AL VIA IL TAVOLO DI LAVORO SUL FUTURO DELL’EX CASERMA PRANDINA, CONVOCATO DAL COMUNE

11/02/2019

Prende il via martedì 12 il tavolo di lavoro di Agenda 21 sul futuro dell’ex caserma Prandina, convocato dal Comune e aperto ai portatori di interesse locale e alle associazioni. Legambiente, che vi parteciperà, sottolinea gli aspetti qualificanti su cui dovrebbe incardinarsi il percorso partecipato avviato dal Comune.

“Il progetto di riuso e di riqualificazione – secondo Sergio Lironi, Presidente onorario di Legambiente Padova - dovrà far parte integrante del progetto del Parco delle Mura e delle Acque  e di un più generale programma di riorganizzazione funzionale ed urbanistica di tutto il settore ovest del centro storico. 

“Serve un progetto – continua l’esponente di Legambiente - che per prima cosa preveda la destinazione a verde pubblico - così come previsto dal Piano regolatore - di tutti gli spazi aperti. Un polmone verde essenziale per Padova, che è una tra le città italiane con i più alti valori di inquinamento dell’aria e tra le più esposte agli effetti del surriscaldamento estivo. Una destinazione incompatibile con la richiesta di realizzazione di un megaparcheggio a servizio delle attività commerciali del centro. Una destinazione a parco che richiederà anche l’eliminazione del traffico oggi presente in via Orsini, conseguibile con il ripristino della doppia direzione di marcia all’esterno delle mura in via Volturno.

Un secondo punto fermo è costituito dalla necessità di associare alla formazione del parco la promozione di attività sociali e culturali tali da assicurarne una costante frequentazione e da favorirne la gestione e manutenzione in condizioni di totale sicurezza. Va sostenuta a questo fine la proposta di far divenire la caserma Prandina uno dei luoghi simbolo delle manifestazioni previste per l’anno 2020 quando Padova diverrà  Capitale europea del volontariato. Al mondo dell’associazionismo e del volontariato - coordinato con un progetto di gestione unitario - dovrebbero quindi essere destinati i fabbricati ottocenteschi presenti nel settore nord dell’area, da mettere in sicurezza e restaurare. Certo è difficile immaginare che gli interventi edilizi possano essere conclusi nel 2020, ma l’area potrebbe essere allestita come un cantiere aperto con la presenza di strutture temporanee - sull’esempio degli Infobox utilizzati in Germania per gli interventi di rigenerazione urbana - che già nei prossimi mesi potrebbero favorire la conoscenza e frequentazione dei luoghi, l’organizzazione di manifestazioni ed eventi, la partecipazione di associazioni e cittadini e l’emergere di esigenze, idee e proposte propedeutiche all’elaborazione della  riqualificazione dell’area.

Andranno  valutati, infine – conclude Lironi-  anche i prevedibili effetti indotti dalla progettata creazione di un nuovo polo universitario nella vicina area dell’ex caserma Piave, verificando le possibilità di collegamenti pedonali diretti con Riviera San Benedetto e quindi con le Piazze del centro, ridisegnando e riqualificando piazzale Savonarola e corso Milano anche con interventi di limitazione e moderazione del traffico, promuovendo un riuso culturalmente e socialmente qualificato dell’ex Monastero di San Benedetto Novello e degli annessi spazi verdi.

Categoria: comunicati stampa | urbanistica      

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