PERMUTA PRANDINA, SERVE UN PROGETTO COMPLESSIVO DI RIQUALIFICAZIONE

E’ definitiva la permuta tra via Anelli e l’ex Caserma Prandina. “Ora – dichiara Lucio Passi esponente di Legambiente Padova – l’Amministrazione non ha più alcun motivo per non dire cosa vuol fare di quell’area di ben 35.777 mq, tra verde ed edifici ottocenteschi, che offre un ventaglio di possibilità di sviluppo sostenibile.

Collocata nella zona ovest del centro, a ridosso delle mura , l’ex Prandina può diventare il perno della riqualificazione funzionale ed urbanistica di tutto quel settore: con al cuore un ampio parco, come richiede la maggioranza dei cittadini (vedi sondaggio dei primi di giugno) il Piano Regolatorei vincoli di Soprintendenza e Regione, le proposte progettuali emerse dal percorso di Agenda 21: micro attività imprenditoriali sostenibili, spazio per attività sportive, culturali  ed ambientali…

Va poi ricordato che il Centro storico è caratterizzato da una cronica carenza di verde e che la legge impone che nel Centro la dotazione di verde pubblico sia almeno di 15 mq/abitante, contro i 5 attuali”.

“Ciò che diventerà l’ex caserma  – continua Passi – è emblematico di quel che sarà, o meno Padova nei prossimi anni. Una città conscia della crisi ambientale che punta a diminuire consumo di suolo, traffico e smog? O ancorata all’idea che sviluppo equivalga ancora ad auto ed espansione edilizia ed erosione del verde?” .

Sarebbe un danno per tutta la città – incalza Legambiente – se l’area dell’ex Caserma fosse schiacciata dalla riduttiva scelta se fare o no un parcheggio. Per altro al servizio del Centro c’è una sovrabbondante offerta di stalli, parcheggi e silos: 8.993 contro i soli 3.103 parcheggi scambiatori più esterni (fonte Comune- APS 2019). Dunque non è giustificata la richiesta di trasformare la Prandina un mega parcheggio delle categorie del commercio”.

Come primo passo per iniziare l’opera di riqualificazione  – conclude Passi – Legambiente chiede all’Amministrazione di eliminare subito l’osceno muro in prefabbricati cementizi  che divide il Giardino Cavalleggeri dal resto dell’area del ex caserma. Procedendo poi ad allargare lo spazio del Cavalleggeri già attrezzato per spettacoli e libere attività”.