LA PAURA DEL COVID E IL TEMPO INCERTO NON FERMANO LA FESTA DI LEGAMBIENTE

“Oltre quaranta volontari nei sei stand gestiti direttamente da Legambiente, trentadue Associazioni e realtà cittadine che si occupano di ambiente presenti in piazza (vedi qui), cinque gruppi di animatori e d’intrattenimento musicale, stimati migliaia di visitatori nell’arco di 9 ore”: Sandro Ginestri snocciola i dati a consuntivo dell’annuale festa cittadina di Legambiente. “Anche quest’anno – continua – i padovani hanno dimostrato di apprezzare la nostra manifestazione finalizzata a sensibilizzare e mobilitare i cittadini sui principali temi ambientali di Padova, promuovere stili di vita sostenibili e il volontariato ambientale. Ringraziamo l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Padova che ci ha sostenuto nell’organizzazione di questa giornata”.

Ricco, nel rispetto delle regole anti Covid, il programma di intrattenimenti per i bimbi e adulti (vedi qui) 

Conclude la festa, nel tardo pomeriggio, lo spettacolo di hip hop, balli caraibici e di gruppo a cura di Acli soul D@nce.

“Tra i tantissimi temi della festa- sottolinea Ginestri – abbiamo messo al centro la mobilitazione per il Parco del Basso Isonzo. Bisogna fermare la cementificazione nei terreni dell’ex IRA in quell’area. Il Comune individui soluzioni alternative  scongiuri le  altre  potenzialità edificatorie, che vanno eliminate nel nuovo Piano degli Interventi (ex Prg) che l’Amministrazione si è impegnata ad approvare entro la fine del mandato. E’ indispensabile perimetrare l’area del Parco, definire linee guida vincolanti e predisporre di un Piano Guida unitario (Master Plan). E’ stato naturale,quindi, dare ampio spazio al neo Comitato per il Parco del Basso Isonzo che proprio alla nostra festa ha presentato l’Appello/Manifesto per il Parco agricolo del Basso Isonzo da consegnare al Comune (VEDI ALLEGATO) e su cui oggi è iniziata la raccolta delle firme dei cittadini per dargli maggior forza”ALLE ORE 13 ERANO GIÀ’ STATE RACCOLTE 200 FIRME.

Matteo Sandon, tra i promotori dell’Appello, così motiva la nascita e le proposte del Comitato. “Padova, dove gli abitanti sono in flessione da anni (1000 in meno solo bell’ultimo), ha cementificato più del 50% del suo suolo e si ritrova  migliaia di abitazioni e magazzini inutilizzati. Non abbiamo bisogno, quindi, di altre costruzioni sui terreni ad uso verde-agricolo superstiti: vanno tutelati e preservati. Il Comitato nasce con queste finalità e chiede al Comune il riconoscimento formale del Parco Agricolo Basso Isonzo”.