Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
12/04/2012 Newsletter num 332 inviata a 14.852 iscritti

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Primo Piano

Infrastrutture ferroviarie: colmiamo i ritardi


Dove investire in modo selettivo con un piano ventennale che abbia l’obiettivo del quadruplicamento delle merci e delle persone trasportate dai treni. Questa la pacata analisi di Ilario Simonaggio che propone anche delle regole partecipate e democratiche per la realizzazione delle opere

Ambiente

Regolamenti edilizi per una città sostenibile


C'è la necessità di rivedere il regolamento edilizio ed energetico di Padova: allinearlo alle nuove normative europee e nazionali e prendere esempio dai "comuni coraggiosi", che innalzano gli standard minimi previsti dalla legge mettendo al centro del loro sviluppo la sostenibilità

Democrazia Urbana

Elezioni studentesche, tra diritti e rappresentanza


I temi universitari tornano a essere centrali nel dibattito pubblico cittadino: l'8 e il 9 maggio 2012 si terranno le elezioni studentesche presso l'Università di Padova, a seguito di un periodo di trasformazione dei più drammatici della sua storia recente. Un breve focus su Il Sindacato degli Studenti

Cemento che ride

Il nuovo ospedale: i punti deboli


Riassumiamo di seguito il pensiero dell'arch. Calimani: bene si è fatto a localizzare il nuovo ospedale in zona Ovest; rimangono ora alcune controversie: il project financing, il destino delle aree attorno al nuovo sito, la trasformazione della zona del vecchio ospedale...

Media e messaggi

Ciclabilità: impariamo dall'Olanda


Perché Amsterdam è probabilmente la città al mondo più amica delle biciclette? Non per semplice tradizione, ma grazie all'impegno dei suoi cittadini ed amministratori. La recensione di un breve video sulla storia della ciclabilità olandese

Succede in città

"PuliAMO i fiumi"


Padova “città d’acque” per i suoi canali interni e i fiumi che la circondano. Da molto tempo però, l’incuria delle amministrazioni e dei cittadini stanno pian piano uccidendo una delle meraviglie fluviali del nostro paesaggio. L’inciviltà di certi cittadini che usano i canali e fiumi come discarica; le amministrazioni che si succedono nel tempo - che non vogliono capire che proteggere e curare al meglio le vie d'acqua significa preservarla da alluvioni ed esondazioni; l’accavallarsi di enti e competenze che girano la testa dall’altra parte scaricando su altri le responsabilità... Tutto questo deve cambiare. E’ giunto il momento di avere un unico responsabile sulle acque dei fiumi, un Magistrato alle Acque che possa vigilare sullo stato delle rive e argini dei corsi d’acqua con potere assoluto di decisione, e in particolare sul fiume Bacchiglione.

E’ anche per questo motivo che alcune Associazioni di Padova impegnate sulle problematiche ambientali, si sono unite per creare il progetto “PuliAMO i fiumi”.

Domenica 15 aprile avrà luogo la seconda edizione della pulizia; WWF Padova, Amissi del Piovego e Club Sommozzatori Padova organizzano una giornata sul fiume Bacchiglione aperta a tutti, con partenza alle ore 8:00 vicino alle chiuse del Canale Scaricatore salendo verso il Bassanello, dove avverrà l’incontro con i sommozzatori del Club di Padova. A quel punto i sommozzatori faranno alcune immersioni nelle acque e le squadre di terra procederanno con la pulizia dell’argine costeggiando il fiume dalla parte di via Isonzo. Non dimentichiamo che il Bacchiglione era in antichità “un’autostrada” fluviale di collegamento tra Vicenza e Venezia e recentemente, proprio grazie ai sommozzatori, sono stati trovati antichi reperti importantissimi per la nostra storia.

Alla giornata partecipano anche l’Assossorato all’Ambiente del Comune di Padova, il Consiglio di Quartiere 5, il Gruppo Scout Albignasego 1, la Protezione Civile di Padova, la Rari Nantes Patavium e Acegas-Aps che fornisce il servizio di smaltimento dei rifiuti raccolti.

