La Variante sull’ex caserma Romagnoli approvata la settimana scorsa dal Consiglio Comunale di Padova, nasceva con l’obiettivo dichiarato di sbloccare la rigenerazione di quell’area e di compensare così il consumo di suolo concesso dall’Amministrazione comunale con il nuovo hub logistico dei supermercati Alì a Granze di Camin. Nella delibera di approvazione dell’hub logistico, infatti, è previsto che, con il cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli divenuti edificabili, Alì guadagni un plusvalore fondiario di circa 11 milioni di euro, ne versi al Comune 7.5, e che il Comune ne utilizzi 5.5 per espropriare la Romagnoli avviando così la rigenerazione dell’area.
“Ora che l’ex caserma Romagnoli è stata acquisita da una società privata che cederà gratuitamente i terreni da destinare a parco, non serviranno più i soldi di Alì per espropriare l’area, ed è una fortuna, visto che quei denari sono attualmente congelati in attesa dell’esito dei ricorsi al TAR contro l’hub logistico, uno dei quali ha appena ottenuto la sospensiva dei lavori da parte del Consiglio di Stato” commenta Francesco Tosato, Presidente di Legambiente Padova.
Visto che esiste la possibilità di ottenere dei finanziamenti per la realizzazione dei parchi, come è stato fatto ad esempio per l’ex caserma Prandina di corso Milano, Legambiente chiede perciò al Comune di attivarsi per individuare al più presto possibili finanziamenti pubblici per la realizzazione del nuovo parco a Chiesanuova. Suggerisce inoltre che la consegna dei terreni bonificati su cui realizzare la nuova area verde, avvenga come primo step del percorso di rigenerazione e non dopo la realizzazione delle nuove cubature.
“Come abbiamo denunciato più volte – aggiunge inoltre Tosato – poichè la rigenerazione dell’ex caserma Romagnoli compenserebbe solo la metà del suolo che verrebbe eventualmente consumato a Granze di Camin, se dopo i ricorsi al TAR i 5.5 milioni di Alì saranno ancora disponibili, crediamo che il Comune dovrebbe utilizzarli per opere di rinaturalizzazione del suolo da realizzarsi prioritariamente nel quadrante est della città e nella Zona Industriale, dove ricadono gli impatti dell’hub logistico di Alì.” Utilizzare in altro modo quelle risorse, ad esempio per attrezzare il parco di Chiesanuova o per interventi di altro tipo, secondo Legambiente significherebbe replicare un modello già ampiamente usato nel passato, dove il suolo veniva utilizzato come un bancomat da cui ricavare soldi per opere pubbliche in cambio della sua cementificazione. Un modello che ci ha portato ad avere un primato sul consumo di suolo davvero poco invidiabile per le conseguenze che comporta sul fronte degli allagamenti, delle ondate di calore, della perdita di biodiversità e di risorse ecosistemiche.
