Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
26/04/2012 Newsletter num 334 inviata a 14.917 iscritti

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Primo Piano

Idrovia e Regione, una storia di passione


Forse il Corridoio 5 (Lisbona-Kiev) in Italia si fermerà a Verona: incuranti di ciò, l’assessore Chisso continua a sponsorizzare una ormai inutile camionabile, mentre l’assessore Conte affida l’incarico di progettazione dell’idrovia. Il governatore Zaia lascia fare.

Ambiente

Incenerimento dei rifiuti nei cementifici


Un nuovo decreto, fortemente voluto dai cementieri, potrebbe consentire l'incenerimento dei rifiuti solidi come integrativo dei combustibili tradizionali nei processi industriali. Sui Colli Euganei gli effetti potrebbero essere devastanti.

Democrazia Urbana

Un tetto per i sinti


Dodici famiglie Rom e Sinte hanno abbandonato il loro campo nomadi per vivere in alloggi che hanno costruito da sé. Un video realizzato dall’Opera Nomadi di Padova dà spazio alle testimonianze dei protagonisti.

Cemento che ride

Consumo si suolo: case sfitte e capannoni abbandonati


Per anni i nostri governanti ci hanno raccontato la favola della crescita urbana come motore dello sviluppo economico e necessaria risposta alla crescita demografica. Di seguito una riflessione di Sergio Lironi e un invito a sottoscrivere le richieste del Forum "Salviamo il paesaggio".

Media e messaggi

Lightcharge: la dinamo della bici ricarica il cellulare


“Lightcharge” è il nome del dispositivo inventato da un giovane socio di Legambiente Padova: sfrutta la dinamo della bicicletta per ricaricare il telefonino e altri dispostivi elettronici. Sconto di 11€ per chi può ritirare il prodotto a Padova.

Succede in città

Ustica, io non dimentico


L'associazione 'Amici del Tito Livio', con il patrocinio del Comune di Padova e con la collaborazione del Quartiere 5, presenta un evento per ricordare la tragedia di Ustica e discutere dei diversi sviluppi che il caso ha avuto e continua ad avere.

Saranno presenti all'incontro Rosario Priore, giudice istruttore al tempo del caso Ustica, ed Elisabetta Lachina, membro dell'associazione dei parenti delle vittime.

Venerdì 27 aprile, ore 21, Fornace Carotta, via Siracusa 61, Padova. Ingresso libero e aperto a tutti.


Primo Piano

Idrovia e regione, una storia di passione


Se un padovano si soffermasse sulle ultime tre righe di un pezzo apparso a pag 16 dell’Arena di Verona il 16 aprile (vedi qui), leggerebbe testuale : “Il Corridoio 5, quando mai ci sarà, è molto probabile che si fermi a Verona, per collegarsi al Corridoio 1. Il resto si vedrà”. Detto in altre parole, pare che la TAV non arriverà a Venezia e tanto meno proseguirà per Trieste. Se poi lo stesso padovano aprisse il Gazzettino di Venezia del 11 aprile a pag. 20 (leggi qui), troverebbe un articolo a firma del presidente del porto P. Costa che riproponendo la questione della città metropolitana tra Padova e Venezia ad un certo punto si sbilancia e parla di “navigazione interna”. Il professore arriva a quella conclusione partendo dall’idea che “oggi le città sono solo quello che le infrastrutture loro consentono di essere”. Un ragionamento il suo che noi coltiviamo da anni, convinti che senza il canale idroviario fluvio-marittimo, non esiste quel retroporto indispensabile al successo del Terminal offshore (TOS) , sia in termini di volumi (10 volte l’attuale traffico, una volta a regime), sia per la riduzione dei tempi di consegna rispetto all’ammasso a Dogaletto, sia per l’impatto ambientale della strada camionabile, e via dicendo. Per il mondo politico veneziano la definizione dei confini della città metropolitana non è dilazionabile. Il 21 maggio prossimo scade il periodo di tre anni concesso dalla legge statale, che le istituiva. Le Regioni ora devono indicarle al Governo.

