Le Mura di Padova: restauro o manutenzione?

L’asserzione “il miglior restauro è quello che non si fa” –che proviene dall’autorevole mondo del restauro scientifico italiano, riconosciuto universalmente per la sua competenza- può apparire a prima vista un paradosso, ma il suo significato è ben chiaro: ove, a riguardo dei manufatti storici, sia presente una manutenzione continua e programmata, non sono necessarie operazioni di restauro, salvo non intervengano fatti straordinari o situazioni particolari.
A questo riguardo il “crollo” del torrione dell’Alicorno nel marzo 2009 può essere considerato un esempio emblematico, in quanto ha interessato un’operazione di ricostruzione degli anni Cinquanta -tecnicamente errata- non certo imputabile ad una presunta mancata manutenzione, come ha invece enfatizzato la stampa cittadina, sulla scia dell’emozione per una tragedia scongiurata. È invece da sottolineare che allora non c’è stato quel dovuto “rispetto” verso il monumento, come le nostre indagini d’archivio hanno evidenziato e come hanno confermato i successivi saggi di scavo. Lo stesso si può dire per la presenza della strada subito a ridosso della cortina che ne occulta una larga porzione.
Le ragioni per le quali le antiche strutture non hanno “sopportato” l’invasiva aggiunta in calcestruzzo sono ora oggetto di indagini da parte della Magistratura, ma in questo specifico caso possiamo ritenere che le cause del collasso della struttura non siano da ricercarsi nella carenza di manutenzione.
Tuttavia, l’assenza di manutenzione è però ormai un problema generalizzato, riscontrabile in tutto il fronte bastionato, in modo particolare a causa della presenza sempre più invasiva di vegetazione infestante, che sta anche incidendo negativamente sulla leggibilità del più esteso “monumento” della città, che, malgrado le pesanti trasformazioni subite tra Ottocento e Novecento, connota ancora oggi la forma urbis.
Ad oggi la situazione generale è ormai giunta ad un punto tale che non si tratta più di “manutenzione ordinaria” da attivare con diserbi sistematici e scadenzati nel tempo, da affidare a cooperative nell’ambito di lavori socialmente utili, ma di “manutenzione straordinaria”, ovvero di specifiche operazioni proprie del restauro, in quanto è ormai impensabile eliminare la vegetazione “leggera” senza una conseguente stuccatura delle lacune con materiali appropriati o agendo, nel caso di specie arboree, con importanti interventi di risarcimento, effettuati da specialisti del settore.
La soluzione più ovvia –come si è già tentato nel passato- è la redazione di un piano generale di salvaguardia che preveda, dopo gli interventi di restauro, un conseguente piano di manutenzione programmata, coinvolgendo i vari soggetti interessati, Comune, Regione, Soprintendenze, Genio civile, Consorzi, che all’oggi non hanno dimostrato un particolare coordinamento.
Una prima visione unitaria del tema è stato affrontata dal progetto –il Sistema bastionato di Padova. Analisi e proposte- commissionato dal Consiglio di Quartiere Centro storico e redatto nel 1986 dagli architetti De Poli, Ivanoff, Verdi e Dal Piaz– che rispecchiava, e rispecchia ancora, la linea culturale della nostra associazione. In quell’occasione si è voluto far riemergere e rimarcare il concetto di “sistema” (fossa, cortina, terrapieno, porte e bastioni, strade di circonvallazione interna ed esterna, acque), fatto che ha poi portato a specifiche norme urbanistiche e ad una più corretta delimitazione del Centro Storico, che si è così estesa al limite della circonvallazione esterna, da dove iniziava il “guasto”. Sono state inoltre fornite le indicazioni progettuali relative alle acque da “riaprire”, alle aree verdi da valorizzare, agli edifici notevoli da salvaguardare, a quelli da abbattere, a quelli da valutare caso per caso.
Qual è, oggi, lo stato dell’arte della salvaguardia delle Mura? Non certo quello ottimale!
È possibile allora riprendere un discorso su basi concrete e su prospettive effettive per una salvaguardia partecipata che non si presti agli aspetti demagogici delle “richieste immediate”, tanto pubblicizzate da certa stampa quotidiana?

Speriamo di sì.

Ass. Comitato Mura di Padova