PONTE ROMANO DI S. LORENZO DIFFIDATA L’ASSESSORE LUISA BOLDRIN

Stanca di aspettare notizie certe ed ufficiali sulla sicurezza e lo stato di conservazione del ponte romano di S. Lorenzo Legambiente ha diffidato l’Assessore Luisa Boldrin.

Porta il timbro del 18 dicembre 2013 la diffida, a firma di Sandro Ginestri, coordinatore e legale rappresentante di Legambiente Padova, che nei giorni successivi i messi giudiziari del tribunale hanno consegnato all’Assessore all’edilizia  monumentale. Dal 18 dicembre Boldrin ha 60 giorni per ottemperare alla richiesta dell’associazione ambientalista, pena una denuncia alla magistratura per omissione di atti di ufficio,

Spiega Lucio Passi, portavoce di Legambiente di Padova: “è dal 8 luglio 2013 che chiediamo, dopo aver informato l’Assessore di alcuni cedimenti verificatisi nel ponte interrato sotto Riviera Tito Livio, di conoscere le condizioni del monumento romano. Ma nonostante reiterate richieste (telefonate, mail, lettere raccomandate, l’ultima il 25 settembre) l’Assessore non si è mai degnata di rispondere ufficialmente a Legambiente, che ricordo , con i suoi volontari di Salvalarte, ha permesso per anni (gratuitamente, e senza oneri peri Comune) le visite al ponte, di cittadini e turisti, altrimenti chiuso.

L’assessore dopo la nostra segnalazione ha, senza darci comunicazione, chiuso il ponte, ma nel frattempo si affrettata a dichiarare ai mass media locali che <<non ci sono rischi, nè problemi strutturali>> e che sarebbero stati fatti <<tutti gli accertamenti necessari sull’antica struttura, anche se i tecnici, dopo una prima valutazione, sono stati piuttosto rassicuranti>>.

Questo i primi di agosto 2013. “Stiamo ancora aspettando gli esiti degli accertamenti: continua Passi, di qui la nostra diffida (vedi allegato) che se non ottemperata potrebbe trasformarsi in una vera e propria denuncia per omissioni d’atti d’ufficio: secondo la legge sulla trasparenza l’Assessore ha l’obbligo di rispondere alla richieste di informazioni di qualsiasi cittadino, tanto più da Legambiente, portatrice di interessi collettivi.

Bene ha fatto  il deputato Zan, a chiedere  che Giotto e gli Scrovegni vengano  inseriti tra i beni tutelati dall’Unesco, conclude Passi.”

 “Tuttavia, ricordano Tiziana Mazzucato, responsabile del settore Salvalarte di Legambiente e Katiuska Cemin, coordinatrice dei volontari che garantivano le aperture del ponte romano di San Lorenzo, “serve una politica più netta per la difesa e la valorizzazione anche degli altri  beni monumentali: come il ponte romano San Lorenzo, che risale al 40-30 a.C., che è il più interessante di tutta l’Italia settentrionale  ed è invece trattato come uno scantinato abbandonato. Una città che non sa riconoscere i suoi tesori spreca un patrimonio immenso sia in termini culturali che economici, ed in un momento di crisi come questo non possiamo certo permettercelo. Una città che non sa riconoscere i suoi beni spreca un patrimonio immenso sia in termini culturali che economici, e non possiamo permettercelo. Zanonato  e il suo epigono Rossi hanno permesso questo sfacelo. Serve un Sindaco di svolta! Conclude Passi di Legambiente.

 

SCHEDA: UN PO’ DI STORIA

Lo scorso 8 luglio legambiente-salvalarte segnalava in forma scritta all’assessore un parziale crollo di alcuni frammenti protettivi della terza arcata del ponte romano di San Lorenzo, causato da infiltrazioni d’acqua.

Non era la prima volta che legambiente-salvalarte informava l’assessore Boldrin del cattivo stato di manutenzione e fruibilità del monumento, la presenza di infiltrazioni di acqua negli intradossi delle arcate e le difficili condizioni in cui i volontari si trovano ad operare: in particolare con due segnalazioni scritte fatte pervenire all’assessore nel dicembre 2012 e nel marzo 2013.

Per tutta risposta alla nostra segnalazione dell’8 luglio  senza che ci venisse data alcuna informazione il Ponte Romano veniva chiuso al pubblico e naturalmente anche ai nostri volontari che, grazie ad una convenzione non onerosa con il comune di Padova, in un anno hanno permesso a 1500 visitatori (turisti e padovani) di visitare il ponte interrato da cui si accede da Piazza Antenore.”

A questo punto, abbiamo chiesto per iscritto (protocollo comunale del 5 agosto) all’assessore, a norma della legge sulla trasparenza degli atti Pubblici, di conoscere gli esiti degli accertamenti sullo stato del ponte e della sua sicurezza anche  al fine di ripristinare il servizio di apertura da parte dei volontari di legambiente-salvalarte.

Nonostante le reiterate richieste a tutt’oggi nessuna risposta, né scritta né verbale, ci è giunta, perciò abbiamo proceduto alla diffida.