Tutte queste notizie non le ho trovate nei quotidiani della nostra città o forse mi sono sfuggite. Quello che invece è stato riportato da più giornali è il comunicato stampa dell’assessore M. Conte, che, senza descrivere il progetto che ha vinto il bando per lo studio di fattibilità dell’idrovia, si è affrettato a dichiarare che era già stato affidato al vincitore l'incarico per il progetto esecutivo (senza però dire che si tratta di un raggruppamento di imprese a cui fa parte quella che ha progettato la camionabile). Dal momento che in successive dichiarazioni dello stesso Conte, (Difesa del Popolo del 1 aprile) l’idrovia viene declassata a canale scolmatore, sorge legittimo il sospetto che la Giunta Regionale sia tornata a preferire la strada camionabile. La cosa non ci meraviglierebbe, poiché la sua realizzazione è tra i punti che il CIPE ha nella sua lista di attesa per inserirla in legge obiettivo. Roma aspetta solo che Zaia gli si presenti con un progetto esecutivo. Appunto quello cui accennavo!

In cosa consiste allora la schizofrenia dei vertici regionali? Semplice, resterebbero inevase domande decisive. Eccone alcune: potrebbe mai la camionabile supplire in maniera altrettanto efficace e meno impattante alle necessità retro portuali del TOS, tanto quanto il canale? Come potrebbe il porto di Venezia movimentare le sue merci - non avendo più a disposizione il Corridoio 5 ferroviario - se non implementando tutte le vie d’acqua, interne e lungo costa, disponibili? Come potrebbe l’eventuale città metropolitana Padova-Venezia esprimere tutte le sue potenzialità se fosse privata del canale, ovvero dell’infrastruttura che riunisce gli interessi economici di entrambe?

La possibilità che la Giunta regionale abbia inconfessabilmente scelto a favore della camionabile (sponsorizzata dall’assessore alle infrastrutture Chisso), a danno dell’idrovia (timidamente evocata dall’assessore all’ambiente Conte), merita a mio avviso di essere discussa e approfondita dai padovani, proprio per le innumerevoli implicazioni che sottende. Soprattutto perché i temi: del rischio idraulico; della città metropolitana; del Corridoio 5; dello sviluppo della logistica navale; come pure: della difesa dell’ambiente; del paesaggio e dell’occupazione, non possono essere evitati per chiunque intendesse presentarsi alle prossime elezioni comunali. E qualora fosse già stata fatta la strada camionabile, non sarebbe più possibile tornare indietro. Zaia, per le circostanze che ho elencato, deve riqualificare le sue priorità e coordinare l'azione delle sue mani (leggi assessori). Ora come ora, la mano destra non sa quello che fa la sinistra, e ognuna va per conto suo!

Carlo Crotti - Presidente dell'Associazione per la Salvaguardia idraulica del Territorio Padovano e Veneziano


Ambiente

Incenerimento dei rifiuti nei cementifici


Si è svolto il 12 aprile, un Convegno proposto da Aitec-Confindustria (Associazione italiana tecnico economica cemento) dal titolo "Potenzialità e benefici dell'impiego dei combustibili solidi secondari (Css) nell'industria". Lo studio commissionato dai produttori di cemento, ha fornito i dati sulle potenzialità dei Css derivati dai rifiuti urbani, da utilizzare in parziale sostituzione dei combustibili “tradizionali”, quali carbone e pet-coke. Va precisato che secondo l’attuale normativa, i CSS sono classificati come rifiuti speciali e i cementieri, da anni premono affinché siano emanati decreti ministeriali che tolgano a tali combustibili la qualifica di rifiuto.

Invitato alla presentazione di questo studio, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha annunciato entro il 30 aprile il decreto che farà uscire i Css dalla gestione dei rifiuti, ne stabilirà l'impiego nei processi industriali e in particolare nel settore del cemento.

Secondo i cementieri, con l’attuale produzione si potrebbe arrivare a sostituire 2 milioni di tonnellate l’anno di combustibili fossili, pari al 50% di energia consumata. Attualmente la sostituzione calorica dei combustibili fossili con quelli alternativi, come i rifiuti, raggiungere già l'8% ma il riferimento dicono sia il 61% della Germania, il 38% dell'Austria e il 27% della Francia.

