Valli Selvatiche, le azioni di Italia Nostra

In questi giorni sono ritornate alla ribalta le molte e annose problematiche relative ai devastanti progetti di urbanizzazione che hanno interessato le cosiddette Valli Selvatiche a Battaglia Terme.
Italia Nostra negli ultimi anni, esperita la totale inutilità della presentazione delle Osservazioni in occasione della adozione delle Varianti ai P.R.G., in quanto mai prese in considerazione, e sull’urgenza della gravità delle scelte che venivano assunte dall’Amministrazione Comunale e successivamente dalla Giunta Regionale, si è vista costretta ad “adire alle vie legali” presentando prima un Ricorso Straordinario al Capo dello Stato contro la lottizzazione ad uso Termale delle Valli Selvatiche, e successivamente un ricorso al TAR contro l’edificazione dell’area adiacente a villa Emo. Inoltre, secondo tradizione, ancora una volta ha presentato le Osservazioni all’ennesima Variante, la n°9 del 28.02.05, contro l’ipotesi del megacampeggio sempre nelle Valli Selvatiche.
Ricorso straordinario al Capo dello Stato
Con il Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, a firma anche di Filippo Zodio dell’Associazione Le Vespe, abbiamo richiesto l’annullamento degli atti amministrativi del Comune e della Giunta Regionale che autorizzano la realizzazione nelle Valli Selvatiche di mc 90.000 per nuovi 593 abitanti turistici.
Per prima cosa la opposizione discende dal fatto che non risultano in nessun modo i criteri in base ai quali è stato elaborato il dimensionamento della Zona Termale di Espansione nell’ambito delle Valli Selvatiche, inoltre il Comune ha tralasciato di considerare che a ridosso delle Valli Selvatiche vi è una considerevole superficie sulla quale è edificato da tempo un albergo termale, con i relativi servizi, per 400 posti letto, di proprietà dell’INPS, da anni dismesso, che, con le opportune politiche di recupero, può essere adeguatamente utilizzato senza devastare ulteriormente il territorio.
Per quanto riguarda la viabilità di acceso all’area da lottizzare la Giunta Regionale nella prima delibera di approvazione della Variante del 8.8.2003 propone di stralciarla completamente e di demandare ad atti successivi la individuazione di un tracciato alternativo da concordarsi con la Soprintendenza e con l’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei. La proposta della Giunta è indeterminata e interlocutoria e inserisce nella formulazione del PRG, in modo illegittimo e surrettizio due organi burocratici del tutti estranei alla formazione e adozione del PRG.
L’Amministrazione Comunale, abbandonata l’originale idea di un accesso da ovest con sottopasso, propone un nuovo asse viario a ridosso la ferrovia di circa 600 metri e con larghezza variabile da 8 a 10 metri.
La nuova proposta non solo dissesta la viabilità dell’intera zona per il notevole traffico che vi introduce, ma soprattutto è devastante da un punto di vista paesaggistico poiché solca letteralmente il territorio “Valle Selvatiche”. Infine si rileva che l’Amministrazione Comunale ha approvato con deliberazione n°52 del 20.11.03 atti fra loro contradditori: nelle Norme Tecniche di Attuazione si parla ancora della strada di accesso con sottopasso mentre la cartografia presenta la soluzione tangente alla ferrovia.
La Direzione Generale per le politiche di sviluppo del territorio del Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per dar corso all’istruttoria del ricorso presentato da Italia Nostra, ha più volte sollecitato l’Amministrazione Comunale ad inviare documenti e le proprie controdeduzioni, senza ottenere alcun risultato.
Ricorso al TAR
Italia Nostra il 30 novembre 2004 ha presentato un ricorso al TAR per richiedere l’annullamento delle delibere della Giunta Regionale, del Comune di Battaglia Terme e dell’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei inerenti l’approvazione della edificazione dell’area di pertinenza del complesso “Castello di Sant’Elena – villa Emo”, soggetto a vincolo ai sensi della legge ex 1089/39.
