La Scuola della Carità riaprirà nel 2007

Per 70 anni il restauro della Scuola di S. Maria della Carità è rimasto nel limbo dei progetti sospesi: il primo progetto fu elaborato negli Anni Trenta e prevedeva una spesa di 50mila lire. Quell’ipotesi – lontana nel tempo come nelle cifre – diventa finalmente realtà anche grazie all’impegno profuso dai volontari di Salvalarte che per anni hanno consentito ai padovani di poter godere di uno spazio unico. Anche la loro presenza, infatti, ha portato alla decisione di metter mano, finalmente, al restauro della Scuola. Silvano Schiavo e Angelo Galato, responsabili del gruppo Salvalarte di Legambiente Padova sono soddisfatti: “E’ stato finalmente raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi quando nel 1998, dopo più di venticinque anni di completa chiusura della Scuola della Carità, con altri volontari di Legambiente iniziammo a riaprila al pubblico. Con noi, in questi anni, ci sono stati anche i volontari dell’Andromeda Society, ed in particolare Gianfranco Maritan, prima persona a riaprire al pubblico la sala, dandoci cosìl’idea e lo spunto per il nostro intervento".
E’ la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a sostenere il restauro della Scuola della Carità con un contributo di 1 milione e 660 mila euro, a fronte di una spesa complessiva stimata in circa 2 milioni di euro.
Con il mese di ottobre sono partiti i lavori relativi alla parte edilizia, che prevedono il consolidamento strutturale delle capriate in legno, dei solai, delle murature e dei pilastri, il rifacimento del manto di copertura e degli intonaci esterni, il restauro del portico interno, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la realizzazione di un nuovo pavimento in legno, di nuovi impianti di riscaldamento e di un apposito impianto illuminotecnico, oltre alla realizzazione di servizi igienici e di sale interne al piano ammezzato.
Conclusa questa prima fase, che durerà 270 giorni, la seconda fase dell’intervento riguarderà il restauro del soffitto ligneo e il restauro del prezioso ciclo di 13 affreschi eseguiti nel 1579 da Dario Varotari, padre del più celebre Alessandro detto “il Padovanino”. Il recupero del ciclo pittorico sarà completato entro il 2007, secondo il progetto messo a punto dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Veneto.
Correva l’anno 1998 quando Legambiente lanciò l’iniziativa di volontariato ambientale “Salvalarte”, con l’obiettivo di aprire al pubblico, senza costi né per il Comune né per i cittadini, alcuni gioielli d’arte: “Da allora – dice Silvano Schiavo – insieme a tanti altri volontari di Legambiente, con costanza siamo stati presenti alla Scuola della Carità con lo scopo di valorizzarla, “spiegarla” e farla amare da tutti. A migliaia, in questi anni, tra turisti e padovani l’hanno perciò visitata e conosciuta. Crediamo che questa piccola ma continua goccia sia servita a scavare nel mare dell’indifferenza che aveva obliato questo monumento nella memoria della città, e a portare al restauro.
In questi anni sono stati resi visibili gratuitamente grazie all’impegno dei volontari ambientalisti numerosi luoghi d’arte: l’Oratorio del Redentore, La Chiesa di San Luca, Palazzo Mussato, San Michele a Pozzoveggiani, l’Oratorio di San Bovo, la Scoletta del Carmine, l’acquedotto ai giardini della rotonda. L’obiettivo di Salvalarte era ed è quello di trasmettere un’idea chiara: Il futuro d’Italia è affidato alla capacità di far fruttare la sola risorsa di cui siamo ricchi: l’immenso patrimonio costituito dall’intreccio di storia, arte, cultura e natura dei nostri Comuni.
Peccato solo che per questa inaugurazione non ci sia giunto nessun invito.

dg