Nel corso degli ultimi anni l’industria del cemento ha perso più del 30 per cento della produzione, dovuta al ristagno dell’edilizia e delle opere pubbliche. Così la possibilità di bruciare rifiuti diventa il nuovo business capace di far risparmiare nell’acquisto dei combustibili tradizionali e aggiungere guadagno per lo smaltimento dei rifiuti. Erano anni che i cementieri cercavano di creare quest’opportunità, e solo così si spiegano i consistenti investimenti attuati o stanziati per il rinnovamento degli impianti esistenti.

Nella zona di Este-Monselice, dove sono presenti tre cementifici e si produce il 60% del cemento veneto, questo provvedimento rischia di generare una sciagura epocale. Ecco serviti i fautori del revamping di Italcementi. L'incubo dei cementifici (che già utilizzano migliaia di tonnellate di rifiuti nel processo produttivo), trasformati in veri e propri inceneritori ormai è sempre più vicino alla realtà, con una differenza sostanziale: i cementifici che bruciano i rifiuti hanno limiti di emissioni ben maggiori di quelli degli inceneritori. E bruciare rifiuti non è la stessa cosa di bruciare combustibili fossili: le emissioni variano in base al contenuto di metalli e plastiche e sono caratterizzate da una forte produzione di diossine. Dobbiamo dire con chiarezza che presto questo territorio potrebbe trasformarsi da “area dei cementifici” a “zona degli inceneritori”, con tutte le note conseguenze sulla salute dei cittadini.

Inoltre, con questa scelta, subiranno un colpo mortale tutte le attività economiche parallele cresciute in questi anni all'interno del Parco Colli, dal turismo ambientale e culturale alle strutture ricettive famigliari, dalle produzioni di qualità e biologiche al circuito termale. L'occupazione da difendere e rilanciare è anche questa! Inoltre, come ampiamente dimostrato, il ciclo virtuoso del recupero e del riutilizzo dei rifiuti potrebbe creare molti più posti di lavoro, minor spreco di risorse, ma soprattutto minori danni alla salute.

Crediamo sia giunto il momento di togliere la maschera ai sostenitori del revamping dei cementifici nel Parco dei Colli Euganei, e fermarli prima che sia troppo tardi.

Francesco Miazzi - Comitato Popolare lasciateci respirare"


Democrazia Urbana

Un tetto per i sinti


Renata Paolucci, presidente dell’Opera Nomadi di Padova, si congratula con le famiglie che hanno costruito le nuove case in cui andranno ad abitare; Virgilio Pavan, giostraio, parla degli stereotipi che aleggiano sulla sua categoria; Cristian Nikolic spiega com’è migliorata la sua vita da quando abita in una casa vera e propria; Daniela Zambotto, insegnante della scuola elementare Lambruschini, apprezza il comportamento dei suoi alunni Rom e Sinti. Sono questi i volti e le voci di "A forza di essere vento", un video che ripercorre la nascita del “Villaggio della Speranza”, realizzato dall’Opera Nomadi di Padova, da qualche settimana scaricabile da internet (clicca qui). Questa onlus si adopera da molti anni sul territorio cittadino e provinciale per ottenere un miglioramento delle condizioni dei Rom e dei Sinti stanziati in queste zone, perché siano rispettati i loro diritti e la loro cultura. Questo principalmente attraverso un lavoro di mediazione tra le varie istituzioni della comunità locale e i Rom e Sinti e attraverso un accompagnamento di questi ultimi nella fruizione dei servizi. Tali azioni non prevedono alcuna forma di assistenzialismo, poiché non è questa la politica dell’associazione, che cerca invece di favorire una partecipazione diretta ed una piena assunzione di responsabilità da parte dei gruppi zingari (…)

