SMOG:FAQ:dosimetria

Dosimetria

Il PM10 è composto da particelle tutte della stessa dimensione?

No. PM10 significa: materiale particolato con diametro inferiore a 10 micrometri. Quindi sotto questa sigla si raggruppano tutte le particelle di diametro compreso tra 0 e 10 micrometri.

Particelle con diametro diverso hanno comportamenti diversi?

Sì. Infatti a seconda del loro diametro, e quindi a seconda di quanto queste particelle sono ingombranti, esse possono penetrare più o meno profondamente dentro il nostro apparato respiratorio.

Le particelle più grandi vengono bloccate già nelle narici o nel primo tratto della trachea. Quelle più sottili si insinuano fino a bronchi e bronchioli mentre quelle sottilissime sono capaci di arrivare fino alla regione alveolare.

apparato respiratori e penetrazione in base alle dimensioni

Inoltre bisogna considerare che spesso le particelle trasportano sulla loro superficie sostanze tossiche e quindi il carico di tali sostanze varia con le dimensioni della particella, ovvero, a parità di peso, particelle di dimensioni più piccole trasportano una quantità maggiore di sostanze tossiche.

Tutte le persone sono esposte allo stesso modo?

No. Dipende dal tipo di vita che si fa. Ad esempio quanto tempo si passa all aperto e dove, quanto tempo si passa al chiuso, dove sono situati gli ambienti chiusi che frequentiamo, se si fuma.

Per i bambini conta anche il fatto che la loro statura è ad altezza di tubo di scarico, quindi dove un adulto è mediamente esposto un bambino lo è moltissimo.
Lo stesso vale per le persone disabili che si muovono in carrozzina visto che anch esse hanno l apparato respiratorio più vicino alle fonti di PM10.

Il PM10 che respiriamo ha gli stessi effetti su tutte le persone?

No. Per esempio nei polmoni delle donne si accumula di più perchè rispetto agli uomini hanno un ritmo respiratorio leggermente superiore e vie respiratorie un po più strette.

I bambini respirano con un ritmo quasi doppio rispetto a quello di un adulto, quindi fino a 14 anni gli studi scientifici dimostrano che accumulano più particelle rispetto ad un adulto.

Invece non c’ è significativa differenza di accumulo di particelle nell’apparato respiratorio nell ampia fascia di età che va da 18 ad 80 anni.

Quali sono le categorie a rischio e perchè?

Le categorie più a rischio sono rappresentate da bambini, individui con in corso patologie respiratorie croniche o meno, cardiopatici ed anziani. Vediamo perchè:

  • Bambini. Sono più a rischio perchè hanno una frequenza respiratoria maggiore e un sistema immunitario non ancora completo. Inoltre respirano a livello tubo di scarico.
  • Malati respiratori. Respirano più profondamente e più velocemente rispetto alla norma, favorendo così l accumulo di particelle nei polmoni. Le particelle più sottili si infilano nelle aree del polmone ancora non ostruite e vi si installano.
  • Cardiopatici. Le particelle più sottili riescono ad entrare nel torrente sanguigno rendendo il sangue meno fluido. Questo provoca abbassamenti di pressione ed aritmie cardiache aggravando patologie già in corso.
  • Anziani. Spesso gli anziani presentano difficoltà cardiache e respiratorie ed il loro sistema immunitario è affaticato. Per questo sono più sensibili agli effetti delle polveri sottili.

Le particelle restano attaccate al nostro apparato respiratorio o riusciamo a liberarcene? E se sì, come?

Fortunatamente il nostro organismo ha dei sistemi di autodifesa e di autodepurazione. Infatti la trachea, i bronchi e i bronchioli sono ricoperti da un tessuto con cellule che producono muco e cellule ciliate. Il muco intrappola le impurità, tra cui il PM10, e le ciglia sospingono questa spazzatura verso l’esterno.
In questo modo con un colpo di tosse possiamo liberarci delle particelle dannose. Purtroppo questo sistema funziona quando la quantità di impurità introdotte nell’organismo non è grande, ma quando inspiriamo troppe polveri questo sistema va in crisi, quindi le particelle in parte sono espulse ma in parte permangono nel nostro organismo, causando tra l’altro alterazioni permanenti.

   
Epitelio sano     Epitelio compromesso


Un altro meccanismo di difesa del nostro organismo è la FAGOCITOSI delle particelle estranee. Le polveri inalate, riconosciute come corpi estranei, vengono inglobate da apposite cellule (fagociti) e degradate.

Vi è una differenza tra le particelle inspirate se il clima è umido rispetto a quando è secco?

Sì. L’igroscopicità, cioè la propensione di un materiale nel assorbire e trattenere l’umidità, è una proprietà di alcune particelle e cambia la deposizione delle stesse nell’apparato respiratorio.

Alcune particelle possono ingrandirsi grazie all’umidità che incontrano passando nel tratto respiratorio, e si depositano secondo la loro nuova dimensione.

Vale a dire che se una particella originariamente di 2 micrometri di diametro arriva fino alla regione alveolare, nel momento in cui da umida abbia una dimensione doppia non arriverà così in profondità.

I problemi dovuti al PM10 sono tutti a carico dell’apparato respiratorio?

No. L’apparato respiratorio, attraverso il quale le particelle sono veicolate nel nostro organismo, è solo uno dei bersagli del PM10.

Nell’apparato respiratorio possono svilupparsi infiammazioni, anche croniche, con conseguente tosse e catarro. Si ha un aggravamento dell’asma in soggetti malati ed alcuni studi sostengono che il PM10 possa avere un ruolo nell’instaurarsi dell’asma in soggetti sani.

a rischio anche l’apparato cardiovascolare in quanto le particelle più sottili entrano nel circolo sanguigno rendendo il sangue più denso con conseguente abbassamento della pressione ed aritmie cardiache.

Inoltre sulla superficie delle particelle vi sono moltissime sostanze che entrano nel nostro corpo quando respiriamo aria inquinata. Tra queste virus, allergeni e idrocarburi policiclici aromatici, agenti cancerogeni molto potenti che veicolati nell’organismo possono agire ovunque.