Iscr. Reg. Trib. di Padova n. 1920 del 14/12/04
22/01/2015 Newsletter num 451 inviata a 14.869 iscritti
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Primo Piano

Euro scettici contro l'efficienza energetica

Il (falso) tostapane di Salvini Matteo fa male all’economia veneta, all’ambiente e al risparmio energetico delle famiglie (oltre che all’intelligenza di tutti noi). Le direttive Ecodesign ed Etichetta energetica ci hanno già fatto risparmiare centinaia di euro, al 2020 ci garantiranno 79 miliardi di spesa in meno. Ma soprattutto sono l’unica chance per il comparto elettrodomestici del Veneto. Come renderle più efficaci (invece che racccontar fandonie).

Ambiente

La discarica e il bosco: troppo “bello” per essere vero?

La variante migliorativa sulla Discarica tattica regionale di Sant'Urbano accompagnata ad una nuova piantumazione arborea dell’area. Si tratta di: escamotage, compensazione o reale attenzione al benessere e risanamento del territorio? i molti dubbi a riguardo.

Democrazia Urbana

Padova città “accessibile”? Domenico Zema ci racconta la sua esperienza

Domenico Zema, persona su sedia a rotelle, è stato a Padova lo scorso autunno e sul suo portale d’informazione viaggiarepertutti.it ne fa una descrizione più che positiva in quanto ad accessibilità di strade e monumenti. Ma possono dire lo stesso anche tutte le persone con disabilità che Padova la vivono quotidianamente?

Cemento che ride

Edifici abbandonati: un progetto fotografico di Officina della Barbabietola

EX CIVICO è un progetto fotografico di Officina della Barbabietola, un gruppo di lavoro che concentra la propria attività nella Saccisica (Legnaro, Piove di Sacco, Pontelongo,...). Il progetto punta a stimolare la fantasia dei conoscitori della zona, in merito agli edifici dismessi o abbandonati che puntellano quel territorio.

Media e messaggi

Un altro mondo... di idee e corsi

Formazione e divulgazione, per incoraggiare i singoli a ridurre la propria impronta ecologica, adottare stili di vita sostenibili e indurre un cambiamento anche negli atti politici. Ecco il programma 2015 del circolo Legambiente di Limena: riconversione, agricoltura biologica e biocosmesi tra i temi di quest'anno.

Succede in città

K.Z. - Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti

Inaugurata ieri, 22 gennaio, la mostra "K.Z. - Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti" a cura di Becco Giallo Editore: ??Padova, Centro Culturale Altinate-San Gaetano: 150 disegni dai lager con pannelli e video di approfondimento, tratti dal volume di Arturo Benvenuti, a cura di Roberto Costella (prefazione di Primo Levi).

L'allestimento, in occasione della Giornata della Memoria, è in collaborazione con Comune di Padova e Progetto Giovani Padova, resterà aperto al pubblico fino al 22 febbraio.

Un lavoro di raccolta e ricerca durato 40 anni. Nel settembre 1979, a cinquantasei anni, Arturo Benvenuti si è messo alla guida del suo camper per ripercorrere le Viae Crucis del Novecento: un pellegrinaggio laico e riparatore lungo le stazioni di Auschwitz, Terezín, Mauthausen-Gusen, Buchenwald, Dachau, Gonars, Monigo, Renicci, Banjica, Ravensbrück, Jasenovac, Belsen, Gürs, per incontrare decine di sopravvissuti, recuperare testimonianze perdute e restituire alla memoria del mondo questi disegni autografi, realizzati dagli internati nei lager nazifascisti durante la loro prigionia.

«Ho da qualche tempo ultimato il mio lavoro, conclusosi nella raccolta di qualche centinaio di foto riproducenti disegni eseguiti da internati nei […] campi di concentramento. La mia ricerca si è estesa praticamente a tutta l’Europa – ma anche fuori –, con numerosi viaggi. Lo scopo: pubblicare un volume con i disegni da me scelti, lasciando agli stessi il compito di denunciare e descrivere – non lo si è fatto abbastanza – l’immane dramma» (Lettera di Arturo Benvenuti a Primo Levi, Oderzo, 14 ottobre 1981).

Nel libro ci sono 250 immagini che "hanno la forza cruda dell’occhio che ha visto e che trasmette la sua indignazione." (Primo Levi). La preziosissima raccolta dei disegni degli internati compiuta da Arturo Benvenuti si colloca proprio nella prospettiva del fare memoria nell’intento di restituire dignità ai sommersi e ai salvati – a tutti senza differenza – e di spingere non alla semplice indignazione o alla commemorazione di rito ma alla memoria che salva, una memoria che si fa impegno etico e ideale, perfino utopico. (dalla postfazione di Giampietro Fattorello).

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