Il progetto di autocostruzione "Villaggio della Speranza" nasce dalla necessità espressa dai Sinti residenti presso il campo comunale di via Tassinari 32, di migliorare le proprie condizioni di vita, uscire dall'emarginazione e proseguire nel percorso di integrazione già iniziato con l'inserimento scolastico dei minori. L’Opera Nomadi di Padova-Onlus si è fatta portavoce delle esigenze dei Sinti con cui ha ideato e scritto il progetto, e ha trovato nell'Assessore ai Servizi Sociali Claudio Sinigaglia un convinto sostenitore. La creazione del Villaggio della Speranza coniuga infatti le disponibilità dell'Amministrazione Comunale con il rispetto delle tradizioni sinte, ovvero la volontà di vivere con le rispettive famiglie allargate. La linea della condivisione e della responsabilizzazione dei Sinti non si è fermata con la definizione del progetto ma ha previsto la partecipazione della comunità, rappresentata da un mediatore sinto, a tutti gli incontri tecnici con i referenti del Comune di Padova durante tutto l'iter del progetto.Incaricata dal Comune come “soggetto promotore”, l'Opera Nomadi ha provveduto a individuare l’impresa per la costruzione degli alloggi e delle opere connesse, seguendo i Sinti nella partecipazione al corso di formazione professionale per muratori e nella fase concreta dell’autocostruzione. (…)

Sono stati costruiti alloggi, quattro per ciascuna delle tre palazzine di due piani. Ogni alloggio è costituito da un locale soggiorno-cottura, due camere da letto e un bagno, il tutto per una superficie calpestabile di circa 50 mq con giardinetto di pertinenza e posti auto coperti realizzati in struttura leggera. Il cantiere si è aperto nel luglio 2008 e si è chiuso a novembre 2009 e la consegna delle abitazioni è stata effettuata a dicembre 2009. L’area e gli alloggi sono di proprietà del Comune di Padova e sono stati assegnati in affitto alle famiglie sinte. A differenza di quanto non accade in tutti i campi nomadi comunali in cui domina la legge dell'assistenzialismo, i singoli nuclei hanno stipulato i contratti delle utenze a proprio nome, pagando le relative bollette.

Sintesi a cura di Alessandro Macciò - Redazione di Ecopolis


Cemento che ride

Consumo di suolo: case sfitte e capannoni abbandonati


L’espansione urbana, favorita dalle continue varianti ai piani regolatori e dagli accordi “perequativi” sottoscritti con i proprietari delle aree da urbanizzare, per il Veneto è riassumibile in due dati, relativi ai primi dieci anni del nuovo secolo:

- 148 milioni di metri cubi di edilizia residenziale, che consentirebbero - secondo gli standard urbanistici indicati dalla Regione - una adeguata soluzione abitativa per quasi un milione di persone, quando in realtà la popolazione del Veneto negli stessi anni è aumentata solo di 429.mila unità (connessa principalmente all'immigrazione,e con una tendenza alla decrescita).

- 165 milioni di metri cubi di edilizia commerciale, terziaria ed industriale.

Si è dunque costruito troppo, al di fuori di ogni ragionevole rapporto con la domanda effettiva, cementificando i terreni agricoli più fertili, ma oltretutto si è costruito male, con tipologie inadeguate e a prezzi inaccessibili per la maggioranza delle famiglie: tutto ciò trova conferma nei dati desumibili da una ricerca sul web, che rivela come in Veneto siano attualmente offerti in vendita più di 70mila appartamenti (dati parziali, sicuramente sottostimati, curiosando sul sito www.trova-casa.net) con al top la provincia di Padova con 23.170 abitazioni, delle quali oltre 16mila concentrate nei 18 Comuni dell’area metropolitana che gravita attorno al capoluogo. Nella sola città di Padova gli alloggi offerti in vendita sono 7.636, mentre seguono ad una certa distanza, ma con valori tutt’altro che irrilevanti, i principali Comuni della prima cintura. In aumento sia le case nuove, che quelle “liberate” causa sfratto per morosità, in aumento del 164% in dieci anni a seguito della crisi. Risultano poi esservi oggi nel Veneto oltre 3.200 capannoni industriali offerti in vendita o in affitto (dei quali quasi 1.200 nella sola provincia di Padova), per non dire dell’innumerevole quantità di negozi, uffici, depositi e magazzini alla disperata ricerca di un compratore o di un affittuario.

Il flusso di capitali dirottati verso la rendita e le speculazioni immobiliari ha sottratto risorse vitali agli investimenti nei settori produttivi, alla ricerca ed all’innovazione tecnologica. Non è dunque casuale il fatto che, dopo l’alluvione cementizia degli anni passati, ci si trovi oggi di fronte ad un sempre più desolante panorama di zone industriali brulicanti di edifici abbandonati o posti in vendita. Un diverso, più equilibrato e stabile modello di sviluppo economico è immaginabile solo recuperando e riqualificando - anche da un punto di vista energetico - il patrimonio edilizio esistente, risparmiando e valorizzando le risorse del territorio, gli ecosistemi, l’agricoltura, il paesaggio ed i beni culturali!

