GIÀ 1.000 LE FIRME CONTRO LA STRADA ALTERNATIVA DI VIA GUIZZA
Emergenza PM10: la nuova strada non è una soluzione

Sono poco più di 1.000 le firme raccolte in una sola settimana dal Comitato Guizza e Legambiente nel solo rione contro la strada alternativa di via Guizza. E la raccolta prosegue fino al 25 novembre.

Nella petizione si chiede di bloccare questo tipo di progetto e ripensare una soluzione a favore del quartiere e si ribadiscono, ancora una volta, tutte le contraddizioni e gli aspetti problematici di questa scelta voluta dalla precedente amministrazione: convoglia traffico di attraversamento e penetrazione verso il nodo del Bassanello già intasato, depotenzia l’uso del tram, svilisce la presenza del parcheggio scambiatore, separa il quartiere dal futuro parco di via Gozzano, disincentiva all’uso della tangenziale, porta traffico aggiuntivo diretto al nuovo Ipercity lungo l’abitato della Guizza e di Sant’Agostino anziché tenerlo sulle tangenziali (vedi qui volantino ).

"L’escalation di questi giorni di PM10 fa percepire nella popolazione che non si risolve il problema inquinamento spostando il traffico di 200 metri in linea d’aria – ricorda Andrea Nicolello di Legambiente – ormai è chiaro che serve erodere la percentuale di chi sceglie l’auto privata. Qui si è investito col tram,  adesso è arrivato un innovativo e cospicuo finanziamento per il trasporto pubblico di 1 milione e 650 mila euro voluto dal Sindaco recuperando i soldi della multe della ZTL, dunque ci sono le condizioni per politiche di contenimento del traffico privato senza strabismi. E’ finita l’epoca di Menorello che faceva il tram senza crederci proponendo strade nuove in palese contraddizione con una politica di mobilità sostenibile".

Sabato pomeriggio 18 novembre la raccolta firme continuerà con un banchetto dalle 16,30 alle 19,00 in via Guizza davanti al supermercato Conad.
"Il buon numero di firme fin qui raccolte ci ha positivamente sorpreso" dice Franco Zardini del Comitato Guizza. "E’ la dimostrazione che questa mobilitazione non è per nulla in contraddizione all’aver richiesto e poi aderito al laboratorio partecipativo svolto nel rione”.

Sono passati ben 9 mesi da quando i lavori del laboratorio sono finiti (febbraio 2006) con un documento di sintesi. In particolare sul tema strada alternativa gli scenari emersi erano due, non conciliabili fra loro, ma con un obiettivo comune: evitare che su quella strada si scarichi traffico di attraversamento improprio.

Purtroppo in questi 9 mesi l’amministrazione, in particolare l’assessore Scortegagna che ha avviato e gestito il progetto, non ha chiarito ai partecipanti, al Quartiere e alla città, cosa si assumeva o meno di quanto elaborato. In questo modo la partecipazione è rimasta monca.

Ad esempio non si è detto nulla di ufficiale circa le richieste emerse dal laboratorio affinché la nuova strada sia solo di quartiere senza un “elevato flusso per il traffico di attraversamento” (dal documento del laboratorio). Alla richiesta specifica del laboratorio che “oltre ad un tracciato più curvilineo, a restringimenti della carreggiata, a rallentatori, all’opportuna dislocazione aiuole e alberi, è stata segnalata anche la possibilità di introdurre tratti a senso unico, che interrompano la continuità per chi procede lungo la strada alternativa da sud verso nord” si è risposto con un progetto che prevede 4 rotatorie, che non sono provvedimenti di moderazione del traffico visto che in eguale numero sono presenti anche in via Plebiscito.

Si smetta infine di dire che quella è una "strada giusta" perché pensata da Piccinato nel 1954. In quel Piano Regolatore Piccinato aveva progettato la nascita di quartieri periferici con una loro identità, autonomia e centri civici, separatati l’uno dall’altro da cunei verdi, in una coerente forma a stella di Padova. In tutto questo aveva previsto una circonvallazione interquartiere che dalla Guizza arrivasse fino a Porta Trento. Da allora ad oggi soli pochi cunei verdi si sono salvati. La sfrenata urbanizzazione degli anni 70 ha cancellato il disegno di Piccinato tanto che l’allora assessore Faleschini fece cancellare il progetto di circolare interquartiere. Infatti la maggioranza del percorso era stato nel frattempo edificato. Si optò per l’anello delle tangenziali. Che sia sopravissuto negli anni un sedime per la strada solo alla Guizza non significa che realizzandola si rispecchia il pensiero di Piccinato. Anzi.