PM10: 43 I COMUNI MONITORATI IN PROVINCIA DI PADOVA.#st#TUTTI SUPERANO I LIMITI DI LEGGE

Legambiente elabora i dati ARPAV e lancia l’allarme:"Non sono più rinviabili provvedimenti uguali ed incisivi in tutta la provincia e la regione".
Sono più di 40, nella sola provincia di Padova i Comuni dove l’ARAPV ha compiuto campagne di misurazioni del Pm10.
Si tratta di campagne di monitoraggio di alcune settimane, ma che permettono, grazie ad un modello scientificamente testato,  di correlare questi dati con quelli rilevati tutto l’anno nel capoluogo, stimando con un’approssimazione vicina alla certezza l’andamento del Pm10 in questi comuni.

I risultati sono brutali. Nei 43 comuni monitorati fino ad oggi solo 3 rispettano il limite di legge annuale (40 microgrammi per metro cubo d’aria) mentre si stima che tutti nel 2005 abbiano ampiamente superato il limite massimo di 35 giorni in cui il Pm10 può superare i 50 microgrammi giornalieri

Si va dai 72 sforamenti di S. Pietro in Viminario, ai 97 di Due Carrare e Lozzo, ai 103 di Polverara e Conselve, ai 113 di Abano e Battaglia,  ai 130 di Vigonza e Borgoricco, ai 155 di Rubano ed Este, ai 176 di via Chiesanuova a Padova, i 179 dell’Arcella e i 189 di Cittadella. (vedi tabella 1)

Per  8 Comuni Legambiente ha già elaborato le stime riguardanti il periodo 1 gennaio- 23 febbraio 2006: Padova Arcella 44 sforamenti, Monselice 41, Montegrotto 45, Cadoneghe 46,  Camposampiero, 45, Borgoricco 45,  S. Giorgio in Bosco 37, S.M. di Lupari, 40. (vedi tabella 2)

Risultati che possono modificarsi in alcune situazione specifiche ma che definiscono una tendenza incontrovertibile: l’inquinamento da micropolveri è omogeneamente al di sopra dei limiti di legge in tutta la provincia.

“In realtà è così in tutto il Veneto e pianura padana – ribadisce Lucio Passi, della Segreteria regionale di Legambiente Veneto. “Questi risultati sono molto brutti, ma non sono una sorpresa per chi come noi si occupa da tempo del problema: sono anni che andiamo ripetendo agli Amministratori comunali che nessuno più chiamarsi fuori. E’ invece a parte Padova con due terzi dei comuni della cintura, e Mestre, nessuno sta facendo qualcosa di minimamente serio.

Ma come ottiene questi risultati Legambiente? Lo spiega Giovanni Coffaro, di Legambiente “L’ARPAV, nel documento Report Qualità Aria – Polveri PM10 nel Veneto, ha messo in relazione i dati misurati alla stazione Padova Arcella con misure contemporanee condotte in vari comuni. Le relazioni statistiche, che si basano sulla metodologia della “retta di regressione” così trovate permettono di estrapolare dati per le varie località a partire dai dati di Padova.