Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
10/5/2012 Newsletter num 336 inviata a 14979 iscritti

Dona il tuo 5 per 1000 a Legambiente

Primo Piano

Legambiente e Banca Etica assieme per le rinnovabili


Grazie a un accordo stretto tra Legambiente Veneto e Banca Etica, per i soci sarà possibile installare un impianto solare domestico senza anticipo di capitale proprio, coprendo l’investimento solo con gli incentivi. Risultato: bollette dimezzate fin dal primo anno.

Ambiente

Il TAR blocca il revamping dei cementifici di Monselice


Una buona notizia: il TAR accoglie il ricorso dei comuni di Este e Baone e blocca ancora il revamping di Italcementi di Monselice. Può ora iniziare il (difficile) percorso verso una graduale dismissione degli impianti.

Democrazia Urbana

Zona 30: c'è ma non si vede. L'inchiesta di Legambiente


Oggi, nella ZTL in centro storico, il limite di 30km/h viene ignorato: lo provano i monitoraggi che sta eseguendo Legambiente. Se l’Amministrazione permettesse la ciclabilità diffusa (bidirezionalità per le bici anche nelle vie a senso unico) gli automobilisti sarebbero costretti alla cautela.

Cemento che ride

Le criticità del nuovo ospedale


Dopo l'articolo dell'architetto Calimani sul tema del nuovo ospedale, mettiamo ora in luce le criticità del progetto. Quali sono gli aspetti negativi e quali invece le alternative? Quali sono le priorità per i cittadini?

Media e messaggi

La "scuola democratica" Kiskanu di Verona


In un documentario disponibile in rete, la scuola elementare e media Kiskanu di Verona: “scuola democratica” a misura di bambino, antiautoritaria e libertaria. Interviste ad insegnanti, alunni, genitori e visitatori.

Succede in città

A Padova flashmob per fermare il genocidio in Darfur


Sabato 12 maggio si terrà il flashmob per protestare contro il conflitto (o per meglio dire, genocidio) in Darfur. Avremmo la possibilità di farlo 2 volte, in pieno centro cittadino davanti al Bo: alle 12.30 e alle 13.30. E' il nostro momento!

Il flashmob è aperto a tutti. Chi vorrà partecipare dovrà indossare una maglietta bianca (meglio se vecchia, così potrà scrivervi “Darfur”) e mettersi un pezzo di nastro adesivo sulla bocca (per simboleggiare il silenzio mondiale su questo genocidio). Al fischio iniziale comincerà la scena: un janjāwīd sparerà, chi verrà “colpito” dovrà cadere a terra fingendosi morto fino alla fine del fischio conclusivo! Tutto questo mentre un governante in giacca e cravatta prende il tè e se ne sta a guardare. La durata prevista è di tre minuti circa.

Vi aspettiamo!
Stop al genocidio in Darfur!!!

Qui l'evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/140199702771407/

 

I ragazzi del liceo Fusinato, Associazione Mary Poppins


Primo Piano

Legambiente e Banca Etica assieme per le rinnovabili


Il nuovo conto energia è alle porte. Ci risiamo. È il quinto. Il governo ricade per l’ennesima volta nell’errore di cambiare le regole in corsa, mettendo di nuovo una grande dose di incertezza nel campo del fotovoltaico per chi si occupa di impianti di medie e grandi dimensioni. Ma il dubbio è sempre quello, anche per chi intende installare piccoli impianti domestici: riuscirò a rientrare dell’investimento? Starò facendo la scelta giusta?

Legambiente e Banca Etica hanno stretto nel Veneto un accordo per i propri soci – attuali e futuri – che intende dare uno strumento di garanzia  proprio alle famiglie e alle piccole realtà: le quali possono ora stare tranquille sapendo che l’intervento del solare fotovoltaico (e in caso, abbinato anche il solare termico o una pompa di calore) si può fare senza investimento di capitale proprio, data la certezza del pagamento delle spese bancarie attraverso gli incentivi.

Ecco che allora per impianti fino a 20.000 € (che possono comprendere fotovoltaico, termico e pompa di calore chiavi in mano) si possono finanziare con un tasso attualmente del 3,5% (il più basso sul mercato) e con costi di gestione del conto corrente molto contenuti. Il risultato è una rata, su base annuale, che si ripaga quasi interamente con l’incentivo del conto energia, anche nella sua nuova versione (se si ha l’accortezza di impiegare progetti e tecnologie adeguati); e garantire l’abbattimento dell’80% della bolletta elettrica o del 25% di quella termica (100% se si impiega una pompa di calore).

