogno per soddisfare i nostri consumi e per assorbire i nostri rifiuti? Il risultato di questo calcolo è la nostra impronta ecologica, cioè il peso di ciascuno di noi sulla Terra. L'impronta ecologica è la quantità di territorio produttivo (espresso in ettari/procapite) necessario per sostenere il consumo di risorse e la richiesta di assimilazione di rifiuti da parte di una determinata popolazione. L'impronta ecologica è considerata un ottimo indicatore della sostenibilità dei consumi

"Emergenza abitativa: sfratti, modalità per partecipare ai bandi comunali per assegnazione di case popolari, nuove prospettive" - con il dott. Antonio Caradonna.“Beati i costruttori di pace” propone un ciclo di incontri, sul tema “Immigrate o donne?” Alle ore 15, presso la sede dell'associazione in viaAntonio da Tempo 2.

>>> Domenica 11 Marzo

Un tè sui colli: la cerimonia del tè a Villa dei Vescovi. Il tema sarà il tè, una delle bevande più antiche e maggiormente consumate al mondo, che vanta circa 5.000 anni di storia e un’origine misteriosa. A partire dalle ore 16 sarà possibile partecipare a un interessante seminario tenuto da Nicoletta Tul, Tea master e Tea tester di fama internazionale, durante il quale sarà possibile non solo degustare le qualità più pregiate di questa bevanda tanto amata, ma anche scoprirne la storia e il mercato. Un vero e proprio viaggio nella tradizione e nei cinque sensi, fatto di sapori, colori e profumi intensi, con una speciale sezione dedicata all’approfondimento delle 'cerimonie' che hanno reso sacro questo infuso in molti paesi orientali. A Villa dei Vescovi, Luvigliano di Torreglia. Il costo di partecipazione al seminario (a numero chiuso per massimo 20 persone, prenotazione obbligatoria al numero 049/9930473 o via e-mail a faivescovi@fondoambiente.it) è di 25 € per gli adulti e di 17 € per iscritti FAI e residenti.

Corso dolci naturali _Relatrice: Giancarla Babetto .Dalle 9,00 alle 16,00.Con questo corso si può imparare a fare degli ottimi dolci usando ingredienti naturali che non sono nocivi alla salute. Il corso è teorico-pratico e ai partecipanti, oltre alla degustazione dei dolci preparati, verrà consegnato del materiale didattico e la raccolta delle ricette. Il corso si svolge presso la sede Biolca, via G.Marconi 13, Battaglia Terme
Quota: EUR 60 per i soci Biolca .Per informazioni: 049 618529 (ore serali) o giancarla.babetto@email.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

>>> martedì 13 Marzo

La violenza sulle donne, gli strumenti per fermarla, dibattito e proiezione del film 'Water' di Deepa Metha a cura di Amnesty International in occasione della Festa della Donna. Alla Casetta ex Dazio, via Ponevigodarzere 224, Padova, ore 21,00 ingresso libero.

>>> mercoledì 14 Marzo

Volevo essere una farfalla, per il ciclo di incontri 'Una stanza tutta per noi', organizzato in collaborazione con l’associazione Oikos-Bios, incontro con la filosofa Michela Marzano. Intervengono Paola Zaretti e Bruna Bianchi. Presso la Libreria La Feltrinelli, via S. Francesco 7, ore 18,00, a Padova , con ingresso libero.

Quando le erbe profumavano di prati e boschi, conferenza di Antonio Todaro a cura dell’Associazione Il Basilisco. Alla Biblioteca civica, Abano Terme, ore 21,00 ingresso libero.

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

Edizione 2012 del Percorso di Formazione alla Mondialità con Gli Amici dei Popoli Padova. Da Gennaio a Settembre 2012. Un’opportunità per scoprire uno Stile di Volontariato caratterizzato dalla gratuità e dal servizio. Un’occasione d’incontro con l’altro con la possibilità di fare un’esperienza di conoscenza e condivisione di gruppo in un paese del Sud del Mondo ed in Italia. Gli incontri si tengono presso la parrocchia Gesù Buon Pastore, via Minio 19 (zona Arcella) 35134 PADOVA Orario degli incontri: Giovedì ore 20.45. Per info Tel. 049 600313 – 347.3498098 adp.padova@tiscalinet.it www.amicideipopolipadova.it. Quota di iscrizione € 15

