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Monitorati i siti in cui il Comune ha programmato i nuovi "parcheggi a corona" - 11/04/2002

 
 

A cura di Yuri Artioli e Andrea Nicolello Rossi - Legambiente Padova

Prato della Valle, piazza Insurrezione, piazzale Pontecorvo e Porta Liviana, Giardini dell'Arena, Porta Savonarola, Porta San Giovanni. Purtroppo questo elenco non è un estratto della guida ai luoghi storico artistici più importanti e significativi di Padova, bensì la localizzazione di sei nuovi parcheggi che l'amministrazione comunale ha deciso di realizzare per ospitare complessivamente 2.550 auto in pieno centro storico, tre dei quali sotterranei, da costruire in aree delicate dal punto di vista geologico (in prossimità di canali o falda freatica) e archeologico (presenza già acertata di reperti).
Queste indicazioni per realizzare nuove infrastrutture, definite parcheggi a corona perché insistono tutti sul perimetro delle mura cinquecentesche, sono contenute nel Piano Urbano della Mobilità (il PUM) approvato da questa amministrazione nel novembre 2001.
La scelta strategica contenuta nel piano ancora una volta è quella di favorire l'uso indiscriminato dell'auto privata, confondendo il diritto di accedere allo spazio urbano con quello di accedervi in auto. Lo spazio urbano è risorsa limitata, chi si sposta in auto e arriva in centro non esercita un suo diritto bensì lede il diritto collettivo alla salute e quello delle categorie deboli/svantaggiate.

Pontecorvo: un autosilos sotterraneo con capienza di 380 posti auto.
E' l'opera in fase di realizzazione più avanzata in quanto il Comune ha già dato parere favorevole ad un progetto presentato da un privato tanto da bandire una gara d'appalto nel dcembre scorso.
Nel progetto della società privata italobelga si prevede la costruzione di un autosilos con 5 piani sotterranei, di 80 metri di lunghezza x 35 m di larghezza, con un'unica rampa di accesso elicoidale a doppio senso di marcia. L'accesso sarà da via Facciolati di fronte alla chiesa di S. Prosdocimo.
La dislocazione dello scavo corrisponde all'area compresa tra la Porta Liviana e l'Ospedale, a ridosso dei giardini storici Treves, realizzati nel 1835 da Jappelli, non lontano dai canali Santa Chiara e canale Alicorno. In particolare il lato sud dell'autosilos sarà distante pochi metri dalle fondamenta di Porta Liviana, costruita nel 1517 da Sebastiano da Lugano, esempio significativo dell'architettura padovana del cinquecento, e non solo di quella militare.
E' in base a questi elementi progettuali proposti da privati che è stata bandita una gara di appalto per l'individuazione dei costruttori.
Così come sono sempre stati i privati a fornire gli studi geologici sulle caratteristiche del terreno in quell'area, mentre il Comune si è limitato ad un controllo ed approvazione a posteriori sulla documentazione fornita. Un procedimento alquanto riduttivo soprattutto in una città dalle caratteristiche geologiche particolari come Padova e dove l'esempio del cedimento dei condomini di via IV novembre in fase di costruzione di un autosilos sotterraneo avrebbe dovuto imporre ben altra procedure, ispirata al principio precauzionale e alla massima cautela.

Prato della Valle: autosilos sotterraneo da 600 posti auto
Il parcheggio, pensato in un primo momento all'interno dell'area dell'ex foro boario antistante al velodromo Monti, viene oggi giorno indicato dall'assessore alla mobilità Menorello come in via di progettazione dentro Prato della Valle, nell'area sud-ovest (di fronte a palazzo Scimeni) in quanto la più lontana dal canale Alicorno e dai probabili resti dell'antico teatro Zairo.
Anche in questo caso siamo di fronte ad indicazioni generiche che diventeranno certezze nel momento in cui qualche privato presenterà uno studio preliminare di fattibilità.
Quello che è certo che su Prato della Valle e su tutta l'area circostante manca un disegno chiaro da parte dell'amministrazione che procede a colpi di singoli progetti annunciati sui massmedia.

Piazza Insurrezione: autosilos sotterraneo da 350-400 posti
In questo caso il PUM parla di "una localizzazione delicata per la quale si prevede un dimensionamento contenuto della struttura intorno ai 350-400 posti auto".
Questa piazza cittadina già soffre per la collocazione di un vasto parcheggio a raso. La costruzione di un autosilos segnerebbe definitivamente il destino di un'area da rivalutare anche in chiave turistico-culturale. Infatti su piazza Insurrezione si affiacciano cinque grandi volumi, elementi focali della riprogettazione-sventramento delle zone centrali padovane compiute nel primo dopoguerra. Ma oggi i palazzi degli architetti Peressutti, Miozzo e Mansutti testimoniano in maniera chiarissima il passaggio dell'architettura italiana dal liberty all'eclettico, dal monumentale di regime al razionalismo moderno compiuto nell'arco di un decennio.