Le energie rinnovabili sono un aiuto vero per arrivare a fine mese con maggiore tranquillità. Ogni famiglia padovana spende mediamente 2500€ l’anno in bollette elettriche e termiche. Spesso il problema è avere a disposizione la cifra da investire che consenta di fare l’investimento necessario per abbattere questo costo, che fa male sia all’ambiente che al portafoglio. Con Banca Etica e Legambiente questo problema si risolve.

Chi può accedere al finanziamento: i soci vecchi e nuovi di Legambiente che intendano aprire un conto corrente in Banca Etica, che abbiano a disposizione un tetto proprio o altrimenti dispongano del permesso scritto del proprietario del tetto (se affittuari o se condòmini)  per poter installare l’impianto fotovoltaico e/o termico sul tetto. Per accedere al finanziamento è necessario passare per la sede di Legambiente Padova negli orari dello sportello energia: in sede verrà verificata la fattibilità dell’impianto e del progetto e verrà redatto un documento di analisi e presentazione sulla base del quale la banca andrà poi ad erogare il credito, verificato il merito creditizio.

Sono finanziabili tutti gli investimenti relativi a solare fotovoltaico, termico e pompe di calore ad essi abbinati fino ad un massimo di 75.000 €, ad un tasso pari all'Euribor 3 mesi +2% per un finanziamento fino a 15 anni.

Per ulteriori informazioni visita la pagina: http://www.bancaetica.com/NewsEventsDetail.ep3?ID=789092, o scrivi all’indirizzo mail energia@legambienteveneto.it

Davide Sabbadin - Responsabile Energia Legambiente Veneto


Ambiente

Il TAR blocca il revamping dei cementifici di Monselice


Con la sentenza 651/2012 pubblicata oggi, il TAR Veneto accoglie il ricorso dei Comuni di Este e Baone nelle sue parti essenziali e per effetto annulla l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dall'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei in data 13 Dicembre 2010 prot. n° 13161 e la delibera della Giunta Provinciale di Padova n° 316 in data 29 Dicembre 2010, avente ad oggetto il giudizio di compatibilità ambientale per il progetto Italcementi S.P.A.. 

Inoltre condanna l'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei al pagamento, a favore di parte ricorrente, della somma complessiva di Euro 4.000/00 (quattromila/00).

La sentenza contenuta in 20 pagine respinge molte delle eccezioni sollevate da Italcementi, ma in particolare evidenzia che la sentenza del Consiglio di Stato n° 1185 del 2012 non influenza questo giudizio, trattandosi di ricorsi proposti da parti distinte (Comitati prima e Comuni adesso). Ribadisce l'incompatibilità dei cementifici con il Piano Ambientale e ne evidenzia il forte impatto paesaggistico. Su questo punto i Giudici evidenziano che il Presidente dell'Ente Parco ha rilasciato l'autorizzazione paesaggistica nonostante la Commissione Tecnica del 29 Settembre 2010, avesse espresso a maggioranza parere contrario all'intervento in quanto presentava un forte impatto visivo e strutturale.

Sotto attenzione anche la Convenzione siglata da Comune di Monselice, Ente Parco e Italcementi dove il collegio evidenzia come la: " convenzione prevede che Italcementi versi all'Ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al miglioramento di aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di fronti collinari, la somma di un milione di euro. Si tratta di una cifra cospicua, non imposta da disposizioni di legge. La destinazione della somma non è specificamente connessa ad eventi provocati per effetto dell'intervento approvato.(…). Si pone conseguentemente il dubbio che la somma che Italcementi si è obbligata a pagare, per finalità di interesse pubblico, costituisca un motivo di persuasione, affinchè il Presidente dell'Ente Parco procedesse al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica impugnata, anche a costo di rilasciare un'autorizzazione paesaggistica illegittima".

E così nel dispositivo di sentenza possiamo leggere che il TAR: "Trasmette la presente sentenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, ai fini della verifica se l'illegittimo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati, in specie di abuso d'ufficio di cui all'art. 323 del cod. pen…."

