I TEMI PERDUTI DEL PROGRAMMA DI ZANONATO ...

15/06/2007

Nel 2004 Flavio Zanonato si presentò come candidato Sindaco. Il suo programma conteneva forti novità che fecero sperare noi, e molti altri, in una svolta netta nella gestione della città. In particolare 5 temi, messi in primo piano nel programma (partecipazione, centralità ambientale, mobilità sostenibile, nuova visione urbanistica, città metropolitana) ci convinsero a votarlo e a farlo votare. Anche in molti altri campi (adeguamento della macchina comunale, sicurezza e pari opportunità, scuola e cultura), era stata preannunciata una radicale discontinuità nelle scelte strategiche. Dobbiamo però constatare, dopo quasi 3 anni di amministrazione di centro sinistra, che nei 5 temi prioritari non è stata realizzata l’attesa svolta.

Partecipazione
Non c’è stato alcun reale spostamento nei tradizionali meccanismi di gestione del potere e dell’assunzione delle decisioni. Il bilancio partecipativo non è stato attuato, non è stata avviata la riforma dei consigli di quartiere, così come non sono stati attivati i forum dei cittadini sui grandi temi (se si eccettua lo stentato forum sul PAT). Qualche esempio di buon governo (quale il decentramento funzionale, i laboratori di quartiere, agenda 21), dove, tuttavia, la partecipazione è stata limitata al livello informazione-consultazione, non è stato certo sufficiente per realizzare l'attesa partecipazione e decentramento decisionale.

Mobilità sostenibile
Le scelte operate non hanno a tutt'oggi ottenuto alcuna riduzione globale del numero delle autovetture circolanti, e solo una riduzione parziale nella ZTL.
Al contrario vengono costantemente riproposte soluzioni quali i parcheggi in area centrale o nuove opere viabilistiche (dalla nuova via Guizza, all’arco di Giano, al Grande raccordo anulare, alla camionabile sull’idrovia) il cui esito sarà invariabilmente un incremento del traffico di penetrazione e di attraversamento. La mancanza di sostanziali interventi quali l'incremento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico, l’intermodalità decentrata e politiche tariffarie innovative, vanifica quanto fatto in direzione della mobilità sostenibile come i varchi elettronici, le piste ciclabili, l'aumento delle frequenze su alcune linee di bus e l'attivazione del metrotram.

Una nuova visione urbanistica
Non intravediamo un progetto globale di sviluppo della città, tanto meno dettato da criteri di sostenibilità, che viene sostanzialmente delegato ai privati. In questa non c'è stata una reale svolta rispetto le pratiche e la mentalità della passata gestione. L'esempio più eclatante è l'approvazione della variante al PRG, dove sono prevalsi l’interesse di alcune categorie economiche, a scapito dell’interesse della collettività, come dimostra il fiorire di comitati spontanei di elettori che si sentono traditi rispetto alle scelte programmatiche che avevano votato (Parco IRIS, Arcella, Guizza).
Una modesta riduzione degli indici di edificabilità non ha certo intaccato la tendenza che sempre più conduce alla spartizione degli ultimi frammenti di spazio libero sopravvissuti nella nostra città. La gestione attuale ritiene il diritto di edificare prioritario e non esce dalla consuetudine di scambiare volume edificabile con servizi.

Centralità ambientale
Il miglioramento della qualità ambientale della città è stato, ancora una volta, relegato nel recinto dell’Assessorato all’ambiente, invece di essere assunta trasversalmente dall’intera Giunta.
Constatiamo così l’incoerenza tra le azioni positive messe in campo dall’assessorato competente e quelle attuate da gran parte degli altri settori. La lotta all’inquinamento atmosferico non trova riscontro nelle scelte di altri assessorati che non hanno dato seguito al progetto di reale potenziamento delle frequenze dei bus finanziabile con i soldi delle infrazioni alla ZTL.
Per lo stesso motivo, in materia di risparmio energetico, a fronte della conversione a metano degli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici, l’utilizzo del biodiesel negli autobus, la comparsa di impianti fotovoltaici, l'azione nei confronti dei privati è risultata monca. Si è rinunciato, all’adozione di un regolamento edilizio moderno in materia di bio-ediliza e di contenimento energetico. Per il verde, come già detto, si attua la contraddittoria politica di rendere parzialmente edificabili le aree verdi esistenti. In materia di rifiuti la scelta di realizzare la terza linea dell’inceneritore appare contraddittoria rispetto allo sviluppo della raccolta differenziata a meno che non si dismetta la prima obsoleta linea.

Città metropolitana
Di fatto nessuna iniziativa politica alla portata di una città di 400.000 abitanti è stata finora intrapresa. Nessun organismo decisionale su scala metropolitana è stato istituito, ma soltanto si è realizzata qualche conferenza dei sindaci, positiva ma ben lontana dalle politiche di ampio respiro promesse. Manca qualcosa che anche solo si muova nella direzione di un policentrismo funzionale, di politiche di viabilità e dei trasporti pensate organicamente su scala più ampia. Parimenti non c’è stata la capacità di pianificare su vasta scala le attività produttive e commerciali.
A due anni da fine mandato può e deve essere tentata un’incisiva azione per rilanciare questi temi prioritari annunciati nel programma ma di fatto perduti per strada. L’appello è rivolto qui e adesso alla città e agli amministratori perché se ne ridiscuta e si attuino le scelte necessarie, ma vuol anche essere stimolo per il dibattito sul futuro governo della città.
La newsletter settimanale Ecopolis e il blog www.temiperduti.org ospiteranno il dibattito pubblico sulle tematiche sollevate dai firmatari e su temi anche diversi ma sempre collegati allo sviluppo sostenibile della città.

 

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