Auditorium: è la Fiera la scelta migliore

In occasione dell’esclusione da parte del TAR (dicembre 2007) del progetto dell’architetto Cecchetto, risultato vincitore del concorso internazionale indetto per l’Auditorium, il presidente onorario di Legambiente, Sergio Lironi, ebbe a dire: “gli altri progetti appaiono del tutto estranei al delicato contesto ambientale costituito dal Piovego, dalle Mura cinquecentesche e dai giardini dell’Arena in cui si colloca la Cappella degli Scrovegni. Le loro dimensioni volumetriche sviliscono e tendono ad annichilire le preesistenze storico-ambientali; ma anche la loro estetica dimostra di non volersi minimamente confrontare con la storia e la forma della città. Si tratta di oggetti autoreferenziali, astronavi calate dall’iperspazio. Nel migliore dei casi di megasculture, che potrebbero indifferentemente collocarsi in qualsiasi altro ambiente urbano.

Partendo da quest’ultima osservazione il progetto di Kada, che ha sostituito quello di Cecchetto, potrebbe benissimo essere realizzato all’interno della fiera, come auspicava peraltro l’allora presidente dei Costruttori Edili Leonardo Cetera in un’intervista concessa al Mattino di Padova nel gennaio del 2008. Cetera osservava che, nel caso di ulteriori impedimenti alla realizzazione dell’Auditorium (ed il contrasto tra il sindaco ed il presidente della Provincia sull’area Boschetti è di certo un impedimento) si sarebbe dovuta riconsiderare l’ipotesi della Fiera, dove esiste lo spazio per un centro della musica e per un centro congressi, nonché una sufficiente dotazione di parcheggi (e dove sarà realizzato un terminal del tram, n.d.r.). I costruttori edili, al pari di molti operatori del modo economico e culturale, ritengono che l’ammodernamen to della città non possa prescindere dalla realizzazione dei nuovi complessi per la musica e per la convegnistica; complessi che potrebbero anche essere unificati in quanto un auditorium, con pochi adeguamenti, può benissimo ospitare anche un congresso. Adeguare il progetto Kada per consentire questa duplice funzione non dovrebbe essere un problema, considerato che il progettista vi ha già messo mano per inserirvi il Conservatorio. Non si tratta quindi di ripartire da zero ma, appunto, di adeguare un progetto già esistente. Sotto il profilo economico la realizzazione di un’unica struttura consentirebbe un notevole risparmio nelle spese di gestione e porrebbe i presupposti per chiedere alla società francese, a cui è stata ceduta la gestione della Fiera, di partecipare al finanziamento dell’opera, visto che non dovrà più realizzare il centro congressi su cui si era impegnata. V errebbe così integrato il finanziamento della fondazione Cariparo che copre solo 35 dei 50 milioni di euro messi a bilancio dal comune per l’Auditorium e verrebbe altresì garantito quell’uso polifunzionale che la stessa fondazione ritiene necessario per garantire la sostenibilità economica dell’opera. Ci sembra che questi aspetti finanziari, a fronte delle ristrettezze economiche del comune, possano essere dirimenti nella scelta della definitiva collocazione del polo della musica.

Per quanto riguarda il pericolo, ventilato da alcuni, che spostare l’Auditorium in Fiera comporti l’annullamento della permuta di aree tra comune e provincia e la restituzione del potere edificatorio a quest’ultima su piazzale Boschetti, vi sono elementi più che sufficienti per giustificare sotto il profilo della convenienza economica l’intera operazione, lasciando come stanno gli attuali assetti proprietari delle aree.
Anche la critica che ritiene incongruo realizzare un auditorium in mezzo ai capannoni non regge, in quanto tutti sono concordi nel ritenere che l’area della fiera dovrà essere riconvertita nel prossimo futuro prevedendo nuove funzioni, tant’è che nel Piano di Assetto del Territorio comunale, adottato lo scorso anno, è stata inserita la tavola strategica 6S che prevede in tale area il Distretto della cultura e degli eventi. L’Auditorium, con annesso il Centro Congressi, costituirebbe pertanto il primo passo del processo di trasformazione del polo fieristico verso la Padova del futuro.

Ma vi è un altro aspetto fondamentale che privilegia l’area della fiera: l’opportunità di destinare piazzale Boschetti ad area a parco quale porta verde di accesso da nord all’area degli Scrovegni e tassello fondamentale del parco delle mura e delle acque, evitando al sito storico quei rischi di carattere idrogeologico che il complesso monumentale di Kada sicuramente comporta .

Lorenzo Cabrelle – Direttivo Legambiente Padova