La sentenza ha l'effetto di bloccare ancora una volta l'iter del Revamping di Italcementi. E di questo dobbiamo ringraziare la determinazione e la coerenza dei Sindaci Francesco Corso e Giancarlo Piva che senza indugi, si sono schierati dalla parte dei cittadini, a sostegno dei Comitati per difendere il futuro di questo Parco e la salute dei residenti.

Una sentenza che arriva nel momento in cui il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini prepara un Decreto per favorire l'incenerimento dei rifiuti nei cementifici. Con questo provvedimento il combustibile prodotto da rifiuti, che ora si chiama CSS, non sarà più considerato un rifiuto e per questo potrà essere utilizzato nelle cementerie. Diventa così concreto il rischio di vedere trasformati i nostri 3 cementifici in veri e propri inceneritori, ma con limiti di emissione notevolmente più alti.

Ora la nuova gestione del Parco Colli deve far ripartire con forza l"Accordo di programma" previsto Piano Ambientale, in vista di una graduale dismissione di questi impianti dichiarati incompatibili con le finalità del Parco. Un percorso che deve contemporaneamente prevedere garanzie occupazionali per i lavoratori impiegati. La speranza è che tutti i soggetti coinvolti si decidano finalmente ad operare in questa direzione e nel rispetto delle leggi. 

Francesco Miazzi


Democrazia Urbana

Zona 30: c'è ma non si vede. L'inchiesta di Legambiente


La ciclabilità diffusa in gran parte del centro storico potrebbe essere facilmente realizzabile perché già oggi in tutta la ZTL vige il limite di velocità di 30 chilometri orari: infatti la bassa velocità permette una la maggiore multifunzionalità delle strade urbane, spazi che oggi invece sono praticamente solo ad appannaggio delle automobili. L’abbassamento della velocità a 30 km permette il riequilibrio tra traffico motorizzato, bici e pedoni anche perché la visibilità ed il rispetto reciproci sono migliori. C’è anche un aspetto psicologico da considerare. Queste aree rendono più sicuro e piacevole muoversi senza usare l’automobile, dunque i cittadini sono maggiormente invogliati a muoversi a piedi o in bicicletta. Lo testimoniano le 20.000 zone trenta istituite in Germania.

Ma… c’è un ma. Il problema è che in molte strade della ZTL, soprattutto quelle utilizzate per gli spostamenti più lunghi, il limite dei 30 chilometri all’ora non è rispettato. Perciò abbiamo deciso di trasformare una sensazione in realtà empirica. Dotati di un telelaser portatile una quindicina di volontari Legambiente (guarda il video), divisi in gruppetti di 2 o 3 persone in questi giorni stanno rilevando la velocità dei mezzi motorizzati in diverse strade della ZTL. (Automobilisti niente paura, è solo una statistica: le targhe non vengono prese e non ci sono multe in arrivo!)”

Ecco i primi dati dei rilevamenti.

VIA MUSSATO. Da via S. Tommaso in direzione ponte Tadi

Mezzi rilevati 200. Il 90%. supera il limite di 30 km/h. Viaggia a più di 40 km/h il 44%, e oltre il 20% ad una velocità compresa tra 45 e 55 km. Il 6% addirittura a più di 55 km/h, con una punta di 61 km/h. Solo il 10% rispetta il limite di 30 km/h.

XX SETTEMBRE direzione via Roma

Il 76% supera il limite di 30 km/h. Viaggia a più di 40 km/h il 22% e il 10% ad una velocità tra 45 e 55 km/h. (Picco: 55 km/h). Solo il 24% rispetta il limite di 30 km/h.

VIA XX SETTEMBRE direzione Piazza Castello

Nel primo tratto, da via Roma, fino all’incrocio con via Barbarigo il 77% supera il limite di 30 km/h. Viaggia a più di 40 km/h il 24% e il 12% ad una velocità tra 45 e 55 km/h. (Picco 55: km/h). Solo il 23% rispetta il limite di 30 km/h. Nel secondo tratto, dall’incrocio tra via Barbarigo verso Piazza Castello le cose vanno già meglio. “Solo” il 46% supera il limite di 30 km/h e solo il 4% viaggia a più di 40 km/h. Il 54% rispetta il limite di 30 km/h.

