No ad un nuovo ospedale, meglio gestire una quotidianità difficile

Da cinque anni interveniamo in tema di Sanità e Ospedale (anche con iniziative e convegni) senza essere primari (o deputati regionali), ed avendo la presunzione di non avere la loro superficialità (e arroganza). E i loro interessi. E dopo aver ricordato che l’industria del farmaco è una di quelle che governa il mondo, non scherzi. E che ogni giorno diventa più evidente che siamo noi al servizio della tecnologia e del suo mercato, non viceversa.
Il dibattito sul nuovo Ospedale di Padova ci lascia senza parole: invece di sistemare bene ciò che c’è (ha ragione Fabio Verlato a chiedere impegno economico per la Lungodegenza e le Rianimazioni) si pensa un nuovo, con un dispendio economico incredibile, che non riflette sulla durissima quotidianità di quello che c’è. E penso a ciò che i super primari non dicono di certo, che ha a che vedere con i letti in corridoio, i tagli continui di stanze, i colleghi infermieri ed operatori che chiedono trasferimenti in blocco, anziani in luoghi per acuti, sindacati fantasma vecchi e senza idee, medici specializzandi senza speranza: tutto ciò non sarà risolto da un nuovo Ospedale, ma da un nuovo approccio ai problemi.
Nell’auspicio la Sanità resti al pubblico e non a quel privato che sta avanzando, senza freni.
Il nuovo è intelligente se risolve i problemi. Un nuovo ospedale risolverà i rapporti acuti/lungodegenze?
Risolverà il tragico dello stipendio degli operatori sanitari a cui è affidata la vita dei nostri cari?
Risolverà il fatto che nelle Medicine ci sono per 11 ore di notte due infermieri per 50 pazienti spesso all’ottanta per cento gravissimi? Affronterà il modo "disciplinare" con cui viene affrontato e risolto il dissenso? O il dissenso per il mondo della politica non ha senso alcuno, al di là della "ciacola"?
Persino Surenda Narne, uomo non certo di sinistra, anzi, si è indignato perché l’Azienda ha fatto a lui quello che ha fatto ad interi reparti e strutture: lo ha tagliato. Ma si sa, che finché le cose toccano agli altri…
Niente nuovo ospedale, direttore, ma una nuova riflessione che esca dalle logiche del mercato e della sua lex, che non è ineluttabile e non è un destino. Come non lo è il privato e il suo avvento. Lo diciamo, solitari, da anni.

Gianni Buganza, responsabile sindacato RdB Azienda sanitaria di Padova