CASERMA PRANDINA: QUALI FUNZIONI?

18/12/2018

In questi giorni la Giunta Comunale dovrebbe approvare la delibera che avvia il  percorso partecipato sulla Caserma Prandina, per iniziare a definire i criteri per un grande progetto di rigenerazione urbana, partendo dalla conoscenza approfondita dell’area.
Ma rigenerare un’area urbana  – annota Legambiente- significa anche attribuire al sito  una specifica funzione nel contesto urbano, connetterla alla città intera e inserirvi attività e funzioni vitali, che ne favoriscano l’attrattività e la frequentazione in condizioni di totale sicurezza.

Il progetto di riuso e di riqualificazione ambientale dell’ex caserma Prandina non potrà essere immediato dovrà dunque essere inserito in un più generale programma di riorganizzazione funzionale ed urbanistica di tutto l’ampio settore urbano compreso tra le mura cinquecentesche ed il Tronco Maestro.

Per evitare che - come nel passato - accordi e impegni vengano vanificati dal trascorrere del tempo e dal mutare degli orientamenti politici, è comunque essenziale rendere usufruibile da subito l’area per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi temporanei e periodici e di carattere culturale e sociale, che ne favoriscano la riappropriazione da parte dei cittadini e l’integrazione con la vita dei quartieri vicini. Così come sarebbe auspicabile che venga quanto prima allestita all’interno dell’area una struttura temporanea - sull’esempio degli infobox utilizzati in Germania per gli interventi di rigenerazione urbana - gestita dalle associazioni interessate per favorire la partecipazione di associazioni e cittadini e l’emergere di proposte e progetti condivisi.

Nel 2020 Padova diventerà Capitale europea del volontariato. Perché –propone Segio Lironi, presidente onorario di Legambiente- non far divenire la Prandina uno dei luoghi simbolicamente più significativi per le associazioni di volontariato e magari delle manifestazioni che si terranno quell’anno? Nel settore nord dell’area vi sono alcuni fabbricati risalenti a fine Ottocento che meritano di essere conservati e che potrebbero ospitare - se messi in sicurezza - associazioni con finalità culturali e di volontariato, alle quali potrebbe essere anche delegata la realizzazione di alcune opere interne in autorecupero e che potrebbero contribuire alla manutenzione degli spazi esterni destinati a verde.
Un’ipotesi – conclude Lironi - prevista dal Decreto legge del Ministero dei Beni Culturali del 22 dicembre 2015, che - in accordo con l’Agenzia del Demanio - ha inserito gli stabili della Prandina nell’elenco nazionale degli spazi da assegnare a canone agevolato a cooperative ed Associazioni di artisti e da destinare alla realizzazione di centri di produzione artistica, musica, danza e teatro contemporaneo, mettendo altresì a disposizione appositi contributi a fondo perduto per i necessari lavori straordinari.

Categoria: comunicati stampa      

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