A questo fine è importante sollecitare le Amministrazioni comunali affinché forniscano i dati richiesti dal Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” per il Censimento dello sfitto e delle aree minacciate da nuovi progetti di lottizzazione edilizia: primo passo per la presentazione di un disegno di legge d’iniziativa popolare finalizzato a porre un freno in tutta Italia al consumo di suolo (qui il blog del comitato padovano Salviamo il Paesaggio e qui il link per firmare l'appello ai sindaci). Ma nella nostra Regione è anche importante ed urgente rivendicare il rispetto della Legge urbanistica del 2004, che stabiliva il principio secondo cui l’utilizzo di nuove risorse territoriali sia consentito «... solo quando non esistano alternative alla riorganizzazione e riqualificazione del tessuto insediativo esistente» e che all’articolo 13, per il dimensionamento dei piani, poneva un limite al cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli: non più dello 0,65% o dell’1,3% (in relazione alle diverse tipologie di Comuni) della superficie agricola (SAU) ancora di fatto presente a livello comunale. Tale limite, purtroppo, è stato per lo più interpretato dai Comuni come quantità aggiuntiva a quanto già concesso dai piani regolatori vigenti al momento dell’adozione dei nuovi Piani di Assetto Territoriale (PAT o PATI). Il problema è che, secondo le analisi fornite dalla stessa Regione in fase di predisposizione del nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, nei vecchi Piani regolatori è mediamente prevista la possibilità di incrementare di più del 40% l’urbanizzato esistente! Va quindi necessariamente richiesto (anche attraverso un apposito Atto di Indirizzo della Regione) che vi sia l’obbligo per i Comuni di ridimensionare gli stessi PRG vigenti.


Sergio Lironi - Direttivo Legambiente Padova. Sintesi a cura della Redazione


Media e messaggi

Lightcharge: la dinamo della bici ricarica il cellulare


Le classiche dinamo che da sempre hanno accompagnato la bicicletta sono ormai un ricordo lontano per molti ciclisti. Oggi sono i sistemi a batteria usa e getta ad occupare i manubri delle bici forse per il sopravvento di una moda consumistica ma non ecologica. Per questo crediamo sia necessario una rivalutazione della dinamo che con sistemi aggiornati può ancora essere un validissimo metodo per produrre energia elettrica utile al ciclista. Non solo, ma grazie ad un paio di accorgimenti, può diventare ancor più sfruttabile che in passato.

Il primo fondamentale accorgimento è quello di rendere la dinamo meno frenante e rumorosa. Il secondo è quello di trasformare la corrente alternata in corrente continua.

È sufficiente aumentare con un semplice inserto di gomma il diametro della testa della dinamo, in questo modo si riduce notevolmente la forza frenante senza compromettere la produzione della quantità di energia elettrica utile. Ciò consente di utilizzare “lightcharge”, un sistema di ricarica per telefonini e smartphones (compresi gli IPhone4 e 4S), che installato sul manubrio passa, con un semplice tasto, dalla produzione di corrente continua per i cellulari all’accensione dei due fari anteriore e posteriore. L’uscita è di tipo USB a 5V e 250mA costanti, nel rispetto delle recenti normative europee sui ricaricatori di cellulari. L’uscita a 5V consente di ricaricare anche batterie tampone (lo fa molto bene con batterie da 1200mah tipo Duracell), che rendono praticamente universale il sistema rispetto a tutti i cellulari e altre piccole apparecchiature elettroniche come le fotocamere o i navigatori satellitari. Non solo, “lightcharge” può tranquillamente alimentare luci a led al posto dei tradizionali fari delle bici.

Le batterie non ricaricabili si esauriscono e comportano costi notevoli soprattutto per l’ambiente, usarle per illuminare la bici non è certo la soluzione più ecologica. La dinamo, se resa meno faticosa, è ancora un sistema valido perché ha il pregio di non esaurirsi, di non lasciare mai senza luci e con “lightcharge” di non lasciare mai senza carica il cellulare.

