Salviamo la casetta degli Amissi del Piovego

Il Consiglio direttivo degli Amissi del Piovego ha ricevuto gentilmente dall’assessore comunale ai beni culturali Luisa Boldrin, che ringrazia, copia della deliberazione della Giunta comunale n.2006 del 0203 del 26/04/06 che ha come oggetto il “restauro delle quinte murarie nel tratto di mura tra i bastioni Portello vecchio-Castelnuovo-Portello nuovo. Approvazione progetto esecutivo 1° lotto (e.679.326,64) con annessa documentazione del capo settore edilizia monumentale arch. L. Gennaro e degli architetti D. Lo Bosco, geom. M. Forese, geom. R. Marcante dalla quale risulta che si intende abbattere la Casetta dell’acqua sede attuale dell’associazione Amissi del Piovego.
Fin dall’agosto 1984, nel momento del trasferimento dell’AMNIUP in zona industriale nell’edificio dell’exmobilificio Longato, il Comune di Padova ha concesso in uso precario all’associazione l’edificio subito denominato Casetta dell’acqua come sede dell’associazione e deposito degli attrezzi necessari per l’esercizio della voga alla veneta e alla manutenzione delle mascarete o sandoli e della cavana situata sulle rive del Piovego. E’ opportuno ricordare che alla fine degli anni Cinquanta del Novecento con il tombinamento del tratto del Naviglio interno dal ponte delle Torricelle fino alla conca delle Porte Contarine e poi il trasferimento delle storiche società di voga alla veneta Rari Nantes e Canottieri, la voga alla veneta è scomparsa dal Piovego.
Per raggiungere il Piovego le mascarete delle due associazioni storiche di voga alla veneta devono infatti percorrere tutto il canale Scaricatore, superare la conca di Voltabarozzo, percorrere tutto il canale di S. Gregorio e finalmente risalire il Piovego.
La concessione precaria della Casetta dell’acqua agli Amissi del Piovego è stato confermata con la deliberazione della Giunta comunale n.2409 del 21/12/1995.
Da tale deliberazione risulta confermato che in cambio della concessione precaria della Casetta dell’acqua l’associazione, oltre alla diffusione della voga alla veneta sul Piovego e sui corsi d’acqua padovani, si è impegnata a fornire una serie di servizi al Comune di Padova come ad esempio :garantire l’apertura della golena per le visite guidate ogni sabato pomeriggio durante tutto l’anno, organizzare la regata in occasione della festa di S. Giovanni, organizzare la festa di S. Prosdocimo e il falo’ dell’Epifania, sorvegliare le rive del Piovego in collaborazione con le autorità di polizia, distribuire gratuitamente ai visitatori i prodotti degli alberi da frutto, fornire gratuitamente la consulenza al Comune per tutti i problemi relativi ai corsi d’acqua esistenti sul territorio del Comune di Padova, ecc.
Dal 1984 ad oggi gli Amissi del Piovego hanno fornito sempre tutti i servizi sopraelencati malgrado la situazione dell territorio circostante alla golena si sia aggravata per la diffusione dello spaccio di droghe e per l’esercizio della prostituzione.
Nel corso del 2005 il settore patrimonio del Comunale ha provveduto al restauro del tetto e delle grondaie della Casetta dell’acqua con la spesa di E.8.340,00.
Il tentativo di abbattere la Casetta dell’acqua non ha alcuna motivazione né scientifica né culturale. La Casetta dell’acqua, situata dietro le mura cinquecentesche, data la sua modesta altezza, non è visibile in nessun modo dall’esterno.
In tutte le città murate italiane ed europee il problema della visibilità delle mura coincide con quello della demolizione delle superfetazioni esistenti sopra e davanti alle cerchie murarie. Recentemente, nel corso del convegno tenutosi il 26 marzo nella Sala didattica L. Gasparini sul tema: “Le mura di Padova come quelle di Lucca, per la creazione dell’anello di verde pubblico lungo tutte le mura cinquecentesche” le associazioni ambientaliste padovane, hanno indicato come modello per le mura padovane quello della città di Lucca.
A Padova, malgrado le ripetute richieste degli Amissi del Piovego, il settore dell’Edilizia monumentale finora non ha mai proceduto ad un rilevamento completo degli edifici comunali esistenti sopra o davanti alle mura cinquecentesca, come ad esempio quelli ben visibili in viale Codalunga o in via P. Sarpi e altrove malgrado gli impegni assunti pubblicamente dal Sindaco relativi all’abbattimento di tali edifici al trasferimento altrove delle loro funzioni attuali.
Nella golena comunale S. Massimo sono oggi ben visibili la sala ottagonale sopra il bastione del Portello vecchio e l’excanile, ora sede della Lega navale, sopra un tratto della cortina muraria. Il tentativo di abbattere la Casetta dell’acqua non solo non ha nessuna motivazione né scientifica né culturale ma appare palesemente come un gesto di disapprovazione per l’attività che svolgono gli Amissi del Piovego nella golena comunale S. Massimo dal 1984 ad oggi e forse anche di ostilità.
Gli Amissi del Piovego dichiarano la loro disponibilità ad incontrare il capo settore dell’edilizia monumentale, l’architetto e i geometri comunali per esaminare le motivazioni del loro gesto ma nello stesso tempo dichiarano fin da ora la loro volontà di opporsi a qualsiasi manifestazione di ostilità non motivata esplicitamente nei confronti dell’attività dell’associazione e a rivolgersi all’opinione pubblica cittadina chiedendone il giudizio e la solidarietà necessaria.

Il direttivo degli Amissi del Piovego