Quest’area è adiacente ma sfortunatamente esterna al perimetro del vincolo storico-artistico, ma è sempre pertinenza della Villa Emo in quanto a ridosso del parco Jappelliano; è inoltre gravata da vincolo ambientale per la prossimità al canale Battaglia ed infine da un ulteriore vincolo ambientale derivante dal fatto che il Piano Ambientale del Parco Regionale dei Colli Euganei classifica tale area come “intorni delle emergenze architettoniche”.
Il precedente P.R.G. assegnava a quest’area un indice di edificabilità di 1mc/mq per un totale di mc 10.725, ma la Variante adottata nel 2001, dovendo recepire le prescrizione del Piano Ambientale, ne esclude la capacità edificatoria ai sensi dell’art.32-33 delle Norme Tecniche che prevedono per questa categoria di aree la conservazione dei connotati naturali.
Successivamente l’Amministrazione Comunale volendo accogliere la richiesta della proprietà di riavere assegnata la possibilità di costruire modifica l’intero comma 7 dell’art.22 delle Norme Tecniche per cui nelle “aree di pertinenza delle emergenze architettoniche” sarebbe spettato al Consiglio Comunale decidere quale destinazione assegnare compresa la possibilità edificatoria fino a 0,1 mc/mq. ma "con il limite massimo di mc.10.000 per ogni singola emergenza”.
Non si può sottacere che il volume edificabile viene calcolato non sulla sola area di pertinenza, ma viene esteso a tutto il complesso monumentale di villa Emo, giardino compreso, per cui anche tutte le superfici vincolate ai sensi della ex 1089/39 concorrono a far ritornare nuovamente la capacità edificatoria agli originari mc.10.000!
Anche in questo caso la Giunta Regionale vuole condividere la responsabilità con l’Ente Parco. Prontamente il Comune controdeduce le osservazioni della Regione allegando il parere favorevole dell’Ente Parco e pertanto la Giunta delibera l’edificabilità dell’area “Intorno di emergenza architettonica (villa Emo)” contestualmente all’approvazione definitiva della Variante il 23 luglio 2004.
Osservazioni alla Variante 9 adottata il 28.02.05
Infine Italia Nostra infine ha presentato le rituali Osservazioni alla adozione da parte del C.C. della Variante n° 5 (successiva alla precedente di cui abbiamo trattato) adottata il 28.02.005 contro l’introduzione del comma 6 dell’art.33 delle N.T.A. che permette la realizzazione nelle zone agricole, anche di specifico interesse, di campeggi per autotrainati e caravan con strutture di servizio.
Questa modifica alle Norme Tecniche consentirebbe di dare una risposta positiva alla domanda della Società che ha chiesto di poter realizzare nella porzione più estrema della Valli Selvatiche un grande campeggio di mq. 200.000 di superficie per un totale di mc.84.000 di costruzioni in un’area classificata ancora una volta “intorno di emergenze architettoniche”, siamo infatti a due passi da villa Emo a Rivella. La Commissione Tecnica del Parco Regionale dei Colli Euganei ha già emesso un parere preliminare positivo.
Per fortuna questa volta si è fatto sentire l’autorevole parere della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali del Veneto Orientale che ritiene che “l’area debba mantenere il suo carattere agrario, le partiture e i segni che la connotano non alterando i rapporti interni né tanto meno quelli con le architetture storiche delle quali rappresenta la” vista” e, in un rapporto di integrazione imprescindibile, insieme costituiscono un brano irrinunciabile di paesaggio veneto”.
Non possiamo che augurarci, confortati dello spirito della nuova Legge Regionale Urbanistica 11/2004, di non dover più essere costretti a defatiganti battaglie contro atti amministrativi che appaiono più motivati da interessi privati che dalla ricerca del bene collettivo e che per mezzo di innovative procedure di confronto scaturiscano quegli obbiettivi che, soli, potranno consentire il raggiungimento di uno sviluppo compatibile anche con la tutela del paesaggio e la conservazione dei monumenti, entrambi documenti della identità e della memoria di una collettività.

Maria Letizia Panajotti, presidente Italia Nostra Padova