In bocca al lupo, “nuova” Difesa

Capire come sta cambiando il nostro territorio: approfondimenti e letture critiche. Da tempo leggo la Difesa del popolo perché ritrovo, su quasi tutti i numeri, una descrizione ed analisi di fenomeni centrali per la nostra città e del territorio provinciale con una chiave di lettura che è dichiarata, quella dei valori e principi diocesani ispirati dalla dottrina sociale della Chiesa.

Da laico e appartenente ad una associazione non confessionale mi stimola l’originalità dell’analisi, che ci restituisce una fotografia di un mondo cattolico articolato, attento, ricco di relazioni. Per altro uno dei pochi giornali nei quali si parla sistematicamente di agricoltura, alimentazione e sport di base, dando la parola direttamente alle organizzazioni, del mondo ecclesiastico ma non solo, che questi temi li praticano nel volontariato, come cittadinanza attiva per il cambiamento o nel lavoro.

Per questo salutiamo con piacere e simpatia la “nuova Difesa” che, per come ci viene presentata dal suo direttore, Guglielmo Frezza, enfatizzerà ancora di più questi aspetti: “ecco allora l’obiettivo che ci ha guidato a ripensare non tanto e non solo la grafica – più fresca, più efficace nell’approccio – ma soprattutto i temi su cui vogliamo soffermarci. La più importante novità la trovate nella prime pagine del giornale, dedicate alla grandi questioni che l’attualità civile, politica, sociale, ci propone. L’altra novità è lo spazio sempre più ampio riservato ai temi del volontariato, della cittadinanza attiva, dei consumi responsabili”.

E’ il “primo numero” non delude le aspettative che Frezza delinea. La storia di copertina è dedicata a Veneto City. Una lettura illuminante per tutti. Da un lato l’esposizione di numeri e tabelle, dall’altra la franchezza di chiamare le cose con il loro nome: “questo è Veneto city. Non un mostro, non il demonio: semplicemente una città artificiale, imposta, edificata e fatta vivere all’insegna del profitto (di pochi) e del consumo(di molti)”, troviamo scritto nel lungo articolo a firma di Toni Grossi che potete leggere anche dal sito web (leggi qui). Lo affiancano l’opinione di don Marco Cagol, delegato vescovile per la pastorale sociale e del lavoro su interesse privato e beni comuni, l’intervista al parroco di Cazzago, una della chiese che sorge nel territorio coinvolto, la mobilitazione dell’associazionismo di base, la ricostruzione degli atti – e dichiarazioni- dei Sindaci della zona. Una inchiesta ricca anche dal punto di vista dell’impaginazione grafica; questa però la ritroverete solo nella versione di carta di questo numero 37, anno 104 del 25 settembre 2011, ancora disponibile nelle edicole.

Dunque un reportage completo in linea con quanto Guglielmo Frezza richiama nella parte finale del suo editoriale: “la qualità dell’informazione non è questione di addetti ai lavori, ma determina la qualità stessa della vita democratica di un paese”.

Complimenti e buon lavoro

ps: il paginone su alunni disabili e inizio anno scolastico, i risultati del censimento dell’agricoltura e consumo di suolo, il pezzo, pieno di domande, dedicato al Parco produttivo della bassa padovana, l’intenso ricordo di Giancarlo Zizola a firma di Alberto Trevisan, questi gli altri articoli a mio giudizio molto interessanti di questo primo numero.

Andrea Nicolello Rossi – Direttore Ecopolis