Michele Mazzucato , Vicepresidente WWF Padova


Primo Piano

Infrastrutture ferroviarie: colmiamo i ritardi


Le infrastrutture ferroviarie italiane sono antiquate per cui è indispensabile per offrire un servizio migliore a passeggeri e merci investire nel migliorare la capacità ferroviaria. Bisogna disporre per molti anni di risorse adeguate per l’alta capacità ferroviaria. Purtroppo le ristrettezze dei bilanci pubblici stanno bloccando o dilazionando, dal 2010, gli interventi.

Il trasporto su gomma copre oltre il 87% della mobilità delle merci e l’auto privata copre oltre83% degli spostamenti nelle città venete. Se si desidera il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo basato su gomma e cemento, responsabile della bassa qualità dell’aria e della congestione da traffico veicolare delle città venete, bisogna accelerare le altre modalità di trasporto, tra cui il potenziamento del trasporto ferroviario.

FS Cargo, dopo anni di perdita economica per valori di circa 1 milione di euro al giorno, ha scelto una ritirata strategica concentrando l’attività solo in alcuni nodi ferroviari. I 34 operatori ferroviari privati non hanno coperto le quote lasciate libere, con il triste risultato che sono aumentati i trasporti su gomma e su strada.

L’incremento della competizione fortemente voluto dal Governo con le liberalizzazioni, per aumentare offerta che traini la domanda, dovrebbe poggiare su un aumento della rete ferroviaria. Altrimenti assistiamo alla politica commerciale di Trenitalia che ha puntato al solo risanamento del Bilancio, e quindi nella sola direzione dei treni ad Alta Velocità. Mentre l’avvio a maggio 2012 delle 5 nuove coppie di treni passeggeri Italo Venezia - Roma di NTV presenta rischio che i treni regionali dei pendolari si mettano in coda con l’esplosione dei ritardi e delle soppressioni.

Le merci attuali, trasportate per ferrovia, complice la crisi, non hanno alcun bisogno del quadruplicamento dei binari. Il servizio ferroviario regionale risulta carente e inadeguato, i treni a lunga percorrenza nazionale e internazionale sono stati drasticamente ridotti, i treni notte sono stati azzerati.

Ma la domanda urgente, cui tutti siamo tenuti a rispondere, è continuiamo l’attuale fallimentare politica fatta di strade, camion e auto private, o proviamo a modificare lo stato delle cose attraverso un effettivo sostegno economico e sociale al trasporto ferroviario puntando in due decenni al quadruplicamento delle merci e delle persone trasportate?

Delle due l’una: o si accetta la lunga lista di opere stradali predisposta dalla Regione Veneto, o si limita questa lista ad alcune opere selezionate perché si offre una alternativa ferroviaria reale e praticabile.

Siamo convinti che si deve sostenere lo sviluppo ferroviario, il completamento dei corridoi ferroviari T-EN 1 e 5 (a Nord Est il quadruplicamento AC/AV: Venezia - Milano, Brennero - Verona, Venezia - Trieste) offrendo più opportunità ai cittadini e alle imprese del nostre territorio, dentro un quadro di regole partecipate così riassumibile:

  • la selettività rigorosa delle opere, evitando gigantismo e assurde proliferazioni di opere scarsamente sostenibili

  • il coinvolgimento preventivo degli Enti locali, attraverso tavoli di partecipazione sulle scelte infrastrutturali e monitoraggio dei lavori su fattibilità tracciato e soluzioni progettuali

  • un quadro dettagliato, redatto da soggetto terzo, su costi e benefici di ogni opera.

  • il finanziamento di opere completee il rispetto del cronoprogramma per evitare l’esplosione dei costi tra preventivo e consuntivo

  • la partecipazione dei privati solo ad opere complete, con il controllo pubblico e l’assunzione reale del rischio d’impresa.

Ilario Simonaggio, segretario FILT CGIL Veneto


Ambiente

Regolamenti edilizi per una città sostenibile


Presso il comune di Este, il 23 marzo, si è tenuto un importante convegno intitolato “Evoluzione dei regolamenti edilizi comunali per lo sviluppo sostenibile”: più di 100 tra amministratori, tecnici comunali ed addetti ai lavori si sono confrontati sulle opportunità di adottare un regolamento edilizio all'avanguardia. Quest'occasione ci stimola a proporre alcune riflessioni sulla necessità di rivedere i regolamenti edilizi anche del Comune di Padova.

