Approvato il Gra e camionabile al posto dell’idrovia

L’8 agosto, come sempre in piena estate e periodo di ferie, la Giunta regionale ha approvato il project financing relativo al GRA, all’Idrovia camionabile e al nuovo canale scolmatore. Un’opera multipla che cambierà radicalmente (stravolgerà) l’assetto del territorio padovano senza significativi benefici per i cittadini ma determinati profitti per quanti l’hanno voluta e la realizzeranno (dal Presidente provinciale Casarin, quadruplicamente interessato in quanto anche presidente della società autostradale PD-VE, presidente della società GRAP e vicepresidente della società autostradale BS-VR-VI-PD, alla cordata di progettisti e di azionisti delle società che vedranno garantiti utili e profitti per i prossimi anni).

Oltre ai guasti conosciuti e denunciati del GRA, circonvallazione esterna a Padova che produrrà ulteriore traffico e collasso viabilistico con relativo aumento dei tassi di inquinamento in una zona ad alto rischio come quella padovana, si aggiunge la definitiva parola fine (con coda di sperpero di ingenti quantitativi di denaro pubblico) sull’Idrovia, incompiuta storica, a favore di una camionabile a pagamento della cui sostenibilità e utilità non esistono certezze, bensì forti dubbi e certe ricadute negative sul piano dell’inquinamento del territorio. Siccome con il non completamento dell’Idrovia e sua trasformazione in via camionabile la messa a rischio dal punto di vista idraulico del territorio, specie di Padova, è evidente a tutti e denunciata in più documenti tecnici specifici, si è pensato bene di investire per costruire il nuovo canale Scolmatore che, i nvece di aggiungersi come opera idraulica di sicurezza all’Idrovia, dovrebbe compensarne le ricadute negative. Un assurdo che la Giunta regionale ora si appresta a far inserire (o a tentare di farlo) nella Legge Obiettivo per garantire di scavalcare ogni resistenza e decisionalità contraria in ambito comunale.

Una battaglia lunga che ha visto mobilitati comitati, associazioni e alcune amministrazioni comunali non può ora rimanere silente di fronte a questo nuovo quadro di un disastro ambientale e territoriale progettato con la realizzazione di queste opere. E’ necessario, infatti, riprendere l’iniziativa sino dai prossimi giorni denunciando l’assurdità di questi progetti.

Paolo De Marchi – consigliere provinciale Verdi