Il Prà tradito

Le associazioni Amissi del Piovego, Italia Nostra, Legambiente Padova ed il Comitato “Andrea Memmo torna in Prà” esprimono il loro netto dissenso nei confronti del parere favorevole della Soprintendenza ai Beni Architettonici relativo alle modifiche al progetto definitivo di trasformazione dell’area dell’ex Foro Boario. Inoltre le associazioni pongono pressanti interrogativi sulle ragioni del vistoso arretramento rispetto al parere negativo espresso il 9 luglio 2010 dalla stessa Soprintendenza, parere allora puntualmente motivato che Comitato e Associazioni condividevano appieno.

La nuova proposta progettuale, presentata dopo la prima bocciatura ed ora accolta dalla Soprintendenza, si limita ad alcune modifiche di scarsa rilevanza, rispetto a quelle che alteravano la facciata del Frontone dell’ex Foro Boario e a prevedere una più decorosa pavimentazione di piazza Rabin (con oneri, però, a carico del comune).

Nessuna sostanziale modifica viene invece prevista per il parcheggio interrato e per il relativo piano viabilistico e degli accessi, che erano stati oggetto di una argomentata valutazione negativa da parte della Soprintendenza nel parere del 9 luglio, e che rappresentano la vera aggressione all’area monumentale del Prato della Valle.

Tali interventi, infatti, favoriranno il traffico di attraversamento che divide il Prà dall’area dell’ex Foro Boario e dal complesso conventuale di Santa Giustina, ed impediranno la riapertura del canale Alicorno, che è parte integrante del Prato della Valle e che va quindi valorizzato come elemento di ricucitura storica ed ambientale degli ambiti che costituiscono l’area monumentale.

Resta da dire che anche le modifiche previste per il recupero funzionale del Frontone presentano, tuttora, elementi fortemente negativi  in quanto, oltre alla discutibile soluzione dei nuovi corpi di fabbrica laterali, prevedono l’eliminazione dei due portici passanti secondari che, oltre a porsi in contrasto con le previsioni del Piano Particolareggiato redatto dal prof. Sergio Crotti, riducono la permeabilità funzionale tra il Prato della Valle e l’ex Foro Boario.

A fronte di queste considerazioni le associazioni Amissi del Piovego, Italia Nostra, Legambiente Padova ed il Comitato “Andrea Memmo torna in Prà”:
 
considerano inaccettabile la soluzione progettuale proposta dalla società concessionaria, in quanto compromette il necessario ed urgente restauro dell’area monumentale che, pur ammettendo l’inserimento di nuove funzioni ed il riutilizzo dei fabbricati esistenti, deve avvenire, secondo criteri di recupero storico e filologico, all’interno di un disegno di ricucitura funzionale dell’intero Sistema del Prato della Valle;

chiedono all’assessore alla partecipazione Silvia Clai  di farsi parte diligente affinché il progetto, possibilmente  integrato da un plastico che lo rappresenti in forma tridimensionale, sia esposto al pubblico in un luogo aperto al libero accesso (si consiglia il portico della Banca d’Italia in via Roma), affinché i cittadini possano esprimere le loro osservazioni. Osservazioni che dovranno essere oggetto di valutazione da parte del Comune in sede di approvazione definitiva del progetto;

si riservano di porre in essere tutte le azioni utili a sensibilizzare l’opinione pubblica e di ricorrere contro il nuovo parere della Soprintendenza, a tutela della salvaguardia dell’area monumentale del Prato della Valle;
 
confermano quanto affermato nel documento conclusivo redatto in esito al convegno Prato della Valle “dal restauro del monumento alla rivalutazione dell’area”, svoltosi presso l’Accademia Galileiana il 27 novembre 2010.

Sintesi a cura della redazione di Ecopolis