I regolamenti edilizi sono la traduzione in norme del modo di concepire l’abitare, la città, la pianificazione urbanistica e la tutela dell’ambiente da parte delle amministrazioni comunali.

Avere un regolamento edilizio sostenibile vuol dire rilanciare l’economia della città, quella buona, quella verde, quella che professionalizza le imprese e gli artigiani, quella che fa risparmiare i cittadini nelle bollette, quella che crea luoghi per abitare più sani, quella consapevole che i cambiamenti climatici sono un guaio per tutti e specialmente per i nostri figli; e che ognuno deve fare la propria parte.
I Comuni coraggiosi che, facendo proprio questo pensiero, sono andati oltre alla semplice applicazione delle leggi nazionali e regionali sono ormai molti e per gli altri non ci sono più scuse. Parlare di certificazione energetica (per garantire i cittadini sulla qualità di ciò che acquistano o ristrutturano), di isolamento termico (per risparmiare denaro ed emissioni di CO2 all’ambiente), di fonti rinnovabili (consumare energia pulita e non gravare sulle risorse fossili della Terra), di recupero delle acque piovane (per non sprecare un bene comune), di ristrutturazioni e di permeabilità del terreno (per ridurre al minimo il rischi idrogeologici come le alluvioni), oggi è possibile.

E' per questo che anche l'amministrazione padovana deve dimostrare di averlo capito e di essere altrettanto coraggiosa declinando anche in norme le linee guida che sono già state prese dal consiglio comunale con la sottoscrizione del Patto dei Sindaci e l'adozione del Piano di Azione per l'Energia Sostenibile.

Legambiente, per questo, volge un caloroso invito ai settori Urbanistica, Ambiente e soprattutto Edilizia Privata (quest'ultimo grande assente al seminario di marzo) affinché, collaborando, lavorino per giungere in fretta a un nuovo obiettivo: un regolamento edilizio ed energetico che preveda lo sviluppo della qualità abitativa e della green economy, il rispetto del territorio e dell'ambiente, un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili e risparmio energetico - senza per questo assegnare bonus che aumentino la volumetria degli edifici. Insomma uno strumento che sappia interpretare lo sviluppo sostenibile della città.

Questo può avvenire solo attraverso un percorso che, partendo dalle normative europee recentemente approvate, deve coinvolgere e dialogare con tutti gli attori presenti in città, dalla società civile a quella economica e sociale per tradursi in un documento capace di capire il futuro per cambiare il presente.

Piero Decandia - Responsabile Energia Legambiente Padova


Democrazia Urbana

Elezioni studentesche, tra diritti e rappresentanza


L'8 e il 9 maggio 2012 le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Padova saranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti negli organi collegiali dell'ateneo. Insieme alle mobilitazioni degli ultimi anni contro i tagli e contro la riforma Gelmini, le elezioni universitarie rappresentano uno dei più importanti momenti di partecipazione degli studenti. Nonostante la scarsa affluenza che le caratterizza infatti (siamo sempre poco più del 10% degli studenti), costituiscono comunque uno dei pochi strumenti con cui gli studenti possono dire la loro, anche se semplicemente attraverso un voto, sulla gestione e sull'amministrazione della didattica, del diritto allo studio, della contribuzione studentesca, insomma di come viene gestita l'università di Padova.

L'università italiana negli ultimi 3 anni ha probabilmente vissuto uno dei più drammatici periodi di trasformazione della sua storia. Dal decreto 133 del 2008, duramente contestato dal movimento dell'Onda, che tagliando i fondi statali agli atenei, li ha messi in ginocchio, “costringendo” (anche se sempre di scelte stiamo parlando) i rettori ad aumentare le tasse studentesche per far quadrare i bilanci (come è successo a Padova), alla riforma Gelmini che ha ridisegnato la governance dell'università riducendo il ruolo della rappresentanza studentesca, accentrando tutti i poteri nelle mani dei soliti pochi baroni e del rettore.

