Interramento dell’elettrodotto, una vittoria importante

L’11 aprile del 1996 in seguito all’assemblea “Bruciare copertoni produce diossina?”, un gruppo di cittadini del quartiere Carmine, tra cui spiccava la figura di Don Francesco Buso, propose di ritrovarsi la settimana successiva nella sala Parrocchiale. Il 23 Aprile 1996 erano decine le persone presenti, provenienti da Monselice, Este e Baone, con storie, filosofie, percorsi, idee politiche molto diverse. Insieme decisero di costituirsi in Comitato. Tra le varie proposte di nome, prevalse quella che diventerà una sigla protagonista di decine di battaglie ambientali: Comitato Popolare "lasciateci respirare".

Le tappe principali di questi dieci anni di attività
· Nell’estate 1996 inizia una mobilitazione costante che costringe Italcementi a sospendere il progetto di utilizzare i copertoni come combustibile.
· Nel 1997 inizia un’altra grossa battaglia che si protrarrà sino ai giorni nostri, contro la costruzione di un elettrodotto da 132 kv. Nel frattempo il Comitato sì mobilità per chiedere il divieto di transito ai camion in Via valli e la costruzione di una Pista ciclabile che colleghi il quartiere Carmine al Centro Storico.
· Nel gennaio 2001 il Comitato deve mobilitarsi nuovamente per impedire il nuovo progetto Italcementi di utilizzare le “Farine Animali infette” come combustibile per i forni da cemento. Anche questa mobilitazione raggiunge lo scopo di evitare la realizzazione di questo proposito dei cementieri.
· Nel 2002 – 2003 il Comitato rivolge la sua attenzione contro il proliferare delle stazioni radiobase per la telefonia mobile, la presenza dell’escavazione nei Colli Euganei, i progetti di cementificazione all’interno dell’area Parco Colli, il traffico dei rifiuti tossici e nocivi, etc. Iniziative che lo ritrovano ancora oggi coinvolto.
· Nell’estate 2004 esplode in tutta evidenza il fenomeno degli “Odori acri”. Nonostante i tentativi di depistare la popolazione e di minimizzare il problema, l’attività incalzante del Comitato costringe le amministrazioni Comunali e provinciali a sollecitare controlli e misure cautelative nei confronti dei cementifici.
· Dopo varie analisi di ARPAV che rilevano ai camini sostanze tossiche e cancerogene, nel febbraio 2005 la Provincia emette un’ordinanza con la quale vieta l’uso dei rifiuti nel processo produttivo della cementeria Radici.
· Il 25 febbraio 2006 il Comitato propone, con gran successo di partecipazione, un incontro nazionale con tutte le realtà che si battono contro l’inquinamento prodotto dai cementifici.
· Nell’ agosto 2006 i Comuni di Monselice-Este-Baone, la provincia di Padova, la Regione Veneto ed ENEL Distribuzione, sottoscrivono il Protocollo d’intesa che prevede l’interramento dell’elettrodotto da 132 Kv in tutto il territorio interessato, la schermatura dei cavi nei pressi delle aree residenziali, l’abbandono di tutte le controversie giudiziarie in atto, anche nei confronti dei cittadini.
– Sabato 21 ottobre 2006 una festa per la vittoria ottenuta con dieci anni di battaglie. L’appuntamento è alle 16.00 all’ostello di Valle San Giorgio di Baone. Sarà presentato il protocollo d’intesa per elettrodotto e verrà illustrato il nuovo percorso previsto per la linea interrata. Seguirà una tavola rotonda sul tema: “Il ruolo dei comitati nella difesa della salute, dell’ambiente e del territorio: le sfide del nuovo decennio.

Francesco Miazzi