Bandi e banditi

A seguito della presentazione dei progetti 2007 il consiglio direttivo aveva riscontrato un grande decadimento della capacità progettuale delle associazioni. Molti progetti non avevano la potenzialità di incidere sulle povertà, ne di portare realmente ad un miglioramento delle situazioni di emarginazione. Progetti che quindi, stancamente, inseguivano il denaro stanziato piuttosto che ricercare vie nuove o vecchie di reale risposta ai bisogni. A nulla per altro erano valse le numerose richieste di parere, rivolte alle amministrazioni locali, affinché aiutassero le organizzazioni nel definire le necessità del territorio.

Si è pensato dunque, su indicazione del "comitato d’indirizzo", di definire modalità d’intervento che, partendo dalla reale capacità di realizzazione da parte delle associazioni, arrivassero all’obiettivo. Il comitato definiva pertanto un: livello minimo – identificazione delle necessità del territorio mediante focus group, con la definizione di precise linee d’intervento da tramutare poi in precise linee di bando, livello intermedio – far agire assieme più organizzazioni dello stesso ambito per il raggiungimento di un obbiettivo comune, livello complesso – far interagire tutte le organizzazioni di un territorio, a prescindere dal loro ambito di operato, per il raggiungimento di un obbiettivo comune. Il livello minimo, a seguito dei focus group realizzati in tutta la provincia (ai quali hanno partecipato numerose organizzazioni ed enti pubblici) ha permesso di identificare le necessità del territorio, che successivamente sono state tramutate in parametri di bando, tenendo conto delle indicazioni del COGE e della presenza di altri bandi che contemporaneamente erano attivi quali il bando COGE sulla disabilità, e il bando ULS17 sull’assistenza domiciliare.

Il livello intermedio è stato sperimentato nell’area geografica dell’ULS17 dove tutte le organizzazioni operanti in questa area, hanno potuto presentare progetti di intervento sulla domiciliarità, sia rivolta agli anziani come alle persone con disabilità.

Rimane da tentare il livello complesso. Come CSV pensiamo sia necessaria una maggiore capacità di relazione fra associazioni e con gli enti pubblici territoriali e quindi di maggior tempo. Sperimentazioni in tal senso sono prevedibili per il prossimo 2009. Alcune organizzazioni non si ritroveranno nelle linee definite, ciò non significa che siano state bandite, bensì questo bando è una esortazione a sperimentarsi su terreni nuovi e con modalità nuove in un tentativo di mettere sempre più a frutto le risorse che ci vengono affidate.

Per evitare il pericolo della esclusione il bando è stato suddiviso in tronconi che permettono, con poco dispendio progettuale, di realizzare da parte di chiunque quelle che sono le attività tipiche delle associazioni: formazione, rapporto con la scuola, pubblicazioni, promozione del volontariato. Naturalmente tutto ciò necessita di una grande responsabilità da parte delle associazioni nel cercare di redefinire i propri obiettivi affinché arrechino realmente un beneficio pubblico e non la soddisfazione di un desiderio di parte.

Alessandro Lion- Direttore CSV Padova