Nell'università di Padova lo statuto del rettore Zaccaria ha sostanzialmente applicato la riforma Gelmini, senza porre nessun freno a questa riduzione delle democrazia e della partecipazione per le componenti “deboli” all'interno dell'ateneo (studenti, dottorandi, precari, ricercatori), ma in molti casi aggravando le logiche gelminiane. Gli studenti hanno infatti dovuto lottare anche solo per mantenere la rappresentanza studentesca negli organi collegiali, e si sono visti rigettare tutte le proposte di strumenti di partecipazione diretta dal basso, come il referendum studentesco, che andavano nella direzione di compensare la svolta dirigista e antidemocratica dello statuto Gelmini-Zaccaria.

Le elezioni dei rappresentati degli studenti sono quindi centrali per provare a rimettere al centro la situazione del diritto allo studio (in una regione come il Veneto che non paga tutte le borse di studio a chi ne ha diritto) e della didattica (sempre più scarsa e limitata), e per dimostrare ancora una volta che gli studenti non sono semplici “clienti”, non solo numeri, non solo consumatori che mantengono in piedi l'economia padovana, ma sono anche e prima di tutto persone con dei diritti, da rivendicare ed espandere.

Il Sindacato degli Studenti, la lista che noi sosteniamo fin dalla sua nascita nel 2002, è l'unica lista totalmente autofinanziata, slegata da interessi di lobby, di sindacati, di partiti, di gruppo politici. E' una delle due liste maggiori, con Ateneo Studenti, il gruppo vicino a Comunione e Liberazione, e si propone di informare gli studenti su tutte le questioni che riguardano i loro diritti, con il dialogo e il confronto. Tuttavia non si limita a questo: dato che gli studenti sono solo il 15% dei membri degli organi collegiali universitari, devono mobilitarsi spesso se vogliono davvero contare, organizzando iniziative dal basso. La struttura libera, democratica e non gerarchica de Il Sindacato degli Studenti consente a tutti la partecipazione attiva.

Invitiamo tutti gli studenti ad andare a votare e fare di questo momento un momento di vera partecipazione e democrazia!

Giovanni Zamponi - ASU (Associazione Studenti Universitari)


Cemento che ride

Il nuovo ospedale: un parere dell'arch. Calimani


La scelta di localizzare il nuovo ospedale a Padova ovest in un'area di 600.000 metri quadrati, e non nell'area di Brusegana dove lo spazio era la metà, è stata giusta e lungimirante da parte dell'Amministrazione Comunale (a cui ha fatto seguito poi quella Regionale). Se questa avesse adottato il consueto ritornello della scarsità di risorse, per quanto fondato, avrebbe optato per l’altra ipotesi, incapace di vedere in prospettiva gli interessi della città.

L’area di Padova ovest è in una posizione urbanistica corretta, vicina al casello autostradale di Padova ovest, in grado di rispondere ad esigenze di trasformazione che si presenteranno negli anni e che non sono tutte oggi prevedibili. Un’area di soli 300.000 metri quadrati non avrebbe avuto queste caratteristiche, ma non solo. Le tensioni fra Provincia e Comune, in più occasioni manifestatesi, avrebbero potuto costituire un possibile rallentamento nella realizzazione dell’opera.

Per quanto riguarda la modalità di esecuzione del nuovo ospedale, lo strumento del project financing si è dimostrato finora vantaggioso per il privato, ma non altrettanto per il pubblico, se è vero ciò che titolava il Mattino di Padova con un articolo molto ben documentato: compri uno, paghi sette. Speriamo che l’assessore alla sanità della Lega si ricordi delle sue prese di posizione nel momento delle decisioni, visto il rischio molto concreto che lo strumento del project financing porti ad una privatizzazione più o meno mascherata del servizio sanitario, con danni, costi e problemi per gli utenti.

La spesa necessaria a realizzare l’opera è oggi una grande ipoteca, passata da 700 milioni (giunta Galan) a 1400 e rimbalzata a 1700. Certamente non basteranno Comune e Regione a farvi fronte: occorre un grande impegno finanziario dello Stato. Se a qualcuno venisse in mente di ricavare qualche denaro dalla trasformazione urbanistica dell’area dove sorge l’attuale Ospedale attraverso una destinazione impropria, che con permute o vendite farebbe introitare cifre irrisorie rispetto al budget complessivo, produrrebbe un danno urbanistico irreversibile, un baratto ipocrita che accontenterebbe qualche immobiliarista ma priverebbe la città di uno spazio vitale.

