ANCORA SMOG OLTRE I LIMITI#st#Il comune di Padova e’ strabico: chi semina strade raccoglie pm10

In questi giorni, ancora una volta, siamo in presenza di alte concentrazioni dei livelli di inquinamento atmosferico, la cui fonte principale è il traffico veicolare. "Un’emergenza continua- dichiara Lucio Passi, coordinatore di Legambiente Padova- e c’è dunque da rimanere sconcertati di fronte alle priorità di questa amministrazione comunale – strade, bretelle e viadotti  per centinaia di milioni di euro – riaffermate mercoledì scorso dal Sindaco Zanonato e dai suoi Assessori Boldirin, Bortoli e Rossi.  Scelte che ancora una volta privilegiano la mobilità di persone e merci su quattro ruote e ne favoriscono la crescita perpetuando il ben noto circolo vizioso “più auto-più strade-più auto”. Scelte in evidente contraddizione con lotta al Pm10: è schizofrenico fare mesi di targhe alterne ogni inverno e poi adottare politiche strutturali  favoriscono la crescita del traffico.

"Scelte – sottolinea Andrea Nicolello, Vicepresidente di Legambiente –  che contastano con il proposito di potenziare il trasporto pubblico. Tutti sanno che il metrobus non ha la forza – non è abbastanza capiente –  di imprimere il salto di qualità necessario al trasporto pubblico locale, e tutti sanno che il servizio di autobus non è adeguato. Ma i soldi “veri” per la mobilità sostenibile il Comune né li investe né li cerca. Dobbiamo scendere alla media europea, 43 macchine ogni 100 abitanti, quella italiana è di 60 auto abitante, a Padova come a Roma siamo a 64. Bisogna usare la rete ferroviaria, ora che raddoppia, come metropolitana di superficie, accelerare le altre due linee di tram, realizzare un servizio di autobus per frequente e puntuale, attivare navette aziendali e car sharing, completare la rete di piste ciclabili: bisogna disincentivare l’auto, scoraggiarne il possesso. In queste politiche andrebbero investiti quelle centinaia di milioni di euro." Sono due, secondo Legambiente, le opere più dannose.

L’arco di Giano (passante est-ovest che isola l’Arcella) e la nuova via Guizza, che permetteranno a grandi quantità di auto entrare fino nel cuore della città o di tagliarla in due come nel caso dell’Arcella, opere in contraddizione con le strategie per una mobilità sostenibile che timidamente e faticosamente si stanno perseguendo.

 

Legambiente Padova – info Andrea Nicolello 3498901446

 

Le opere maggiormente contestate da Legambiente

Arco di Giano: da poco più di un anno è stato chiuso l’anello delle tangenziali a nord ed ecco che viene tirato fuori dal cassetto un progetto degli anni ottanta, che da un lato sarà una scorciatoia per andare da est ad ovest della città, e dall’altra persegue la  vecchia logica di portare le auto nell’area direzionale di Padova est, costruendo un cavalcaferrovia ad hoc. Ma allora cosa serve aver progettato il finanziamento per il SIR 3, la linea tramivaira che da Padova Est entrerà dentro il quartiere direzionale e firistico? Cose servirà la nuova fermata ferroviaria di San Lazzaro con parcheggio scambiatore che consentirà col treno di arrivare in tre minuti in centro città e in zona tribunale e fiera?

 

Emblematico è anche il caso della Guizza dove questa amministrazione eredita senza colpo ferire un progetto dell’ex Assessore alla mobilità Menorello e lo fa proprio: la nuova via Guizza alternativa. Chiedamo da anni a Menorello prima e Rossi adesso come si pensi di riempire il parcheggio scambiatore di via Guizza se proprio di fronte ad esso partirà la nuova strada che porterà le auto direttamente al Bassanello? In questo anno di cantieri per il tram in via Guizza il traffico privato si è autoregolato in modo virtuso, come se già la strada fosse riservata ai residenti. Pur senza la nuova via Guizza non si sono avute ripercussioni nè su via Acquapendente nè su via Facciolati ma abbiamo assistito ad un uso maggiore delle tangenziali. Dove  si ravvisa la necessità di avere la nuova via Guizza?