ECOSISTEMA URBANO 2018: PADOVA SCIVOLA GIU’.

Ecosistema urbano, è la “fotografia ambientale” scattata annualmente a tutti i capoluoghi italiani da Legambiente in collaborazione con il Sole 24 Ore, analizzati attraverso 17 parametri ambientali rilevati nel 2017.

Spiega Lucio Passiportavoce di Legambiente Padova: “I dati di Padova che presentiamo sono stati forniti dal Comune e riguardano la “performance” ambientale del 2017Nella classifica generale dei capoluoghi Padova risulta 51mesima, mentre l’anno prima era 42esima.  Infatti sui 17 parametri analizzati da ecosistema urbano, rispetto all’anno precedente 6 peggiorano, 8 sono stazionari e solo 2 migliorano (uno è nuovo e non confrontabile con gli anni scorsi)In particolare la nostra città è stata penalizzata dalla pessima annata per quanto riguarda la qualità dell’aria, che ha visto, ad esempio, il numero di sforamenti (102) del limite giornaliero del Pm10 più elevato dell’ultimo decennio. Da diversi anni Padova si aggira a metà classifica: come mai?” si chiede Passi.  “Il problema è che dietro gli interventi delle varie Amministrazioni non vi è mai stato un disegno chiaro e coerente sullo sviluppo di Padova, tanto meno con al centro la sostenibilità. Le città europee emergenti sono quelle che sanno affrontare insieme crisi economica, sociale ed ambientale avviando coraggiosi programmi di rigenerazione urbana, incrementando il sistema del verde, potenziando i trasporti pubblici, creando nuove economie connesse all’ecologia e al territorio, valorizzando le reti delle relazioni sociali. E’ la strada che auspichiamo l’amministrazione in carica intraprenda con maggiore determinazione. A partire dalla conversione alla mobilità sostenibile e dallo stop al consumo di suolo. Serve la revisione del Piano regolatore vigente ovvero del Piano di Assetto del Territorio e del Piano degli Interventi: strumenti essenziali per l’avvio di organici programmi di riqualificazione urbana”.

Ma veniamo ai parametri di ecosistema urbano riguardanti Padova.

STAZIONARI (ovvero dati sostanzialmente analoghi nel 2017 e nel 2016)

Padova  resta stazionaria per quanto riguarda la media annuale del Biossido di Azoto, 36,8 microgrammi per metro cubo d’aria; la raccolta differenziata, al 55%; le isole pedonali, 0,85 mq per abitante; i morti e feriti per incidenti stradali ogni 10.000 abitanti, che sono 71,30; le piste ciclabili, 18,69 metri equivalenti per 100 abitanti; la percorrenza annua dei trasporti pubblici che è di  30 km per abitante; il numero di alberi ogni 100 abitanti, 22; gli impianti per l’energia solare installati su edifici pubblici, 30,08 ogni 1000 abitanti. 

PEGGIORAMENTI (dati peggiori nel 2017 rispetto al 2016)

Peggiora il PM10 che passa dai 35,7 microgrammi per metro cubo d’aria come media annuale del 2016 al 40,1 del 2017 e da 66 a 102 superamenti del limite di legge giornaliero; l’ozono passa da 45 a 53 superamenti del limite di legge giornaliero;  i consumi idrici che da 137 litri procapite salgono a 145,4; le perdite della rete idrica, l’acqua persa rispetto quella immessa dal 31,2% aumenta a 32,8; le auto circolati da 58,8 ogni 100 abitanti salgono a 60; i viaggi annui per abitante effettuati sui mezzi pubblici scendono da 127 a 126.

MIGLIORAMENTI (dati migliori nel 2017 rispetto al 2016)

Migliora la capacità di depurazione delle acque di scarico che dal 91% sale al 92 e la produzione procapite annuale di rifiuti che scende da 593 chilogrammi a 587.

Uso efficiente del suolo. C’è infine un nuovo indicatore, quindi non confrontabile con gli anni scorsi. Si tratta dell’indice sintetico (scala 0-10) del trend consumo suolo/residenti e del livello di urbanizzazio­ne/residenti. Quello di Padova è di 6.75

 

A livello Veneto fanno meglio di noi Belluno (sesta) Treviso (settima) Venezia (14esima) Vicenza (49esima). Peggio di Padova Verona (67esima) e Rovigo (88esima).

La classifica finale di Ecosistema Urbano 2018 delle città capoluogo la potete trovare cliccando qui


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