Ai simpatizzanti di Legambiente, che possono ritirare il prodotto a Padova, proponiamo l’acquisto di “lightcharge” al prezzo di 34€ IVA compresa anziché di 45€ applicando uno sconto di 11€. È sufficiente inviare una mail a info@twinheads.it riportando la dicitura LC Promo 2012 e verrà inviata una mail di risposta con le istruzioni per il pagamento e le modalità di ritiro. Nel caso si chieda la spedizione il costo complessivo è di 38€ IVA compresa. La promozione è valida per tutto il 2012 e solo nel territorio nazionale.

Per approfondimenti sul prodotto visita il sito http://www.twinheads.it/it/

Davide Tagliaro


Succede in città


>>> giovedì 26 aprile

Dall'ABC a Harry Potter. Storia della letteratura inglese per l’infanzia e la gioventù Aula Magna del Collegio Morgagni, Via San Massimo 33, Padova. Ore 15:00 Alessandra Petrina (Università degli Studi di Padova); Laura Tosi (Università Ca' Foscari, Venezia) Presentazione del volume curato dalle relatrici, e pubblicato da Bononia University Press (l'immagine è un dettaglio tratto dalla copertina). Organizzata dall'Associazione Alumni della Scuola Galileiana in collaborazione con la Scuola di Dottorato in Discipline Linguistiche, Filologiche, Letterarie (Università degli Studi di Padova). Per informazioni: Annalisa Scarpa, 328.8628882 - annalisa.scarpa@studenti.unipd.it

Muse al caffè. XVII Edizione- 2012 di Filosofia come terapia. Sala Rossini del caffè Pedrocchi. Ore 18:00.Gian franco Frigo legge Petrarca. Segreteria organizzativa martinacalvi@libero.it

Ricordando Chernobyl Per la rassegna di eventi 'Incontrarci. Circoli aperti ai popoli', una serata dedicata al 26º anniversario del disastro di Chernobyl in collaborazione con la Comunità Ucraina di Padova. In programma la proiezione di alcuni brevi video, l'inaugurazione della mostra fotografica 'Il mondo dopo Chernobyl e Fukushima' e alcune testimonianze. Concluderà la serata il concerto dell'artista Silek. Fahreneit 451, via Niccolò Tommaseo 96a, Padova - Ore 21:00. Ingresso libero.

>>> venerdì 27 aprile

L'associazione 'Amici del Tito Livio', con il patrocinio del Comune di Padova e con la collaborazione del Quartiere 5, presenta un evento per ricordare la tragedia di Ustica e discutere dei diversi sviluppi che il caso ha avuto e continua ad avere. Saranno presenti all'incontro Rosario Priore, giudice istruttore al tempo del caso Ustica, ed Elisabetta Lachina, membro dell'associazione dei parenti delle vittime. Ore 21, Fornace Carotta, via Siracusa 61, Padova. Ingresso libero e aperto a tutti.

Il Simbolismo Islamico Conferenza organizzata dall’ Accademia Quantitas Qualitatis alle ore 20.30 , a Padova, presso la sala "Paladin" di Palazzo Moroni (sede del Comune) , in partnership con VAIS (Venetian Academy of Indian Studies) e tenuta dal prof. Thomas Dahnahard dell'Università Ca' Foscari di Venezia.

>>> sabato 28 aprile

I Luoghi Della Resistenza Rifugio Casera Ditta, Val Mesath, Erto Vajont (PN) Cena al rifugio con Andrea GOBETTI e proiezione del documentario "Piacere, Ada Gobetti" (regia di Tito De Luigi, sceneggiatura di Andrea Gobetti) www.centrogobetti.it

>>> domenica 29 aprile

I Luoghi Della Resistenza Rifugio Casera Ditta, Val Mesath, Erto Vajont (PN) Festa partigiana e pranzo sociale al Rifugio Casera Ditta.