Area ex Cledca: autosilos da 750 posti
Siamo a ridosso del Piovego, di fronte ai Giardini dell'Arena, nella area golenale detta della Porcilaia (perché qui sorge la Porcilaia, un edificio progettato dallo Jappelli nella prima metà dell'ottocento). Si tratta di una vasta area ora adibita a parcheggio provvisorio a raso, che il Piano Regolatore Generale di Luigi Piccinato aveva destinato a verde, inserita nel "sistema mura - acque - verde di Padova".
In questo caso si è abbandonata l'idea di una scavo sotterraneo ma si è optato per una costruzione che si innalzi di cinque piani dal piano campagna. Le uniche notizie al riguardo riportate dalla stampa cittadina riguardano un progetto preliminare approntato in questi termini dallo studio dell'arch. Valle.

Porta Savonarola: parcheggio da 600 posti
Non vi è alcuna indicazione se si tratta di opera in superficie o sotterranea. Quello che è certo è che la realizzazione è collegata alla dismissione della caserma Prandina. Su tale area da anni un comitato popolare di residenti chiede l'ampliamento del piccolo parco esistente che secondo questa ipotesi di autosilos diventerebbe impraticabile. Altrettanto compromesso risulterebbe l'ipotesi di parco del sistema delle Mura che pure ha ricevuto nel recente passato un finanziamento da questa amministrazione.
Invece di progettare un autosilos ci troviamo di fronte ad un'area che avrebbe bisogno di una riprogettazione complessiva che tenesse conto e valorizzasse la presenza di Porta Savonarola, edificata nel '500 dal Falconetto, attualmente ridotta ad insignificante spartitraffico.
Piazzale Savonarola costiutisce inoltre un importante nodo di traffico particolarmente pericoloso per i ciclisti. A ridosso del piazzale terminano due tratti di pista ciclabile, quella che si sviluppa lungo via Vicenza e quella di via Raggio di Sole. In entrambi i casi siamo di fronte a tratti monchi, che lasciano il ciclista in balia del traffico proprio nel punto più pericoloso. In particolare la pista ciclabile di via Raggio di Sole può essere imboccata solamente transitando su di uno stretto marciapiedi (entrando in conflitto con i pedoni) o percorrendo in contromano un tratto di corso Milano in controsenso !!.

Porta S. Giovanni: parcheggio da 600 posti
Anche in questo caso mancano indicazioni precise salvo individuare genericamente l'area della caserma attualmente operante in prossimità di via Euganea.

Misurazioni inquinamento acustico effettuate l'8 aprile 2002

Luogo

Sito

ora

dati Legambiente

dati

anteriori

Porta Savonarola

Angolo v. Raggio di Sole

16.45

74,3

74,2

dic-96

Piazza insurrezione

Angolo v. Baiamonte

17.25

70,4

72,9

nov-96

Cledca

ingresso parcheggio

18.00

73,8

   

Porta S. Giovanni

incrocio v. Milazzo e v. Euganea

10.15

73,4

73,5

feb-98

Prato della Valle

civ. 78 lato prato

10.55

72,7

72,0

apr-97

Porte Pontecorvo

sagrato chiesa di S. Prosdocimo

11.40

66,7

   

Limite di legge diurno: 65 decibel. Valore di qualità diurno 62 decibel
I dati rilevamenti, effettuati con fonometro omologato dal Ministero dell'Ambiente, non sono stati prelevati per l'intero arco della media diurna, ma sono comunque altamente indicativi della stessa.

Tutti sono ben al di sopra del limite, anzi eccettuato le misurazioni a Pontecorvo siamo a più di 70 decibel. I relativamente bassi valori di Pontecorvo si spiegano con la diminuzione del traffico dovuta alla pedonalizzazione del tratto finale di Via S. Francesco.
E' evidente che la costruzioni di autosilos, forti attrattori di traffico, provocherà un ulteriore impatto ambientale in quella zona, soprattutto per l'inquinamento atmosferico e acustico.

I parcheggi a corona non rappresentano esempi positivi di intermodalità, bensì sono attrattori di traffico in centro storico; per ogni posto auto a disposizione bisogna infatti calcolare altre 4 auto che si avvicinano al park con la speranza, infondata, di trovare parcheggio producendo un moltiplicatore di traffico e di inquinamento.
La disponibilità di 2.550 posti parcheggio in area centrale significa (nella più modesta delle ipotesi) un ingombro di auto in sede centrale almeno di oltre 11 km per ogni ora, facendo una media di 4,5 m di area urbana occupata per auto, nelle dinamiche di spostamento.