marzo 2012 torna il corso AbitareBio5: costruire e vivere in modo sano, corso formativo che il Circolo di Legambiente Limena organizza ogni anno in collaborazione con il Comune. Quest’anno il corso raddoppia, offrendo due proposte formative distinte ma complementari: CASA SANA il 7 e 14 marzo 2012 su Cantiere e sistemi costruttivi, materiali e arredo, qualità dell’aria interna, misurazione degli inquinanti, effetti sulla salute e patologie domestiche, radon, elettrosmog, a cura dell’arch. Leopoldo Busa. CASA ENERGETICA il 21 e 28 marzo 2012 su fonti rinnovabili (sole, acqua, aria, terra), tecnologie, sistemi di condizionamento, impianti, riqualificazione energetica, materiali e soluzioni per il risparmio, a cura dell’arch. Stefano Bassan (Legambiente Limena). Per iscrizioni ed info: ufficio cultura del Comune di Limena (tel. 049.8844314; cultura@comune.limena.pd.it, http://www.comune.limena.pd.it/web/news-cultura-e-sport/items/programma-corsi-scapc-20112012.html.

dal 9 al 25 marzo 2012 - Mostra Fotografica Corpi Migranti: presso Sala della Gran Guardia - Piazza dei Signori Padova. Aperta Al Pubblico dalle ore 15 alle ore 19.Al mattino visite guidate per le scolaresche. Per prenotazioni tel e fax 049600313 mail adp.padova@tiscalinet.it. Per Informazioni sulla Mostra:tel0458092199 - mail info@museoafricano.org - www.museoafricano.org

Entro 23 marzo - Laboratorio di Arteterapia: il 24 marzo 2012 presso la sede del Centro Universitario di Padova, dalle ore 15 -18 si svolgerà un laboratorio Introduzione all'Arteterapia: in ascolto delle proprie disarmonie. I partecipanti realizzeranno un proprio lavoro utilizzando legno, sabbia, colori. In collaborazione con Monica Pasqualotto, Artista. Il laboratorio ha lo scopo di divulgare la cultura psicologica e quella arteterapica.Il tentativo è quello di favorire la creatività presente in ogni persona, fornendo un ambiente idoneo, e numerosi materiali espressivi. Come un artista i partecipanti cercheranno la propria ispirazione attraverso i materiali forniti. E' un laboratorio aperto a tutti, ulteriori informazioni e prenotazioni: annalisa.fabbri@ordinepsicologiveneto.it. Il costo del laboratorio è 40 euro + 8 euro di materiali. Sconti per piccoli gruppi, e per soci Legambiente. Il ricavato del laboratorio di Arteterapia viene destinato ai progetti istruzione sia per bambini sia per donne adulte in Mali (www.ProgettoDogon.org).L’organizzatrice del laboratorio si può occupare di fare il versamento a nome dei partecipanti che possono detrarre la loro quota come donazione.

Fairtrade Italia propone il nuovo grembiule indiano equosolidale Fairtrade disegnato da Olimpia Zagnoli. Il grembiule è prodotto in cotone equosolidale certificato proveniente dalla cooperativa indiana Agrocel, in collaborazione con Fairtraide. Per ogni contributo minimo di 10 euro a favore delle attività di Fairtrade Italia il grembiule verrà recapitato gratuitamente a casa – Per info https://fairtrade.fundfacility.it/

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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, chiuso per restauro riapertura il 24 marzo orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00, lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00

Ponte romano di San Lorenzo chiuso per lavori.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, venerdì dalle 16.00 alle 18.00.

Loggia Palazzo della Ragione solo aperture straordinarie.

Torre dell'orologio, piazza Capitaniato 19, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.00, visite ogni 30 minuti con gruppi di massimo 10 persone

Reggia Carrarese via Accademia n.7, orari di apertura: mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30

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Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2012 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

Quote associative: 10 euro Socio junior fino a 14 anni (riceve Jeyvia mail); 15 euro Socio giovane da 15 a 28 anni (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio ordinario (riceve La Nuova Ecologia); 30 euro Socio scuola e formazione (riceve La Nuova Ecologia e la newsletter Formazione Ambiente); 80 euro Socio sostenitore (riceve La Nuova Ecologia e il libro Ambiente Italia); 50 euro Tessera Collettiva per gruppi.

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2011 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.


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