STOP ALLE BICI SUL BORGOMAGNO?
Il Comune non scarichi sui ciclisti le sue mancanze e allarghi la pista

La decisione del Comune di Padova di fermare il transito delle biciclette sulla passerella ovest del cavalcavia Borgomagno è aspramente contestata da Legambiente. I vigili hanno presidiano il passaggio ammonendo i ciclisti ad attraversare il cavalcavia a piedi, minacciando altrimenti una multa dal 35 €.

Legambiente non ci sta e per voce del Coordinatore Sandro Ginestri denuncia: "La decisione presa al Borgomagno è inaccettabile perchè blocca il transito di migliaia di ciclisti tagliando il collegamento ciclabile con l’Arcella, uno dei più popolosi quartieri cittadini. Assurdo che il Comune pensi di intervenire con le multe anzichè recuperare il ritardo su una soluzione concreta, necessaria e richiesta da tempo: allargare la la pista sul lato ovest. La criticità del passaggio delle biciclette al Borgomagno infatti è una situazione nota sulla quale Legambiente ha più volte invitato il Comune ad intervenire allargando la pista sul lato ovest con una struttura a sbalzo che consenta la convivenza in sicurezza di pedoni e ciclisti. Per realizzarla abbiamo chiesto che venisse dirottata una parte dei 13 milioni di euro destinati al Ponte Verde, proposta rafforzata da 8.000 firme consegnate poco prima delle elezioni all’assessore alla mobilità Ivo Rossi."

Secondo Legambiente non è pensabile che il transito in bicicletta avvenga solo sulla pista lato est per diversi motivi: 1) la semaforizzazione ai piedi del cavalcavia quando il tram sarà in servizio costringerà i ciclisti a tempi di attesa lunghissimi per passare dal lato ovest al lato est;

2) la pista è gia stata ristretta nei mesi scorsi e lo sarà ulteriormente in queste settimane per lavori di risagomatura del guardail del tram  per cui risulterà sempre più inadatta a sostenere il doppio carico di ciclisti;

3) fa una brusca deviazione verso la stazione allungando il percorso e portando verso il proibitivo Corso del Popolo o verso la pista di Codalunga costellata di semafori;

4) la rampa che collega il cavalcavia alla stazione è molto ripida e risulta proibitiva in salita e pericolosa in discesa per molti ciclisti che infatti si vedono  spesso costretti a percorrerla a piedi.