PADOVA NON SOLO PM10, MA ALTRI 3 INQUINANTI#st#Legambiente propone una svolta per affrontare l’inquinamento: un patto

Secondo l’ARPAV a Padova l’anno scorso l’inquinamento atmosferico è risultato fuorilegge per ben 4 inquinanti.

  • Ozono. Sono  72 i giorni in cui l’Ozono ha superato il limite  per la protezione della salute umana, quando la legge prescrive un massimo di  25 superamenti l’anno (Dgl 21 maggio 2004, n. 183). E’ il secondo valore più altro di tutto il veneto (VEDI TABELLA)
  • Benzo (a) Pirene. Supera da anni il valore limite di 1 nanogrammo, (media annua) attestandosi a 1,4.
  • PM10. Le micropolveri nel 2005 hanno registrato ben 145 giorni al di sopra del limite di legge giornaliero, contro i 35 ammessi. A ferragosto 2006 eravamo 103 superamenti, e c’è quindi il serio rischio di chiudere l’anno in corso con un numero ancora più elevato che nel 2005.
  • Biossido D’azoto. E’ fuori legge, nel quartiere Arcella, dove nel 2005 la media annua fu di 55 microgrammi contro il valore limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria (comprensivo del  margine di tolleranza previsto per il 2005).

Tra poco più di un mese Padova ripiomberà nelle diatribe sui provvedimenti da prendere per arginare l’inquinamento. Ma prima di tutto bisogna partire da questi dati oggettivi: ora che l’Ozono ha nuovi limiti codificati significa che a Padova lo scorso anno tra PM10 e Ozono ben 217 giorni suo 365 abbiamo respirato aria inquinata. Due giorni su tre avvelenati. Senza contare che i limiti annuali di Benzo (a) Pirene Biossido di Azoto  sono sforati consecutivamente da vari anni.

La situazione è tale che non può continuare ad essere affrontata come negli anni passati.

Secondo Lucio Passi, Coordinatore di Legambiente “il Sindaco e la Giunta devono capire che il problema ha raggiunto dimensioni tali per cui l’Amministrazione deve affrontarlo in modo nuovo, più ampio e incisivo. Per prima cosa Sindaco è Giunta devono capire che il problema è sanitario prima che ambientale, ed è così ampio e grave che l’Assessore all’ambiente non può essere lasciato solo ad affrontarlo.”

“A Padova – continua Passi – serve un sforzo collegiale da parte di tutta l’Amministrazione che deve coordinare le varie politiche: infrastrutture, mobilità, ambiente… guidandole all’obiettivo della riduzione delle emissioni di inquinanti.

Naturalmente il problema del Pm10, si sa, può essere risolto globalmente solo su scala regionale, se non più ampia. Se è vero che la politica della Regione veneto è assolutamente insufficiente resta il fatto che ogni città deve fare la sua parte. Padova dovrebbe porsi degli obiettivi graduali di riduzione delle emissioni, condivisi da tutti coloro che ne sono responsabili e decidere insieme quali impegni adottare.

 “Ma per far ciò  bisogna coinvolgere la città. Nessuna lotta all’inquinamento può avere successo se la città non viene coinvolta capillarmente e globalmente.

Legambiente chiede al Comune di istituire un forum civico permanente per la lotta all’inquinamento atmosferico.” E’ bene ricordarlo “il Forum dei cittadini” è previsto espressamente a pagina 31 del programma dell’Amministrazione Zanonato approvato dal Consiglio Comunale il 7 luglio 2004. Che testualmente cita <<Il Comune promuoverà la costituzione del “Forum dei cittadini” che in modo permanente e organizzato provvederà a migliorare la comunicazione e la reciproca informazione fra popolazione e amministrazione in ordine a fatti, problemi e iniziative che investano gli interessi collettivi. Il Forum potrà essere organizzato:per materia, per territorio, per aggregazione di interessi>>.