E significativo notare che, la mappatura acustica predisposta dal Comune di Padova nel 1998 ha misurato 220 strade di Padova. 150 risultano sopra il limite di 65 decibel, ma solo in 70 il rumore supera i 70 decibel. Ebbene la Giunta ha scelto di costruire gli autosilos proprio nelle strade più rumorose, dove invece la legge richiede interventi di risanamento acustico. Proprio il contrario di quanto dovrebbe fare…

ALTRE PROBLEMATICHE DEGLI AUTOSILOS

I pericoli del meccanismo del project financing
L'amministrazione non ha la disponibilità economica dei 68 miliardi necessari alla costruzione dei parcheggi a corona e quindi si affida al meccanismo del project finacial.
Si tratta di lasciare a privati l'intero onere economico della spesa di costruzione dell'opera ricompensato con la concessione gratuita, almeno trentennale, dell'uso del opera stessa. Ma affidare a privati l'azione su aree centrali ed importanti e delicate dal punto di vista ambientale, comporta una riduzione discutibile della sovranità pubblica in ambiti di interesse generale.
In questo modo il Comune ha deciso di abdicare completamente al suo ruolo di indirizzo che gli spetta istituzionalemnte. Il Bando di concorso per la costruzione dei parcheggi con il meccanismo del project financing è costruito esclusivamente su parametri amministrativi, mentre mancano completamente parametri guida di tipo urbanistico ed architettonico. Sarà la commissione finale a giudicare a posteriori le scelte tecniche e gli scenari progettuali presentati dai privati. Un operazione pericolossisima e poco trasparente.

Un'ipoteca urbanistica di almeno 30 anni
Le sei aree dove sorgeranno gli autosilos sono zone importanti della città sia dal punto di vista urbanistico, storico ed architettonico. Di fatto decidere di costruire in quei siti dei parcheggi di tali dimensioni, almeno in tre casi sotterranei, significa porre una pesante ipoteca sul futuro di tali aree. Infatti queste saranno vincolate per 30 anni ad essere le rampe di accesso di park frutto di investimenti di privati che nulla hanno a che fare con il bene pubblico. Di fatto per 30 anni su quelle aree non sarà possibile alcun intervento di modifica della viabilità (pedonalizzazione, moderazione del traffico, rotatorie, cambio di detinazione d'uso, ecc.) perchè avremo pezzi della città ibernati in attesa che scada il loro contratto d'affitto.

AUTOSILOS IN CENTRO "CERTI" MA PERCHEGGI SCAMBIATORI INCERTI
Nel PUM viene dichiarato che oltre alla costruzione dei parcheggi centrali a corona saranno anche predisposti nuovi parcheggi periferici scambiatori. Ma confrontando i numeri dei parcheggi a corona con quelli scambiatori emerge con chiarezza che la priorità è ancora una volta per il traffico privato:

I nuovi parcheggi

Capienza

Tempi di realizzazione

Investimenti

Parcheggi a corona

2.550 posti auto

4 entro il 2003
2 entro il 2010

67 miliardi

Parcheggi scambiatori

4.800 posti auto

Nessuna indicazione

38 miliardi

Se l'amministrazione volesse veramente avviare una politica volta alla salvaguardia della salute dovrebbe porsi come priorità quella di incentivare il trasporto pubblico, soprattutto sulle grandi utenze che provengono dai quartieri periferici della città e dai Comuni contermini.
In una città come Padova dove la distribuzione di servizi e infrastrutture è diffusa in tutto il contesto urbano, rimangono però molti gli spostamenti predeterminati. Dai dati del PUM infatti ricaviamo che i motivi di spostamento giornaliero sono per il 52% per raggiungere il luogo di lavoro e per il 7% per motivi di studio. Ciò significa che il 59% rappresenta una base di spostamento strutturale e non aleatoria. Insomma 467.870 spotamenti/giorno sono una costante del sistema e è a questi che si deve rivolgere l'offerta di servizio pubblico.
Purtroppo il piano messo a punto dal Comune presenta notevoli punti dolenti.

Investimenti Assenti
Una politica della sosta che fosse coerente con il rilancio del trasporto pubblico dovrebbe porsi come prioritaria la costruzione di parcheggi scambiatori. Invece non c'è nei programmi dell'amministrazione nessun impegno di spesa legata a questo tipo di infrastrutture, salvo le due collegate al metrobus.

Capienza insufficiente
La capienza con la quale i parcheggi scambiatori vengono oggi pensati dall'amministrazione, 4.800 posti auto, è assolutamente insufficiente se si vuole realmente incidere nella mobilità padovana facendo aumentare la quantità di utenti del servizio pubblico.
Assumendo come punto di partenza le cifre contenute nel PUM circa gli spostamenti giornalieri i dati su cui tarare i parcheggi scambiatori da costruire in periferia sono gli 83.000 + 52.000 = 130.000 spostamenti auto/giorno dalla periferia urbana o extraurbana verso la città.

 
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