Cibi spazzatura? Mettiamoci una tassa

L’ipotesi allo studio del Governo e delle Regioni che prevede una tassa di scopo sul cibo spazzatura (junk food) trova il consenso di più di otto consumatori su dieci (81 per cento) a patto che le risorse siano destinate al sostegno dei cibi genuini del territorio. E’ quanto emerge da un sondaggio dal sito www.coldiretti.it dopo che in Francia è appena entrata in vigore, dal 1 gennaio, la “taxe soda” sulle bibite gassate.

Un’idea appoggiata nella nostra regione anche dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato che, in occasione della presentazione delle prime stime dell’annata agraria 2011 a Veneto Agricoltura, ha auspicato che i proventi della tassa sui cibi spazzatura siano destinati a ridurre la fiscalità a carico delle imprese agricole appesantita con l’introduzione dell’Imu e delle accise sui carburanti.
Di fronte alla dilagante obesità giovanile e agli effetti sulla salute e sulle spese sanitarie, sull’ipotesi di tassare i cibi spazzatura, sono già intervenuti molti altri Paesi. Dal primo gennaio 2012 è entrata in vigore in Francia la “taxe soda” che pesa 7,16 euro per ettolitro, cioè 11 cent per 1,5 litri o ancora 2 centesimi di euro a lattina di bevanda gassata. In totale la tassa dovrebbe portare 280 milioni di euro nelle casse dello Stato che saranno utilizzati per ridurre il costo del lavoro di raccolta in agricoltura e sostenere così la frutta e verdura. Gli sciroppi, i succhi di frutta senza zucchero aggiunto, i frullati, gli yogurt da bere, i latti per l’infanzia, le bevande nutritive a finalità medica e i prodotti destinati all’esportazione non sono toccati da questa misura.

L’iniziativa francese segue di qualche mese quella della Danimarca che ha introdotto una tassa sul cibo spazzatura ricco di grassi saturi come merendine, patatine e snack con un aumento di 16 corone, 2,15 euro, al chilo.
Non c’è tempo da perdere nell’affrontare una emergenza che sta mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni; serve un forte sostegno per scoraggiare il consumo di cibo spazzatura che deve essere però individuato con criteri oggettivi e seri mentre deve essere contestualmente sostenuto il cibo genuino e del territorio. Una opportunità per un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione di frutta e verdura e degli altri alimenti base della dieta mediterranea che sono stati riconosciuti scientificamente come “elisir” di lunga vita.
Interveniamo spesso nelle scuole con obiettivo di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno. Ai ragazzi facciamo conoscere i prodotti “made in Padova” e la loro stagionalità, attraverso lezioni in classe, laboratori, visite guidate nelle aziende agricole e fattorie didattiche della nostra provincia.

Purtroppo il consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni continua a creare problemi fra i ragazzi. Ben il 34 per cento dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione e’ sovrappeso (22,1 per cento del totale) e 400mila (11,1 per cento) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto “Okkio alla salute”. Dall’indagine e’ emerso che il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48 per cento assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate.

Marco Calaon – Presidente Coldiretti Padova