All’intorno dell’area scelta si svilupperà un incremento di valore dei suoli e degli immobili, perché una serie di attività collaterali sceglieranno di delocalizzarsi e fra queste non ultime le residenze degli operatori della sanità. Sono questioni che non vanno scoperte a posteriori, ma “guidate” fin da subito dalla mano pubblica per evitare o perlomeno ridurre speculazioni e rendite di posizione. In questo quadro va rivista l’ambigua norma del PAT che affida a contrattazione futura, senza dare alcun indirizzo, il destino dell’area strategica dell’attuale ospedale.

Eppure il PAT è lo strumento che deve inquadrare le scelte strategiche dello sviluppo urbano e metropolitano e non può consentire forme di “scambio” senza un’idea neppure imprecisa sul ruolo da affidare ad un pezzo di città nel cuore della città. Deve avere la capacità di cogliere le potenzialità che le aree di maggior valore hanno, non solo come business per qualche privato, ma per il futuro della città che si realizza innanzitutto con dotazioni e servizi pubblici o di uso pubblico di vario livello.

Padova non deve rimanere provincialmente piegata a scelte di corto respiro, che possono soddisfare gli interessi di qualche piccolo o grande speculatore. “Investire nella città” non va inteso come sinonimo di nuovo cemento o ulteriore privatizzazione.


Luisa Calimani - presidente di Città Amica
Riassunto a cura della Redazione di Ecopolis


Media e messaggi

Ciclabilità: impariamo dall'Olanda


Quando, come e perché i Paesi Bassi ed Amsterdam siano diventati i luoghi più bike-friendly al mondo ci viene raccontato in circa 6 minuti e mezzo da un video reperibile in rete.

Dopo i primi duri anni del secondo dopoguerra il benessere si diffuse progressivamente in Europa e grazie ad esso il continente, Olanda compresa, iniziò ad essere popolato da un numero sempre maggiore di automobili. Ad Amsterdam, città che non era certo costruita in funzione del traffico automobilistico, si iniziarono ad abbattere i vecchi edifici per far posto a strade abbastanza larghe per le auto e le piazze furono trasformate in parcheggi. Tutto lo spazio pubblico veniva così organizzato in funzione del trasporto automobilistico, distruggendo l' ambiente ed abbassando la qualità della vita nelle aree urbane.

Il boom dell' uso dell'auto portò ad un' escalation di ciclisti morti sulle strade olandesi, tra cui molti bambini. La reazione della popolazione fu forte, numerosi cittadini manifestarono in molte città olandesi per avere strade sicure ed infrastrutture adeguate per ciclisti e pedoni. La crisi petrolifera degli anni '70 diede ulteriore slancio a questa svolta, e l' Olanda optò per un sistema di trasporti che permetteva di risparmiare energia senza abbassare gli standard di vita. Le città pioniere di questo cambiamento furono Den Haag (L' Aja) e Tilburg. In questo periodo furono pedonalizzati i primi centri storici ed il sistema delle piste ciclabili fu integrato a pieno titolo nei piani per la mobilità dei Paesi Bassi.

Questo video può ispirare alcune riflessioni anche sulle città italiane. Il cambiamento olandese è stato il risultato di una forte mobilitazione popolare. In secondo luogo si evidenzia che per promuovere l' uso della bici si devono costruire infrastrutture adeguate, tarate non sul numero attuale di ciclisti ma su una previsione di aumento dei ciclisti: il video mostra che quando a Den Haag ed a Tilburg vennero create le infrastrutture per le bici poi il numero di ciclisti aumentò di molto. Infine le bici non devono essere considerate le cenerentole della strada, la ciclabilità va inserita a pieno titolo nelle politiche di pianificazione della mobilità, come il trasporto su ferro o quello automobilistico.

