FUSIONE ACEGAS – HERA
Chiudere la prima linea dell’inceneritore

“E’ importante che per la prima volta pubblicamente (1) l’Assessore all’Ambiente Alessandro Zan si sia espresso per chiudere la prima linea dell’inceneritore, come da tempo va proponendo Legambiente”.

E’ il commento di Lucio Passi, portavoce di Legambiente Padova, che continua. "E’ importante che la presa di posizione sia arrivata adesso, mentre è nel vivo il percorso per l’accorpamento di AcegasAps con Hera. Infatti questa fusione rischia di azzerare il potere contrattuale del nostro territorio nelle scelte della nuova azienda (Padova avrebbe poco più del 5% delle quote del nuovo gruppo). Se poi aggiungiamo che il nuovo piano provinciale dei rifiuti e il DGRV regionale del 15 maggio, di fatto sdoganano lo smaltimento in provincia di Padova dei rifiuti provenienti da fuori, c’è il rischio che per motivi puramente economicisti Padova diventi il “distretto dell’incenerimento” a partire dalla realizzazione della (già ventilata) quarta linea. Quando invece, i numeri della raccolta differenziata ci dicono che nel giro di poco tempo si potranno chiudere tutte le discariche e basterà solo la terza linea a bruciare tutto il secco non differenziato della provincia.

Allora ha ragione l’Assessore Silvia Clai quando chiede di inserire nel piano industriale in vista dell’aggregazione con Hera una clausola che prevede la chiusura della prima linea e, aggiungiamo noi di Legambiente, serve anche l’impegno a non costruirne altri nel padovano. Chiediamo anche a Zan, e ai molti consiglieri che sono per la chiusura della prima linea, di sostenere questa posizione.

Ed hanno ragione anche i tanti che esprimono preoccupazione su come sta avvenendo la fusione (o forse è meglio dire l’incorporazione) Hera-Acegas. Dalla Cgil e all’IDV che chiedono più trasparenza e di poter discutere del piano industriale, al Comitato per l’Acqua bene Comune, a Rifondazione ed ai Grillini che sostengono, a ragione, che le modalità dell’aggregazione sono in controtendenza con gli esiti dei referendum sull’acqua del giugno 2011 (recentemente confermati dalla corte costituzionale) e che rischiano di portare ad un’ulteriore privatizzazione dell’acqua. Senza dimenticare le posizioni di Pdl e della Lega Nord. che criticano l’impostazione dirigista della fusione.

Ce n’è abbastanza – conclude Passi – per frenare sull’operazione ed avviare un vero dibattito che coinvolga la città. Non basta il Consiglio Comunale previsto tra settembre ed ottobre. Su un tema di tale importanza per il futuro della città andrebbe istituito un forum pubblico ad hoc, che guidi il processo decisionale, nel quale si confrontino i decisori politici con esperti del settore, categorie, associazioni e comitati ei cittadini, organizzazioni sindacali.

Scegliere o meno questa strada, servirà, per altro, anche valutare se i futuri candidati Sindaci vogliono rompere con l’impostazione decisionista tenuta dal Sindaco in questi anni.

Nota 1) Seppure senza molto risalto pubblico l’indicazione per la chiusura fu sottoscritta da Zan già nel 2009, aderendo al Patto per l’Ambiente tra Legambiente e alcuni consiglieri e amministratori (oltre a Zan aderirono altri due Assessori, Clai e Colasio, la Presidente del C.C Ruffini e altri sette consiglieri comunali di maggioranza: Verlato, Cusumano, Evghenie, Guiotto, Pisani, Lincetto, Scapin.)