Parcheggio bici in stazione. C’è di peggio dei 50 centesimi…

Da un paio di settimane a Padova è aumentato il costo del parcheggio custodito per le biciclette in stazione gestito da una società del gruppo Ferrovie dello Stato. Più 50 centesimi per la tariffa giornaliera che arriva così a costare 1,5 euro e più 1,4 euro per l’abbonamento mensile che arriva così a costare 16 euro. Un aumento dei prezzi che non aiuta chi sceglie di usare il mezzo ecologico per eccellenza ed è costretto ad affidarsi ad un parcheggio custodito in una zona dal furto facile come la stazione ferroviaria. Certo, ci consola constatare come il rincaro non tocchi più di tanto gli abbonamenti mensili e non penalizzi quindi proprio chi con la bici in stazione vi si reca tutti i giorni e non solo occasionalmente. E ci consola constatare che con cinquanta centesimi un automobilista oggi non si paga nemmeno 30 cl di benzina. E soprattutto, ne siamo certi, questo aumento dei prezzi, non riuscirà a scoraggiare il determinato popolo dei ciclisti che di ostacoli nel traffico cittadino ne supera di ben maggiori tutti i giorni.

Ma è il quadro generale dell’accoglienza delle bici in stazione a Padova che preoccupa.
Per restare sul tema del parcheggio custodito, che era un fiore all’occhiello di una città amica delle biciclette, il servizio sta infatti a poco a poco peggiorando.
Aveva un costo modesto e ora non più, almeno per quanto riguarda la tariffa giornaliera appunto. Offriva la possibilità di noleggio ma da un paio di mesi il noleggio non c’è più. Era comodo, a due passi dall’entrata della stazione ed ora è stato spostato ma soprattutto rialzato, costringendo i ciclisti ad affrontare una rampa per accedervi. E’ – almeno per il momento – aperto 24 ore su 24 ma si parla di una possibile chiusura notturna, senza considerare che oltre al servizio di parcheggio, un luogo aperto di notte in zona stazione può avere comunque anche una valenza sociale sul fronte sicurezza.

Se si guarda poi al parcheggio di biciclette non custodito, con la riqualificazione del piazzale della stazione avviata in questi giorni, avremmo sperato di vedere finalmente anche qui le rastrelliere che offrono la possibilità di agganciarsi con il telaio e danno quindi una maggior protezione dai furti (del modello utilizzato ad esempio in Piazza dei Signori). Avremmo sperato in un numero adeguato di posteggi non a pagamento, comodi e magari dotati addirittura di una tettoia contro la pioggia.

Il progetto di riqualificazione prevede invece un aumento di posti in rastrelliera non a pagamento che da 500 salgono a 750, e quindi sono appena sufficienti a coprire la domanda odierna (700 le bici parcheggiate dentro o fuori le rastrelliere rilevate dagli ultimi conteggi di Legambiente) e comunque addirittura inferiori all’offerta del parcheggio a pagamento che di posti ne ha 800.
Le nuove rastrelliere previste poi, non sono affatto nuove, ma quelle del vecchio parcheggio custodito e che non offrono quindi la possibilità di aggancio al telaio.

E’ inoltre previsto uno spostamento delle rastrelliere che verranno allontanate della stazione, per finire in via Eremitano, dietro al cavalcavia Borgomagno, o in via Tommaseo, all’angolo con via Valeri.

I ciclisti avranno pure buone gambe ma non si capisce questo “senso del decoro” che si preoccupa di nascondere le biciclette, quando problemi come traffico e inquinamento a Padova sono ben più gravi. Chiediamo al Comune di intervenire per correggere i lavori in corso perché una città che vuole combattere il congestionamento delle strade e l’inquinamento dell’aria deve dare alla bicicletta da un ruolo di primo piano e un servizio adeguato, a partire dalla porta ferroviaria d’ingresso alla città.

Sandro Ginsetri – coordinatore Legambiente Padova