NO ALLA QUARTA LINEA DELL’INCENERITORE
I rifiuti di altre province verrebbero bruciati a Padova

Non è la prima volta che si sente parlare di una quarta linea dell’inceneritore e ovviamente la contrarietà di Legambiente è totale. Da tempo, infatti, Legambiente chiede, non da sola, che all’apertura della terza linea, si chiudesse la prima, proprio per evitare il rischio (o una politica calcolata?) che la grande capacità di incenerimento attirasse  rifiuti da fuori provincia, contraddicendo uno dei principi della moderna gestione dei rifiuti: ogni territorio gestisca quelli che produce
 
Il comproprietario di Acegas, il Comune di Padova, non può e non deve permettere che con la costruzione della quarta linea si sancisca la politica sbagliata dell’importazione di rifiuti.
 

Legambiente torna a chiedere che si incentivi invece la raccolta differenziata e che con essa si chiuda la prima linea e le discariche presenti in provincia. Un obiettivo realizzabile cifre alla mano: la produzione totale di rifiuti in provincia di Padova nel 2008 è stata di 464.000 tonnellate e la percentuale media di raccolta differenziata si attesta al 58%. Le tre linee dell’inceneritore di Padova sono in grado di bruciare 520 tonnellate di rifiuti al giorno, poco meno del 42% dei rifiuti che in provincia non rientrano nella raccolta differenziata. Nei prossimi anni quindi, portando la raccolta differenziata al 70% sarebbero sufficienti sole linee 2 e 3 dell’inceneritore a bruciare il rifiuto secco residuo, senza bisogno della linea 1° e delle discariche. Un risultato possibile, considerando che i comuni della nostra provincia sono già oggi arrivati alla soglia del 65% di raccolta differenziata. Il salto lo deve fare il Comune di Padova che si attesta al 42,5%.