Strada alternativa a via Guizza, non è detta l’ultima parola

Il progetto di una strada alternativa a via Guizza che parta di fronte al parcheggio scambiatore del tram ed arrivi diretta al ponte del Bassanello è di Domenico Menorello, assessore alla Mobilità della Giunta Destro. Lo contestammo da subito senza stupirci che l’idea provenisse da una Giunta che non credeva nel trasporto pubblico, che ha portato a Padova un tram prototipo e di dimensioni ridotte, scelto con un bando-concorso ridicolo (dov’è finito il volante e perché non si pensò e quantificò le spese per il deposito e la base in calcestruzzo?) e che non ha mai attuato politiche contro il PM10.
Ma stupisce che la Giunta di centrosinistra, che nel programma elettorale scrive: "E’ obiettivo ridurre il traffico privato, l’uso dell’automobile, senza penalizzare il bisogno di mobilità che caratterizza la nostra città. In altre parole si deve favorire ogni sistema di mobilità alternativo all’auto privata" l’abbia fatta propria.
In questi anni Legambiente e Comitato Guizza hanno chiesto che si abbandonasse il progetto ricordando tutti gli aspetti negativi: la strada disincentiva all’uso del tram, non risolve l’inquinamento da PM10 spostando di 200 metri la fonte di emissione, fa aumentare la auto che transitano in quartiere (anziché la tangenziale questa sarà la via diretta al nuovo Ipercity di Albignasego), separa il quartiere dal futuro parco di via Gozzano, fa aumentare il valore della rendita dei terreni dove è prevista la perequazione. Con fatica abbiamo ottenuto dal Comune un percorso partecipativo aperto a tutti i residenti, dove i partecipanti hanno ribadito queste obiezioni e sono stati proposti due scenari per rendere “di quartiere” la strada, minimizzando così gli effetti negativi e contemporaneamente salvaguardando via Guizza all’uso quasi esclusivo del tram.
Ma dopo averlo promosso l’Amministrazione non ha mai discusso i risultati finali del laboratorio. Infatti né l’assessore Scortegagna né Rossi hanno tratto le conclusioni dei lavori sul tema strada, lasciando in sospeso gli scenari proposti senza dichiarare se li ritenevano utili o improponibili e perchè. Solo l’iter amministrativo per la costruzione della strada è proseguito: prima gli espropri, poi il bando ed ora le prime opere. Forti di 1.700 firme raccolte in quartiere che chiedono di bloccare questo progetto Legambiente e Comitato Guizza, lette le dichiarazioni dell’assessore Rossi “la strada deve essere di quartiere e non alternativa alla tangenziale”, sono scesi nel dettaglio con una proposta tecnica: una serie di opere di moderazione del traffico (attraversamenti rialzati, isole spartitraffico, ecc.), di sensi unici e restringimenti della carreggiata che devono essere previsti da subito nel progetto e realizzati contemporaneamente per avere efficacia. Nessuna risposta neanche su questa proposta che per altro, per la parte delle opere di moderazione, arriva anche dal Consiglio di Quartiere 4 che da mesi attende di sapere ufficialmente ciò che verrà realizzato.
La mobilità in un quartiere si è trasformata in un caso emblematico: nessuna operazione di coinvolgimento dei residenti compiuta seriamente, come se accettare proposte dagli abitanti fosse giudicato da chi amministra come un indebolimento della propria posizione. Mentre Comitato e Legambiente hanno fatto del bene comune (la salute) e della volontà di dialogo la loro bussola, chiedendo al Comune chiarezza negli intenti e trasparenza nei dettagli.
Tempi tecnici dei cantieri e iter amministrativo consentono la sospensione dei cantieri e l’avvio di un tavolo di confronto. Da verificare è la volontà politica.

Le proposte saranno presentate e discusse nell’assemblea che si terrà mercoledì 7 marzo alle 21,00 nella sala di Quartiere di via Maria Assunta (di fronte Cinema PortoAstra).

Andrea Nicolello-Rossi