ANCORA PARCHEGGI A RIDOSSO DEL CENTRO STORICO? AL SERVIZIO DEL CENTRO CI SONO GIA’ 9000 POSTI AUTO SOTTOUTILIZZATI

13/05/2019

“Le dichiarazioni del Sindaco sulla necessità di nuovi parcheggi al servizio del centro storico, contraddicono le scelte delle città più moderne, che per strafficare e disinquinare le aree urbane lavorano sui parcheggi scambiatori al limitare delle stesse, collegati al trasporto pubblico – commenta Lucio Passi, responsabile delle politiche antismog di Legambiente Padova. Non solo, contraddicono anche le linee guida del redigendo Pums (piano per la mobilità sostenibile) che affermano <<dal punto di vista dell’offerta di sosta la scelta operata dal PUMS fa riferimento alla necessità di potenziare l’offerta di sosta nella parte più esterna della città, favorendo l’integrazione tra i modi di trasporto pubblico-privato/gomma-ferro>>.

“E infine – continua Passi, non tengono conto dell’attuale sovrabbondante offerta di stalli, parcheggi e silos già oggi disponibili, di ben 9000 posti auto  (senza contare i parcheggi pertinenziali) a servizio del centro o di aree limitrofe. Per l’esattezza 8.993, contro i soli 3.103 parcheggi scambiatori più esterni (fonte Comune- APS). Già nell’ultimo piano del traffico (PGTU), approvato dal Consiglio Comunale, si leggeva che l’offerta di sosta nell’area centrale della città supera la domanda. Dunque- continua Legambiente- non solo non è giustificata la richiesta di ennesimi parcheggi in centro, ma il dibattito se farli o non farli (sopratutto alla Prandina) andrebbe inserito in quello più generale di come riorganizzare la politica della sosta e rendere più sostenibile la mobilità.

Sottolinea Passi:“l’obiettivo per tutte le città che si stanno dotando dei nuovi piani del traffico, sopratutto per quelle fortemente inquinate come Padova, che dall’inizio dell’anno ha già visto 51 superamenti del limite giornaliero del Pm10 (contro i 35 giorni ammessi per legge in un anno), deve essere quello di ridurre il traffico privato, lo smog (Pm10 e ozono in primis) e le emissioni climaletanti (CO2) conseguenti. I parcheggi, dunque, devono servire a ridurre, e non ad aumentare, le auto che entrano quotidianamente in città e nelle aree centrali. Per questo bisogna puntare, in primo luogo, su parcheggi esterni all’area centrale collegati ad una efficiente struttura di trasporto pubblico, a partire da quelli dell’Euganeo o della Fiera collegabili ad una navetta. (Per altro si pensi che già ora il nostro Tram, se utilizzato pienamente potrebbe trasportare 50.000 passeggeri).”

“Auspichiamo, conclude Passi, non decisioni calate dell’alto ma un vero dibattito pubblico sulla politica della sosta e sulla mobilità sostenibile: d’altra parte, visto che nei prossimi anni, volenti o nolenti, appare ineluttabile una riduzione del traffico privato, perché continuare a sobbarcarsi di infrastrutture già oggi obsolete?”

Categoria: mobilità | comunicati stampa      

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