VIA. C. BATTISTI. Da incrocio via S. Sofia, direzione via Ospedale

Il 76 % supera il limite di 30 km/h. Viaggia a più di 40 km/h il 14% e il 2% ad una velocità tra 45 e 52 km/h. (Picco: 52 km/h). Rispettano il limite di 30 km/h il 24%

VIA S.SOFIA Provenienza da via Gabelli. Direzione via C. Battisti

Il 66% supera il limite di 30 km/h. Rispetta il limite il 44%

Quali sono le prime impressioni riportate da volontari di Legambiente nel corso dei rilevamenti? Per prima cosa c’è da dire che auto, moto e furgoncini rallentano ed arrivano a rispettare il limite solo quando si trovano davanti uno o più ciclisti. I veri dissuasori sono proprio loro, non tanto i cartelli che segnalano il limite di velocità a 30 Km/h o i vigili che non fanno contravvenzioni. Insomma, se l’Amministrazione permettesse la ciclabilità diffusa il limite di 30km/h sarebbe rispettato, perché così gli automobilisti dovrebbero essere più cauti, innescando un circolo virtuoso per cui la sicurezza stradale e la qualità urbana andrebbero migliorando.

Il simbolo di questa richiesta di Legambiente è via San Francesco, la strada più “ciclabilizzata“ del centro (con 6000 passaggi al giorno) dove le bici non possono circolare nel tratto tra via S.Sofia e via Galilei perché lì è senso unico. Per “liberare” via San Francesco Legambiente sta preparando la mobilitazione fissata per sabato 19 maggio, chi volesse partecipare o saperne di più contattattare Legambiente allo 0498561212.

Lucio Passi - Portavoce Legambiente Padova

Cemento che ride

Le criticità del nuovo ospedale


Da oltre dieci anni la politica locale e regionale è impantana in una stucchevole e ormai insopportabile discussione sulla futuribile costruzione di un nuovo ospedale, in sostituzione degli attuali stabilimenti sanitari padovani. Futuribile perché nessuna certezza, soprattutto quella del finanziamento, è stata trovata e scritta per attuare questo oneroso progetto.

In più occasioni, autorevoli voci della pubblica opinione hanno espresso forti perplessità (dal sottoscritto condivise) sull’opportunità di focalizzare quasi totalmente l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni locali, sulla realizzazione di un’altra struttura sanitaria a Padova. In premessa sarà bene fare chiarezza sui tanti (troppi) preventivi di spesa: i balletti sulle cifre hanno fatto ubriacare la politica. Inizialmente, gli amministratori pubblici locali e regionali e qualche “interessato” accademico avevano indicato in trecento milioni di euro le risorse necessarie per costruire il nuovo ospedale, poi sono passati a cinquecento, settecento, un miliardo e duecento milioni, non escludendo un tetto da due miliardi. Ora dicono che “sarebbero sufficienti” settecento milioni. Volutamente utilizzo il condizionale perché a consuntivo, se sarà costruito il nuovo ospedale (lavori che non termineranno prima di sei - sette anni), i costi, realisticamente, non potranno essere inferiori al miliardo e mezzo di euro. Se la Regione non vuole riproporre lo speculativo strumento del project financing, dove andrà a reperire le risorse per realizzare il nuovo ospedale? Sono più che certo che a questa domanda non seguirà alcuna credibile e realistica risposta, perché la sanità, storicamente, soffre della sottostima al proprio fondo nazionale di riparto, e in Veneto il “dichiarato” pareggio di bilancio 2011, è il risultato delle preoccupanti contrazioni alle prestazionai cittadini e alle dotazioni organiche del personale.

Per continuare a garantire qualità e quantità di prestazioni pubbliche sociosanitarie (ovviamente adeguandole ai reali fabbisogni), in Veneto e a Padova le priorità, rispetto all’esaltazione politica sul nuovo ospedale, sono ben altre. Il nuovo piano sociosanitario regionale dovrà estendere omogeneamente, in tutto il territorio veneto i suoi positivi effetti riformatori: sui servizi territoriali, sui livelli essenziali sanitari e socio-assistenziali, sulla prevenzione, sulla riabilitazione, sulla ricerca medico-scientifica, sull’eccellenza clinica, sulle nuove schede ospedaliere confacenti alla universalistica certezza delle prestazioni assistenziali e sugli standard “personale – pazienti – ospiti” delle strutture sanitarie e dei centri servizi per non autosufficienti e disabili. Alle centinaia di migliaia di persone non autosufficienti e alle altrettante famiglie con congiunti disabili, la Giunta regionale del Veneto, invece di fantasticare in faraonici ed irrealizzabili progetti immobiliari in sanità, dovrebbe impegnarsi a finalizzare sufficienti risorse economiche e professionali: alla domiciliarità, alla residenzialità protetta, all’ADIMED, ai centri diurni all’assegno di cura, alla riduzione della compartecipazione dei cittadini e al finanziamento del fondo previsto dalla legge regionale n. 30 del 2009.

