Il parco fotovoltaico a Campo di Marte sia l’occasione per una riqualificazione complessiva

Parco Fotovoltaico a Campo di Marte

Legambiente: sia l’occasione per avviare una riqualificazione di tutta l’area

Abbiamo appreso che il  Gruppo FS Italiane ha in programma di realizzare un parco fotovoltaico da 4,45 MW di potenza nell’area dell’ex stazione di Campo di Marte. Tale progetto rientra in un ampio piano nazionale che mira a rendere il Gruppo Fs, oggi il primo consumatore di energia in Italia con il 2% del consumo nazionale, un autoproduttore di energia rinnovabile in grado di soddisfare autonomamente il 40% del proprio fabbisogno energetico, producendo fino a 2,6 TWh, grazie a un investimento di oltre 1,6 miliardi di euro. Oltre alla produzione di energia pulita, un’importante finalità dell’operazione è quella di ridurre il prelievo di energia dall’infrastruttura pubblica, nei prossimi anni sempre più “sotto pressione” per la transizione energetica in corso.

Nell’area ex-Campo di Marte che versa in uno stato di  sostanziale abbandono, di fatto i lavori sono iniziati già a metà settembre, con il taglio di alcuni alberi: 40 a detta dei residenti, 16 secondo il Comune, per liberare spazio nell’area che tra i binari ferroviari e il quartiere Palestro ospiterà, dislocati in 55.000 mq, oltre 9.500 moduli fotovoltaici che saranno allacciati direttamente alle linee ferroviarie.

“L’idea di realizzare un parco fotovoltaico in un’area privata in disuso da molti anni è apprezzabile – dichiara Francesco Tosato, Vicepresidente di Legambiente Padova – a lasciare perplessi, semmai, sono invece le modalità con cui si è venuti a conoscenza di tale progetto: perché solo dopo la denuncia dell’abbattimento degli alberi in corso fatta dai residenti è arrivata  una  tardiva e scarna comunicazione dell’intervento da parte del Gruppo FS, mentre il Comune sembrava ammettere di essere stato colto di sorpresa”.
Solo di recente il Comune ha comunicato di non aver la facoltà di approvare o meno il progetto del parco fotovoltaico, che sarebbe realizzabile in area privata ad uso verde con procedura semplificata in base alla normativa nazionale, ma di aver dato indicazioni sulla compensazione delle piante abbattute con la piantumazione di 134 nuove alberature, anche con la funzione di mitigare la presenza dei pannelli fotovoltaici.

“L’idea progettuale si configura in ogni caso come un intervento molto importante per la produzione di energia da fonti rinnovabili su di un’area abbandonata ormai da decenni dove, oltre ai terreni destinati ad ospitare il parco fotovoltaico, restano ancora altri 25.000 metri quadrati coperti da capannoni in disuso su cui sarà necessario elaborare un piano urbanistico di riqualificazione. Un piano che chiediamo venga elaborato sulla scorta di un masterplan che dovrà precedere qualsiasi ulteriore intervento nell’area, prosegue Tosato.

Legambiente Padova a tal proposito ricorda che nel 2019 la Regione Veneto, il Comune di Padova ed RFI – FS Sistemi Urbani hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa (DGR n. 1672 del 12.11.2019) con cui le parti si sono impegnate a definire gli interventi da progettare/sviluppare/realizzare necessari al potenziamento e alla valorizzazione del Nodo ferroviario di Padova, anche in previsione del completamento del corridoio Alta Capacità / Alta Velocità. Tra gli interventi da concordare e progettare vi sono anche quelli della riconversione ad usi urbani delle aree ferroviarie non più funzionali all’esercizio, ovvero delle aree limitrofe alla stazione di Padova Centrale (circa 53.000 mq) e delle aree dell’ex scalo merci di Campo di Marte (circa 120.000 mq). Per definire il nuovo futuro assetto territoriale le parti si impegnavano altresì a predisporre un documento di fattibilità che poteva “essere corredato da un Masterplan per la rigenerazione, riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree ferroviarie disponibili alla trasformazione, comprendente l’ambito della stazione centrale e quello di Campo di Marte”.
Per le aree della stazione centrale venne a questo fine conferito un apposito incarico allo studio dell’architetto Stefano Boeri, nell’ambito del più generale incarico relativo al nuovo Piano degli Interventi. Analogo incarico non è però stato dato per Campo di Marte dove le Ferrovie dello Stato, con propria autonoma iniziativa non concordata con il Comune, hanno predisposto il progetto del campo fotovoltaico, mentre resta ignoto il futuro della restante parte dell’area.

Posto il naturale sostegno a opere che contribuiscono al processo di decarbonizzazione del Paese e specificate le perplessità relative alle modalità comunicative e in parte procedurali del progetto dell’area ex Campo di Marte, chiediamo:

–  di conoscere le motivazioni e il processo decisionale che hanno portato a individuare l’area di Campo di Marte come idonea a ospitare il progetto di parco fotovoltaico;
– che vengano definite le modalità realizzative dell’impianto fotovoltaico intervenendo per assicurare il suo ottimale inserimento nel contesto paesaggistico ed ambientale dell’area e richiedendo altresì la bonifica dei terreni per una completa riqualificazione;
– che il parco fotovoltaico possa includere il parziale utilizzo dell’impianto per la produzione di energia da destinare alla realizzazione di un progetto di Comunità Energetica Solidale da realizzare in quartiere.
– che almeno per l’area di Campo di Marte non interessata dalla realizzazione del parco fotovoltaico, venga predisposto un masterplan che preveda adeguata informazione, partecipazione pubblica e un piano di fattibilità economica con l’obiettivo di dare spazio alla realizzazione di servizi di quartiere nell’ottica della “Città dei 15 minuti”.