Negli ultimi anni Padova ha fatto numerosi progressi per quanto riguarda la mobilità ciclabile, ma l'anno scorso il numero di ciclisti coinvolti in incidenti è tornato ad aumentare, segnalando che c'è ancora da lavorare: incroci ed attraversamenti pericolosi, percorsi interrotti ed un sistema di piste ciclabili che manca ancora di organicità sono i problemi principali. Anche l' amministrazione comunale, nonostante l' impegno profuso negli scorsi anni, potrebbe lavorare con un po' più di coraggio andando a sottrarre spazio alle auto per darlo alle bici: si pensi ad esempio al caso del breve tratto di strada che dalla rotonda con via Gattamelata arriva a Porta Pontecorvo, meno di 200 metri con quattro corsie a misura di automobile - due per il transito e due per il parcheggio - ma nulla per le bici. Legambiente Padova da anni porta avanti iniziative per la promozione dell' uso della bici. Recentemente il Gruppo Bici di Legambiente ha lanciato l' iniziativa “Adotta una ciclabile, esistente o potenziale” con la quale invita i cittadini a studiare assieme soluzioni da sottopporre all’Amministrazione Comunale: contatta il circolo di Legambiente Padova e adotta una ciclabile (tel: 0498561212 email: circolo@legambientepadova.it)

Davide Gobbo - Legambiente Padova


Succede in città


>>> Giovedì 12 aprile

Tavola rotonda "Rivoluzione Terrestre. I Cambiamenti Possibili". "I lavoratori cambieranno il lavoro? Dignità, diritti e metamorfosi del lavoro". Padova ,Via degli Zabarella 82, Sala Blu c/o Centro Universitario, alle ore 17.45.L'incontro, gratuito ed aperto a tutta la cittadinanza, propone una riflessione a più voci sulle vecchie e nuove forme di sfruttamento della manodopera tra legalità ed illegalità: come salvaguardare i diritti dei lavoratori in un mercato del lavoro sempre più allargato e deregolato. Come, quando anche le forme legali di somministrazione del lavoro contribuiscono alla riduzione del lavoratore a merce, che si sposta, si scambia e si affitta. Ingresso gratuito. Perinformazioni:laboratorio.inchiesta@gmail.com www.estnord.it/lies/

La corrispondenza poetica tra Petrarca e il maestro Antonio da Ferrara. Lettura petrarchesca sulla dispersa 'Perché non caggi ne l’oscure cave' a cura di Daniele Piccini della Seconda Università di Napoli. Accademia Galileiana di Scienze Lettere e Arti, via Accademia 7, Padova .Ingresso libero, per info: tel 049 655249. Ore 16.30

Quando la disabilità è acquisita. Terzo incontro del Progetto insieme, organizzato dal Csv di Padova con la collaborazione del comune di Noventa Padovana. Interviene l'Associazione Daccapo di Padova. Scuola Media G.Santini, via Valmarana 33, Noventa Padovana .Ingresso libero. Ore 21:00

>>> Venerdì 13 aprile

Focus group per la progettazione sociale. Incontro del Centro Servizio Volontario per discutere dell'impostazione dei bandi di finanziamento per l'anno 2012. In seguito all’assemblea dei soci dello scorso 11 febbraio, nella quale è stata presentata la situazione dei fondi a disposizione del Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova, il Consiglio Direttivo del CSV ha pensato di proporre alcuni focus group sul territorio per confrontarsi con le associazioni su alcuni aspetti importanti per l’impostazione dei bandi di finanziamento 2012. Gli incontri avranno il seguente ordine del giorno: breve illustrazione finanziamenti a disposizione delle associazioni per i progetti 2012, confronto sulla progettazione a rete e su come ottimizzare l’impatto dei progetti sul territorio, tempistiche di pubblicazione e presentazione dei bandi 2012. Sala CSV, Padova. Ingresso libero. Per info: tel. 049 8686817. Ore 20.30

Esperienze africane nel campo della sanità. Il dott. Josè Lolekoleko, medico congolese e partner locale dell'associazione S.O.S. Onlus esporrà di persona quanto realizza nella regione di Wamba a favore della popolazione pigmea. Sala Consiliare del CQ4, via Guasti 12/c (zona Guizza), Padova .Ingresso libero. Ore 20.45

>>> Sabato 14 aprile

Giovanni Spinosa presenta L'Italia della Uno Bianca Una storia politica e di mafia ancora tutta da raccontare. Chiarelettere. Interviene Paolo Baron del Mattino di Padova. Melbookstore Padova via Martiri della libertà 1/a. Ore 16.30