Queste sono le priorità della gente, soprattutto in un periodo di forte crisi che sta azzerando il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni; altro che perdere tempo in promesse e in favole sul nuovo ospedale a Padova.


Franco Piacentini


Media e messaggi

La "scuola democratica" Kiskanu di Verona


Una società giusta si costruisce a partire dall'educazione, si sa. Noam Chomsky, uno dei maggiori pensatori contemporanei (peraltro libertario ed ex allievo di una scuola deweyana, e dunque sensibile al tema), afferma però che il metodo utilizzato dall’attuale sistema scolastico sia in gran parte ideologico e funzionale a un progetto di indottrinamento, tale per cui il ruolo istituzionale della scuola nella società è soprattutto quello di “educare all’obbedienza e al conformismo” – pena l’esclusione di quei bambini e ragazzi che, non adattandosi, vengono spesso bollati a torto come “demotivati” o  “problematici”. La scuola italiana, per quanto riguarda i suoi metodi e la sua struttura profonda, ha registrato cambiamenti ben poco marcati in direzione anti-autoritaria nonostante gli anni Sessanta, e innovazioni in questo senso si decidono esclusivamente a discrezione di ciascun insegnante.

Nella nostra penisola ci sono rari esempi di scuole, elementari e medie – spesso non riconosciute a livello statale, e che seguono iter burocratici particolari – che allineano il proprio metodo educativo a quello dei grandi maestri della pedagogia dell’ultimo secolo, quali ad esempio John Dewey, Alexander S. Neill e Lamberto Borghi. I loro esperimenti vanno nella direzione della cosiddetta “scuola democratica” (che in Italia si preferisce chiamare “scuola libertaria”, dato l’abuso ideologico con cui si connota l’altro termine), e sono attualmente tra i più avanzati nel campo della pedagogia. La scuola così concepita (secondo principi di democrazia diretta, anti-autoritarismo, libertarismo) è convinta che l’imposizione e il comando non siano necessari affinché gli allievi trovino la motivazione nell’imparare. Tale assenza di obblighi non è legata a una mancanza di regole, bensì al principio dell’autodisciplina: il numero di leggi è spesso altissimo, ma con la differenza che tutti i ragazzi partecipano in prima persona ad emanarle.

Come sia possibile che nella scuola Kiskanu di Verona non esista un sistema di valutazione esplicito, o l’obbligo di frequenza delle lezioni, lo giudichi il lettore in questo prezioso documentario (per vederlo clicca qui). Osservare il suo funzionamento dall’interno significa entrare in un altro mondo: una scuola attenta innanzitutto alla persona, ai valori etici e sociali, e non ultimo sensibile a tematiche ambientali (la scuola Kiskanu, che ha sede in una vecchia villa di campagna, è circondata da un bosco, in cui si tengono numerose attività). La classe è di numero molto ridotto, per favorire la relazione tra educatore, alunno e compagni; il lavoro manuale è assai valorizzato all’interno del programma; l’autogestione e la collaborazione reciproca si attua fin da subito, di modo che gli organi decisionali “a misura di bambino” abbiano pari potere di quelli degli adulti nel deliberare sulla gestione della propria scuola e della propria istruzione. Tutto questo accresce l’autostima ed il senso di responsabilità dell’individuo, lo educa alla vita sociale, valorizza la sua autonomia e le sue naturali attitudini, innalza il suo grado di istruzione rispettandone la creatività, la crescita individuale e le esigenze personali.

Per l’Italia il riferimento è la Rete di Educazione Libertaria; simili progetti infine sono in via di costituzione anche a Padova: chi è interessato può cliccare qui.

