UN PROGETTO PER IL PARCO GIACOMO PRANDINA

08/03/2020
 
Nel giugno 2018 il Comune di Padova ha sottoscritto con l’Agenzia del Demanio il protocollo d’intesa per l’acquisizione dell’area dell’ex Caserma Prandina: un’area di oltre 35.000 mq.
Nel gennaio del 2019 l’Amministrazione Comunale ha richiesto ad Agenda 21 l’attivazione di un processo partecipativo con l’obiettivo di raccogliere idee e proposte a supporto della redazione di un bando pubblico di progettazione
per la riqualificazione dell’area, occasione per un più generale programma di rigenerazione di tutto il contesto urbano. Un processo che da febbraio a giugno ha coinvolto con incontri quindicinali quasi un centinaio di associazioni cittadine ed i cui esiti sono stati approvati con apposita delibera di Giunta comunale
del 23 luglio 2019.
Da allora però nessuna pubblicizzazione delle proposte emerse dagli incontri di Agenda 21 è stata effettuata e nessun seguito è stato dato all’impegno assunto per il concorso di progettazione.
Il dibattito pubblico sembra essersi unicamente concentrato sulla richiesta di alcune associazioni di commercianti del centro storico di trasformare l’attuale parcheggio provvisorio in un parcheggio stabile e sulla possibilità di
aumentare la disponibilità di posti auto, con la distruzione del verde esistente, sino alla totale asfaltatura degli spazi aperti.

Finalità del manifesto

Con l’Clicca il nome del file   Manifesto, una sintesi grafica interpretativa delle più interessanti proposte emerse negli incontri di Agenda 21, le sottoscritte associazioni intendono dunque riaprire il dibattito sulla necessità di un progetto complessivo di sistemazione dell’area, un progetto che possa orientare anche i possibili interventi di uso temporaneo dei fabbricati e degli spazi aperti esistenti e che in prospettiva possa consentire la partecipazione ai bandi di finanziamento dello stato (8,5 miliardi per la Rigenerazione Urbana, previsti nella Finanziaria 2020) e di quelli preannunciati dalla Comunità Europea con la recente presentazione del Green Deal Europeo e dell’Agenda Urbana UE. E’ d’altra parte doveroso richiamare l’Amministrazione comunale
al rispetto degli impegni assunti con l’avvio del processo partecipativo di Agenda 21, ovvero l’impegno ad indire quanto prima un bando pubblico di progettazione di riqualificazione dell’area inquadrato in una più complessa strategia di rigenerazione tutto il comparto ovest del centro storico e di estensione e valorizzazione del Parco delle Mura e delle Acque.
In attesa di detto bando, il presente Metaprogetto vuole anche sollecitare la presentazione da parte di artisti, architetti, associazioni e singoli cittadini padovani di idee, suggerimenti, suggestioni
progettuali, che tengano conto dei criteri e degli orientamenti emersi nei workshop di Agenda 21.
Da questo punto di vista va precisato che la tavola grafica allegata tenta una sintesi ed una verifica di compatibilità tra le principali attività proposte, le caratteristiche tipologiche di alcuni fabbricati esistenti vincolati dalla Soprintendenza e le concrete disponibilità di spazi dell’area, ed ha quindi un valore puramente indicativo delle possibili destinazioni d’uso dei diversi spazi del parco.
Criteri guida per il progetto

Molto sinteticamente i criteri guida per il progetto di parco possono essere riassunti nei seguenti punti: Reinterpretare (evocare) le funzioni storiche del luogo: dai monasteri alle caserme, dai broli alla piazza d’arme.
 
Valorizzare le relazioni fisiche e funzionali con il Parco delle Mura e delle Acque e con il contesto urbano.
Rafforzare la resilienza urbana per contribuire a contrastare l’inquinamento atmosferico e gli effetti dei cambiamenti climatici (isole di calore, allagamenti,…) a tutela della salute e della qualità dell’abitare.

Dar vita ad un polo culturale fortemente caratterizzato ed attrattivo a scala cittadina, gestito unitariamente con il contributo del mondo dell’associazionismo e del volontariato.
Rispettare i vincoli posti dalla Soprintendenza non solo sui tre fabbricati ottocenteschi, bensì anche su tutta
l’area, un compendio di origine medievale “… da salvaguardare integralmente in quanto testimonianza
rilevante ed irrinunciabile del rapporto morfologico storicamente attestato tra gli insediamenti urbani ed il sistema fortificato”.
Il progetto di sistemazione di tutta l’area dovrà consentirne l’attuazione per fasi ed un graduale processo di conoscenza e riappropriazione creativa del luogo, anche attraverso usi temporanei (reversibili e compatibili
con le finalità generali) di fabbricati e spazi esistenti. A questo fine è essenziale l’allestimento di un apposito
Infobox, punto di informazione, di progettazione partecipata e di raccolta delle proposte dei cittadini, e l’organizzazione di manifestazioni ed eventi culturali.

