ELEZIONI SENZA CENTRALITA’ AMBIENTALE#st#Danni all’ambiente che non vanno ripetuti

 

Fra le eredità di questa legislatura dobbiamo considerare quella di un nuovo “codice dell’ambiente” che, varato qualche settimana fa, ha saputo ricevere in rapida successione la bocciatura delle Regioni, ma soprattutto quella del Presidente della Repubblica.

Le modifiche apportate dal governo al Decreto, dopo l’autorevole richiesta di chiarimento formulata dal presidente Ciampi, sono irrilevanti rispetto all’impianto generale della legge che porterà a una deregulation nei settori dei rifiuti, delle acque, dell’inquinamento atmosferico, degli ambiti territoriali e del danno ambientale.

Inoltre non c’è stata nessuna risposta alle sollecitazioni presidenziali sulla contrarietà delle Regioni e sul mancato invio al Consiglio di Stato.

Atti di arroganza, che ignorano le troppe incongruenze e le troppe contraddizioni di un testo che secondo Legambiente non difende l’ambiente, ma lo danneggia solamente.

E’ questo un altro aspetto del ritorno alla disuguaglianza che ha caratterizzato la legislatura, in cui emergono pesanti differenze fra i cittadini quanto a titolarità e fruizione dei diritti. Né può consolarci l’abbattimento di Punta Perotti, visto l’aumento significativo di illegalità ambientali registrato in questi anni, anche nel Veneto e in misura rilevante.

Ci preoccupa  la sostanziale assenza, fra i temi più in vista di questa campagna elettorale, di quello ambientale, preoccupazione che si lega alla impossibilità dovuta alla legge elettorale, che impedisce di scegliere quelle personalità che si distinguano per l’interesse alle questioni ambientali e della salute.

La negazione alla scelta degli elettori non può impedirci di segnalare che in varie liste ci sono candidati che da molto tempo hanno fatto dei diritti dell’ambiente l’asse centrale della loro attività politica. Di essi ci auguriamo l’elezione e ad essi chiediamo di operare in Parlamento come rete di eletti “graditi all’ambiente”. Essi vanno individuati nelle liste del centro sinistra, poiché purtroppo nel centro destra nessuno, fra le personalità candidate, ha posto al servizio dell’ambiente le proprie attività istituzionali.