Davide De Martini - Redazione di Ecopolis


Succede in città


>>> venerdì 11 maggio

Tavola rotonda "GHG, Agricoltura e Foresta. Approcci metodologici CAdd e Carbomark". Durante tavola rotonda, organizzata dall'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Padova, verranno presentati le esperienze CAdd (Cadre d'analyse pour les développements durables) e Carbomark, in particolare la metodologia per il calcolo dello stoccaggio di carbonio. Questo confronto sarà l'occasione per uno scambio di esperienze tra realtà italiana e francese, per tracciare lo stato dell'arte sull'analisi e le valutazioni ambientali delle produzioni agricole e forestali, sull'occupazione del suolo, sui consumi di energia fossile e le emissioni di gas serra, in un momento in cui il professionista deve rispondere alle attuali richieste di un mercato sempre più orientato al greening. Ai partecipanti saranno attribuiti 0.5 crediti formativi professionali validi per la formazione professionale permanente. Palazzo dell’Agricoltura – Veneto Agricoltura – Legnaro, Viale dell’Università 14

Inaugurazione Della Mostra“Città In Luce”. Organizzata da XI Istituto Comprensivo “Antonio Vivaldi”.Alle ore 15.30 presso la scuola primaria a tempo pieno “Francesca Randi” Via Piave, 23 Padova

Cesare Pavese poeta e scrittore. Ore 18.00 - Sala Paladin - Palazzo Moroni - Municipio di Padova. Introduce: Umberto Zampieri - Presidente Fondazione Nuova Società. Intervengono: Andrea Colasio - Assessore alla cultura del Comune di Padova, Armando Balduino - Già Professore dell'Università di Padova,Attilio Motta - Ricercatore presso l'Università di Padova. Verranno letti i passi più significativi delle opere di Cesare Pavese a cura di Irene Barrichello

>>> sabato 12 maggio

Flashmob per fermare il conflitto (genocidio) in Darfur! Organizzato dai ragazzi del Liceo Fusinato e dalla associazione Mary Poppins. Possibilità di farlo 2 volte: la prima alle 12.30 e la seconda alle 13.30! Dovrai indossare una maglietta bianca (meglio se vecchia così potrai scrivere la scritta darfur) e metterti un pezzo di scotch di carta sulla bocca scrivendo anche su questo darfur (per simboleggiare il silenzio mondiale su questo genocidio)! ci sarà un fischio al termine del quale comincerà la scena, ovvero, un janjaweed sparerà e dovrai cadere a terra "morto" e rimanere fino alla fine dell'altro fischio, quello conclusivo! il tutto che sembra durare giorni accadrà in 3 minuti se non meno! Tutto questo mentre un governante prende il tè e se ne sta a guardare. Se volete essere presenti anche con solo uno di questi particolari, vi aspettiamo!

>>> lunedì 14 maggio

L'alimentazione del bambino: nutrire i bambini perchè possano crescere sani. Lezione-conferenza del professor Matteo Giannattasio, medico e agronomo, docente all’università di Padova del corso di “Qualità degli alimenti e salute del consumatore” e direttore scientifico della rivista "Valore Alimentare. Un'occasione da non perdere per scoprire tutto quello che c'è da sapere sul cibo per una scelta consapevole ed un uso razionale ed ambientalmente sostenibile. L’incontro, organizzata da Slow Food Castelfranco Alta Padovana e Circolo Legambiente di Limena con il patrocinio della Città di Piazzola sul Brenta e a ingresso libero, si terrà a Piazzola sul Brenta alle ore 20.45, presso la sala consiliare.

 

***************

 

CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

 

Dal 27 aprile al 10 maggio. Progetto Porta Aperta "Balkans windows" di Bruno Maran. Terzo evento dell'ambizioso progetto "Porta Aperta" si propone di restituire alla Porta S. Giovanni la funzione per cui è nata: un luogo di passaggio, transito, via vai, andirivieni... apertura verso la città, ma con un valore aggiunto: la possibilità di essere anche uno spazio fruibile tramite allestimento di mostre, installazioni, proiezioni; punto d’incontro per laboratori, dibattiti, conferenze, momenti musicali.
Multiproiezione in quattro atti Bruno Maran: Balkans windows-Finestre balcaniche.
Da Vukovar a Sarajevo, Mostar, Srebrenica; dal Kosovo dell’indipendenza a Kragujevac la Torino dei Balcani, una visione contemporanea, che riunisce questi avvenimenti, riproducendo la complessità delle vicende balcaniche, riportando i fatti della realtà del dopoguerra attraverso elaborate visioni fotografiche. Porta San Giovanni, Via Niccolò Orsini

Dal 2 al 14 Maggio. Mostra Fotografica foto di Marcelo Cruz fotografo brasiliano Presso Centro culturale S.Gaetano, via Altinate71.