Note esplicative delle principali indicazioni contenute nel Manifesto

Giardino Cavalleggeri (4.123 mq)
Uno spazio per l’infanzia e gli spettacoli all’aperto
Sala Cavalleggeri (186 mq)
Una sala attrezzata per incontri, conferenze, esposizioni ed attività formative.
Casa delle associazioni e del Volontariato (316 mq)
Casa delle Associazioni e del volontariato. Punto informativo, di accoglienza e di assistenza per il ciclo- turismo e per gli itinerari di visita al Parco Giacomo Prandina ed al Parco delle Mura e delle Acque. Cavallerizza (edificio vincolato: 1.038 mq)
Spazio dedicato al teatro, agli spettacoli musicali, alle arti performative ed eventi culturali.
Laboratori per l’artigianato artistico (fabbricato vincolato di proprietà demaniale: 1048 mq).
Laboratori per l’artigianato di qualità e artistico-creativo con annessi spazi di esposizione, per vendita
prodotti e per corsi formativi. Spazi per il co-working e le start-up.
Laboratori per antichi mestieri (fabbricato vincolato: 503 mq)
Laboratori artigianali con spazi di esposizione e vendita.
Serra, laboratori per l’agricoltura urbana e spazio verde centrale
Spazio prevalentemente destinato ad orti urbani, con possibilità di edificazione di una serra, che possa divenire un centro di ricerca, di sperimentazione, di divulgazione e di formazione per l’agricoltura urbana
(attività agricole in aree periurbane, orti sociali e orti domestici, colture idroponiche…), la rigenerazione di spazi urbani, l’agricoltura verticale e la realizzazione di pareti e tetti verdi. Un luogo con piante e fiori amici
delle api, nel quale gli insetti impollinatori possano trovare rifugio e polline per nutrirsi, prima stazione di un
più ambizioso progetto di “autostrada urbana per api e calabroni”. Un centro di divulgazione per l’alimentazione sostenibile e per spiegare ai bambini da dove proviene il loro cibo, ma anche con angoli di verde più raccolti per l’incontro, la lettura e la socializzazione.
Oasi naturalistica e “terzo paesaggio”
Un “giardino segreto”, che potrà in futuro integrarsi con l’ampio spazio verde dell’ex convento di San
Benedetto Novello e con l’area alberata dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (scuola magistrale e ONG-Vides). Uno spazio in cui promuovere la biodiversità e la formazione di una comunità faunistica.
Il fabbricato attuale (995 mq) potrà essere sostituito con una costruzione di più pregevoli qualità estetiche ed ambientali, nel quale prevedere spazi laboratorio ed aule didattiche per l’educazione ambientale.
Nuova viabilità dell’area Si prevede l’eliminazione dell’attuale via Orsini e del traffico di attraversamento.
Si può immaginare la realizzazione di un nuovo viale interno al parco, che potrà seguire il tracciato dell’antica via Orsini ed avrà
caratteristiche prevalentemente pedonali e ciclabili, consentendo l’accesso alle auto unicamente per la sosta negli appositi parcheggi.
Parcheggi Spazi sosta dimensionati in funzione delle attività localizzate nel parco, alberati e con punti di ricarica
elettrica per i veicoli. Appositi spazi e locali attrezzati andranno previsti per la sosta e l’assistenza ai ciclo- turisti.
Attività di ristorazione, negozi, plateatici, ludoteca, mercatino
In quest’area, utilizzando in parte l’edilizia esistente o con nuovi edifici sostitutivi, potranno essere previsti Locali e spazi destinati alla ristorazione e al tempo libero, alla vendita di prodotti artigianali ed alimentari biologici e di filiera corta, allo scambio libri, alla casa delle donne… Attività continuative nell’arco di tutta la
giornata, che costituiranno un importante fattore di attrattività ed un presidio per la sicurezza ed il decoro dei luoghi.
Restauro cinta muraria cinquecentesca e percorso verde
L’area ad ovest del tracciato delle storica via Orsini entrerà a far parte organica del Parco delle Mura,
favorendone la percorribilità, la visibilità e le connessioni con il Bastione San Prosdocimo e Porta Savonarola.
Collegamento pedonale con il centro città
Per favorire la frequentazione e l’accessibilità al parco, lungo corso Milano andrà realizzato un percorso pedonale più decoroso ed agevole rispetto a quello attuale.
Nuovo accesso pedonale al Parco
Va esplorata la possibilità di un collegamento diretto con riviera San Benedetto mediante un accordo- convenzione con la proprietà dell’ex Convento di san Benedetto Novello. Fossa Bastioni
Andranno previsti interventi per la depurazione e/o fitodepurazione delle acque, nonché verificata la possibilità di un percorso pedonale ciclabile lungo la sponda.
  
 
                 
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