"Domenica Del Restauro" Villa dei Vescovi, ore 11.00.Una speciale visita guidata alla scoperta dei lavori di restauro che hanno interessato questo splendido bene, accompagnati dall' arch. Giulio Muratori (Capo Delegazione FAI di Padova). Ingresso 12 €. Visita guidata a numero chiuso. Per prenotazioni: 049/9930473 faivescovi@fondoambiente.it

>>> lunedì 30 aprile

La notte delle streghe Una giornata di festa, sport e animazione. Mercatino, spettacolo di fuoco e tanto divertimento. Occasione per stare all'aperto, visitando un bel mercatino artigianale, interpellando cartomanti e grafologhe... facendo fare ai vostri bimbi dei giochi stregati, dei laboratori creativi, sperimentare il truccabimbi, assistere alle stregolimpiadi e alla corsa su tacchi a spillo, o restando a bocca aperta a guardare lo spettacolo di fuoco al calar della luna. Dalle 16:00 alle 22:00. Stadio M. L. King - Viale della Costituzione, 3 Cadoneghe (PD).

>>> giovedì 3 maggio

L'erboristeria Artiglio del Diavolo organizza l'incontro "Quale dieta per perdere peso in modo duraturo?" Con il nutrizionista e dietologo Dott. Iacopetta. L'incontro si terrà alle ore 19.45 ed è gratuito per tutti i partecipanti. Gli interessati sono pregati di contattare l'Erboristeria quanto prima per via del numero limitato dei posti. Erboristeria Artiglio del Diavolo, Via Boccalerie 16/a. Tel. 049.8762583, email info@artigliodeldiavolo.it.

 

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

Dal 4 al 6 maggio Baone e il paese che verrà. Due passi verso la transizione - Prima festa comunale per l'ambiente, presso il Parco Comunale delle Ginestre (Rivadolmo di Baone).

Bando di selezione artisti - Traversata del Solstizio d'estate 24 Giugno 2012. L'Associazione Culturale Totem di Este (PD), le compagnie teatrali MenTalmente Instabile e Via Rosse, i gruppi musicali Malazeta e Calicanto, le associazioni La Vespa ed Euganea Movie Movement, gli amici dei Samizdat in occasione della "Traversata del solstizio d'estate 2012", dedicata quest'anno alla figura di Aldo Pettenella nel decennale della sua scomparsa, selezionano opere artistiche da installare lungo il percorso che si snoderà lungo i sentieri dei Colli Euganei nell'ormai consueto tragitto da Este a Bastia. Maggiori informazioni su http://associazionetotem.blogspot.it/2012/02/bando-di-selezione-artisti.html




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Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, orari di apertura: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.00; da lunedì a sabato dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*).

Ponte romano di San Lorenzo Piazza Antenore, orari di apertura: sabato mattina dalle 10.00 alle 12.00; sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*). ATTENZIONE: momentaneamente chiuso per lavori; apertura prevista a maggio. Contattare Legambiente per verificare la fine dei lavori di restauro e la riapertura del monumento.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00; giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*).

Torre dell'orologio piazza Capitaniato 19, orari di apertura: mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 11.30, visite ogni 30 minuti con gruppi di massimo 10 persone.

Reggia Carrarese via Accademia n.7, orari di apertura: mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30.

* Periodo invernale: 1/11 > 30/4. Periodo estivo: 1/5 > 31/10

 

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Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2012 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

 

Tipologie di tessere 2012

· SOCIO JUNIOR fino a 14 anni (nati dal '98 in poi) - riceve "Jey" via mail - 10 €

·  SOCIO GIOVANE da 15 a 28 anni (nati dal 1984 al 1997) - 15 €

·  SOCIO ORDINARIO - con abbonamento a "La Nuova Ecologia"- 30 € - Socio Ordinario senza abbonamento a "La nuova Ecologia" -  20 €

·  SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE - con abbonamento a  "La Nuova Ecologia" e newsletter elettronica "Formazione Ambiente"- 30 € - Socio Scuola e Formazione senza abbonamento a "La nuova Ecologia" - 20 €

·  SOCIO SOSTENITORE - riceve "La Nuova Ecologia" e il volume "Ambiente Italia" - 80 € - Socio Sostenitore senza abbonamento a "La nuova Ecologia" - 70 €

·  TESSERA COLLETTIVA* - con abbonamento a  "La Nuova Ecologia"  - 50 € - Tessera Collettiva* senza abbonamento a "La nuova Ecologia" -  40 €

* I soggetti collettivi non possono fare tessere diverse da quella collettiva; in caso contrario la quota andrà come donazione.

 

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2012 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.


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