>>> Domenica 15 aprile

Giornata di pulizia del Fiume Bacchiglione, organizzata dalle Associazioni di Padova impegnate sulle problematiche ambientali ,con partenza alle ore 8:00 vicino alle chiuse del Canale Scaricatore salendo verso il Bassanello, dove avremo l’incontro con i sommozzatori del Club di Padova. A quel punto i sommozzatori faranno alcune immersioni nelle acque e le squadre di terra procederanno con la pulizia dell’argine costeggiando il fiume dalla parte di Via Isonzo. Alla giornata partecipano anche l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova, il Consiglio di Quartiere 5, il Gruppo Scout Albignasego 1, la Protezione Civile di Padova, la Rari Nantes Patavium e Acegas-Aps che fornisce il servizio di smaltimento dei rifiuti raccolti. Tutti sono invitati a partecipare assieme a noi a questa giornata di civiltà.

>>>Lunedì 16 aprile

Legambiente Limena, per il quarto appuntamento del cineciclo UomoAmbienteSocietà, invita alla visione del film “I nostri figli ci accuseranno – questo non deve accadere”, di Jean Paul Jaud. L'ospite della serata sarà Silvia Ferro, delegata italiana al forum europeo per la sovranità alimentare Nyèlèni 2011, per approfondire, con chi vorrà fermarsi al termine della proiezione, le problematiche sollevate dal film, scambiarsi impressioni a caldo e rispondere alle domande sui costi per l'ambiente e la biodiversità nascosti dietro l'apparente basso prezzo dei prodotti dell'agricoltura convenzionale. Ore 20.45, sala Barchessina c/o comune di Limena, via Roma 44. Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si raccomanda la puntualità.

>>>Martedì 17 aprile

Incontro con Hörður Torfason. Incontro con Hörður Torfason, musicista islandese, attore, artista, in prima linea nelle lotte per i diritti umani e coraggioso difensore dei diritti dei gay. La Foresta di Sherwood, vicolo Pontecorvo 1/a, Padova .Ingresso libero. Ore 18:00

>>>Mercoledì 18 aprile

Il terrorismo e lo Stato. Sesta lezione del ciclo di conferenze dal titolo 'Nodi della storia d’Italia. 1938- 1994'. Interviene Pietro Calogero, procuratore generale della Repubblica (Venezia).Aula Magna di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2, Padova

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

Edizione 2012 del Percorso di Formazione alla Mondialità con Gli Amici dei Popoli Padova. Da Gennaio a Settembre 2012. Un’opportunità per scoprire uno Stile di Volontariato caratterizzato dalla gratuità e dal servizio. Un’occasione d’incontro con l’altro con la possibilità di fare un’esperienza di conoscenza e condivisione di gruppo in un paese del Sud del Mondo ed in Italia. Gli incontri si tengono presso la parrocchia Gesù Buon Pastore, via Minio 19 (zona Arcella) 35134 PADOVA Orario degli incontri: Giovedì ore 20.45. Per info Tel. 049 600313 – 347.3498098 adp.padova@tiscalinet.it www.amicideipopolipadova.it. Quota di iscrizione € 15

Fairtrade Italia propone il nuovo grembiule indiano equosolidale Fairtrade disegnato da Olimpia Zagnoli. Il grembiule è prodotto in cotone equosolidale certificato proveniente dalla cooperativa indiana Agrocel, in collaborazione con Fairtraide. Per ogni contributo minimo di 10 euro a favore delle attività di Fairtrade Italia il grembiule verrà recapitato gratuitamente a casa – Per info https://fairtrade.fundfacility.it/


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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, chiuso per restauro riapertura a novembre orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00, lunedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00

Ponte romano di San Lorenzo chiuso per lavori.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, venerdì dalle 16.00 alle 18.00.

Loggia Palazzo della Ragione solo aperture straordinarie.

Torre dell'orologio, piazza Capitaniato 19, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.00, visite ogni 30 minuti con gruppi di massimo 10 persone

Reggia Carrarese via Accademia n.7, orari di apertura: giovedì venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30

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