 Un simile forum, secondo Legambiente,  va costituito con le categorie economiche, le associazioni ambientaliste, le organizzazioni dei lavoratori, gli enti di ricerca, rappresentanti del C.d.Q, i mobility manager comunali e aziendali. Al Forum devono partecipare per il Comune, non solo l’Assessore all’ambiente, ma anche l’Assessore alla mobilità, che è la principale responsabile delle emissioni dell’inquinamento. Un forum che si deve dare come obiettivo quello di diminuire ogni anno, una certa quota di emissioni d’inquinanti.” Gli strumenti tecnici per capire dove e come intervenire per ridurre ci sono – assicura Passi – è allora necessario attuare le relative politiche, che, una volta condivise, dovranno vedere ogni soggetto partecipante al Forum prende l’impegno di praticarle o sostenerle per quanto di sua competenza. Stiamo preponendo di siglare un patto contro l’inquinamento, insomma”.

E qui l’Assessore alla Partecipazione Scortegagna dovrebbe votarsi anima e corpo per favorire la riuscita di quello che potrebbe essere il primo grande esperimento di partecipazione cittadina, visto, tra l’altro,  le magre figure collezionate dal centro sinistra sul tema della partecipazione dopo le tante promesse elettorale (eccettuati lodevoli limitati casi come Agenda 21 o i laboratori di quartiere nel CdQ 3).

Per formalizzare queste proposte Legambiente invierà, nei prossimi giorni, una lettera ufficiale a Sindaco, Assessori e Capogruppo.

Passi ci tiene a concludere con una sottolineatura. “Il pieno coinvolgimento dell’Assessore alla mobilità Rossi in questa battaglia per la riduzione delle emissioni è condizione sine qua non perché essa riesca. L’equazione <<riduzione del traffico-riduzione delle emissioni è lineare>>, ma senza di lui non si può fare. Se i partecipanti al forum – altrettanto importante è che commercianti e artigiani ne facciano  parte- si assumessero l’impegno di ridurre ogni annuo quote di traffico si potrebbe presto rinunciare alle targhe alterne, conseguendo risultati anche migliori in termini di mancate emissioni. Però gli sforzi sarebbero vanificati se non trovassero adeguata sponda nell’Assessorato alla mobilità per coordinare e implementare le scelte condivise al forum e trasformarle in politiche.

Legambiente, per parte sua ne propone alcune:

1)  Trasferire quote di mobilità dal trasporto privato a quello pubblico. Se ne parla da molto ma finalmete oggi si sono create le condizioni economiche per il rilancio del trasporto pubblico attraverso l’utilizzo parziale dagli introiti delle multe dei tasgressori della Zona a Traffico Limitato. Prendendo come base l’attuale rete di servizio APS con un investimento di 1,5 milioni di euro è possibile migliorare le frequenze su tutte le linee. E’ possibile cioè realizzare 8 linee di forza (frequenze sotto i 10 minuti) rispetto alle 3 attuali, e portare le rimanenti dieci linee a frequenze massime di 15 minuti, contro la media di 20-25 minuti attuali. Che siano 5-6- o 7 i milioni di Euro che entreranno nelle casse comunali con le multe ZTL, ci sono soldi  sufficienti per investire nel settore, ed anche per creare nuovi parcheggi scambiatori alle entrate della città.

2) Un trasporto pubblico potenziato, con i parcheggi scambiatori ad alcuni accessi della città permetterebbe di iniziare ad applicare il road pricing. Alle entrate della città l’automobilista deve essere messo di fronte alla scelta: o parcheggiare e prendere l’autobus o pagare un salato pedaggio urbano per proseguire, pedaggio che sarà investito per potenziare ancora il trasporto pubblico, Con questo sistema  a Londra in un anno hanno diminuito il traffico del 30% e l’inquinamento del 15%.

3) Investire, grazie anche al nuovo fondo regionale, per potenziare la piattaforma logistica (ecoporto) per razionalizzare il trasporto merci diminuendo gli innumerevoli furgoni che percorrono la città.

4)  Accelerare la realizzazione della rete di piste ciclabili (attualmente ci sono 5 milioni e mezzo d’euro disponibili ) in tutta la città e rendere il centro storico una sola grande area di ciclabilità diffusa come a Ferrara e Reggio Emilia, per favorire l’abbandono dei mezzi a motore a favore dell’uso della bici.