Come rilanciare la partecipazione a Padova

Il Sindaco ha recentemente conferito a Francesco Bicciato, Assessore all’ambiente, le deleghe alla partecipazione ed al decentramento. Pur mancando ormai poco più di un anno alla scadenza del mandato amministrativo e pur dovendo fare i conti con una pesante eredità (ovvero col sostanziale fallimento delle iniziative di chi lo ha preceduto), l’incarico a Bicciato offre l’occasione per tentare di definire e proporre alcuni obiettivi prioritari su cui impegnare l’attività dell’assessorato nei prossimi mesi, ponendo almeno le fondamenta di una più coerente politica su questo fronte. Un primo segnale molto incoraggiante è già stato ottenuto: a fronte della richiesta da parte dell’associazionismo che ripartisse il lavoro partecipativo sul PAT, interrotto da mesi, il neo assessore ha convocato per mercoledì 21 il primo tavolo di confronto, in un percors o di confronto e lavoro che durerà alcune settimane (vedi "succede in città").

Ma Legambiente ritiene che vi siano altre azioni particolarmente importanti:

a) Costituzione di un gruppo di lavoro, formato da rappresentanti delle principali forze politiche e del mondo dell’associazionismo, che collabori con l’assessore nell’impostazione e nella gestione delle principali iniziative. Orientativamente del gruppo dovrebbero far parte le stesse persone che a suo tempo collaborarono alla stesura del documento programmatico allegato al programma del sindaco.

b) Potenziamento delle attività di Agenda 21 attraverso:

– la definizione di un percorso partecipativo per il PATI – Piano di Assetto Territoriale Intercomunale, la cui elaborazione è sino ad oggi scandalosamente stata prerogativa esclusiva di una ristretta cerchia di amministratori e tecnici comunali;

– l’adozione ufficiale ed il monitoraggio periodico degli indicatori europei di sostenibilità, (tra i quali fondamentale è quello relativo all’impronta ecologica della città) per verificare i trend in atto e se le politiche attivate dall’Amministrazione ci stanno effettivamente facendo fare dei passi in avanti rispetto agli obiettivi a suo tempo definiti con il Piano di Azione Ambientale;

– la costituzione di un gruppo di coordinamento di Agenda 21, costituito dai rappresentanti di forze politiche, categorie economiche e mondo dell’associazionismo (di orientamenti anche opposti, ma convinti dell’importanza dei processi partecipativi nella costruzione delle politiche urbane ed ambientali), che affianchi ed indirizzi il lavoro dei tecnici comunali.

c) Reperimento ed istituzionalizzazione di spazi per la comunicazione interattiva con i cittadini e lo svolgimento delle attività partecipative. In particolare avvio immediato delle attività finalizzate alla formazione di un Urban Center, che l’anno prossimo dovrebbe trovare sede stabile nell’ambito del nuovo centro culturale di San Gaetano. Un luogo dove sia possibile, per tutti i cittadini e le associazioni, avere esauriente documentazione di tutti gli studi, i programmi ed i progetti che riguardano la città già nella fase della loro elaborazione e prima che vengano tradotti in atti amministrativi. Un luogo dove sia possibile un effettivo, costruttivo confronto tra tutte le forze sociali e culturali che contribuiscono alla vita della città e dove venga messa a disposizione di tutti la “cassetta degli attrezzi” che consente di poter leggere ed interp retare piani e programmi e di comprendere le strette relazioni intercorrenti tra le diverse politiche di settore.

d) Attivazione di un vero e proprio Laboratorio di progettazione partecipata per la creazione di una piazza urbana e di un Centro civico a San Carlo, secondo quanto indicato dai risultati della consultazione effettuata e dai documenti programmatici emersi dagli incontri di quartiere.

e) Potenziamento delle attività partecipative dei quartieri, anche ai fini della formazione del bilancio comunale, valutando la possibilità di istituire – nella ripartizione dei finanziamenti – dei meccanismi premianti per i quartieri che dimostrino di aver maggiormente favorito la partecipazione dei cittadini. E’ inoltre auspicabile che venga istituita, in sostituzione od in aggiunta alla conferenza dei presidenti, una vera e propria Consulta cittadina permanente dei rappresentanti dei quartieri, quale punto di incontro e di confronto tra le diverse realtà cittadine e con l’amministrazione comunale.

f) Definizione delle linee programmatiche e degli strumenti necessari per coinvolgere nei processi partecipativi particolari categorie di abitanti, quali i bambini ed i migranti, individuando anche in questo caso non solo forme istituzionali di rappresentanza, quanto soprattutto eventi, luoghi, spazi, metodologie atte a coinvolgerli direttamente nelle problematiche sociali e di crescita culturale della città.

g) Integrazione dello Statuto comunale con principi e norme specificamente finalizzati a favorire la partecipazione dei cittadini al governo delle trasformazioni urbane, nonché regione e democratizzazione dei regolamenti riguardanti le Commissioni del Consiglio Comunale ed i Quartieri.

Sergio Lironi – Presidente Legambiente Padova