PM10: IL GENNAIO PIU’ INQUINATO DAL 2012
COSA FARE PER DIFENDERSI

Quello del 2020 è stato il gennaio più inquinato dal 2012 (vedi tabella). Da un mese – dichiara Lucio Passi, responsabile politiche antismog di Legambiente Padova – i picchi di Pm10 sono altissimi, in alcuni casi anche il doppio del limite di legge giornaliero che è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Limite che è stato superato 27 volte dal primo dell’anno al 1 febbraio. E’ bene ricordare che oltre a batteri e virus, il Pm atmosferico trasporta migliaia di diverse sostanze chimiche, molte delle quali  nocive per la salute umana. Ad esempio metalli pesanti, idrocarburi, nitrati, solfati. A Padova si possono imputare allo smog oltre 200 decessi prematuri all’anno.

 

In attesa che la Politica decida finalmente di guarire le città dallo smog, prendendo gli adeguati provvedimenti strutturali che da anni sollecitiamo – continua Passi – Legambiente lancia un appello ai cittadini: evitate i comportamenti che mettono ancor più a rischio la vostra salute. Ecco i nostri consigli.

Attività fisica all’aria aperta. Per il momento è meglio soprassedere. Con i livelli attuali di Pm10 non è una buona idea correre in città: l’iperventilazione che ne deriva, oltre a far inalare più inquinanti aumenta anche il sangue nei polmoni, che accumula così molte più polveri sottili, soprattutto le frazioni più fini che dal polmone, attraverso la circolazione sanguigna colpiscono altri organi, dal cuore al cervello.  Infatti, insieme al Pm10 respiriamo anche il Pm2,5 e frazioni ancora inferiori

Muoversi in biciAi benemeriti ciclisti che non inquinano il consiglio è di non forzare l’andatura per non iperventilare.

Bambini. I bimbi, in particolare i più piccoli, non hanno ancora costruito del tutto il loro sistema di difesa e inoltre, vicino al suolo, il Pm10 è più presente a causa del continuo risollevamento causato dal passaggio delle auto. Se è possibile non portare i piccoli  nel passeggino, ma nello “zaino porta bimbi” o in braccio.

 Amici a quattro zampeCostretti a vivere rasoterra, sono i primi a subire gli effetti nocivi di polveri sottili e idrocarburi. Così spesso manifestano l’antracosi, una patologia che annerisce i polmoni e che alcuni studi correlano all’insorgere di tumori delle vie respiratorie. Cercate di tenerli il più possibile lontani da strade trafficate.

Blindare casa? Le micropolveri superano facilmente gli infissi, perciò non aprire le finestre non serveanzi si rischia di moltiplicare l’inquinamento “indoor”. L’aria di casa è la stessa che c’è fuori a cui si aggiungono altri inquinanti prodotti all’interno (fumo di tabacco, fornelli, vernici dei mobili…).

Campanelli d’allarme:  le persone in buona salute e non fumatrici devono prestare attenzione ai campanelli d’allarme: il raschietto in golal’improvvisa  tosse secca… a cui può seguire un’escalation di bronchiti  e  broncopolmoniti. Ovviamente ciò vale ancor più per le categorie più a rischio. Oltre ai bambini deve temere di più le micropolveri chi soffre già di malattie respiratorie croniche o di patologie degenerative. E gli anziani, che sono più fragili.

 "Infine- conclude Passi- partecipate e rafforzate le iniziative collettive di associazioni ambientaliste e comitati per ottenere politiche anti-smog più efficaci".

Nota: Mascherine. Indossare le mascherine di garza serve a poco: non sono in grado di fermare le polveri sottili. Quelle davvero filtranti (per capirci quelle che usa la polizia municipale) si  possono trovare nei negozi che vendono prodotti antinfortunistici, ma costano molto di più.