Bando di selezione artisti - Traversata del Solstizio d'estate 24 Giugno 2012. L'Associazione Culturale Totem di Este (PD), le compagnie teatrali MenTalmente Instabile e Via Rosse, i gruppi musicali Malazeta e Calicanto, le associazioni La Vespa ed Euganea Movie Movement, gli amici dei Samizdat in occasione della "Traversata del solstizio d'estate 2012", dedicata quest'anno alla figura di Aldo Pettenella nel decennale della sua scomparsa, selezionano opere artistiche da installare lungo il percorso che si snoderà lungo i sentieri dei Colli Euganei nell'ormai consueto tragitto da Este a Bastia. Maggiori informazioni su http://associazionetotem.blogspot.it/2012/02/bando-di-selezione-artisti.html

 

 

**********************************

Gli orari di Salvalarte

I volontari di Salvalarte da vari anni si impegnano nelle aperture di monumenti che altrimenti rimarrebbero inaccessibili.

Oratorio di Santa Margherita via San Francesco 51, orari di apertura: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 12.00; da lunedì a sabato dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*).

Ponte romano di San Lorenzo Piazza Antenore, orari di apertura: sabato mattina dalle 10.00 alle 12.00; sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*). ATTENZIONE: momentaneamente chiuso per lavori; apertura prevista a maggio. Contattare Legambiente per verificare la fine dei lavori di restauro e la riapertura del monumento.

Scuola della Carità via S. Francesco 61, orari di apertura: giovedì e sabato dalle 10.00 alle 12.00; giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 18.00 (orario invernale*), dalle 16.30 alle 18.30 (orario estivo*).

Torre dell'orologio piazza Capitaniato 19, orari di apertura: mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 11.30, visite ogni 30 minuti con gruppi di massimo 10 persone.

Reggia Carrarese via Accademia n.7, orari di apertura: mercoledì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30.

* Periodo invernale: 1/11 > 30/4. Periodo estivo: 1/5 > 31/10

 

*************************

Iscriversi a Legambiente Padova è semplice

Potete venire nella nostra sede in Piazza Caduti della Resistenza n°6 (ex Piazzetta Toselli, capolinea autobus n°9) in orario d'ufficio (sabato e domenica chiuso).

Conto Corrente Postale: potete effettuare un versamento sul c/c postale n. 36037091 con causale: iscrizione 2012 a Legambiente e tipologia socio.

Bonifico Bancario: potete effettuare un versamento sul c/c bancario n. 100125 intestato a Legambiente Volontariato Padova, presso Banca Etica codice Iban: IT 07 Z 05018 12101 000000100125.

Carta di Credito: potete effettuare il versamento tramite carta di credito visitando il nostro sito internet

 

Tipologie di tessere 2012

· SOCIO JUNIOR fino a 14 anni (nati dal '98 in poi) - riceve "Jey" via mail - 10 €

·  SOCIO GIOVANE da 15 a 28 anni (nati dal 1984 al 1997) - 15 €

·  SOCIO ORDINARIO - con abbonamento a "La Nuova Ecologia"- 30 € - Socio Ordinario senza abbonamento a "La nuova Ecologia" -  20 €

·  SOCIO SCUOLA E FORMAZIONE - con abbonamento a  "La Nuova Ecologia" e newsletter elettronica "Formazione Ambiente"- 30 € - Socio Scuola e Formazione senza abbonamento a "La nuova Ecologia" - 20 €

·  SOCIO SOSTENITORE - riceve "La Nuova Ecologia" e il volume "Ambiente Italia" - 80 € - Socio Sostenitore senza abbonamento a "La nuova Ecologia" - 70 €

·  TESSERA COLLETTIVA* - con abbonamento a  "La Nuova Ecologia"  - 50 € - Tessera Collettiva* senza abbonamento a "La nuova Ecologia" -  40 €

* I soggetti collettivi non possono fare tessere diverse da quella collettiva; in caso contrario la quota andrà come donazione.

 

Iscriversi a Legambiente è vantaggioso: presentando la tessera di Legambiente 2012 in numerosi esercizi padovani si ottengono sconti.


Clicca qui per cancellarti dalla newsletter